Return date of leased premises treated as one unit

16.1998.2Altro tribunale5 mag 1998Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

Two tenants appealed a civil cassation judgment in a lease dispute. They argued that the apartment had been returned in early June 1996 and that the remaining rooms, with separate access, should be treated separately. The cantonal cassation court held that the lease and the termination covered all contractual premises as one unit, so the return date depended on the surrender of the last keys on 31 July 1996. It found no arbitrary assessment of evidence by the Pretore and dismissed the appeal. Costs and party compensation were imposed on the appellants.

Massima Omnilex

Art. 327 lett. g CPC; arbitrary assessment of evidence and determination of the return date in a lease termination context: A cantonal cassation court annuls a judgment only for manifest violation of substantive or procedural law or for manifestly erroneous assessment of acts or evidence. Arbitrariness exists only where the challenged finding is untenable, in clear contradiction with the factual situation, unsupported by objective reasons, and recognizable as such at first sight; it is not enough that another solution appears preferable (consid. 5). Where a lease covers several objects forming a single contractual unit, termination and restitution concern all objects unless the parties clearly agreed to a partial termination or a separate contractual regime. Separate access or prior separate leasing does not, by itself, establish divisibility; the return date is the date on which the last contractual premises and keys are surrendered (consid. 7).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1998.2

Data decisione, Autorità: 05.05.1998, CCC

Incarto n. 16.98.00002

Lugano 5 maggio 1998/kc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 9 gennaio 1998 presentato da


(patr. dallo studio legale __________)

contro

la sentenza 29 dicembre 1997 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, nella causa a procedura speciale in materia di contratto di locazione promossa con istanza 4 luglio 1997 da


(patr. dallo studio legale __________)

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 3’300.– a titolo di risarcimento

danni, domanda accolta dal primo giudice limitatamente a fr. 1’900.–,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Il 23 ottobre 1992 _________ e __________ hanno concluso con __________ un contratto di locazione avente per oggetto un appartamento e locali adibiti a deposito, cantina e posteggio in uno stabile di proprietà di quest’ultimo a __________. La pigione pattuita tra le parti ammontava a fr. 1’100.– mensili (doc. B). Il contratto è stato disdetto dal locatore per il 31 maggio 1996 (doc. C).

L’appartamento è stato liberato il 5 giugno 1996 (doc. 2), mentre per la liberazione degli altri locali (cantina, locale al piano terreno e portico adibito a posteggio), le parti hanno raggiunto un accordo – nell’ambito della procedura di sfratto promossa dal locatore – secondo il quale i conduttori si impegnavano a riconsegnare questi locali entro il 31 agosto 1996 (doc.E), sgombero che di fatto è avvenuto il 31 luglio 1996 (doc. 4).

  1. Poiché dinanzi all’Ufficio di conciliazione, adito con istanza 22 aprile 1997, le parti non hanno raggiunto un’intesa, con istanza 4 luglio 1997 __________ si è rivolto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, chiedendo la condanna di _________ e __________ al pagamento di fr. 3’300.– corrispondenti al danno subito a dipendenza del ritardo nella riconsegna dell’ente locato, ossia le pigioni per i mesi da giugno ad agosto 1996, data entro la quale sono stati messi a disposizione del locatore tutti i locali oggetto del contratto di locazione.

I convenuti si sono opposti alla pretesa avversaria contestando che l’istante abbia subito un danno a dipendenza del preteso ritardo nella riconsegna dell’ente locato. Essi hanno infatti rilevato che l’appartamento è stato consegnato all’istante entro il termine di disdetta (più precisamente nei primi giorni di giugno 1996), ragione per la quale, trattandosi di un’entità indipendente dai locali deposito, a far tempo da quella data il locatore ne poteva liberamente disporre. Per quanto ne è dei locali deposito – riconsegnati il 31 luglio 1996 – i convenuti, pur non contestando il principio della remunerazione dell’istante per l’occupazione di questi locali per i mesi di giugno e luglio 1996, si sono rimessi al prudente criterio del giudice per la fissazione di un’equa indennità a questo titolo.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie dalle quali ha dedotto l’inconsistenza della tesi dei convenuti secondo i quali bisognerebbe scindere la riconsegna dell’appartamento rispetto a quella degli altri locali trattandosi di entità indipendenti, ha ritenuto quale data determinante per la riconsegna dell'ente locato quella della messa a disposizione di tutte le chiavi avvenuta il 31 luglio 1996 (doc. 4), ragione per la quale ha accolto la pretesa di parte istante limitatamente a fr. 1'900.– corrispondenti alle pigioni per i mesi di giugno e luglio 1996 dedotto l’acconto di fr. 300.– versato dai convenuti.

  2. Con il presente tempestivo ricorso _________ e __________ sono insorti contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. I ricorrenti rimproverano al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare per non aver considerato quanto dalle stesse emerso a sostegno della loro tesi secondo la quale la riconsegna dell’appartamento, liberato per gli inizi di giugno 1996, sarebbe da scindere da quella degli altri locali aventi un accesso indipendente e quindi soggetti a un diverso destino rispetto all’appartamento, locali per il cui utilizzo essi riconoscono di dovere un indennizzo a controparte.

Con osservazioni 27 gennaio 1998 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).

  1. Preliminarmente, deve essere estromessa dall’incarto la documentazione allegata al ricorso in quanto prodotta per la prima volta in questa sede e quindi in contrasto con quanto dispone l’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC.

  2. Controversa nella fattispecie è la determinazione della data di riconsegna dell’ente locato, ossia se questa debba essere calcolata separatamente per l’appartamento e per gli altri locali oppure se tutti questi locali debbano essere trattati come un’unica entità.

Contrariamente a quanto preteso dai ricorrenti, la conclusione del primo giudice che ha considerato determinante la data per la quale sono stati liberati tutti i locali contemplati nel contratto di locazione, non è arbitraria.

Infatti, poiché non è contestato che oggetto del contratto di locazione sottoscritto dalle parti il 23 ottobre 1992 erano, oltre all’appartamento di 3 ½ locali sito al secondo piano, anche locali deposito, una cantina e un posteggio (doc. B), la disdetta notificata dal locatore il 16 aprile 1996 (doc. C) per il successivo 31 maggio doveva intendersi non solo per l’abitazione ma anche per gli altri locali locati.

La diversa soluzione proposta dai conduttori non trova riscontro nelle risultanze istruttorie, non potendo in particolare i convenuti prevalersi del fatto che in precedenza i locali deposito e il posteggio erano stati locati separatamente – locazione che come dagli stessi ammesso è stata sostituita con la sottoscrizione del nuovo contratto – e neppure del fatto che questi locali usufruiscano di un accesso indipendente rispetto all’appartamento.

Per principio la locazione porta su tutti gli oggetti menzionati nel contratto che tra di loro costituiscono un’unica entità di modo che, anche l’eventuale disdetta esplica i suoi effetti su questi stessi locali. La disdetta parziale è per contro ipotizzabile unicamente nel caso in cui le parti abbiano inteso stipulare più contratti su oggetti distinti, oppure nel caso in cui le stesse abbiano di comune accordo modificato, limitandolo, l’oggetto della locazione (Lachat, Le bail à loyer, 1997, pag. 415, n. 9.1, 9.2 e 9.3; SVIT- Kommentar Mietrecht, 1991, n. 11 ad art. 266 CO). Inoltre il sopralluogo ha pur rivelato una certa innegabile interdipendenza dei vani locati, in particolare tra il locale denominato rialzato e l’appartamento al secondo piano.

Nel caso concreto, poiché non sono date le premesse per una disdetta parziale del contratto, per la liberazione dell’ente locato fa stato la data per la quale tutti i locali sono stati riconsegnati al locatore ossia, come correttamente rilevato dal pretore, quella della riconsegna delle ultime chiavi avvenuta il 31 luglio 1996 (Lachat, op. cit., pag. 531, n. 7.1 e 7.2), data sino alla quale i conduttori sono quindi tenuti al pagamento della relativa pigione. Né può indurre a diversa soluzione la transazione giudiziale intervenuta sul termine di liberazione dei vani non ancora riconsegnati che non può essere implicitamente considerata come rinuncia del locatore ai propri diritti relativi all’appartamento già riconsegnato: su questo punto mai v’è stata concorde volontà tra le parti.

  1. Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, con il quale i ricorrenti si sono limitati a riproporre la loro personale versione dei fatti senza che ciò basti a evidenziare il titolo di cassazione invocato, deve essere respinto.

Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

dichiara: 1. Il ricorso per cassazione 9 gennaio 1998 di __________ e __________ è respinto.

  1. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 100.–

b) spese fr. 50.–

fr. 150.–

già anticipate dai ricorrenti, rimangono a loro carico con l’obbligo solidale di rifondere alla controparte fr. 400.– a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:


Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

tenancylease terminationreturn of premisesarbitrarinessevidence assessmentjoint contractual unitcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the leased apartment and ancillary rooms had to be treated as one unit for determining the return date and rent due after termination.

Decisione estratta

The lease covered all listed premises as one contractual unit; therefore termination and return were effective only when all rooms and keys were handed back.

Motivazione estratta

A partial termination was not established. The fact that some ancillary spaces had separate access or had previously been rented separately did not override the later single lease. The lower court’s assessment that the last keys were returned on 31 July 1996 was not arbitrary.

Questione giuridica chiave

Whether the first-instance court arbitrarily assessed the evidence and ignored facts supporting a separate return of the apartment.

Decisione estratta

No manifestly erroneous assessment was shown.

Motivazione estratta

The appellants merely repeated their own version of the facts. That is insufficient in cassation, and the challenged findings were supported by the record.

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