Hunting record omission: fine and compensation upheld, license withdrawal annulled

30.2005.402Altro tribunale15 mag 2006Partially Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The appellant challenged an administrative hunting sanction for failing to immediately enter a chamois kill on the control sheet. The court held the appeal admissible, confirmed the CHF 300 fine and the CHF 100 compensation for the animal, but annulled the one-year hunting ban because the statute requires repeated violations or a sufficiently grave breach. In view of the partial success, no court costs were imposed.

Massima Omnilex

Art. 11 et 29 let. a LCC/RALCC; omission of immediate on-site entry of game on the control sheet: sanctioning regime and hunting ban. The hunter must record the killed game immediately at the place of the kill in the control sheet. Failure to do so is punishable by a fine under Art. 41 LCC and gives rise to compensation under Art. 45 LCC, even where the hunter held a valid permit and the animal was otherwise cullable. By contrast, deprivation of the right to hunt under Art. 43 LCC requires either repeated infringements of the enumerated provisions or another grave violation; a first isolated omission, absent particular seriousness, does not suffice. The degree of fault does not alter the statutory basis of the fine (consid. 4-6).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 30.2005.402

Data decisione, Autorità: 15.05.2006, PRPEN

Titolo: Caccia alta, omessione di iscrivere sul foglio di controllo, immediatamente sul posto dell'uccisione, di un camoscio

Incarto n. 30.2005.402 166 190

Bellinzona 15 maggio 2006

Sentenza

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Presidente della Pretura penale

Marco Kraushaar

sedente con Thi Thuc Trinh Tran in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 29 novembre 2005 presentato da

RI 1

contro

la decisione n. 166 190 del 25 novembre 2005 emessa dalla Divisione dell’ambiente, Bellinzona

viste le osservazioni del 22 dicembre 2005 presentate dalla Divisione dell’ambiente;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto in fatto

A. Con decisione del 25 novembre 2005 la Divisione dell’ambiente ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 300.–, oltre a tasse e spese di giustizia di fr. 30.– e a un risarcimento di fr. 100.–, privandolo del diritto di cacciare per un anno, pena sospesa con la condizionale, per avere, “nell’esercizio della caccia alta, omesso di iscrivere sul foglio di controllo, immediatamente sul posto dell’uccisione, un camoscio maschio anzello.”

Il fatto è stato accertato il __________ in territorio di __________.

La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 21 LCP; 11, 41, 43, 44 cpv. 2 e 45 LCC; 29 lett. a e 69 RALCC.

B. Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l’annullamento.

C. La Divisione dell’ambiente nelle sue osservazioni del 22 dicembre 2005 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto

  1. La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell’art. 12 LPContr.

  2. La Divisione dell’ambiente rimprovera al ricorrente di avere, “nell’esercizio della caccia alta, omesso di iscrivere sul foglio di controllo, immediatamente sul posto dell’uccisione, un camoscio maschio anzello.”

  3. L’insorgente non contesta di per sé la fattispecie ravvisata dall’autorità di primo grado, ma si giustifica asserendo che, non avendo trovato una penna sul posto dell’abbattimento, “era mia intenzione dirigermi nel cascinale per procedere all’iscrizione”. In sostanza egli ritiene:

“1° - il ritiro immediato della licenza, un provvedimento alquanto inclemente;

2° - la multa di franchi 300.– sproporzionata se paragonata all’infrazione commessa;

3° - il risarcimento del capo abbattuto ingiustificato, considerato il fatto che ero in possesso della regolare licenza e l’animale risultava del tutto regolare, quindi già risarcito!” (cfr. ricorso 29 novembre 2005).

  1. L’art. 11 della legge cantonale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCC; RL 8.5.1.1) impone al cacciatore di registrare la selvaggina da lui uccisa e di permetterne il controllo, secondo le norme fissate dal Consiglio di Stato. La disposizione è concretata dall’art. 29 lett. a del relativo regolamento (RALCC; RL 8.5.1.1.1), secondo cui il cacciatore deve iscrivere immediatamente sul posto dell’uccisione nel foglio di controllo, il giorno, l’ora, il Comune e il luogo dell’abbattimento, così come la specie, l’età e il sesso di ogni animale e la lunghezza delle corna dei camosci (primo periodo).

Chiunque contravviene alla legge e alle relative norme di applicazione, intenzionalmente o per negligenza, è punito con una multa fino a fr. 20 000.– (art. 41 LCC). Egli è tenuto inoltre al risarcimento del danno (art. 45 LCC) e può vedersi privato del diritto di cacciare quando, oltre ai casi previsti dalla legislazione federale, sussiste una “trasgressione reiterata agli art. 5 cpv. 2, 11, 18, 19, 20, 21 o in altri casi di grave violazione della presente legge” (art. 43 LCC).

  1. La violazione perpetrata dall’insorgente rientra senz’altro nel campo di applicazione della legge, in specie dell’art. 11 LCC che impone al cacciatore di registrare la selvaggina da lui uccisa e permetterne il controllo, per cui la sanzione pecuniaria inflitta si giustifica, quand’anche si volesse ammettere che egli abbia agito per negligenza (non portando seco una penna per iscrivere immediatamente sul posto dell’uccisione il capo abbattuto). D’altronde, se avesse voluto evitare di incorrere nell’infrazione, gli sarebbe bastato lasciare l’animale sul posto dell’abbattimento e recarsi immediatamente al cascinale, distante, per suo stesso dire, pochi minuti da tale luogo, per procurarsi una penna.

Per quanto attiene alla privazione del diritto di cacciare, il fatto è che l’art. 43 LCC esige, come detto, una trasgressione reiterata agli art. 5 cpv. 2, 11, 18, 19, 20, 21 della legge o una grave violazione di altre norme. Ora, l’insorgente non ha violato reiteratamente l’art. 11 LCC, essendo egli incensurato. Né l’inosservanza della norma in materia denota, tutto sommato, una gravità tale da giustificare il ritiro della patente alla prima infrazione, indipendentemente dal fatto a sapere se il ricorrente ha agito intenzionalmente o per negligenza, visto che in entrambi i casi si incorre nella stessa sanzione. Su questo punto il ricorso merita pertanto accoglimento.

Per quanto attiene al risarcimento del camoscio si rileva che, come giustamente sottolineato dall’autorità dipartimentale e come già riportato in precedenza, tale provvedimento è previsto all’art. 45 LCC, a prescindere dal fatto che in concreto il ricorrente era in possesso dell’autorizzazione annuale per la caccia alta e l’animale era cacciabile.

La Divisione dell’ambiente precisa inoltre che “il risarcimento richiesto equivale al valore dell’animale morto che si differenzia dal valore vivo, nettamente superiore al primo. Il valore morto viene applicato quando il capo ucciso rientra nel contingente fissato (quindi capo potenzialmente cacciabile), mentre quello vivo quando il capo non è cacciabile. Il valore morto equivale grosso modo al valore della carne, mentre quello vivo ai costi per la sostituzione dell’animale. Va inoltre considerato che il camoscio in oggetto, essendo frutto di un’azione irregolare, avrebbe potuto essere sequestrato dal guardacaccia. Siccome è stato lasciato al cacciatore, quest’ultimo deve perlomeno pagare il valore morto della carne” (cfr. osservazioni 22 dicembre 2005 della Divisione dell’ambiente, pag. 3).

Il ricorrente è quindi tenuto al risarcimento del camoscio, come fissato nella decisione impugnata.

  1. La multa è peraltro confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

Non va poi disatteso che se, oltre all’infrazione di cui sopra, fosse stata comprovata la precisa volontà di omettere l’iscrizione, l’importo della multa sarebbe stato certamente superiore.

In definitiva il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata è riformata di conseguenza.

L’esito del ricorso giustifica di rinunciare al prelievo di tasse e spese dell’odierno giudizio.

per questi motivi visti gli art. 11, 41, 43, 44 cpv. 2 e 45 LCC; 29 lett. a e 69 RALCC; 21 LCP; 1 segg. LPContr;

dichiara e

pronuncia: 1. Il ricorso è parzialmente accolto e il dispositivo n. 1 della decisione impugnata è così riformato:

“Il signor RI 1, __________ è condannato:

· al pagamento di una multa di fr. 300.– (trecento);

· al risarcimento del camoscio maschio anzello per un importo di fr. 100. – (cento).”

  1. Non si prelevano né tasse né spese.

  2. Intimazione a:

Il presidente: La segretaria:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Parole chiave

hunting lawcontrol sheetadministrative sanctionfinecompensationlicense withdrawalproportionalitynegligence

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal against the administrative hunting sanction was admissible

Decisione estratta

The appeal was admissible; competence, standing, and timeliness were satisfied.

Motivazione estratta

The court found jurisdiction, active standing, and timeliness established under the relevant procedural rules, allowing review on the file.

Questione giuridica chiave

Whether the omission to immediately record the chamois kill justified the fine

Decisione estratta

Yes. The omission fell within the hunting law and supported the monetary penalty.

Motivazione estratta

The duty to record game immediately and on site is mandatory; even a negligent omission suffices for punishment, and the amount was proportionate and within statutory limits.

Questione giuridica chiave

Whether the hunting ban for one year should be upheld

Decisione estratta

No. A first, isolated omission did not meet the statutory threshold for withdrawing the hunting right.

Motivazione estratta

The statute requires repeated violations of specified provisions or otherwise a grave breach. The appellant had no prior record, and the infringement was not sufficiently serious to justify withdrawal.

Questione giuridica chiave

Whether the compensation of CHF 100 for the chamois was justified

Decisione estratta

Yes. The compensation was due under the hunting law notwithstanding the legality of the hunting permit and the animal’s cullability.

Motivazione estratta

Compensation is предусмотрed by statute independently of the hunter’s permit status; the authority’s valuation approach was accepted.

Questione giuridica chiave

Whether court costs should be charged for this appeal judgment

Decisione estratta

No costs were imposed for the appeal proceedings.

Motivazione estratta

Given the partial success of the appeal, the court waived taxes and costs.

Continua la tua ricerca in ChatGPT o Claude

Collega Omnilex per cercare nel corpus legale dal tuo assistente IA.