AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
30.2003.209
Data decisione, Autorità:
02.10.2003, PRPEN
Incarto
n.
30.2003.209ROC/MAM
17557
Bellinzona
2
ottobre 2003
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Claudio Rotanzi
sedente con il
segretario assessore Michele Maggi per statuire sul ricorso 12 giugno 2003
presentato da
____________ ____________,
contro
la decisione
6 giugno 2003 emessa dalla Sezione della
circolazione, ____________;
viste le osservazioni 10.07.03
presentate dalla Sezione della Circolazione ____________
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto in fatto
A. Con decisione
6 giugno 2003 (emanata in virtù di un rapporto di contravvenzione 16.04.2003
della Polizia cantonale, posto di ____________, regolarmente intimato al
denunciato e avverso il quale questi ha formulato proprie osservazioni
28.04.2003 respingendo sostanzialmente ogni addebito di natura contravvenzionale)
la Sezione della Circolazione, Ufficio giuridico, ____________, ha inflitto ad
____________ ____________, ____________, una multa di fr. 300.- oltre al
pagamento di tassa e spese di giustizia, per avere egli in data 19 marzo 2003
alle ore 12.05, in territorio di ____________, in località via ____________ /
viale ____________, alla guida del veicolo ____________ omesso di fermarsi ad uno
“stop” inoltrandosi in un’intersezione ed ostacolando così la circolazione. La
risoluzione è stata resa in applicazione degli artt. 3, 27 cpv. 1, 36 cpv. 2 e
90 cfr. 1 LCS, come pure dell’art. 14 cpv. 1 ONC, nonché degli artt. 36 cpv. 1
e 75 cpv. 1 e 2 OSS.
B. Contro la predetta
pronuncia dipartimentale ____________ ____________ è insorto con tempestivo
ricorso 12 giugno 2003, postulandone l’annullamento per non avere egli commesso
i fatti imputatigli. Avvalendosi della facoltà concessagli dall’art. 11 cpv. 2 LPContr,
il ricorrente ha inoltre proposto l’escussione testimoniale dell’agente
denunciante.
C.Con sue osservazioni 10 luglio 2003, il competente
Dipartimento - basandosi pure sulle contro-osservazioni 3.07.2003 presentate
dall’agente denunciante,che ha ribadito la bontà della predetta decisione -
propone, per contro, la reiezione del gravame e la pedissequa conferma della
decisione impugnata.
D.Con sue osservazioni 28.07.2003, il ricorrente ribadisce
invece nuovamente la propria estraneità ai fatti, pur ammettendo altresì di
avere circolato alla guida della vettura ____________ nelle surriferite
circostanze di tempo e luogo.
considerato in diritto
- La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile
in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.Il ricorrente postula, come visto, l'assunzione di nuove
prove. Ora, l’art. 12 cpv. 1 LPContr conferisce al Giudice la facoltà di
completare l’istruttoria d’ufficio. Il Giudice può sempre rinunciare nondimeno
ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi
di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF 125 I 135 consid. 6c/cc
in fine con richiami di dottrina e giurisprudenza, 124 I 211 consid. 4a, 122V
162 consid. 1d). Nella concreta fattispecie le nuove prove offerte non appaiono
suscettibili di recare chiarimenti di rilievo ai fini di giudizio, gli atti di
causa essendo completi. Nulla osta pertanto all’esame del ricorso nel merito.
3.Giusta l’art. 27 cpv. 1 LCS, l’utente della strada deve
osservare i segnali e le demarcazioni stradali, come anche le istruzioni della
Polizia, laddove i segnali e le demarcazioni hanno la priorità sulle norme
generali. Alle intersezioni, la precedenza spetta al veicolo che giunge da
destra, ritenuto che i veicoli che circolano sulle strade designate quali
principali hanno la precedenza anche se giungono da sinistra (art. 36 cpv. 2
LCS). Chi è tenuto a dare la precedenza, non deve ostacolare la marcia di chi
ne ha diritto, riducendo per tempo la velocità, e, se è obbligato ad aspettare,
fermarsi prima dell’intersezione (art.14 cpv. 1 ONC). Quo alla segnaletica,
giusta l’art. 36 cpv. 1 OSS, il segnale di “stop” obbliga il conducente ad
arrestarsi e a dare la precedenza ai veicoli che circolano sulla strada cui si
avvicina. Il segnale “dare la precedenza” obbliga il conducente a dare la
precedenza ai veicoli che circolano sulla strada cui si avvicina (art. 36 cpv.
2 OSS).
4.Concretamente, i fatti rimproverati all’insorgente sono stati
constatati da un agente della polizia cantonale. È ben vero che le
constatazioni operate da un poliziotto non fruiscono di per sé di una presunzione
di veridicità e fedefacenza. Rientra, per contro, nel quadro delle attribuzioni
dell’autorità decidente apprezzare liberamente la concludenza delle
dichiarazioni rese dall’autore dell’accertamento ed esaminare la pertinenza
della descrizione dei fatti, tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal
multato.
5.Nel caso di specie, l’agente accertatore ha stilato un
circostanziato rapporto di contro-osservazioni, nel quale, in particolare, si
legge:
“Da parte mia riconfermo integralmente il rapporto di
contravvenzione. Il
____________ alla guida dell’autofurgone Nissan double targato __________,
all’altezza
dell’intersezione con viale ____________, non si arrestava
allo stop demarcato su via al
Ticino. La manovra ha creato pericolo, infatti una vettura che
circolava
regolarmente su viale ____________ ha dovuto frenare
bruscamente per non tamponare
il veicolo condotto dal ____________. Il giorno del colloquio
telefonico con il ____________,
esso non contestava l’infrazione, ma mi chiedeva se per una volta
non avessi
potuto chiudere un occhio. Sono certo del numero di targa
dell’autofurgone
che ha commesso l’infrazione, in quanto l’automobile che è stata
costretta ad
eseguire la frenata d’emergenza era condotta dal sottoscritto…[il
____________] Mi
ha però confermato al telefono che quel giorno su via ____________
alla guida
dell’autofurgone c’era lui.”
Per il
rimanente il preposto agente di Polizia ha confermato integralmente tutte le
circostanze di fatto, tempo e luogo di cui al predetto rapporto di
contravvenzione.
Tale rapporto evidenzia che l’agente denunciante ha proceduto ad una
constatazione
di agevole momento, essendo egli stesso in quel frangente
in
procinto di immettersi su via ____________ proveniente dal viale ____________
e, di
conseguenza,
risultando essere specificatamente intento a verificare
l’osservanza
della segnaletica colà posta, nonché la posizione ed il
relativo
comportamento delle vetture viciniori, e trovandosi inoltre a breve
distanza
dal ricorrente.
Vero è, d’altro canto, che il ricorrente nega nel modo più assoluto
di avere mai
proferito
al telefono, colloquiando con l’agente, un’ammissione di
colpevolezza
in relazione a quanto accaduto alla predetta intersezione Via
/ viale ____________, avendo egli unicamente, e se del caso, ammesso di avere
perpetrato
un differente tipo di infrazione in differente luogo, geograficamente
del tutto distinto dal precedente. Ma, vi è un ma. Appare
infatti di meridiana evidenza come le precise circostanze descritte non possano
certamente essere frutto di fantasia dell’agente, che, a differenza del
denunciato, non ha alcun interesse (e ciò a dimostrazione, non avvenuta, del
contrario) a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio,
tra l’altro, di subire sanzioni penali e amminsitrative, in particolare per ciò
che ne è della sua presa di posizione circa l’ammissione di colpevolezza
fornitagli oralmente dal denunciato nell’ambito della predetta intercorsa conversazione
telefonica. Ora, una simile dichiarazione, nella denegata ipotesi in cui non
corrispondesse al vero, risulterebbe talmente foriera e gravida di (nefaste)
conseguenze per l’agente denunciante che già solo per questo motivo si
rivelerebbe del tutto fuori luogo ed incomprensibile non intravvedere nella
versione fornita dal rappresentante delle forze inquirenti un maggior grado di
veridicità e fedefacenza, e, di conseguenza, una accresciuta dignità probatoria
(la cosiddetta Beweiswürdigkeit).
-
Per contro, le
argomentazioni addotte dall’insorgente, non sono liberatorie e non incrinano la
credibilità della versione del gendarme Pavese, ritenuto poi in particolare che
lo stesso ricorrente a ben vedere non ha mai esplicitamente negato di essersi
trovato a circolare con la propria vettura nelle surriferite circostanze di
tempo e luogo, attraversando l’incrocio posto all’altezza della predetta via
____________ con viale ____________ per proseguire sulla via ____________
medesima, in direzione di ____________ ed ha confermato inoltre che proprio
colà risulta essere ubicato un segnale che, indipendentemente dalla sua natura
quale “stop” (n. 3.01, art. 36 cpv. 1 OSStr) come asserito dall’agente di
polizia, o quale “dare precedenza” (no. 3.02, art. 36 cpv. 2 OSStr) come
asserito dal ricorrente, implica giocoforza massima attenzione e concentrazione
per i conducenti e, in particolare, l’obbligo di frenata ed arresto nel caso in
cui dovessero sopraggiungere altre vetture da differenti direzioni e con diritto
di precedenza rispetto a questi (art. 14 cpv. 1 ONC), ciò che ____________
____________ non ha manifestamente fatto così come emerge chiaramente dalla
precise, dettagliate e fedefacenti predette constatazioni dell’agente di
polizia.
-
Giusta l’art.
90 cfr. 1 LCS, chiunque contravviene alle norme della circolazione, è punito
con l’arresto o con la multa. Per la commisurazione di quest’ultima, il
Giudice, in virtù del richiamo di cui all’art. 102 cpv. 1 LCS, applica i
medesimi principi dottrinali e giurisprudenziali a fondamento dell’art. 63 CPS.
Stante quanto precede, lo scrivente Giudice, tenendo conto di tutte le
circostanze del caso, ed in particolare della pericolosità della manovra in
questione (la quale, seppur astratta, risulta comunque essere ugualmente
punibile: cfr. BUSSY/RUSCONI, Commentario LCS, 3a ed., Losanna 1996, n.
3.4 ad art. 90 cfr. 1 LCS), ritiene peraltro equo confermare l’importo della
multa a suo tempo inflitta ad ____________ ____________,
ed ammontante segnatamente a Fr. 300.- (trecento), confacentemente
proporzionata alla gravità dell’infrazione commessa, rettamente commisurata al
grado di colpa e contenuta nei limiti concessi della legge. Per il che, il
ricorso va respinto con pedissequo accollo, in applicazione del principio
generale della soccombenza, di tasse e spese di giustizia (art. 15 LPContr).
per questi motivi richiamati gli artt. 3, 27 cpv. 1, 36
cpv. 1 e 2, 90 cfr. 1 LCS, art. 14 cpv. 1 ONC, artt. 36 cpv. 1, 75 cpv. 1 e 2
OSS, artt. 1 e segg. LPContr;
dichiara e
pronuncia: 1. Il ricorso 12 giugno 2003 di
____________ ____________, ____________, è respinto.
§ Di conseguenza la
decisione no. ____________ del ____________ 2003 della Sezione della
Circolazione, Ufficio giuridico, ____________, è integralmente confermata.
-
La tassa di giustizia in
Fr. 100.- e le spese per complessivi fr. 100.00, relative al presente giudizio,
sono a carico del ricorrente.
-
Contro la presente
sentenza può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione
del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato presso il
Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni dalla
notifica della sentenza (art. 272 PP).
-
Intimazione:
Sezione della circolazione, ____________,
____________ ____________, ____________,
Il giudice: Il
segretario assessore:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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