Proof of 13th salary agreement; second final hearing not sanctionable

16.2005.56Altro tribunale12 ago 2005Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Ticino Civil Cassation Chamber admitted the employer's cassation appeal against a judgment ordering payment of a 13th salary. It held that the extra final hearing, although unusual, caused no prejudice and was not sanctionable. On the merits, the employee failed to prove that a 13th salary had been agreed under the individual employment contract after the collective agreement ceased to apply. The lower court's finding was therefore set aside, the employee's claim was dismissed, and costs were allocated against the employee.

Massima Omnilex

Art. 322 CO; proof of an agreed 13th salary; Art. 327 lit. g CPC, arbitrary assessment of evidence. A 13th salary is not owed by law but only by agreement, express or tacit, which may be inferred from repeated unconditional payment. The burden of proving such agreement lies with the employee. Where no prior unconditional payment or other conclusive conduct is established, the claim fails. A procedurally irregular second final hearing is not sanctionable absent prejudice to the parties. A cassation court may itself issue a substitute judgment under Art. 332 cpv. 2 CPC when the record permits.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.2005.56

Data decisione, Autorità: 12.08.2005, CCC

Titolo: lavoro - tredicesima - prova della pattuizione - convocazione parti a due dibattimenti finali non sanzionabile

Incarto n. 16.2005.56

Lugano 12 agosto 2005/rgc

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli Zeni, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 25 aprile 2005 presentato da

RI 1 patr. dall' RA 1

contro

la sentenza 13 aprile 2005 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord, nella procedura in materia di contratto di lavoro (inc. n. DI.2004.152) promossa con istanza 15 ottobre 2004 da

CO 1 rappr. dall'RA 2

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'751.60 oltre interessi dal 31 dicembre 2002 a titolo di tredicesima mensilità, domanda accolta dal giudice,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:

  1. CO 1 ha lavorato alle dipendenze della RI 1 di __________ fino al 31 dicembre

  2. Con istanza 15 ottobre 2004 il lavoratore ha convenuto la ex datrice di lavoro davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord per ottenere il pagamento di fr. 1'751.60, rivendicati a titolo di tredicesima mensilità per il

  3. Dopo avere in un primo tempo fondato la sua rivendicazione sull'art. 12 del Contratto collettivo di lavoro per l'industria e l'abbigliamento (in seguito: CCL) ritenendo tale normativa applicabile al rapporto di lavoro con la convenuta, l'istante, preso atto che la convenuta non era più assoggettata al menzionato contratto collettivo, ha successivamente basato la sua pretesa sul contratto individuale di lavoro. RI 1, dopo aver appreso di non essere assoggettata al CCL di categoria dal 1° gennaio 2000, data per la quale ha notificato la disdetta all'Associazione fabbricanti del ramo abbigliamento del Cantone Ticino (AFRA), si è opposta all'istanza non avendo mai pattuito con la lavoratrice il pagamento della tredicesima, tredicesima peraltro mai versata in precedenza e alla quale l'istante non avrebbe comunque diritto essendo stata licenziata con effetto immediato ai sensi dell'art. 337 CO.

  4. Con sentenza 13 aprile 2005 il Pretore, accertata l'inapplicabilità del CCL al contratto di lavoro che vincolava le parti e basandosi sulla documentazione agli atti compresi i doc. Y1-Y16 prodotti dall'istante prima del dibattimento finale del 24 marzo 2005, ha integralmente accolto l'istanza ritenendo pattuita tra le parti la tredicesima mensilità anche per il 2002, mentre ha respinto, siccome non comprovata, la tesi della convenuta circa l'avvenuto licenziamento per motivi gravi dell'istante.

  5. Con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 4 maggio 2005, RI 1 è insorta contro il predetto giudizio chiedendone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Essa rimprovera innanzi tutto al primo giudice la violazione di norme di diritto procedurale, avendo questi proceduto alla convocazione delle parti a un secondo dibattimento finale dopo la presentazione delle conclusioni scritte, ammettendo in quella sede la produzione di nuovi documenti da parte dell'istante, in contrasto con lo scopo di quel dibattimento finale che doveva essere quello di garantire alle parti il loro diritto di essere sentite unicamente con riferimento all'assunzione agli atti di un altro documento. Nel merito la ricorrente rimprovera al Pretore di aver ritenuto provata nell'ambito del contratto individuale di lavoro la pattuizione della tredicesima, che essa ha in precedenza pagato ad alcuni dipendenti, ma non all'istante, solo perché riteneva a torto di essere vincolata dal CCL, ciò che concretizza un caso di errore essenziale senza il quale non avrebbe mai proceduto al pagamento di questa mensilità.

Con osservazioni 13 maggio 2005 la controparte postula la reiezione del ricorso.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

  2. In merito alla pretesa violazione di norme di diritto procedurale, va rilevato che la convocazione a un secondo dibattimento finale dopo lo scambio delle conclusioni scritte 18 febbraio 2005, ancorché non previsto dall'ordinamento processuale, non può essere sanzionato non avendo comportato alcun pregiudizio per le parti, alle quali il Pretore ha garantito uguale possibilità di esprimersi (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 280, m. 8 e n. 772). Il primo giudice, tra l'altro, ha rilevato che il secondo dibattimento finale del 24 marzo 2005 è stato indetto a seguito della produzione da parte dell'istante della documentazione relativa al pagamento della tredicesima. Il quesito di sapere se questa documentazione fosse ammissibile o se con la sua assunzione il Pretore abbia violato il principio inquisitorio "sociale" che regge la procedura in materia di contratto di lavoro, può rimanere irrisolto, ritenuto che questa documentazione si riferisce a un periodo durante il quale la convenuta era assoggettata al CCL (1991-1999), mentre per il periodo che qui ci interessa (2002) la CCL non era più applicabile, da qui l'irrilevanza dei doc. Y1-Y16.

  3. Nella fattispecie non è più in discussione l'inapplicabilità del CCL al rapporto di lavoro che vincolava le parti, mentre è contestata la conclusione del primo giudice secondo la quale le risultanze istruttorie permetterebbero di ritenere provata, sulla base del contratto individuale di lavoro, la pattuizione della tredicesima.

Secondo l'art. 322 cpv. 1 CO il datore deve pagare al lavoratore il salario convenuto o d'uso, o stabilito mediante contratto normale o contratto collettivo. La tredicesima mensilità, che corrisponde a un importo determinato e incondizionato, ovvero indipendente dall’andamento degli affari della ditta, dal rendimento o dal comportamento del dipendente, è una componente del salario ordinario del lavoratore, la cui particolarità risiede nella modalità di pagamento, che di regola viene differito alla fine dell’anno (Brühwiler, Kommentar zum Einzelarbeistvertrag, 1996, 2.ed., n. 7 ad art. 322d CO; Streiff/von Kaenel, Arbeitsvertrag, 1992, n. 9 ad art. 322d CO; Rehbinder, Berner Kommentar, 1985, n. 4 ad art. 322d CO). Il pagamento della tredicesima non deriva dalla legge, ma deve essere pattuito tra le parti (Rehbinder, op. cit., n. 5 ad art. 322d CO), ciò che può avvenire esplicitamente o per atti concludenti, per esempio con il suo ripetuto, incondizionato pagamento (Rehbinder, op. cit., n. 6 ad art. 322d CO). Essa è dovuta per tutta la durata del rapporto di lavoro; quindi, in caso di cessazione anticipata del medesimo, il lavoratore ha diritto al pagamento della tredicesima in proporzione (Streiff/von Kaenel, op. cit., n. 11 ad art. 322d CO, n. 11; Rehbinder, op. cit., n. 11 ad art. 322d CO; Brühwiler, ibidem). L'onere della prova in merito alla pattuizione della tredicesima incombe al lavoratore

(Favre/Munoz/Tobler, Le contrat de travail, Code Annoté, 2001, n. 1.5 ad art. 322d CO)

  1. Nel caso concreto, esclusa come si è detto l'applicabilità del CCL di categoria, occorre basarsi sul contratto individuale di lavoro che le vincolava. In assenza di un testo scritto sono determinanti gli atti concludenti intervenuti tra le parti, sennonché nel caso concreto, a differenza di quanto emerso per altri dipendenti della convenuta, l'istante non ha prodotto nessun documento dal quale poter dedurre un precedente pagamento della tredicesima e tantomeno ha addotto di trovarsi nelle stesse identiche condizioni dei suoi colleghi di lavoro (Rehbinder, op. cit., n. 9 ad art. 322d CO), non avendo in particolare fornito una qualsiasi indicazione circa la durata del suo impiego alle dipendenze della convenuta. Il solo fatto per la convenuta di aver ammesso che da quando ho dato la disdetta all'AFRA ho pagato solo nel 2000 e nel 2001 la tredicesima con tanta fatica (cfr. doc. M), non giova all'istante visto e considerato che, come si è detto, ella non ha provato un precedente pagamento incondizionato della tredicesima. Di conseguenza, mancando la prova della pattuizione, esplicita o per atti concludenti, della tredicesima, la relativa pretesa dell'istante riferita al 2002 non può essere tutelata.

  2. Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato ovvero l'arbitraria valutazione delle risultanze istruttorie da parte del primo giudice, deve essere accolto. In considerazione dell'esito del gravame si può prescindere dal verificare l'ulteriore censura ricorsuale secondo la quale il pagamento ad alcuni dipendenti della tredicesima relativa al 2001 sarebbe stato viziato da errore essenziale ai sensi dell'art. 24 CO.

Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, si impone una nuova pronuncia da parte di questa Camera, con la conseguente reiezione dell'istanza.

  1. Non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio, mentre le ripetibili, calcolate secondo la TOA seguono la soccombenza.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 417 lett. e) CPC

pronuncia: I. Il ricorso per cassazione 25 aprile 2005 di RI 1 è accolto.

Di conseguenza la sentenza 13 aprile 2005 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio nord, inc. DI.2004.152, è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

L'istanza è respinta.

  1. Non si prelevano spese né tasse. L'istante rifonderà alla

convenuta fr. 150.- a titolo di ripetibili.

II. Il presente giudizio è esente da tasse e spese. CO 1 verserà alla ricorrente fr. 100.– a titolo di ripetibili per questa sede ricorsuale.

III. Intimazione:

  • ;
  • .

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.

terzi implicati

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

La presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

employment contractthirteenth salaryburden of proofevidence assessmentprocedural hearingcollective agreementcassationarbitrariness

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether convening a second final hearing and admitting new documents after written submissions amounted to a sanctionable procedural violation.

Decisione estratta

The procedural step caused no prejudice because both parties had an equal opportunity to be heard; it was therefore not sanctionable.

Motivazione estratta

Although not provided for by the procedural system, the second final hearing was ordered after the employee filed documents on the alleged 13th salary. Since the employer suffered no procedural disadvantage, the complaint failed.

Questione giuridica chiave

Whether the employee proved that a 13th salary was agreed under the individual employment contract for 2002.

Decisione estratta

The employee did not prove an explicit or tacit agreement to pay a 13th salary for 2002.

Motivazione estratta

With the collective agreement no longer applicable, the case turned on the individual contract. The employee produced no document showing prior unconditional payment and no sufficient indication of analogous treatment or employment duration. The lower court therefore arbitrarily assessed the evidence.

Questione giuridica chiave

What follows for the employee's monetary claim and the costs of the proceedings.

Decisione estratta

The employee's claim was rejected; no court costs were levied, but the employee had to pay party costs to the employer at both instances as ordered.

Motivazione estratta

Because proof of the salary agreement was lacking, the wage claim could not be upheld. The cassation court issued its own substitute judgment and ordered costs according to the losing party principle.

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