AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
31.2002.27
Data decisione, Autorità:
07.08.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
31.2002.27
ZA/cd
Lugano
7 agosto 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi,
Ivano Ranzanici
redattore:
Zaccaria Akbas, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 25 aprile
2002 ai sensi dell'art. 52 LAVS di
__________,
contro
In relazione alla
fallita __________
ritenuto, in
fatto
1.1. L'associazione
__________, con sede a __________, è stata iscritta a Registro di Commercio il
__________ 1996 (cfr. doc. _, FUSC del __________ 1996).
Lo scopo
sociale consisteva nel promuovere programmi occupazionali ai sensi della LADI e
favorire nuove attività di lavoro (cfr. doc. _).
è stata designata sin dalla costituzione membro dell'associazione con carica di
cassiera, con diritto di firma collettivo a due.
L'associazione
__________ è stata affiliata alla Cassa __________ di compensazione AVS in
qualità di datrice di lavoro dal 1° dicembre 1996. Dal 1999 __________ non ha
più notificato salari imponibili ai sensi dell'AVS.
è entrata in mora con il pagamento dei contributi dal 1997. La Cassa ha
iniziato per questo motivo ad inviare sistematicamente delle diffide dal mese
di marzo 1997 ed ha promosso delle procedure esecutive dal mese di maggio 1998
(cfr. doc. _).
In data
22 marzo 2001 l'UE di __________ ha rilasciato un attestato di carenza beni a
seguito di pignoramento per un importo di fr. 204'217.60 (cfr. doc. _).
Con
decreto del 14 febbraio 2002 la Pretura del Distretto di __________ ha
dichiarato l'apertura del fallimento (cfr. FUC del __________ 2002), mentre con
decreto 14 agosto 2002 ne ha decretata la liquidazione in via sommaria ai sensi
dell'art. 231 LEF (cfr. FUC del __________ 2002).
1.2. Costatato di
aver subito un danno, il 1°marzo 2002 la Cassa ha emesso nei confronti di
__________ una decisione di risarcimento danni ex art. 52 LAVS per fr.
83'551.45 concernente i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF non versati nel
1998, solidalmente con __________ per analogo periodo e importo (cfr. doc. _).
1.3. Con
opposizione 29 marzo/15 aprile 2002, __________, ha respinto l'addebito
d'intenzionalità e grave negligenza, adducendo:
" Credo
sia doveroso da parte mia precisare quale è stata la mia
attività all'interno della __________ e per quale motivo è rimasto
scoperto l'importo a vostro favore.
-
L'unica
attività della __________ è stata l'organizzazione di programmi occupazionali.
-
Non vi è mai stato nessun altro tipo di introito.
-
Non risulta
esserci nessun tipo di problema nei programmi organizzati e pensati dalla
sottoscritta. Vedi 1996-1997-1999.
-
Nel dicembre
1997 si inizia con un programma di cui capo progetto è il signor ,
ideatore di quello che è stato chiamato "".
Termine per la realizzazione del programma 12 settembre
1998.
In collaborazione con i Volontari
__________ e con il consenso del Municipio di __________, il signor __________
inoltra presso il __________ (sotto il cappello della __________) un progetto
molto ambizioso, assicurando tutti quanti di essere in grado di raccogliere i fondi necessari per pagare tutto il
materiale e le altre spese non sussidiate dal __________. __________ si vende
come uno specialista di marketing. Inoltre dice di far parte di varie
associazioni (leggasi Volontari __________, Associazione __________ e
__________........... (non è il __________) in breve, nessun problema per la
raccolta fondi.
-
Tutti (me
compresa) rendono attento __________ delle conseguenze.
-
Io mi occupo
di tutta la parte amministrativa e contabile della __________, compresa la
gestione dei fondi incassati a nome dei Volontari per il pagamento dei costi
non riconosciuti da __________. Tutte le entrate e le uscite vengono
controllate dal sig. __________ dei Volontari.
-
Intanto,
siamo quasi alla fine del programma e la raccolta fondi è un vero flop.
-
I Volontari
si arrabbiano, il Municipio di __________ pure e tutti danno la colpa alla
__________ organizzatrice della manifestazione.
-
Io posso
tranquillamente affermare che da parte mia non vi è stata né negligenza né
intenzione di violare le prescrizioni. Tutti i soldi raccolti e tutti i fondi ricevuti da __________ sono stati usati
esclusivamente per organizzare le " __________."
-
Ritengo
essere il signor __________ l'unico responsabile del danno causato, il fatto
che lui fosse il capo progetto è provato anche da diversa documentazione,
compreso il salario più alto.
-
Se
invece la responsabilità è solidale, mi chiedo come mai, il signor __________,
che pure era membro dell'associazione fino al termine del programma e a conoscenza
di tutto, e che ho più volte spronato a raccogliere un po' di
fondi non è chiamato in causa.
-
Purtroppo
la mia situazione finanziaria non è per nulla florida e fra qualche mese
rischio pure la disoccupazione, visto che la ditta dove attualmente lavoro è in
moratoria.
Tanto vi dovevo per regolarità amministrativa e per fugare il
dubbio che nella mia qualità di cassiera mi fossi "mangiata i
soldi"."
(cfr. doc. _)
1.4. Con
petizione 25 aprile 2002, la Cassa ha postulato la condanna di __________ al
risarcimento di fr. 83'551.45, in quanto la convenuta non avrebbe ottemperato
agli obblighi di diligenza e vigilanza. La Cassa ha inoltre argomentato come
segue:
"
(…)
L'argomentazione sostenuta dalla convenuta, per escludere ogni
responsabilità, segnatamente l'eccezionalità - nella gestione organizzativa
e amministrativa - dell'anno 1998, non può essere condivisa dall'attrice.
Infatti, l'attrice evidenzia come il 1998 é stato l'ultimo anno in
cui l'associazione è stata attiva.
In effetti, l'attività della __________ nel 1999 si è limitata al
versamento dei salari agli amministratori e dipendenti __________ e alla
convenuta (Doc. _). Tant'è vero che negli anni successivi l'associazione non
risulta più operativa (Doc. _).
In siffatta situazione, l'eccezionalità dell'anno 1998, in
relazione al mancato pagamento dei contributi, invocata dalla convenuta, non
trova fondamento.
Prove: C.S.
Pure le asserzioni della controparte secondo la quale le
responsabilità del danno sarebbero da attribuire esclusivamente
all'atteggiamento assunto dal presidente __________, non possono essere
ritenute validi motivi di giustificazione, per le motivazioni che verranno qui
di seguito esposte.
5.1
Dall'organo formale di una società sono posti a carico degli
obblighi, ai sensi dell'art. 716a cpv. 1 CO, che devono
essere assunti secondo la diligenza che va oltre la prudenza che è d'uso
osservare nei propri affari (STFA inedita del 29 agosto 1997 in re G. M., pag.
7).
Infatti, ogni membro deve informarsi o farsi informare
periodicamente sugli affari più importanti della società e qualora dovesse
emergere il sospetto di un'esecuzione negligente o scorretta da parte di chi
avrebbe ottenuto la delega gestionale, ogni amministratore è tenuto, anche al
di fuori della propria sfera di competenza, ad
intervenire con decisione chiedendo i necessari chiarimenti ed
assumendo le misure del caso.
Nell'evenienza, la convenuta sottolineando la circostanza di aver
gestito l'intera parte amministrativa e contabile della __________, nel periodo
oggetto della presente vertenza, avrebbe dovuto ragionevolmente essere
costantemente al corrente dell'andamento finanziario dell'associazione.
Quindi, a maggior ragione, se la convenuta avrebbe manifestato
delle perplessità al presidente __________ per il progetto per l'anno 1998,
avrebbe dovuto verosimilmente accrescere le misure di controllo e vigilanza,
nonostante le rassicurazioni fornite da quest'ultimo.
Segnatamente all'affermazione di controparte secondo cui la
convenuta avrebbe riscontrato prima dello scadere del programma dell'anno 1998,
una situazione finanziaria preoccupante, l'attrice evidenzia come, secondo il
Tribunale federale delle assicurazioni, l'amministratore deve, se intende
limitare i rischi connessi alla sua funzione, rassegnare le dimissioni quando
accerta che non dispone di alcun potere (DTF 123 V 173 consid. 3a).
Pertanto, nel caso di specie, se la convenuta avesse in quel
momento agito con determinazione, uscendo dall'associazione per tempo, ciò che
non è stato il caso, avrebbe certamente evitato di trovarsi in una simile
situazione.
Inoltre, rilevante è il fatto che la convenuta, con scritto 21
luglio 1999, a nome e per conto dell'associazione, comunicava alla Cassa che, "non
appena saranno effettuate le usuali verifiche contabili ed il versamento dalla
__________ - Direzione del lavoro, Assicurazione contro la disoccupazione,
__________, sarà nostra premura provvedere immediatamente al saldo - chiusura
conto 1998" (Doc. _).
Significativa pure la circostanza che la stessa, al corrente dello
scoperto contributivo, oggetto della presente vertenza, avrebbe esitato
affinché le indennità della __________, __________ venissero versate
direttamente alla nostra Cassa anziché alla __________ (Doc. _).
Pertanto, non avendo la convenuta ottemperato agli obblighi di
diligenza e di vigilanza che, secondo la giurisprudenza, va oltre la prudenza
che è d'uso nei propri affari, ella deve assumersi le conseguenze del mancato
pagamento dei contributi alla Cassa.
Prove: C.S.
5.2
Per quanto attiene alla presunta ed esclusiva colpa del presidente
__________, l'attrice osserva che in questo contesto l'art. 759
cpv. 1 CO non è applicabile nell'ambito della responsabilità dell'art. 52 LAVS
per giustificare una riduzione del danno in relazione alla gravità dell'errore
commesso dal responsabile (STFA inedita del 13 novembre 2000 in re F. S.).
Prove: C.S.
L'argomentazione sostenuta dalla controparte secondo la quale il
signor __________ avrebbe dovuto impegnare, solidalmente, la propria responsabilità
per il mancato pagamento dei contributi paritetici AVS per l'anno 1998, poiché
membro dell'associazione fino al termine del programma per l'anno 1998, non può
essere condivisa dall'attrice.
Infatti, dall'istruttoria preliminare è emerso che il membro
segretario __________, dimissionario da tale carica il 9 dicembre 1998 (Doc.
_), avrebbe impegnato la propria responsabilità risarcitoria sino al mese di
ottobre 1998 (acconti), ma che tuttavia i contributi sino a tale periodo sono
stati pagati.
Prove: C.S.
Infine, si rileva che la situazione economica personale descritta
dalla convenuta non è rilevante ai fini della causa poiché non può assurgere a
motivo di discolpa.
Prove: C.S." (cfr. doc. _)
1.5. Con risposta
3 giugno 2002, la convenuta, ribadendo quanto espresso con l'opposizione, ha
precisato:
"
(…)
A) Prima di
entrare nel merito delle contestazioni fatte dalla parte attrice alla
motivazioni date alla mia opposizione, chiedo a questo Tribunale, di volermi
indicare se la parte convenuta ha il diritto di sapere in base a quale
parametro, legge o ordinanza il servizio giuridico della Cassa __________ di
Compensazione decide di perseguire una persona piuttosto di un'altra.
Comunque, confermo integralmente quanto contenuto nella mia
motivazione all'opposizione, contestando il modo fazioso e tendenzioso nel
quale sono stati esposti i fatti:
II NEL MERITO
In fatto
Sul contenuto del punto 6., vorrei precisare che
l'associazione ha limitato - e non "avrebbe" la
sua attività unicamente nell'organizzazione di programmi occupazionali, e
che ha avuto difficoltà di gestione unicamente nel corso dell'anno 1998.
Durante tutto il 1998 l'attività e stata rivolta esclusivamente
all'organizzazione dei festeggiamenti del __________, per la città di
, con costruzione delle due barche "" ed
esecuzione dei costumi d'epoca, soldatini di piombo ecc. ecc.
Di tutto questo, capo progetto era __________ ( presidente )
tant'è vero che il suo salario era superiore al nostro.
II fatto che io fossi membro e cassiera è un fatto tecnico avendo
io sempre lavorato nell'amministrazione. A tempo debito produrrò testimonianze
e dichiarazioni a sostegno delle mie affermazioni.
Ribadisco che al mio comportamento non può essere riconosciuta
nessuna violazione, né intenzionale, né per negligenza grave, delle
prescrizioni legali.
-
In tutta la
mia lunga attività lavorativa (quasi 40 anni ) sono sempre stata riconosciuta
come una persona responsabile e di totale affidabilità;
-
Non credo si
possa dire la stessa cosa del signor __________, il quale, tra l'altro, in data
16 marzo 2001 ha redatto il verbale di pignoramento, sfociato poi in un atto di
carenza beni a carico della __________ di ben 204'217.60 franchi e neppure si è
preoccupato di comunicarmelo (io ne ho preso atto solo consultando la
documentazione allegata alla petizione). Non è forse questa la prova che
__________ sa di essere la causa di questi debiti?
Violazione
intenzionale, potrebbe essere ascritta a __________ il quale sapendo di non
poter essere perseguito perché già pieno di carenza beni, se ne frega dei
debiti creati dalla sua irresponsabilità.
-
Negligenza
grave. Cosa vuol dire? Che io i soldi li avevo, ma che li ho usati per
qualcos'altro? Ma se in un programma occupazionale i soldi per i salari non
vengono neppure gestiti fisicamente dall'associazione, ma dalla cassa
disoccupazione. Quindi in questi casi l'associazione è un datore di lavoro
anomalo.
-
II fatto che
io non abbia dato le dimissioni è dovuto solo al motivo che sapevo esserci ancora
dei sospesi e non volevo defilarmi senza prima aver preso posizione e fare in
modo che il colpevole fosse punito. Questo non è un atto di responsabilità?
-
Come posso
essere tanto responsabile e contemporaneamente avere operato con negligenza
grave e intenzionale violazione delle prescrizioni ? Cosa sono schizzofrenica ?
-
che pure era membro-segretario non viene chiamato in causa ?
IN DIRITTO
L'attrice mi accusa persino di non essere uscita per tempo
dall'associazione. Bravi, complimenti! Ebbene produrrò testimonianze tali da
dimostrare che con la mia presenza e continua attività in seno
all'associazione, ho contribuito a contenere i danni al minimo.
Tendenzioso il paragrafo nel quale si dice:
"significativa pure la
circostanza che la stessa, al corrente dello scoperto contributivo, oggetto
della presente vertenza, avrebbe esitato affinché le indennità della __________
venissero versate direttamente alla nostra Cassa anziché alla __________."
Si cerca di influenzare negativamente il giudizio sulla mia persona.
Ma la verità è molto più semplice.
Dal momento che la nostra attività era terminata, era per me
evidente che gli importi dovessero andare a coprire gli scoperti, trovavo
quindi offensivo il fatto che non ci si fidasse a versarli sul nostro conto.
Tutto lì.
Contestata integralmente l'argomentazione dell'attrice a
giustificazione della non chiamata in causa del signor __________. In virtù di
quale strana legge il signor __________ avrebbe impegnato la propria
responsabilità risarcitoria solo fino al mese di ottobre?
Ma se ha dato le dimissioni il 9 dicembre del 1998.
Perché si affermano che gli acconti erano pagati fino a tale data
quando neppure questo è vero?
Perché in altre occasioni il servizio giuridico della Cassa parla
di responsabilità che vanno comunque fino alla fine di un trimestre?
(Due pesi e due misure?) oppure qualcuno sta tentando di
proteggerlo, visto che essendo titolare di un ufficio cambi è l'unico ad avere
i soldi per pagare?
Perché al telefono il sig. __________ mi ha chiesto quale era la
mia situazione economica, se questo ai fini della causa non è
importante ? lo nelle motivazioni l'ho indicato perché loro me
lo hanno chiesto.
Ribadisco e mi difenderò fino in ultimo per dimostrare che date le
circostanze venutesi a creare a seguito dell'irresponsabile gestione dei
festeggiamenti del __________, da parte del signor __________, devono essere
riconosciute le mie giustificazioni di discolpa, motivazioni idonee ad
escludere una violazione intenzionale o per negligenza grave delle
prescrizioni." (cfr. doc. _)
1.6. A seguito
di un accertamento effettuato dal TCA, in data 2 aprile 2003, la Cassa ha
trasmesso alcuni conteggi e la cessione di credito del 17 febbraio 2003 (cfr.
doc. _). Questi ultimi sono stati inviati alla convenuta per conoscenza (cfr.
doc. _)
In data 2
giugno 2003 la Cassa ha trasmesso al TCA l'attestato di carenza beni in seguito
a fallimento per l'intero credito insinuato dalla Cassa (cfr. doc. _).
in
diritto
2.1. Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che
tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che il giudice delle
assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto
verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo (STFA del 20 marzo 2003, nella causa B., H 27/02, consid. 1,
pag. 2, STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4;
STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9
gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467
consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per cui
ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002.
2.2. In virtù dell'art. 52 LAVS
"il datore di lavoro deve risarcire alla cassa di compensazione i danni da
lui causati violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni".
I
presupposti dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno,
la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici,
da parte del datore di lavoro, e l'intenzionalità o la negligenza grave.
Nell’ipotesi
in cui il datore di lavoro è una persona giuridica, che è stata sciolta
allorché la pretesa viene fatta valere, possono essere convenuti, in via
sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b con
riferimenti; SVR 2001 AHV Nr. 6, pag. 20).
Sussidiarietà
significa che la cassa di compensazione deve innanzitutto rivolgersi al datore
di lavoro. Solo nel caso in cui il datore di lavoro non può far fronte al suo
obbligo contributivo la cassa di compensazione può agire sussidiariamente e
direttamente contro i suoi organi. Generalmente questo è il caso in cui la
cassa accusa un danno a seguito del fallimento della società datrice di lavoro
(Nussbaumer, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art. 52 AHVG, in AJP/PJA
1996 pag. 107.; Frésard, Les développements récents de la
jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité
de l’employeur selon l’art. 52 LAVS, in RSA 1991, no. 2
pag. 163).
Il
rilascio dell’attestato di carenza beni definitivo in una procedura di
esecuzione in via di pignoramento attesta ufficialmente, oltre al mancato
adempimento all’obbligo di versare i contributi, l’insolvibilità del datore di
lavoro. Quindi alla Cassa è lecito richiedere il risarcimento ex art. 52 LAVS
agli organi anche se la società esiste giuridicamente (cfr. RCC 1988 pag. 137
consid. 3c). Per questo, dalla notifica di tale atto, non vi è motivo per non
iniziare una procedura di risarcimento contro i suoi organi sussidiariamente
responsabili (RCC 1988 pag. 137 consid. 3c, confermato in RCC 1991 pag. 135 consid.
2a; cfr. critica in M. Kunz, Die Schadenersatzplicht des Arbeitsgebers in der
AHV, Diss. Winterthur 1989 pag. 63).
Il TFA ha recentemente
riesaminato il problema della responsabilità sussidiaria degli organi ed ha
concluso che la prassi finora adottata a proposito dell'art. 52 LAVS deve
essere mantenuta (cfr. DTF 129 V 11 = Pratique VSI pag. 79 ss).
L'Alta
Corte ha in particolare precisato che né dal messaggio del Consiglio federale
concernente l'11a revisione dell'AVS ( DTF 129 V 13 consid. 3.3.), né dai
lavori preparatori della LPGA (DTF 129 V 13 consid. 3.5.) sono emerse
indicazioni per un cambiamento della prassi finora adottata.
2.3. Ai sensi
l'art. 12 LAVS il datore di lavoro è chiunque versi a persone obbligatoriamente
assicurate una retribuzione ( salario determinante) per un lavoro in una
situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (cfr. ad
esempio DTF 118 V 65 consid. 5).
Secondo l'art. 14 cpv.1 LAVS (e gli art. 34 ss OAVS) al datore di lavoro spetta
l’obbligo (di diritto pubblico) di conteggiare e versare i contributi (cfr.
Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con riferimenti, cfr. in particolare DTF
114 V 221).
Il venire meno a questo obbligo costituisce una violazione di prescrizioni ai
sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno
(Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF 108 V 186
consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid. 2).
Ora, come
accennato al considerando precedente, ai sensi dell'art. 52 LAVS il concetto di
datore di lavoro è più ampio di quello descritto dall'art. 12 cpv. 1 LAVS.
Infatti, secondo costante giurisprudenza del TFA, qualora il datore di lavoro è
una persona giuridica, l'obbligo di risarcire il danno si estende, in via
sussidiaria, anche agli organi della stessa (DTF 123 V 15 consid. 5b con
riferimenti, cfr. in particolare DTF 114 V 219s in cui il TFA ha confermato la
propria giurisprudenza prendendo posizione sulle critiche mosse da parte della
dottrina).
Tale estensione è stata tra l'altro motivata con il riferimento al principio
generale della responsabilità degli organi di una società ai sensi dell'art. 55
cpv. 3 CC (statuito la prima volta in DTF 96 V 125, e ribadito in DTF 114 V 221
consid. 3b).
Nel caso in esame, è pacifico che il comitato (l'art 69 CC usa il termine di
direzione) è organo dell'associazione ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 CC (Riemer,
in Berner Kommentar, Berna 1990, ad art. 69 ZGB N.107).
In applicazione dell'art. 55 cpv. 3 CC i membri del comitato rispondono personalmente
(con il loro patrimonio) per danni causati a terzi (inclusi, a determinate
condizioni, membri dell'associazione) a seguito di atti illeciti (Riemer, BK ad
art. 69 ZGB N.119 s).
La giurisprudenza ha esteso l'applicazione dell'art. 52 LAVS ai membri di un
comitato di un'associazione. Ancora recentemente il TFA ha del resto condannato
i membri di un'associazione sportiva al pagamento dei contributi rimasti
insoluti a seguito del rilascio di diversi attestati di carenza beni dopo il
pignoramento (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa Y., H 176/01; STFA del 19
febbraio 2003 nella causa A., B., C., D., E., H 284/02; STFA del 13 novembre
2001 nella causa A., H 210/01 e a livello cantonale STCA del 21 novembre 2000
nella causa B, H, P, L, D, M, P, P, D. L., B, M, T, Inc. 31.1998.79-90; per i
casi di associazioni sciolte a seguito di fallimento, cfr. STFA del 13 maggio
2002 nella causa M., F., L., B., H 387-88-89-90/01).
In conclusione, l'estensione del concetto di datore di lavoro agli organi di
una persona giuridica riportato sopra legittima dunque per principio la Cassa a
chiedere il risarcimento alla convenuta.
(cfr.
anche M. Knus, Die Schadenersatzpflicht des Arbeitgebers in der AHV, tesi,
Winterthur 1989, pag. 15).
2.4. Con decreto
del 14 febbraio 2002 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato
l'apertura del fallimento (cfr. FUC del __________), mentre con decreto 14
agosto 2002 ne ha decretata la liquidazione in via sommaria ai sensi dell'art.
231 LEF (cfr. FUC del __________ 2002).
Tuttavia la Cassa è venuta a conoscenza del danno già con il rilascio da parte
dell'UE di __________ dell'attestato di carenza beni in data 22 marzo 2001.
Il momento della “conoscenza
del danno” può infatti avvenire precedentemente al fallimento, ossia in caso di
rilascio di un attestato di carenza beni durante un’esecuzione in via di
pignoramento (cfr. DTF 113 V 256 con riferimenti), oppure, a determinate
condizioni, durante una moratoria concordataria (DTF 121 V 241 consid. 3c/bb in
fine, AHI Praxis 1995 pag. 164, consid. 4d).
In
un’esecuzione per via di pignoramento la conoscenza del danno coincide con
la notifica dell’attestato di carenza beni ai sensi dell’art. 115 cpv. 1, in
relazione con l’art. 149 LEF questo anche nell’ipotesi in cui il datore di
lavoro è una persona giuridica non ancora sciolta per fallimento.
Da quel
momento decorre il termine di perenzione di un anno (cfr. STFA del 20 marzo
2003 nella causa W., H 265/00, consid. 3.6.; STFA del 19 febbraio 2003 nella
causa A., B., C., D., E., H 284/02, consid. 7.2.; DTF 113 V 257s = RCC 1988
pag. 136; RCC 1991 pag. 132; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant
que parties à une procédure de réparation d’un dommage selon l’art. 52 LAVS in
RCC 1991 pag. 405 in fine).
Nella
fattispecie la Cassa ha correttamente inoltrato la decisione di risarcimento
danni entro un anno dall'emissione dell'attestato di carenza beni (decisione
del 1° marzo 2002, cfr. doc. _), rispettando dunque il termine perentorio ex
art. 82 cpv. 1 OAVS.
2.5. Si ha un
danno ai sensi dell'art. 52 LAVS ogni qualvolta dei contributi paritetici
legalmente dovuti all'AVS sfuggono a questa assicurazione. Il danno subentra
allorquando questi contributi non possono essere riscossi per motivi di diritto
o di fatto. Questo per intervenuta perenzione ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS
o per insolvenza del datore di lavoro ( cfr. Nussbaumer, AJP/PJA 1996 pag.
1076; DTF 123 V 15, 16, consid. 5b; DTF 98 V 26). L'ammontare del danno
corrisponde a quello dei contributi che il datore di lavoro avrebbe dovuto
versare (DTF 98 V 26 = RCC 1972 pag. 687; Frésard, La responsabilité de
l’employeur pour le non-paiement de cotisations d’assurances sociales selon
l’art. 52 LAVS, in RSA 1987, no. 10, pag. 9).
Costituiscono
elementi del danno risarcibile, tra l’altro, i contributi AVS/AI/IPG, sia per
la parte del salariato che quella del datore di lavoro (cfr. STFA del 28
ottobre 2002 nella causa P. e F., H166/02, consid. 4.1.; Pratique VSI 1994 pag.
104); i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. STFA del 4
ottobre 2002 nella causa A. e T., H 346/01, consid. 4); i contributi dovuti
all’assicurazione cantonale degli assegni familiari, le spese di
amministrazione; gli interessi moratori (cfr. art. 14 cpv. 4 lett. e, art.
41bis OAVS), le spese esecutive (cfr. la giurisprudenza citata in
Trisconi-Rossetti, L’azione di risarcimento danni della Cassa di compensazione
AVS/AI/IPG nei confronti del datore di lavoro ex art. 52 LAVS, RDAT II 1995
pag. 369 s; vedi anche la numerosa giurisprudenza citata in Istituto delle
assicurazioni sociali, "Novità nel campo dell'azione di risarcimento danni
ex art. 52 LAVS della Cassa di compensazione AVS/AI/IPG nei confronti del
datore di lavoro", RDAT II 2002 pag. 519 s; STFA del 24 ottobre 2000 nella
causa T., C. e S., H 113/00, consid. 6).
Nell'evenienza
concreta, dagli estratti concernenti l'evoluzione del debito (cfr. doc. _),
dagli estratti dei contributi paritetici e dai quaderni dei salari (cfr. doc.
_), risulta chiaramente l'importo dei contributi non saldati, che ammonta a fr.
83'551.45.
Del resto
la convenuta non ha contestato l'importo del danno come tale.
2.6. Per
definizione, il danno considerato dall'art. 52 LAVS è quello derivante da un
atto o da un'omissione in relazione ai compiti che la legge attribuisce al
datore di lavoro, segnatamente in materia di versamento dei contributi
(Pratique VSI 1994 pag. 99, consid. 5a). Le prescrizioni cui fa riferimento
l'art. 52 LAVS sono innanzitutto quelle contenute nella LAVS medesima e nelle
sue disposizioni di esecuzione: in particolare le norme concernenti l'obbligo
di pagare i contributi, il calcolo degli stessi dovuti sul reddito di
un'attività salariata, il prelevamento dei contributi dei salariati, l'obbligo
di allestire i relativi conteggi: sono queste le disposizioni in senso stretto
(art, 14 cpv. 1 LAVS, art. 34ss OAVS; cfr. RCC 1985, pag. 607 consid. 5a).
L’obbligo
di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un
compito di diritto pubblico (Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con
riferimenti) ed il venire meno a questo compito costituisce una violazione di
prescrizioni ai sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale
del danno (Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF
108 V 186 consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid.
2).
2.7. La cassa di
compensazione che constata di aver subito un danno in seguito alla non osservanza
delle prescrizioni (ad es. dell'art. 14 LAVS, relativo all'obbligo di dedurre
da ogni paga i contributi e di versarli periodicamente alla cassa,
rispettivamente degli art. 34 e ss. OAVS relativi ai modi di conteggio e di
pagamento dei contributi) può presumere che il datore di lavoro ha violato le
prescrizioni intenzionalmente o almeno per grave negligenza e quindi può
procedere contro di lui.
Incombe
allora al datore di lavoro di far valere e provare validi motivi di
giustificazione e di discolpa, idonei cioè ad escludere una violazione
intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni, rispettivamente idonei
a giustificarla in base a circostanze speciali (DTF 108 V 187; SVR 1995 AHV Nr.
70 pag. 213).
È quindi
possibile che, procrastinando il pagamento dei contributi, il datore di lavoro
riesca a salvaguardare l’esistenza della ditta, ad esempio nell’ipotesi di
difficoltà passeggere di liquidità.
Affinché
un simile comportamento non comporti l’applicazione dell’art. 52 LAVS, occorre
che il datore di lavoro, nell’istante in cui decide, abbia seri e oggettivi
motivi di ritenere che gli sarà possibile solvere i contributi entro un termine
ragionevole (cfr. DTF 108 V 188; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 261
consid. 4b; RCC 1985 p. 604 consid. 3a).
L’obbligo
del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla
Cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi reca e prova motivi di
giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b; Knus,
op. cit., pag. 54, Frésard, op. cit., RSA 1987, pag. 7).
2.8. Ai sensi
della giurisprudenza del TFA si deve ammettere una negligenza grave del datore
di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire
importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta nella stessa situazione.
La misura
della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che
si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di
lavoro della stessa categoria di quella a cui appartiene l’interessato ( RCC
1988 pag. 634 consid. 5a; DTF 112 V 159 consid. 4 con riferimenti; M. Knus, op.
cit., p. 53). Questo dovere risulta accresciuto quando si tratta di un
amministratore unico; egli deve dare prova di tutta la diligenza necessaria
alla corretta gestione degli affari sociali non essendo sufficiente l'ossequio
della diligentia quam in suis (DTF 112 V 3 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 III
198 consid. 3a). Egli deve conservare un assoluto controllo sugli affari
importanti della ditta, essendo segnatamente suo preciso dovere vigilare
affinché i contributi vengano regolarmente versati. Occorre però esaminare se
speciali circostanze legittimavano il datore di lavoro a non versare i
contributi o potevano scusarlo dal provvedervi ( DTF 121 V 244 consid. 4b; 108
V consid. 1b e 193 consid.2b)
2.9. Innanzitutto
va precisato che, secondo costante giurisprudenza (cfr. STCA 14 giugno 1995
nella causa C.; __________) la responsabilità del datore di lavoro ai sensi
dell'art. 52 LAVS non è in relazione alla gestione della società per se stessa,
né a eventuali cause di un fallimento.
è stata designata sin dalla costituzione dell'associazione membro del comitato
con la carica di cassiera e con diritto di firma collettivo a due.
2.9.1. Sostanzialmente
__________ sostiene di non avere avuto responsabilità per quello che riguarda
la situazione societaria nel 1998, in quanto il progetto ambizioso
"__________", non era stato da lei condiviso. Unico responsabile
dell'insuccesso del progetto sarebbe __________, capo progetto ed ideatore del
progetto.
avrebbe avuto all'interno dell'associazione solo compiti prettamente tecniche
(mansioni puramente amministrative). Ella avrebbe per contro, con la sua
presenza in seno all'associazione e l'impegno profuso, limitato i danni. Non si
sarebbe dimessa subito perché sapeva che c'erano ancora dei sospesi e non
voleva defilarsi senza prima aver preso posizione e fare in modo che il
colpevole fosse punito.
Nella
fattispecie in esame l'attrice ha convenuto il membro del comitato iscritto a
RC __________ sostanzialmente rimproverandole di essersi fidata dell'agire di
__________, senza quindi aver controllato se effettivamente i contributi
paritetici erano stati versati.
La Cassa ha implicitamente equiparato l'obbligo di vigilanza della convenuta a
quello spettante ai membri del Consiglio di amministrazione di una società
anonima, i quali ai sensi dell'art. 716a cpv. 1 CO hanno l'obbligo inalienabile
e irrevocabile dell"alta vigilanza sulle persone incaricate della
gestione, in particolare per quanto concerne l’osservanza delle legge, dello
statuto, dei regolamenti e delle istruzioni “.
Secondo
la giurisprudenza del TFA sviluppatasi attorno a tale disposizione,
l'amministratore deve, di principio, informarsi periodicamente dell’andamento
dell’azienda ed in particolare sugli affari principali, richiedendo rapporti
dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed agendo
per correggere irregolarità. Se, dalle informazioni raccolte, sorge il sospetto
di una gestione scorretta o negligente da parte di chi ha ottenuto la delega
gestionale, l’organo deve intervenire affinché le prescrizioni siano rispettate
(cfr. STFA del 27 febbraio 2002 nella causa S., H 282/01, consid. 5a; DTF 114 V
219, consid. 4a = RCC 1989, pag. 116, consid. 4a e STFA del 25 luglio 1991
nella causa V.E.; cfr. anche STFA del 29 agosto 1997 nella causa M.).
Segnatamente è suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano
regolarmente versati (cfr. STFA del 24 aprile 2002 nella causa G., H 153/00, consid.
8b; DTF 108 V 202 consid. 3a; Frésard, Les développements récent de la
jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité
del l’employeur selon l’art. 52 LAVS, RSA 1991, pag. 165). Non è sufficiente
esaminare i conti una volta all'anno (cfr. STFA del 27 febbraio 2002 nella
causa S., H 282/01, consid. 5a).
Secondo
la nostra Massima istanza, l'amministratore deve rassegnare le proprie
dimissioni dal CdA se, nonostante le sue sollecitazioni, i contributi
paritetici rimangono impagati (cfr. STFA del 17 gennaio 2002 nella causa A. e
B., H 38/01, consid. 4b; STFA del 21 dicembre 1993 nella causa M.T.S. e STFA
del 15 dicembre 1993 nella causa N.).
Se non ha
adempiuto ai suoi obblighi con la dovuta diligenza che, secondo la giurisprudenza,
va oltre la prudenza che è d’uso osservare nei propri affari (STFA del 29
maggio 1995 nella causa A. C. p. 6; DTF 99 II 179; STFA del 19 maggio 1995
nella causa M. D), il membro del Consiglio di amministrazione o
l'amministratore unico sarà ritenuto responsabile del danno.
Il TCA
nella già citata sentenza del 21 novembre 2000 nella causa B, H, P, L, D, M, P,
P, D. L., B, M, T, Inc. __________, ha ricordato che nel diritto
dell'associazione non vi è alcuna norma che statuisca la non alienabilità
dell'obbligo di vigilanza (cura in custodiendo) ex art. 716a cpv. 1 CO.
Non
esiste nemmeno un rinvio diretto contrariamente, ad esempio, a quanto avviene
nella Sagl dove i soci gerenti hanno compiti analoghi a quelli dei membri del
consiglio di amministrazione della SA (cfr. art. 827 CO e Pratique VSI 2000
pag. 226).
Secondo il diritto dell'associazione, comunque, generalmente la gestione è
esercitata dal comitato collegialmente, a meno che gli statuti prevedano
diversamente (cfr. Heini, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Basilea
1996, ad art. 69 N 16). Gli statuti od altre disposizioni, come regolamenti,
accordi e usi interni possono ripartire i compiti all'interno del comitato
(cfr. Riemer, BK ad art. 69 N. 64 pag. 560).
Nei confronti dell'associazione i membri del comitato rispondono per
l'esecuzione diligente degli affari ("sorgfähltige Geschäftsführung")
che è determinata in primo luogo dalla legge e dagli statuti (Heini, op.cit, ad
art. 69 N. 34).
Nella presente fattispecie la convenuta avrebbe quindi dovuto verificare
puntualmente e personalmente che i contributi paritetici venissero
effettivamente versati alla Cassa (cfr. STFA del 17 gennaio 2002 nella causa A.
e B., H 38/01, consid. 4b).
A detta della convenuta, di fatto era comunque il presidente nella persona di
__________ a gestire personalmente ed influenzare l'andamento
dell'associazione.
A mente
del TCA, ciò non significa comunque che gli altri membri del comitato non
dovevano controllare, seppur con minor severità di quanto prescritto per un
amministratore di una società anonima, l'operato del loro presidente (cfr. la
citata sentenza del 21 novembre 2000, Inc. __________, consid. 2.9).
La
questione dei contributi sociali è infatti troppo importante per essere
lasciata nelle mani di una sola persona.
Nel caso
concreto la responsabilità per il corretto adempimento degli oneri assicurativi
nonché la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari societari
non incombeva quindi solo a __________ (presidente), bensì anche al membro del
comitato dell'associazione __________ (per quanto attiene ai membri del CdA di
una società anonima cfr. art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO; STFA del 24 aprile 2002
nella causa G., H 153/00, consid. 8b; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa C.,
H 194/01, consid. 4c; STFA del 5 novembre 2001 nella causa F., H 153/01,
consid. 6b; STFA del 31 agosto 2001, nella causa B., H 446/00, consid. 4a).
In caso
contrario si finirebbe per legittimare la figura "dell'uomo di
paglia" (cfr. STFA del 15 aprile 2002 nella causa J., H 365/01,
consid. 5; STFA del 27 aprile 2001 nella causa B., H 234/00, consid. 5d; STFA
del 13 febbraio 2001 nella causa M, H 225/00, consid. 3c; STFA del 29 maggio
1995 nella causa C., consid. 3b, H 294/94).
2.9.2. La convenuta
sostiene di avere avuto mansioni puramente amministrative.
Secondo
il TCA proprio perché era cassiera e si occupava della contabilità, __________
doveva avere una visione diretta e precisa sulla questione dei contributi.
Del resto
la stessa convenuta ha affermato di essersi accorta di cosa stava succedendo e
sapeva (o perlomeno temeva) che il progetto dello __________ era destinato a
fallire.
Quindi la
convenuta sapeva che il grosso progetto di __________ avrebbe trasformato
__________ in un'associazione di dimensioni ben più ampie di una piccola
associazione senza scopo di lucro (o con gli obiettivi che trasparivano dallo
scopo sociale iscritto a RC, cfr. doc. _).
Il
progetto in questione ha avuto infatti come conseguenza un incremento del
personale (circa 170 dipendenti nel 1998, cfr. doc. _). Gli acconti versati
mensilmente non corrispondevano più alla massa salariale effettivamente versata
dalla società (cfr. doc. _). Da qui l'esorbitante conteggio di chiusura del 29
marzo 1999 (cfr. doc. _).
Come
vedremo la responsabilità della convenuta deve essere ammessa anche per i
motivi che seguono.
A
proposito dei programmi per l’occupazione temporanea di disoccupati, l'art. 72
LADI prevede che:
"
1
L’assicurazione promuove l’occupazione temporanea di assicurati
nell’ambito di programmi di istituzioni pubbliche
o private senza scopo lucrativo, destinati a procurare lavoro o a permettere
una reintegrazione nell’attività lucrativa. I programmi non devono però
trovarsi in concorrenza diretta con l’economia privata.
2
L’assicurazione può promuovere l’occupazione temporanea di assicurati
nell’ambito di periodi di pratica professionale in imprese o
nell’amministrazione."
La Legge
federale sul programma di stabilizzazione 1998 del 19 marzo 1999 pubblicata in
FF 1999 pag. 2213 seg. ha profondamente modificato l'art. 59 b LADI per quel
che concerne il diritto alle prestazioni degli assicurati che svolgono un
programma di occupazione i quali, contrariamente alla situazione precedente non
ricevono più un salario ma un'indennità giornaliera (cfr. per la situazione
precedente: D. Cattaneo, "I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro
nella legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI)" in Il
Ticino e il diritto, Ed. CFPG, Lugano 1997 pag. 231 seg. (237-239).
La nuova
disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2000 (cfr. FF 1999 pag. 2385) ha
il seguente tenore:
"
Art. 59b Indennità giornaliere speciali
1Gli
assicurati riscuotono indennità giornaliere speciali per i giorni durante i
quali partecipano a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro su ordine o
con l'accordo del servizio ufficiale competente.
2Le indennità
giornaliere speciali sono calcolate conformemente all'articolo 22; sono
indipendenti dal numero massimo d'indennità di cui all'articolo 27 capoverso 2
lettera a. Sono versate fino alla scadenza del termine quadro per la
riscossione delle prestazioni per quanto la presente legge non disponga
altrimenti."
Se partecipa a un programma di occupazione
temporanea ai sensi dell'art. 72 e con una quota di formazione inferiore al 40
per cento, l'assicurato ha diritto a un'indennità giornaliera minima di 102
franchi. Se il tasso di occupazione in un programma di occupazione temporanea è
inferiore al 100 per cento, l'indennità minima è ridotta in modo
corrispondente."
Nel caso
di specie i contributi non pagati si riferiscono al 1998, quindi le modifiche
legislative introdotte con la Legge federale sul programma di stabilizzazione
1998 del 19 marzo 1999 entrate in vigore il 1° gennaio 2000 (cfr. FF 1999 pag.
2385) a quel momento non erano applicabili.
Il
vecchio art. 59 b LADI introdotto dalla legge federale del 23 giugno 1995
(seconda revisione della LADI), in vigore dal 1° gennaio 1996 (FF 1994 pag.
312) aveva il seguente tenore:
" Art.
59b105 Indennità giornaliere
speciali
1 L'assicurazione versa agli assicurati aventi diritto
indennità giornaliere speciali per i giorni durante i quali partecipano a
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro su ordine o con l'accordo del
servizio cantonale.
2 Le indennità giornaliere speciali sono calcolate
conformemente all'articolo 22 e sono indipendenti dal numero massimo
d'indennità di cui all'articolo 27 capoverso 2 lettera a. Sono versate fino
alla scadenza del termine quadro per la riscossione delle prestazioni per
quanto la presente legge non disponga altrimenti. II Consiglio federale
disciplina i particolari."
L'art.
81b OADI prevedeva inoltre:
"
Art. 81b104 Indennità giornaliere speciali
(art. 59b LADI)
1 Le indennità giornaliere speciali
nell'ambito di programmi d'occupazione e di pratiche professionali sono versate
sotto forma di salario.
2 Il datore di lavoro di un programma
d'occupazione o di una pratica professionale deduce dal salario lordo i
contributi AVS/AI/IPG/AD e versa la quota del lavoratore e del datore di lavoro
alla cassa di compensazione AVS. Deduce pure la quota dell'assicurato della
previdenza professionale e la versa insieme alla sua quota a un istituto di
previdenza. Inoltre, il datore di lavoro deduce i premi dell'assicurazione
contro gli infortuni non professionali e li versa insieme a quelli
dell'assicurazione contro gli infortuni professionali all'Istituto nazionale
svizzero di assicurazione contro gli infortuni, per i partecipanti ai programmi d'occupazione, e alla
compagnia d'assicurazione contro gli infortuni dell'azienda, per i partecipanti
a una pratica professionale.
3Il datore di lavoro di un programma
d'occupazione annuncia alla cassa di disoccupazione dell'assicurato, entro il
terzo giorno lavorativo del mese successivo, il numero effettivo dei giorni di
lavoro forniti, il salario lordo e il salario netto da versare. La cassa di
disoccupazione versa il salario netto all'assicurato.
4 Le indennità giornaliere speciali nell'ambito di
corsi e del promovimento dell'attività lucrativa indipendente sono versate
sotto forma d'indennità di disoccupazione."
Per
quanto concerne l'ammontare dei sussidi, la competenza e la procedura, l'art.
75 LADI prevedeva:
"
1L'assicurazione
rimborsa i costi computabili comprovati per l'occupazione temporanea degli
assicurati. Il Consiglio federale disciplina i particolari, segnatamente i
costi computabili. La competenza e la procedura per i programmi di occupazione
temporanea sono rette dall'articolo 64.
1bis Il Consiglio
federale può emanare, per un'occupazione temporanea nell'ambito dei periodi di
pratica professionale, prescrizioni minime per quanto riguarda la
partecipazione finanziaria del datore di lavoro.
2 La
commissione di sorveglianza decide in merito ai sussidi per promuovere la
ricerca in materia di mercato del lavoro, il collocamento dei disoccupati
nonché la formazione e l'istruzione del personale di collocamento. I sussidi
ammontano dal 20 al 50 per cento delle spese computabili. Il Consiglio federale
determina le spese computabili."
3…
4L'ufficio di
compensazione, se conferisce direttamente un mandato di ricerca, copre le spese
integrali, sempre che non abbia convenuto una ripartizione delle spese con
altri servizi."
L'art. 97
cpv. 1 lett. b OADI, considerava quali spese computabili:
"b. il salario e i contributi alle assicurazioni sociali per
gli assicurati che partecipano al programma di occupazione con il consenso o su
istruzione del servizio cantonale"
Sulle
caratteristiche dei programmi di occupazione, in una sentenza del 12 febbraio
2001 nella causa B. (C 446/89, C 448/99 e C 382/00) l'Alta Corte ha ricordato
che:
"
(…)
Gestützt auf die im zu beurteilenden Zeitraum
gültigen und hier anwendbaren Bestimmungen (alt Art. 81b AVIV, aufgehoben durch
die Verordnung über das Stabilisierungsprogramm 1998 vom 11. August 1999; AS
1999 2387; alt Art. 24 Abs. 4 Satz 2 AVIG, aufgehoben durch das Bundesgesetz
über das Stabilisierungsprogramm 1998 vom 19. März 1999; AS 1999 2374 2385,
beide in Kraft seit 1. Januar 2000), ist die vorübergehende Beschäftigung im
Sinne von Art. 72 Abs. 1 AVIG nicht als gewöhnliches Arbeitsverhältnis, wie es
Art. 30 Abs. 1 lit. a AVIG und Art. 44 AVIV zum Gegenstand haben, zu
betrachten, sondern als Verhältnis sui generis. Wohl besteht zwischen dem
Versicherten und dem Träger des Beschäftigungsprogramms ein
Arbeitsvertragsverhältnis (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, a.a.O., Rz.
673). Der Arbeitgeber zahlt aber keinen Lohn aus, sondern der Versicherte
erhält besondere Taggelder (Nussbaumer, a.a.O., Rz 674; vgl. Art. 59b Abs. 3
AVIG in der seit 1. Januar 2000 geltenden Fassung). Die vorzeitige und ohne
zureichenden Grund erfolgte Aufgabe einer zumutbaren vorübergehenden
Beschäftigung fällt unter Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG (BGE 125 V 362 Erw. 2b mit
Hinweisen) (…)"
In
un'altra sentenza del 12 giugno 2003 nella causa B. (C 915/02), l'Alta Corte ha
sottolineato:
"
3.2 In BGE 125 V 361 Erw. 2b hat das
Eidgenössische Versicherungsgericht dargelegt, dass die vorübergehende Beschäftigung
im Sinne von Art. 72 Abs. 1 AVIG nicht als ein Gewöhnliches Arbeitsverhältnis
zu betrachten ist, sondern als Verhältnis sui generis. Wohl besteht zwischen
dem Versicherten und dem Träger des Beschäftigungsprogramms ein
obligationenrechtliches Arbeitsverhältnis. Der Arbeitgeber zahlt aber keinen
Lohn aus, sondern der Nettolohn wird in Form von besonderen Taggeldern von der
Arbeitslosenkasse ausgerichtet. Zudem handelt es sich bei Art. 72 ff. AVIG um
ein besonderes Programm, das die berufliche Wiedereingliederung in der Form
einer befristeten Beschäftigung zum Zweck hat.
Die Tatsache, dass der Versicherte zum Träger des
Programms in einem obligationenrechtlichen Arbeitsverhältnis seht, lässt es als
gerechtfertigt erscheinen, die gesetzlichen Bestimmungen zum Arbeitsvertrag
(Art. 319 ff. OR) analog anzuwenden, auch wenn es sich beim Einsatzprogramm um
ein Verhältnis sui generis handelt, da sich in den erwähnten Punkten
begrifflich nicht mit einem gewöhnlichen Arbeitsverhältnis, wie es Art. 30 Abs
1 lit. a AVIG und Art. 44 AVIV zum Gegenstand haben, deckt."
Quindi
sulla base dell'art. 81b cpv. 2 OADI, in vigore nel 1998, il datore di lavoro
di un programma di occupazione doveva dedurre dal salario lordo in contributi
AVS/AI/IPG/AD e versare la quota del lavoratore e quella del datore di lavoro
alla cassa di compensazione AVS. Tali importi gli venivano poi rimborsati
dall'assicurazione contro la disoccupazione sulla base dell'art. 97 cpv. 1
lett. b OADI (vedi pure: art. 75 cpv. 1, art. 64, art. 83 e art. 84 LADI).
La
Circolare dell'attuale SECO sui provvedimenti inerenti al mercato del lavoro,
in vigore dal 1° giugno 1997, stabiliva al riguardo che
"
les charges sociales afférentes aux salaires
versés par l'employeur
font partie des frais subventionnables. Les
charges sociales se composent de la part patronale et de la part travailleur
(voir aussi chapitre 11)." (G
24)
e che
sono considerate spese del progetto
"
les charges sociales dont s'acquitte l'employeur
ou l'organisateur,
sur les salaires versés aux assurés. C'est-à-dire
la part du travailleur et la part patronale aux assurances sociales
(cotisations AVS/AI/APG/AC/LPP/LAA, ainsi que les primes à la caisse
d'allocations familiales, etc.)." (G 65)
Pertanto,
visto che il principale scopo sociale dell'associazione era quello di
promuovere programmi occupazionali ai sensi della LADI e che la propria
attività veniva finanziata principalmente con i sussidi dell'assicurazione
contro la disoccupazione che rimborsava in particolare integralmente gli oneri
sociali, __________ doveva essere particolarmente vigile nel verificare che i
contributi venivano regolarmente versati alla Cassa di compensazione.
2.9.3. Il TCA prende
atto che l'associazione (e per essa __________) ha cercato di far fronte con importanti
versamenti al nuovo onere contributivo (vedi pagamenti del 6 marzo 2000 di fr.
130'000.-- e quello del 16 maggio 2001 di fr. 121'042.--, cfr. doc. _),
altrimenti lo scoperto contributivo sarebbe stato ben maggiore, considerato che
al 18 agosto 1999, la __________ vantava un arretrato contributivo di fr.
310'000.-- (cfr. doc. _).
Questa
circostanza non può tuttavia esentarla da ogni responsabilità alla luce della
giurisprudenza federale . Ad esempio il TFA, in una sentenza del 29 agosto 2002
nella causa A., B., C., D., E., H 277/01, consid. 3.3., ha stabilito che
"
(…)
3.3 Les recourants ne peuvent toutefois pas
s'exculper en alléguant qu'ils ont, postérieurement à 1993, diminué la dette de
cotisations. En effet, si l'on suivait leur raisonnement, il suffirait qu'une
entreprise ayant accumulé des arriérés de cotisations importants durant une
longue période commence à rembourser une partie même importante de sa dette
pour que ses dirigeants ne puissent, pour ce seul motif, plus être tenus pour responsables
par l'administration de l'AVS. Ce n'est cependant pas le sens de l'art. 52 LAVS
tel que rappelé plus haut (cf. consid. 2). (…)"
Va
comunque osservato che l'associazione era in difficoltà con il pagamento dei
contributi sin dal 1997. La Cassa ha iniziato per questo motivo ad inviare
sistematicamente delle diffide dal mese di marzo 1997 (quindi prima dell'inizio
del progetto dello __________) ed ha promosso delle procedure esecutive dal
mese di maggio 1998 (cfr. doc. _). È evidente quindi che il progetto è venuto
ad aggravare delle difficoltà preesistenti, per cui occorreva prestare una
particolare attenzione al regolare pagamento dei contributi sociali.
2.9.4. Per quanto
attiene alla posizione di __________, che la convenuta indica come persona
solidalmente responsabile (unitamente a __________) per il mancato pagamento
dei contributi AVS, il TCA precisa quanto segue.
A
prescindere dall'esistenza o meno degli elementi per convenire in giudizio
__________, va comunque ricordato che, secondo la giurisprudenza del TFA, alla
cassa di compensazione spetta per legge un’ampia facoltà di decidere, nel caso
di solidarietà tra più debitori, se convenire in giudizio tutti i debitori o
soltanto uno o solo alcuni di essi. Qualora la Cassa ometta di procedere contro
uno di loro, nessun’altra autorità può sostituirsi ad essa ed agire al suo
posto (DTF 108 V 195 consid. 3).
Il TCA
non può dunque intervenire nel senso auspicato dalla convenuta.
Il TFA ha
peraltro ancora confermato questo principio in una sentenza del 15 aprile 2002
nella causa J., H 365/01, consid. 3a:
"
3.- a) La recourante fait d'abord valoir que
A.________ est le principal responsable du dommage subi par la caisse, de sorte
qu'il aurait dû être partie à la procédure cantonale en qualité de consort
nécessaire; à défaut, la décision litigieuse serait nulle. C'est oublier que
l'art. 52 LAVS institue une responsabilité solidaire, de sorte que la caisse
jouit d'un concours d'actions en cas de pluralité de responsables. Autrement,
dit, elle peut rechercher tous les débiteurs, quelques-uns ou un seul d'entre
eux, à son choix (ATF 119 V 87 consid. 5a, 112 V 262 consid. 2b). Elle n'aurait
eu ainsi, pour ce premier motif, aucune obligation d'agir également à
l'encontre de A.________."
Questo concetto
è stato ribadito in una sentenza dell'8 novembre 2002, nella causa V., H
392/01, consid. 3.2. e 4. :
"
(…)
3.2
D'après la jurisprudence constante relative aux
art. 52 LAVS et 81 al. 1 RAVS, qui consacrent une responsabilité pour faute
résultant du droit public (ATF 108 V 193 consid. 2b), il incombe uniquement à
la caisse de compensation de décider si elle attaquera un employeur pour lui
demander la réparation du dommage subi. S'il existe une pluralité de
responsables, elle jouit d'un concours d'actions et le rapport interne entre
les coresponsables ne la concerne pas; si elle ne peut prétendre qu'une seule
fois la réparation, chacun des débiteurs répond solidairement envers elle de
l'intégralité du dommage et il lui est loisible de rechercher tous les
débiteurs, quelques-uns ou un seul d'entre eux, à son choix (Turtè Baer, Die
Streiterledigung durch Vergleich im Schadenersatzverfahren nach Art. 52 AHVG,
in : RSAS 2002 p. 439). Cependant, cette jurisprudence ne vise que les rapports
juridiques qui existent entre la caisse de compensation et l'employeur : elle
ne restreint en aucune manière le droit de ce dernier d'intenter, le cas
échéant, une action récursoire contre un tiers qui n'a pas été mis en cause
selon la procédure prévue par l'art. 81 RAVS (ATF 119 V 87 consid. 5a et les
arrêts cités).
(…)
En l'espèce, la déclaration de retrait de la
demande dirigée contre G.________ ne reposait pas sur une transaction conclue
par la caisse et l'intéressé. A l'appui de ce désistement d'instance, la caisse
indiquait qu'au terme d'un échange de correspondance avec le conseil de
G., les informations recueillies révélaient «le décalage dans le temps
existant entre la démission (du prénommé) et la base salariale qui a engendré
la perte subie par notre caisse». En d'autres termes, elle renonçait à
poursuivre le prénommé parce qu'elle considérait, à l'issue d'un complément
d'instruction, que les conditions du droit à réparation du dommage n'étaient
pas réalisées en ce qui concerne l'intéressé. En retirant sa demande en
justice, la caisse renonçait donc à poursuivre un procès qu'elle estimait dénué
de chances de succès. En cela, le retrait de la demande diffère essentiellement
d'une transaction portant sur la remise ou la réduction des dommages-intérêts. Dans
cette seconde éventualité, la caisse n'exclut pas la responsabilité de la
personne recherchée mais renonce, en tout ou en partie, à une créance à
laquelle elle ne doute pas d'avoir droit. En revanche, le retrait de la demande
dirigée contre G. est comparable aux situations dans lesquelles la
caisse renonce, au motif que les conditions du droit à réparation ne sont pas
réalisées, à rendre une décision en réparation du dommage concernant
l'intéressé ou à porter l'affaire devant la juridiction compétente si celui-ci
fait opposition. A la différence du cas où le désistement d'instance est fondé
sur une transaction passée entre la caisse et un débiteur, le juge n'a donc pas
à contrôler si la cause du retrait est conforme à l'état de fait ou à la loi. Il
ne peut d'aucune manière obliger la demanderesse à poursuivre le procès ni
influencer sa décision de retrait. Il doit rayer l'affaire du rôle en ce qui
concerne l'intéressé."
2.9.5. Infine, la
situazione economica personale descritta da __________ non è rilevante ai fini
della causa poiché non può assurgere a motivo di discolpa.
Nella
procedura di risarcimento ai sensi dell'art. 52 LAVS non è contemplato
l'istituto del condono (che presuppone l'esistenza dei presupposti della buona
fede e dell'onere gravoso, cfr. ad esempio art. 47 LAVS, 95 LADI e 25 LPGA).
Infatti, secondo la giurisprudenza, non può essere riconosciuta la buona fede,
condizione essenziale per ottenere il condono, nel caso in cui il richiedente
ha agito intenzionalmente o per grave negligenza (RCC 1986, pag. 664).
Se il
datore di lavoro, o l’organo della persona giuridica, viene riconosciuto
responsabile, questo significa che egli ha appunto agito intenzionalmente o per
grave negligenza, per cui un condono é a priori escluso (cfr. STCA
inedita del 18 gennaio 1996 in re F. inc. __________).
Comunque alla Cassa rimane il compito di valutare nell'ambito dell'esecuzione
del presente giudizio le reali possibilità di incasso (cfr. ZAK 1986 pag. 448).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione é accolta.
Di
conseguenza __________ è condannata a versare a alla Cassa __________ di
compensazione AVS l'importo di
fr.
83'551.45.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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