Cassation appeal dismissed; passive standing and witness hearing upheld

16.1998.4Altro tribunale4 mag 1998Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

An architectural studio sought payment for a renovation estimate. The defendant challenged passive standing, arguing the contract had been concluded with a third person, and also alleged procedural defects in the witness hearing and in the handling of his preliminary objection. The Court of Cassation held that the evidence supported the finding that the defendant himself had caused the mandate to be given through his representative and had used the architect's work. It also found the witness examination regular and held that lack of passive standing is a merits issue, not a matter for preliminary decree. The cassation appeal was therefore dismissed and costs were charged to the appellant.

Massima Omnilex

Art. 327 lett. g CPC; cassation for manifest violation of law or manifestly erroneous assessment of evidence; a factual finding is arbitrary only when it plainly contradicts clear legal rules or the factual record and cannot be justified by another conceivable solution. Passive standing in a contractual claim is a merits question, not a preliminary procedural objection under Arts. 99-100 CPC. A witness with an admitted interest may be heard without oath under Art. 229 n. 3 CPC; the absence of a separate order under Art. 231 cpv. 1 CPC entails no sanction under Art. 238 bis CPC. Costs follow the event under Art. 148 CPC.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1998.4

Data decisione, Autorità: 04.05.1998, CCC

Incarto n. 16.98.00004

Lugano 4 maggio 1998/kc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 13 gennaio 1998 presentato da


(patr. dall’avv. __________)

contro la sentenza 14 novembre 1997 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud nella causa civile inappellabile promossa con istanza 2 maggio 1996 da


(patr. dall’avv. __________)

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 7’412.90 oltre accessori, domanda

accolta dal primo giudice,

letti ed esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Con istanza 2 maggio 1996 lo studio tecnico __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 7’412.90 a saldo della nota emessa il 14 giugno 1993 (doc. A) per l’allestimento di un progetto di massima e un preventivo dettagliato delle opere necessarie per la ristrutturazione dello stabile in cui si trova il __________, preventivo sulla base del quale il convenuto avrebbe poi deciso se acquistare o no l’edificio. A detta dell’istante l’incarico di procedere in tal senso gli sarebbe stato conferito da __________, presentatosi come rappresentante del convenuto.

Questi si è opposto alla pretesa avversaria contestando la sua legittimazione passiva, ossia l’esistenza di un rapporto contrattuale con l’istante, rapporto che sarebbe invece venuto in essere con __________ che ha incaricato l’istante dell’esecuzione del preventivo oggetto della fatturazione controversa.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice, basandosi sulle risultanze istruttorie dalle quali ha considerato emergere che il convenuto ha incaricato __________ di contattare l’istante al fine di valutare i costi necessari per la ristrutturazione dello stabile che egli intendeva acquistare, ha concluso al perfezionamento di un contratto di mandato tra l’istante e il convenuto, rappresentato in queste trattative da __________. Per quanto ne è dell’estensione del mandato e della relativa mercede, il primo giudice ha ritenuto che il rappresentante ha agito entro i limiti dei poteri di rappresentanza conferitigli e che l’arch. __________ non è andato oltre il mandato affidatogli, ragioni per le quali egli ha posto interamente a carico del convenuto il pagamento della nota di quest’ultimo.

  2. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento siccome viziato da errori formali, perchè il primo giudice non ha deciso preliminarmente l’eccezione di carenza di legittimazione passiva dallo stesso sollevata e perchè ha sentito il teste __________ senza delazione di giuramento. Per quanto riguarda l’arbitraria valutazione delle prove, il ricorrente rimprovera in particolare al primo giudice di aver fatto propria la tesi di parte istante basandosi sulla deposizione del teste _________ -ancorché interessato all’esito della lite- nonostante la stessa parte istante abbia riconosciuto in quest’ultimo, e non nell’insorgente, il proprio partner contrattuale.

Con osservazioni 2 febbraio 1998 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente basa implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).

Controversa in questa sede è la legittimazione passiva del convenuto, ovvero il fatto di sapere se il contratto sulla base del quale l’istante rivendica il pagamento delle proprie prestazioni professionali e da lui concluso con __________, gli sia opponibile.

In linea di principio, chi procede per ottenere l’adempimento di una pretesa contrattuale deve dimostrare l’esistenza dell’asserto contratto nonché la congruità della sua pretesa (art. 8 CC; per tante: II CCA 10 aprile 1997 in re J./K.).

Inoltre, la parte che sostiene che il contratto si sarebbe perfezionato per mezzo dell’intervento di una terza persona, deve portare la prova delle circostanze fattuali la cui valutazione giuridica conduce a tale risultato (II CCA 29 febbraio 1996 in re H./E. SA, 12 febbraio 1996 in re A. SpA/T. SA), ovvero l’esistenza di un rapporto di rappresentanza (Watter, in Comm. di Basilea, 1996, n. 34 ad art. 32 CO).

Nel caso di specie, se è ben vero che la parte istante ha sempre condotto le trattative con __________, inviando a quest’ultimo tutta la corrispondenza, il resoconto del suo operato nonché la fattura litigiosa e relativa procedura di incasso (doc. Q, S, T, V, Z, CC, EE e 9), è altrettanto vero che le tavole processuali permettono di condividere la diversa tesi proposta dall’istante in questa procedura giudiziaria e fatta propria dal primo giudice.

Dalle stesse è infatti emerso:

– che interessato all’acquisto del __________ era sicuramente il convenuto e non __________, tant’è che è lo stesso __________ ad essersi rivolto alla __________ chiedendo informazioni sull’immobile (doc. 2, risposte 1, 7 e 8 IF convenuto), ed è lo stesso __________ che ha giustificato questo suo interesse al fine di recuperare un suo credito nei confronti della precedente proprietaria (doc. BB);

– che il convenuto ha confermato di aver aderito alla proposta di __________ di interpellare l’arch. __________ per affidargli la valutazione dell’immobile (risposta 7 IF convenuto);

– che è lo stesso convenuto ad aver messo a disposizione dell’istante le chiavi dello stabile affinché questi procedesse alla sua valutazione (risposta 4 IF convenuto);

– che per quanto attiene al tema del contendere, ossia la remunerazione dell’arch. __________, il convenuto era ben conscio di dover remunerare l’esperto per il suo intervento (doc. BB), remunerazione che comunque egli pensava poter operare “con un pranzo o una bottiglia di vino” (risposta 7 e 8 IF convenuto);

– che il lavoro dell’arch. __________ è stato anche utilizzato dal convenuto il quale, saputo a quanto potevano ammontare i costi per la riattazione dello stabile, ha rinunciato all’acquisto (cfr. deposizione __________)

Queste risultanze, che evidenziano il ruolo decisivo avuto dal convenuto nel conferimento dell’incarico all’istante, bastano a suffragare la conclusione del primo giudice secondo la quale debitore delle pretese dell’istante può essere considerato il convenuto. Il fatto, sottolineato dal ricorrente, che altre emergenze processuali confermerebbero la tesi opposta secondo la quale debitore delle pretese fatte valere in giudizio sarebbe __________, non basta per dimostrare che la sentenza dedotta in cassazione sarebbe arbitraria, ovvero insostenibile.

  1. Per quanto attiene alla censura di natura formale attinente alle modalità di assunzione del teste __________, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente l’audizione del teste è avvenuta in modo regolare e conforme alle norme del CPC. Prima di procedere all’assunzione del teste il primo giudice ha infatti evidenziato l’esistenza di un interesse di quest’ultimo all’esito della lite -

interesse pacificamente ammesso anche dal convenuto- ragione per la quale ha proceduto alla sua audizione senza delazione di giuramento, conformandosi così all’art. 229 n. 3 CPC. Il fatto di aver menzionato nel verbale il motivo per il quale il teste veniva sentito senza delazione di giuramento, rende del tutto superflua l’emanazione di un’ordinanza (art. 231 cpv. 1 CPC) come preteso dal ricorrente. Comunque sia, il preteso mancato ossequio dell’art. 231 cpv. 1 CPC non comporta nessun tipo di sanzione (art. 238 bis CPC).

Infondata è pure la censura ricorsuale secondo la quale il primo giudice avrebbe dovuto decidere mediante decreto l’eccezione

di carenza di legittimazione sollevata dal convenuto.

L’art. 99 CPC, che il ricorrente ritiene essere stato violato, accorda al giudice la facoltà di ordinare l’accertamento preliminare dei presupposti e delle eccezioni processuali, decidendoli mediante decreto (art. 100 CPC). Sennonché, l’eccezione di carenza di legittimazione passiva non rientra in questa casistica trattandosi di una questione di merito che deve essere decisa con giudizio definitivo (Cocchi/Trezzini, CPC, n. 2 ad art. 181).

  1. Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve essere respinto.

Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 13 gennaio 1998 di __________ è respinto.

  1. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 300.–

b) spese fr. 50.–

fr. 350.–

già anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico con l’obbli-go di rifondere a __________ l’importo di fr. 400.– a titolo di ripetibili di questa sede.

Intimazione a:


Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Sud.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

cassationarbitrarinesspassive standingmandaterepresentationwitness oathprocedural defectcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the defendant was liable for the architect's fee despite claiming no contractual relationship with the studio.

Decisione estratta

The file sufficiently showed that the defendant himself caused the mandate to be given through his representative, so the payment claim was opposable to him.

Motivazione estratta

The evidence showed the defendant wanted to buy the property, asked for information, accepted contacting the architect for a cost evaluation, provided the keys, knew the expert had to be paid, and used the work to decide not to buy. This was not arbitrary assessment.

Questione giuridica chiave

Whether the witness examination was irregular because the witness was heard without oath and without a formal order.

Decisione estratta

The examination was regular; the witness had an acknowledged interest in the outcome, so hearing him without oath was proper and no sanction followed from the lack of a separate order.

Motivazione estratta

The first judge noted the witness's interest before hearing him and complied with the procedural rules. Even if a separate order had been omitted, no sanction would result.

Questione giuridica chiave

Whether the first judge had to decide the objection of lack of passive standing by preliminary decree.

Decisione estratta

No; lack of passive standing is a merits issue to be decided in the final judgment, not by preliminary decree under the cited procedural provisions.

Motivazione estratta

The rules on preliminary examination concern procedural prerequisites and objections, while passive standing belongs to the merits.

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