Income garnishment modified; appeal by sole proprietorship inadmissible

15.2002.00018Altro tribunale14 mar 2002Partially Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The supervisory complaint against an enforcement office's income garnishment was partly successful. The court held that the complaint brought in the name of a sole proprietorship lacking legal personality was inadmissible. As to the debtor personally, it found that the office had erred in describing the measure as a salary garnishment, but the debtor's self-employment income could still be garnished. After correcting the minimum-existence calculation for actual alimony payments, housing costs, and updated health-insurance premiums, the garnishable amount was reduced to CHF 1,200 per month for one year. No costs or compensation were awarded.

Massima Omnilex

Art. 17 and 93 LEF; garnishment of income from self-employment, admissibility of complaint, and determination of the minimum subsistence level. A sole proprietorship without legal personality and not entered in the commercial register lacks civil capacity and therefore standing to file a complaint. When the enforcement office misdescribes self-employment income as salary, the measure may nevertheless be upheld as a valid garnishment of earnings if the debtor suffers no disadvantage from the error. For debtors with independent income, the office must determine income and available surplus ex officio, but actual admitted figures and established documents may suffice; later changes in income can be considered only through revision under Art. 93(3) LEF. Only actually paid support and housing expenses may be included in the subsistence minimum.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.2002.00018

Data decisione, Autorità: 14.03.2002, CEF

Incarto n. 15.2002.00018

Lugano 14 marzo 2002 CJ/fc/dp

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

segretario:

Jaques, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 8 febbraio 2002 di


contro

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Locarno, e meglio contro la “notificazione di pignoramento di salario” del 31 gennaio 2002 alla ricorrente __________ nell’ambito dell’esecuzione n. __________ promossa da


viste le osservazioni 28 febbraio 2002 dell’UEF di Locarno;

esaminati atti e documenti

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

che __________ non ha personalità giuridica, essendo la stessa ditta individuale del ricorrente __________, peraltro non iscritta a registro di commercio, di guisa che non ha capacità civile e pertanto nemmeno capacità per ricorrere;

che il ricorso, in quanto fatto a nome di __________, è quindi irricevibile

che __________ contesta l’importo delle sue entrate nonché il calcolo del minimo di esistenza sui quali l’ufficio si è fondato per pignorare il suo “salario”;

che va anzitutto rilevato che il provvedimento 31 gennaio 2002 dell’UEF di Locarno (doc. A), oggetto dell’impugnazione, è erroneo, in quanto la ditta __________, sprovvista dalla personalità giuridica, non può essere considerata quale datrice di lavoro di __________;

che i redditi conseguiti da quest’ultimo nell’ambito della propria attività commerciale sotto la ditta __________ sarebbero dovuti essere pignorati quali redditi da attività indipendente;

che tuttavia l’atto impugnato (doc. A) va comunque assimilato ad un valido pignoramento dei redditi di __________, non avendo quest’ultimo subito alcun svantaggio particolare dall’errore dell’ufficio, così come risulta dalle considerazioni che seguono;

che ci si potrebbe invero chiedere se le censure del ricorrente non siano premature, visto che il termine per ricorrere contro il pignoramento di redditi decorre dalla notifica del verbale di pignoramento – in casu non ancora avvenuta –, anche se l’escusso ha avuto conoscenza in precedenza dell’importo del minimo di esistenza determinato dall’ufficio (cfr. Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 172 ad art. 93, con rif.);

che l’escusso ha tuttavia ovviamente un interesse attuale e concreto a contestare indilatamente la misura cautelare impugnata, risp. il pignoramento che esplica effetti immediati;

che d’altronde il ricorrente ha ricevuto in casu dall’ufficio una copia del calcolo – dettagliato – del minimo di esistenza, di modo che ha potuto determinarsi con cognizione di causa su questa questione;

che il ricorrente, al termine (cfr. ricorso, p. 4) di considerazioni alquanto involute, ammette di avere attualmente un reddito netto mensile dell’ordine di fr. 7'000.--, che, poiché proviene da un’attività indipendente, non comprende ovviamente alcuna tredicesima;

che secondo la recente giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 126 III 91 cons.3a con rinvii), per determinare i redditi dell’escusso che esercita un’attività lucrativa indipendente, l’Ufficio d’esecuzione deve d’ufficio interrogarlo sul genere d’attività svolta, sulla natura e sul volume dei suoi affari, farsi consegnare la contabilità e tutti gli altri documenti concernenti l’attività lucrativa, provvedere alle necessarie inchieste e raccogliere le informazioni utili, ritenuto che se l’inchiesta condotta dall’Ufficio non porta ad alcun elemento certo, esso terrà conto degli indizi a disposizione;

che nel caso di specie tale modo di procedere appare inutile o almeno sproporzionato, visto che la cifra di fr. 7'000.--, ammessa dall’escusso e apparentemente non contestata dalla procedente che non ha presentato osservazioni, è confermata dalla valutazione 1. giugno 2001 eseguita dallo __________ (doc. I) nell’ambito della causa per misure a tutela dell’unione coniugale che oppone la procedente, moglie del ricorrente, a quest’ultimo;

che rimangono comunque riservati eventuali cambiamenti, positivi o negativi, dell’importo dei redditi dell’escusso, i quali possono però essere presi in considerazione esclusivamente nella procedura di revisione del pignoramento, a richiesta dell’escusso, dei creditori o d’ufficio (cfr. art. 93 cpv. 3 LEF e Georges Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 54 ad art. 93);

che per quanto attiene alla questione dei premi di cassa malati, l’Ufficio ha correttamente tenuto conto solo del premio mensile dell’assicurazione obbligatoria di base (fr. 183.-- nel 1998), che va però adattato alle mutate circostanze (fr. 199.20 dal 1.1.2002, doc. L) (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, n. II/3, annessa alla Circolare n. 17/2000 di questa Camera, pubblicata in FU 2001/2, 74 ss; Vonder Mühll, op. cit., n. 27 ad art. 93);

che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, quanto necessita al sostentamento delle persone a carico del debitore è da includere nel calcolo del minimo di esistenza solo se il debitore paga effettivamente tale importo (DTF 121 III 20; 120 III 16; cfr. pure succitata Tabella, ad II/5; Vonder Mühll, op. cit., n. 25 e 29 ad art. 93), eccezion fatta dei debiti di alimenti dedotti nell’esecuzione in causa (cfr. DTF 107 III 77, cons. 1; Vonder Mühll, op. cit., n. 37 ad art. 93), che però non entra in considerazione nel caso in esame, poiché il credito posto in esecuzione è un credito di rimborso di un mutuo di fr. 20'000.-- (cfr. sentenza di rigetto 10 ottobre 2001 del Segretario assessore della Pretura di Locarno-Città __________

che in casu, il ricorrente riconosce di non pagare interamente il contributo mensile di fr. 5'000.-- messo a suo carico con sentenza 9 febbraio 2001 (doc. B) e non dimostra di versare a questo titolo più di fr. 4'000.-- al mese;

che il ricorrente ammette di pagare fr. 500.-- al mese per spese di alloggio;

che non può essere contabilizzato nel calcolo del minimo di esistenza un canone superiore a quello effettivamente pagato (cfr. succitata Tabella, n. II/1; Vonder Mühll, op. cit., n. 25 e 26 ad art. 93);

che il calcolo del minimo di esistenza va pertanto rettificato come segue:

Introiti netti del debitore fr. 7’000.--

Minimo di esistenza:

importo di base fr. 1’100.--

alimenti fr. 4’000.--

locazione fr. 500.--

cassa malati fr. 200.--

totale deduzioni fr. 5’800.--;

che risulta quindi pignorabile l’importo mensile di fr. 1'200.--, dal 1. aprile 2002 al 31 marzo 2003, riservate eventuali revisioni;

che pertanto il ricorso è da accogliere parzialmente;

che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a) e che per gli stessi motivi non si assegnano indennità.

Richiamati gli art. 17 e 93 LEF;

pronuncia:

  1. Il ricorso 8 febbraio 2002 __________, è parzialmente accolto.

1.1. Di conseguenza, il pignoramento di redditi 9 gennaio 2002, notificato al ricorrente con scritto 31 gennaio 2002 erroneamente denominato “Notificazione di pignoramento di salario”, è modificato nel senso che l’eccedenza pignorabile a carico di __________, è determinata in fr. 1'200.-- in luogo di fr. 1’217.-- dal 1. aprile 2002 al 31 marzo 2003.

  1. Il ricorso __________, è irricevibile.

  2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

  3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

  4. Intimazione a: - __________

Comunicazione all’UEF di Locarno.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

debt enforcementgarnishmentself-employment incomeminimum subsistencestandingadmissibilityhealth insurance premiumalimonycourt costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the complaint filed in the name of the sole proprietorship was admissible.

Decisione estratta

No. The business had no legal personality and therefore lacked civil capacity and standing to complain.

Motivazione estratta

A sole proprietorship not entered in the commercial register is not a legal person; the challenge brought in its name was therefore inadmissible.

Questione giuridica chiave

Whether the enforcement office correctly treated the debtor's business income as wages and calculated the garnishable surplus.

Decisione estratta

The challenged measure had to be treated as a valid garnishment of income, but the minimum-existence calculation had to be corrected, reducing the garnishable amount.

Motivazione estratta

The office mistakenly referred to an employer-employee relationship, but the debtor's self-employment income could still be garnished. The office properly used the admitted net monthly income, adjusted health-insurance premium, actual alimony payments, and actual housing costs. This led to a lower garnishable surplus than originally stated.

Questione giuridica chiave

Whether costs or compensation should be awarded.

Decisione estratta

No court costs or compensation were imposed.

Motivazione estratta

The proceedings were free of charge under the applicable debt-enforcement rules, and no indemnity was awarded for the same reason.

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