AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2003.2
Data decisione, Autorità:
25.02.2003, CEF
Incarto n.
15.2003.2
Lugano
25 febbraio 2003
FP/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Giani
segretario:
Cassina,
vicecancelliere
statuendo sul ricorso 16 dicembre 2002 di
rappr. dall’avv. __________
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
e meglio contro il verbale di pignoramento dell’8 luglio 2002 relativo alle
esecuzioni n. __________ e n. __________ promosse nei confronti del ricorrente
da:
rappr. da __________
viste le
osservazioni
19 dicembre 2002 di
2 gennaio 2003
dell’UE di Lugano
Ritenuto
in fatto:
A. __________
procede nei confronti di __________ per l’incasso dei propri crediti.
B. In
data 3 dicembre 2002 l’UE di Lugano, dopo aver pignorato svariati beni mobili,
allestiva il seguente calcolo dell’eccedenza pignorabile a carico dell’escusso:
Minimo
di esistenza
Introito
debitore fr. 7'178.-- (80%)
Introito
moglie fr. 1'800.-- (20%)
minimo
base fr. 1'550.--
riscaldamento fr. 200.--
Totale fr. 1'750.--
80%
(1750.--) = fr. 1'400.--
eccedenza
pignorabile: fr. 7'178.-- - fr.1'400.-- = fr. 5'778.--
C. Con
ricorso 16 dicembre 2002 __________ si aggrava contro il verbale di
pignoramento sostenendo che l’UE di Lugano avrebbe dovuto astenersi dal
pignorare i beni mobili e il reddito, in quanto i beni immobili già pignorati
coprirebbero ampiamente i crediti posti in esecuzione. Inoltre nel minimo di
esistenza andrebbero inseriti gli importi relativi ai premi della cassa malati,
ai contributi AVS obbligatori, nonché agli interessi ipotecari. Da ultimo il
ricorrente sostiene che nei redditi sarebbe conteggiato anche il provento della
locazione dell’immobile pignorato, benché tale importo sia incassato
direttamente dall’UE di Lugano.
D. Delle
osservazioni di __________ e dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in
seguito.
Considerando
in diritto:
-
L’art. 95 cpv. 1 LEF stabilisce che, si devono pignorare, in primo
luogo i beni mobili, compresi i crediti e le pretese limitatamente pignorabili
ex art. 93 LEF. Sono pignorati anzitutto gli oggetti di commercio quotidiano,
ma i meno necessari prima degli indispensabili. I beni immobili possono essere
pignorati soltanto in quanto quelli mobili non bastino a coprire il credito
(art. 95 cpv. 2 LEF).Tali indicazioni non sono in alcun modo vincolanti.
L’ufficiale può scostarsi da quest’ordine qualora le circostanze lo
giustifichino o se il creditore o il debitore di comune accordo lo richiedono
(art. 95 cpv. 4bis LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 22 n. 41, p.
157; Bénédict Foëx, Basler
Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 62 ad art. 95 LEF).
L’Ufficio può inoltre derogare a tale regola nel caso in cui la richiesta di
una parte appaia giustificata (cfr. Jaeger/Walder/Kull/
Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 23 ad art. 95 LEF; Foëx, op. cit. n.60 ad art. 95
LEF). La soluzione prospettata dall’ufficio di esecuzione deve permettere di
tutelare sufficientemente gli interessi dei creditori (cfr. art. 95 cpv. 5
LEF). Infatti nel caso in cui gli interessi del debitore e del creditore
collidano, prevalgono questi ultimi (cfr. Foëx,
op. cit. n.68 ad art.95LEF; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 24 ad art. 95 LEF).
-
Nel
caso di specie il ricorrente chiede che non vengano pignorati i beni mobili,
nonché il proprio reddito, in quanto i beni immobili già pignorati coprirebbero
ampiamente i crediti posti in esecuzione. Tali beni, oltre ad essere gravati da
oneri ipotecari pari a fr. 750'000.-- a fronte di un valore di stima di circa
fr. 550'000.--, non sono in grado di coprire i crediti posto in esecuzione,
essendo questi ultimi pari a fr. 472’355.-- oltre le spese esecutive. Di
conseguenza il pignoramento del reddito dell’escusso e dei beni mobili di cui
al verbale di pignoramento impugnato, appare ineluttabile per garantire la
copertura dei crediti, così come sancito dall’art. 97 cpv. 2 LEF.
-
Giusta
l’art. 102 cpv. 2 LEF il pignoramento di un fondo comprende anche i frutti e
gli altri redditi e avviene senza pregiudizio dei diritti spettanti ai
creditori con pegni immobiliari. Con scritto 10 dicembre 2002 l’UE di Lugano
comunicava ad __________ che, a seguito della promozione dell’esecuzione
n.__________ in via di realizzazione del pegno immobiliare, le pigioni relative
alla part. __________ RFD di __________ di proprietà dell’escusso saranno
riscosse dall’Ufficio. L’escusso ha dichiarato di percepire a titolo di canone
locatizio l’importo di fr. 550.-- mensili dalla società __________, della quale
egli è consulente, per la messa a disposizione di alcuni locali della propria
abitazione ad uso ufficio (cfr. contratto di locazione 31 gennaio 2002 prodotto
dal ricorrente nell’ambito dalla procedura di pignoramento). Tale reddito,
ancorché non più incassato dall’escusso, in applicazione di quanto sancito
dall’UE di Lugano, viene erroneamente calcolato quale introito. Di conseguenza
l’importo di fr. 550.-- andrà stralciato dai redditi dell’escusso, in quanto
non più incassato da quest’ultimo.
-
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le
autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze
determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia
il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112
III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della
situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento
(DTF 108 III 13).
-
Nel
caso in cui sia il debitore che il suo coniuge dispongano di un reddito,
occorre tenere conto dell’art. 163 CC, secondo il quale i coniugi provvedono in
comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al mantenimento della famiglia.
La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale le ha
stabilito che per calcolare la quota di reddito pignorabile occorre, in primo
luogo, determinare il reddito di ambedue i coniugi e il loro minimo vitale comune;
poi, ripartire tra di essi il minimo vitale ottenuto in relazione con il
reddito netto DTF 116 III 78 e 114 III 15. La quota pignorabile del
reddito del coniuge escusso risulta sottraendo la sua parte del minimo vitale
dal suo reddito determinante (Guidicelli/Piccirilli,
Il pignoramento di redditi ex art. 93 LEF nella pratica ticinese,
Lugano 2002, p.79, n. 247). Nel caso di specie l’UE di Lugano ha quindi agito
correttamente conteggiando, nella determinazione dell’eccedenza pignorabile,
gli introiti percepiti dalla moglie.
-
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, quanto
necessita al sostentamento delle persone a carico del debitore è da includere
nel calcolo del minimo di esistenza solo se il debitore paga effettivamente
tale importo (DTF 121 III 20; 120 III 16).
Nel
caso di specie il ricorrente non paga gli oneri ipotecari, essendo __________
il creditore ipotecario che ha promosso l’esecuzione nei confronti di
__________. Il mancato pagamento degli oneri ipotecari, già dall’aprile 2001, è
pure confermato dallo stesso creditore nelle sue osservazioni (cfr.
osservazioni __________). Orbene, considerato che possono essere posti in
deduzione solo gli importi effettivamente pagati dall’escusso (cfr. DTF 121
III 20) e ritenuto che dal verbale di pignoramento risulta che fra i creditori
vi sia __________, creditore ipotecario, avendo il debitore richiesto il
riconoscimento dell’importo relativo agli oneri ipotecari, tale voce di spesa
non può essere inserita nel calcolo del minimo di esistenza.
- Il
ricorrente chiede che venga tenuto conto dei contributi AVS da lui pagati quale
lavoratore indipendente.
L'Ufficio
di esecuzione deve inserire nel calcolo del minimo di esistenza dell'escusso e
del suo partner gli importi riferiti alle assicurazioni obbligatorie. Tuttavia,
ritenuto che solo parte di queste assicurazioni vengono prelevate direttamente
dal datore di lavoro o nel caso di indipendenti esse sono direttamente pagate
dall'escusso, anche per queste deduzioni vale il principio secondo il quale
esse possono essere riconosciute solo se vengono effettivamente pagate (cfr. DTF
121 III 20; Guidicelli/Piccirilli,
op. cit, n. 137, p. 45).
Nel
caso che qui ci occupa __________ ha prodotto il conteggio AVS relativo al IV
trimestre del 2002, pari a fr. 1’414.45, unitamente alle ricevute postali
attestanti il pagamento degli oneri sociali per i restanti tre trimestri del
2002 (cfr. doc.C e E). Da tali documenti si evince che il contributo mensile
AVS, dovuto e versato dall’escusso, ammonta fr. 515.50 = (1’585.85 + 1'590.15 +
1'595.65 + 1'414.45): 12. Di conseguenza tale importo deve essere inserito nel
minimo vitale dell’escusso.
-
Il
ricorrente postula il riconoscimento nel minimo vitale dell’importo relativo ai
premi della cassa malati. Orbene, dai certificati della cassa malati
__________, prodotti dal ricorrente quale doc. B, unitamente al giustificativo
di pagamento (doc.E) si evince che il premio relativo alle prestazioni
obbligatorie secondo la LAMal ammonta a fr. 290.90 per ogni coniuge.
Considerato che quale assicurazione malattia può essere riconosciuta unicamente
l’assicurazione obbligatoria, tale importo deve essere inserito nel minimo vitale
dell’escusso (cfr. Guidicelli/Piccirilli,
op. cit., n.204, p. 62).
-
Sulla base di quanto esposto precedentemente il calcolo
dell’eccedenza pignorabile a carico di __________ si presenta come segue:
Minimo
di esistenza
Introito
debitore fr. 6'628.-- (75%)
Introito
moglie fr. 1'800.-- (25%)
minimo
base fr. 1'550.--
contributi
AVS fr.
515.50
cassa
malati fr.
581.80
riscaldamento fr. 200.--
Totale fr. 2'847.30
75%
(fr. 2'847.30) = fr. 2'135.--
eccedenza
pignorabile: fr. 6'628.-- - fr.2'135.-- = fr. 4’493.--
- Ne consegue il parziale accoglimento del gravame.
Sulle
spese e sulle ripetibili, protestate dai ricorrenti, occorre ricordare a futura
memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di
diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François
Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire de a
loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art.
81, p. 804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del
legislatore (art. 20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art.
62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art.
17 e 93 LEF
pronuncia:
-
Il
ricorso 26 agosto 2002 __________ è parzialmente accolto.
-
L’eccedenza
pignorabile a carico di __________ è stabilita in fr 4'493.-- mensili in luogo
di fr. 5'778.--.
-
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione a:
Comunicazione
all’UE di Lugano.
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di
vigilanza
Il presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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