AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
32.2001.29
Data decisione, Autorità:
21.08.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
32.2001.00029
RG/sc
Lugano
21 agosto 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
statuendo sul ricorso del 5 aprile 2001 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
la decisione del 13 marzo 2001 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. L'assicurato,
nato nel 1957, di professione muratore, dal settembre 1999 soffre di gonalgia
al ginocchio sinistro su artrosi in patella bipartita. In data 7 febbraio 2001
egli ha presentato una richiesta tendente all'assegnazione di provvedimenti
professionali, segnatamente al collocamento in un altro posto di lavoro.
Precedentemente,
e precisamente sino a novembre 1993, l'assicurato, allora affetto da
tubercolosi, aveva beneficiato di provvedimenti integrativi in vista di una
riformazione professionale quale assistente tecnico e quale disegnatore edile,
rispettivamente con decisione 18 giugno 1997 l'UAI aveva respinto una
successiva richiesta intesa alla frequentazione di un corso di
segretariato-tecnico, rilevando come fosse data la competenza dell'Ufficio del
lavoro per l'esecuzione di tale misura, l'assicurato essendo all'epoca
disoccupato.
1.2. In relazione
alla richiesta 7 febbraio 2001, con decisione l'UAI ha assegnato a __________
un quarto di rendita riconoscendo un grado d'invalidità del 44% sulla base
delle seguenti motivazioni:
"
(…)
Giusta l'articolo 28 della legge federale sull'assicurazione per
l'invalidità (LAI), l'assicurato ha diritto ad una rendita se è invalido al 40
per cento almeno. La rendita è scaglionata come segue, secondo il grado
d'invalidità.
Grado
d'invalidità
Diritto
alla rendita in frazioni di una rendita intera
40 per
cento almeno
un quarto
50 per
cento almeno
una mezza
66 2/3 per
cento almeno
rendita
intera
Nei casi rigorosi, un'invalidità del 40 per cento almeno apre il
diritto ad una mezza rendita.
Le rendite corrispondenti ad un grado d'invalidità inferiore al 50
per cento sono versate solo agli assicurati che hanno il loro domicilio e la
loro residenza abituale in Svizzera. Questa condizione deve pure essere assolta
per i parenti prossimi per i quali una prestazione è richiesta.
Il diritto alla rendita giusta l'art. 28 LAI, nasce al più presto
alla data in cui
a) l'assicurato
presenta un'incapacità al guadagno durevole del 40% almeno, o
b) l'assicurato
ha presentato, in media, un'incapacità di lavoro del 40% almeno durante un anno
senza interruzione notevole (Art. 29 LAI).
E' ritenuta invalidità durevole o permanente, un danno alla salute
irreversibile, ma relativamente stabilizzato, che verosimilmente non evolverà
più, né migliorando, né peggiorando. In questo caso, il diritto alla rendita
nasce al momento in cui l'incapacità di guadagno ha raggiunto almeno il 40 %.
In assenza di invalidità permanente, si parla di un'invalidità
(incapacità di lavoro e di guadagno) di lunga durata. Il diritto alla rendita
nasce, in questo caso, alla scadenza del termine di un anno, se c'è stata
incapacità di lavoro del 40% almeno, senza interruzione notevole, e se
l'incapacità di guadagno che dà diritto a una rendita persiste.
All'occorrenza, si tratta di una malattia di lunga durata.
Per la valutazione dell'invalidità, il reddito del lavoro che
l'invalido potrebbe ottenere esercitando l'attività che si può ragionevolmente
attendere da lui, dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti d'integrazione e
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è comparato
al reddito che avrebbe potuto ottenere se non fosse stato invalido.
La perdita di guadagno che ne deriva determina il grado
d'invalidità in per cento.
Dall'esame della documentazione medico‑economica acquisita
agli atti Al, si rileva che il richiedente, per il danno alla salute di cui è
portatore, presenta una incapacità al guadagno nella misura del 44%.
Come disegnatore edile con AFC ed esperienza, l'assicurato
potrebbe guadagnare un salario annuo di almeno Fr.‑ 60'000.‑‑
(valore 2000, calcolato partendo dallo stipendio minimo di fr. 57'233.-- per un
disegnatore con AFC e 5 anni d'esperienza).
In un'attività adeguata al suo stato di salute (ad es. un lavoro
semi‑qualificato di tipo amministrativo) il richiedente potrebbe
conseguire un salario stimato a fr. 33'800.-‑ annui, (fr. 2600.‑- x
13, valori 2000).
La sua capacità di guadagno residua risulta quindi essere del 56
%.
Un assicurato che presenta un grado d'invalidità situato tra 40 e
50% e che si trova in una situazione economicamente precaria, ha diritto a una
mezza rendita invece di un quarto di rendita.
Voglia farci pervenire, nei 14 giorni, il foglio complementare 3
allegato, al fine di permetterci di esaminare se lei assolve le condizioni
economiche del caso di rigore. Senza questo documento, il suo caso non potrà
essere esaminato e lei beneficerà unicamente del quarto di rendita.
A partire dal 01.08.2000, dopo un anno di carenza, lei ha diritto
al quarto di rendita e, se assolve le condizioni economiche del caso di rigore,
alla mezza rendita." (Doc. AI _)
1.3. Tempestivamente
insorto contro detta decisione, l'assicurato - rappresentato dal Patronato
__________ - ha postulato dinanzi a questo TCA l'assegnazione di una mezza
rendita d'invalidità, censurando l'errata determinazione da parte
dell'amministrazione del reddito da valido.
Queste le
motivazioni del gravame:
"
(…)
- Con domanda
del 7 febbraio 2000, il ricorrente chiedeva l'assegnazione di prestazioni
assicurative per invalidità. Dopo gli accertamenti di rito, l'intimata giungeva
alle conclusioni che un tale diritto sussisteva e con la decisione impugnata
del 13 marzo 2001 assegnava una rendita di un quarto per un grado d'invalidità
del 44%.
Prove: atti
dell'intimata, da richiamare d'ufficio; copia decisione impugnata 13.3.2001
- Il ricorrente
contesta questa valutazione facendo valere di aver diritto a una mezza rendita
per un grado d'invalidità di almeno il 50%.
Egli
non contesta la valutazione medico‑teorica di esigibilità lavorativa, ma
il calcolo di confronto reddituale.
L'intimata
in effetti ha calcolato la perdita economica imputabile all'invalidità
dell'assicurato partendo da un salario ipotetico da valido nella professione di
disegnatore edile di ca. Fr. 60'000.‑ annui e un salario teorico da
invalido di Fr. 33'800.‑ (lavoro leggero con capacità ridotta). Il
ricorrente però con l'insieme delle sue qualifiche ottenute seguendo vari corsi
di formazione professionale per prassi potrebbe svolgere l'attività di tecnico
edile, rispettivamente assistente tecnico. Giusta informazioni salariali
confermate telefonicamente dal Sindacato __________, questa qualifica nel 1998
dava diritto a un salario di Fr. 5308.‑ per 13 mensilità, pari dunque a
Fr. 69'004. ‑ annui. Il calcolo di perdita economica operato su questa
base da una perdita di ca. Fr. 35'200.-, pari al 51 %. E' pertanto da ammettere
un diritto a mezza‑rendita ordinaria d'invalidità.
Prove: come
sopra, curriculum vitae con diplomi e certificati di lavoro (_ doc. tabella salariale,
da richiedere eventualmente al Sindacato __________ (…)"
(Doc. _)
1.4. Con risposta
di causa 2 luglio 2001, l'UAI ha chiesto la reiezione del gravame osservando:
"
(…)
Con decisione 13 marzo 2001 l'UAI ha riconosciuto all'assicurato
un grado di invalidità del 44%.
Il ricorrente ha prontamente impugnato la decisione, contestando
unicamente la determinazione del reddito conseguibile senza invalidità.
Egli sostiene infatti che se non fosse sopraggiunto l'evento
invalidante avrebbe sicuramente conseguito il diploma di tecnico dell'edilizia.
Il reddito in questione dovrebbe quindi essere stabilito con riferimento a
quest'ultima professione, e non a quella di disegnatore edile, contrariamente a
quanto ritenuto dall'UAI.
Preso atto dell'obiezione sollevata, lo scrivente Ufficio conferma
la propria decisione.
Nel determinare il reddito che un assicurato avrebbe potuto
conseguire senza invalidità, occorre basarsi sulla situazione esistente prima
dell'evento invalidante. Se ne ipotizzerà poi l'evoluzione futura partendo
dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (STFA 15.12.92 in re G.I.M.). Ci si scosterà da questa
proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date
al momento dell'evento invalidante, o se particolari circostanze ne rendono il
verificarsi altamente probabile (RAMI 1993, p. 97 ss.). Semplici possibilità
teoriche di avanzamento non vengono per contro prese in considerazione
(Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, p. 205).
Nella fattispecie si rileva che il diploma federale di tecnico
dell'edilizia si ottiene al termine di un ciclo formativo triennale, che
comprende due anni di apprendimento teorico, ed uno di pratica guidata (cf.
rapporto CIP in annesso). Trattasi quindi di una formazione a sé stante, e non
di un semplice corso di perfezionamento.
La possibilità che l'assicurato sarebbe un giorno o l'altro
divenuto tecnico edile è quindi alquanto remota. Per inciso si ricorda inoltre
che l'interessato aveva del resto incominciato la scuola di disegnatore edile,
che aveva però dovuto abbandonare.
In definitiva quindi non sarebbe stato corretto adottare quale
reddito di riferimento quello di tecnico edile." (Doc. _)
1.5. Con scritto
27 luglio 2001 il patrocinatore dell'assicurato si è riconfermato nella propria
domanda di giudizio.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel
merito
2.2. L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:
-
un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
-
la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.
2.3. Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158
consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.
Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag.
432).
I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).
Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI.
L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno.
Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141).
Quindi,
il grado d'invalidità di un assicurato non può essere fondato sulla mera
valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al
guadagno, tenuto conto di ogni attività che da lui ragionevolmente si può
richiedere e delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell’incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.4. In lite è il
calcolo del reddito ipotetico da valido, fissato dall'amministrazione in fr.
60'000 e dal cui raffronto con l'incontestato reddito da invalido di fr. 33'800
è stata desunta un'incapacità al guadagno pari al 44%.
Ritenendo
- e ciò è pure rimasto incontestato - reintegrato l'assicurato nella
professione di impiegato di vendita, l'UAI ha infatti stabilito il grado
d'invalidità raffrontando il reddito annuo di fr. 33'800 conseguibile in
attività compatibili lo stato valetudinario, con il reddito annuo di fr. 60'000
che l'interessato avrebbe potuto realizzare senza il danno alla salute quale
disegnatore edile.
Con il
gravame l'assicurato adduce in sostanza che, senza il danno alla salute, egli
sarebbe in grado di conseguire un reddito di fr. 69'004, corrispondente al
salario di tecnico edile, rispettivamente di assistente tecnico. L'assicurato
sostiene infatti che senza il danno alla salute egli avrebbe potuto conseguire
un diploma di tecnico edile.
2.5. Dal
fascicolo risulta che a seguito della riformazione professionale effettuata
nell'ambito dei provvedimenti reintegrativi dell'AI, il 30 giugno 1993
l'assicurato ha conseguito il diploma di disegnatore edile (cfr. doc. AI _). In
seguito, nell'ambito di provvedimenti che con decisione 18 giugno 1997 l'UAI ha
indicato essere di competenza dell'Ufficio del lavoro essendo all'epoca l'interessato
disoccupato (AI _), nel marzo 1998 egli ha conseguito il diploma si
segretario-comunicatore di cantiere (doc. AI _), professione che, tuttavia, a
causa dei problemi di salute manifestatisi da agosto-settembre 1999 - in
relazione al quale l'interessato ha quindi presentato la richiesta di
prestazioni AI datata 7 febbraio 2000 - non è stata più ritenuta esigibile.
2.6. Ai fini del
calcolo dell'invalidità, secondo legge e giurisprudenza, dev’essere tenuto
conto del reddito ipotetico che l’assicurato potrebbe conseguire considerando
il danno alla salute di cui soffre e quello che avrebbe potuto conseguire se il
danno non fosse subentrato (cfr. consid. 2.3).
Per la
valutazione di entrambi i redditi da porre a confronto è determinante il
momento della decisione impugnata. Per quanto riguarda, in specie, il calcolo
del reddito da valido occorre quindi prendere in considerazioni i reddito che
l'assicurato avrebbe potuto verosimilmente conseguire senza il danno alla
salute sino all'emanazione del provvedimento litigioso (cfr. RCC 1991 pag. 332,
RCC 1989 pag. 123, RCC 180 pag.320).
Per
costante giurisprudenza federale, il reddito da valido deve essere fissato
considerando la situazione personale e professionale dell'assicurato. In merito
all'eventuale avanzamento professionale da considerarsi nell'ambito di questa
valutazione, la giurisprudenza ha in particolare precisato che si deve tener
conto delle possibilità di sviluppo e di promozione professionale teoricamente
esistenti, a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile
(cfr. SVR 1998 IV Nr. 5; Pratique VSI 1998 p. 174-175; Meyer-Blaser,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, p. 206-207).
Un
probabile avanzamento professionale può quindi essere ammesso nella misura in
cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di
indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito
più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o
probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un
avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato
dimostri di aver intrapreso passi concreti (cfr. Pratique VSI 1998 pag. 175;
RKUV 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29).
2.7. L'assicurato
sostiene che senza il danno alla salute egli avrebbe potuto conseguire il
diploma di tecnico edile e percepire di conseguenza un reddito annuo pari a fr.
69'004.
Tale
ipotesi si rivela priva di fondamento.
Come
rilevato dal consulente AI nel suo rapporto 21 giugno 2001 (cfr. doc. _), il
diploma di tecnico edile viene conseguito al termine di un ciclo formativo
della durata di tre anni, comprendente due anni d'apprendimento teorico cui fa
seguito un anno di pratica guidata.
Ora nulla
agli atti permette di ritenere verosimile l'ipotesi che l'assicurato,
originariamente muratore e titolare, dal luglio 1993 di un diploma di
disegnatore edile e dal marzo 1998 di un diploma di segretario-comunicatore di
cantiere, avrebbe intrapreso siffatto ulteriore iter formativo, il quale
avrebbe segnatamente comportato un ampliamento delle proprie conoscenze
professionali che gli avrebbero consentito di assumere responsabilità in seno
ad un'impresa di costruzione. Dagli atti emerge che l'assicurato dal settembre
1989 aveva beneficiato, su proposta dell'Ufficio regionale integrazione
professionale dell'AI, di provvedimenti integrativi per una riformazione quale
assistente tecnico presso la scuola per assistenti tecnici di __________.
Detta riformazione è tuttavia cessata dopo neppure un mese di frequenza dei
corsi. L'assicurato ha infatti abbandonato la scuola a seguito di
insormontabili difficoltà nel seguire l'iter normale degli studi, ritenuti
troppo impegnativi, per intraprendere in seguito - sempre su proposta
dell'Ufficio regionale per l'integrazione dell'AI - una riformazione quale
disegnatore (cfr. doc. AI _).
A
proposito della riformazione presso la scuola tecnica superiore di __________
interrotta dopo ca. 1 mese di frequenza, con rapporto 17 ottobre 1989 i
responsabili del citato ufficio avevano avuto modo di costatare (le
sottolineature sono del redattore):
"
(…)
Il 10.10.89 abbiamo avuto un colloquio con l'assicurato il quale
ci ha fatto presente come malgrado il suo forte impegno tutte le sere avrebbe
studiato sino a mezzanotte), non riusciva a seguire Il programma della
scuola per lui troppo impegnativo.
Visto come il suo stato nervoso e psichico ne aveva già
sofferto, al fine di non peggiorare la situazione, l'abbiamo consigliato di
smettere.
Osserviamo che a suo tempo il nostro ufficio gli aveva
consigliato una riformazione professionale quale disegnatore edile presso il
__________, sconsigliandogli __________. Purtroppo però
l'interessato,
pensando di guadagnar tempo in quanto a __________ c'era già una
lunga lista d'attesa, si è iscritto a __________ mettendoci davanti al fatto
compiuto. (…)" (Doc. AI _)
mentre in
data 11 ottobre 1898 il direttore della scuola ha dichiarato (la sottolineatura
è del redattore):
" Il
sottoscritto ing. __________, direttore __________, dichiara che il sig.
__________ è stato iscritto alla prima classe __________ dall'inizio settembre
1989 fino al 12 ottobre 1989.
Ha dichiarato di abbandonare la scuola perchè, dopo aver
lavorato diversi anni, ha trovato difficoltà insormontabili nel seguire l'iter
normale degli studi." (Doc. AI _)
In simili
circostanze, in assenza di concreti indizi idonei a far ritenere che senza
invalidità l'assicurato avrebbe ottenuto il diploma di tecnico edile - ciò che,
indipendentemente dai successivi diplomi conseguiti, appare improbabile in
considerazione delle suevidenziate attitudini dell'interessato - la
rimunerazione prevista per siffatta attività non può essere presa in
considerazione ai fini della determinazione del reddito da valido.
2.8. Appare
pertanto giustificato quantificare il reddito da valido con riferimento alla
professione di segretario-comunicatore di cantiere, la cui rimunerazione
risulta in ogni caso superiore a quella di disegnatore edile.
A tale
riguardo con rapporto 21 giugno 2001 il consulente AI ha in particolare
osservato:
" Il
certificato cantonale di "segretario‑comunicatore di cantiere"
non è equivalente al Diploma federale di Tecnico dell'edilizia (già assistente
Tecnico) che si ottiene dopo aver frequentato per tre anni la scuola dei
Tecnici per l'edilizia (due anni a tempo pieno e uno di pratica guidata).
Anche le mansioni di queste due attività sono sostanzialmente
diverse.
Il tecnico ha ampliato le sue conoscenze professionali di base per
assumere delle responsabilità in un'impresa di costruzione.
Il segretario‑comunicatore ha invece principalmente il
compito di trasmettere in modo corretto e adeguato le informazioni tra le
diverse figure professionali attive in un cantiere di grandi dimensioni (in
Ticino questa formazione è stata proposta in previsione dei lavori Alp
Transit). Egli, durante questo corso, ha acquisito soprattutto delle nuove
competenze (amministrative, d'informatica e di comunicazione) da affiancare a
quelle già imparate durante un tirocinio nel settore delle costruzioni. In
questo caso si può parlare, più che di un perfezionamento delle conoscenze
acquisite durante il tirocinio e il lavoro, di un parziale cambiamento
professionale.
A livello salariale non esiste un contratto collettivo per i
segretari‑comunicatori di cantiere.
Il salario è concordato in modo individuale e dipende sopra tutto
dal curricolo formativo e professionale del candidato. E quindi molto
difficile definire un salario medio, anche perché, attualmente in Ticino
l'offerta di posti di lavoro come segretario‑comunicatore è in pratica
nulla.
Teoricamente, considerati i due tipi di formazione (una della
durata di tre anni, l'altra di circa dieci mesi), il salario medio di un
segretario comunicatore dovrebbe essere superiore a quello del disegnatore
qualificato con esperienza (minimo Fr. 57 233 nel 2000) ma inferiore a quello
del tecnico con diploma federale (Fr. 69 000). (Doc. _)
Alla luce
delle pertinenti considerazioni espresse dal consulente e considerando - in
assenza di dati salariali specifici relativi alla profesione di
segratrio-comunicatore di cantiere - un reddito da valido corrispondente alle
media fra il salario di disegnatore qualificato (fr. 57'233) e quello di
tecnico munito di diploma federale (fr. 69'000), il tasso d'invalidità
emergente dal raffronto dei redditi (63'116 - 33'800 x 100 : 63'116 = 46.45%)
non attinge la soglia richiesta per l'erogazione di una mezza rendita AI (50%).
Stante
quanto sopra, il ricorso deve essere respinto e l'atto impugnato confermato.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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