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Numero d'incarto:
15.2000.173
Data decisione, Autorità:
08.01.2001, CEF
Incarto n.
15.2000.00173
Lugano
8 gennaio
2000
/LG/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente
Pellegrini e Zali
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 8 novembre 2000 di
rappr. dall'avv. __________
Contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
e meglio contro l’assegnazione di termine ex art. 108 LEF contenuta nel verbale
di pignoramento del 30 ottobre/6 novembre 2000 allestito nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ da lui promossa contro
rappr. dall'avv. __________
procedura
concernente anche
rappr. dall'avv. __________
viste le
osservazioni:
22 novembre 2000 di __________
23 novembre 2000 dell’UE di Lugano
ritenuto
in fatto:
A. In
seguito alla richiesta del __________ di effettuare un pignoramento complementare
nell’ambito dell’esecuzione n. __________ da lui promossa nei confronti di
__________, in data 19 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha comunicato all’escusso
che il suo credito nei confronti della __________ veniva pignorato con effetto
immediato.
B. Il
20 ottobre 2000 __________ ha comunicato all’UE che egli avrebbe ceduto al fratello
__________ tutte le pretese derivanti da diritti di superficie, iscritti sui
fondi precedentemente pignorati (mapp. __________, __________ e __________ RFD
di __________).
C. Il
30 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha eseguito un pignoramento complementare
nell’ambito dell’esecuzione n. __________ promossa dal ____________________ nei
confronti di __________. Sono stati pignorati:
a) il credito vantato dal debitore nei confronti della società __________,
derivante dal contratto di superficie, annotato sul mapp. __________ di
__________;
b) il credito vantato dal debitore nei confronti del __________ derivante dal
contratto di iscrizione del diritto di superficie, annotato sul mapp.
__________ di __________.
Sul verbale di pignoramento l’Ufficio ha indicato che entrambi i crediti erano
stati rivendicati da __________; inoltre l’ufficio ha assegnato al creditore
procedente un termine di 20 giorni ex art. 108 LEF per promuovere l’azione di
disconoscimento delle pretese di __________.
D. Sempre
il 30 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha notificato al creditore procedente di aver
pignorato il credito vantato da __________ verso di lui in ragione del
contratto di iscrizione del diritto di superficie iscritto a suo favore sul
mapp. __________ RFD di __________.
E. Il
31 ottobre 2000 il creditore procedente ha contestato l’esistenza e l’ammontare
del credito dell’escusso nei suoi confronti.
D. Con
ricorso 8 novembre 2000 il creditore procedente contesta l’operato dell’UE di
Lugano, ritenendo che si sarebbe dovuto seguire la procedura dell’art. 107 LEF
piuttosto che quella dell’art. 108 LEF, dal momento che – pur contestando
l’esistenza e l’ammontare del credito dell’escusso nei suoi confronti – la pretesa
del terzo (__________) sarebbe manifestamente meno fondata di quella
dell’escusso.
E. Con
osservazioni 22 novembre 2000 __________ chiede la conferma della decisione
dell’organo di esecuzione forzata, sostenendo invece che la sua pretesa è più
fondata di quella del fratello escusso in virtù della cessione dei diritti
derivanti dai contratti di superfici iscritti sui fondi del fratello.
F. Con
osservazioni 23 novembre 2000 l’UE di Lugano conferma il proprio operato e
chiede la reiezione del gravame.
considerando
in diritto:
-
Gli
art. 106 ss LEF, che riprendono in sostanza la disciplina previgente, codificandone
alcuni principi giurisprudenziali (cfr. Messaggio concernente la revisione
della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento dell’8 maggio 1991, FF
1991 III 61), impongono all’organo di esecuzione forzata di dare luogo alla
procedura di rivendicazione quando il debitore sostenga che l’oggetto pignorato
(o sequestrato in virtù del rimando dell’art. 275 LEF) sia proprietà o pegno di
un terzo, oppure quando un terzo rivendichi un diritto di proprietà o di pegno
sull’oggetto stesso (cfr. STF 7B.231/2000 11 ottobre 2000 in re M. F. c.
V.F e L. S. C., cons. 5).
-
Se
il bene in questione si trova in possesso esclusivo del debitore l’ufficio
assegna al terzo il termine di venti giorni per agire giudizialmente contro
colui che ha contestato la sua pretesa, sia esso il creditore o il debitore
(cfr. art. 107 cpv. 1 n. 1 e cpv. 5 LEF); se invece il bene si trova in
possesso o copossesso del terzo, è al creditore rispettivamente al debitore che
deve essere impartito il termine per agire giudizialmente, quale attore contro
il terzo (cfr. art. 108 cpv. 1 n. 1 e cpv. 2 LEF). Con “possesso” nel senso
degli art. 106 ss. LEF, si intende il potere di disporre della cosa in modo
effettivo ed esclusivo (STF 11 ottobre 2000 cons. 5; DTF 110 III
90 cons. 2a: “die ausschliessliche tatsächliche Verfügung über die Sache”).
Per decidere sulla questione del possesso occorre unicamente determinare chi
possiede sulla cosa pignorata o sequestrata l’effettivo potere di disporre (DTF
87 III 12 e 83 III 28), atteso che le autorità esecutive non devono, in linea
di principio, indagare se la situazione fattuale è conforme o meno al diritto (DTF
116 III 84 cons. 3). Questioni di diritto possono essere prese in considerazione
soltanto se risultino liquide e certe e permettano di risalire in termini
affidabili al potere di disporre (DTF 71 III 64): le autorità esecutive
non sono legittimate ad approfondire, a questo stadio di procedura, l’esame di
problemi giuridici che saranno oggetto, se del caso, di ulteriore esame da
parte del giudice di merito (cfr. Ammon/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, 6. Ed., Berna 1997, §
24, pag. 191 n° 33).
-
Determinante
ai fini del giudizio dell’UEF nell’applicazione dell’art. 107 o 108 LEF è la
dichiarazione che il debitore, quale “possessore immediato” fornisce in
proposito; l’autorità di esecuzione, nell’assegnazione dei ruoli processuali,
vi è legata senza dover procedere ad ulteriori verifiche ed accertamenti,
segnatamente non è tenuta ad esaminare se la dichiarazione del debitore è
esatta, da un punto di vista giuridico, sotto ogni aspetto. La decisione di
applicare l’art. 107 o 108 LEF ha infatti carattere interlocutorio, è fondata
sulla semplice verosimiglianza (“Glaubhaftmachung”) dell’esattezza della
dichiarazione del debitore-possessore per conto di terzi, e ha l’unico effetto
di determinare chi sia la parte convenuta in giudizio, impregiudicata ogni
questione di merito.
-
Un
credito ordinario (non incorporato in una cartavalore) non è un “oggetto” sul
quale possa essere vantato un diritto di proprietà. Di conseguenza in virtù
della giurisprudenza sviluppata in applicazione della vLEF (anteriore alle
modifiche entrate in vigore il 1° gennaio 2000; FF 1991 III p. 61; DTF
88 III 115 cons. 1) e codificata negli attuali art. 107 cpv. 1 n. 2 e 108
cpv. 1 n. 2 LEF, la nozione di “possesso” viene sostituita da quella di
“migliore verosimiglianza”. I criteri del possesso, rispettivamente della migliore
verosimiglianza, valgono solo per definire il ruolo delle parti nella causa di
rivendicazione: l’onere della prova rimane infatti invariato (art. 8 CC; STF
11 ottobre 2000; DTF III 116 III 82 cons. 2 e rinvii).
-
In casu occorre rilevare che nonostante la richiesta del creditore
procedente (cfr. raccomandata 7 novembre 2000), l’escusso non ha versato agli
atti l’originale della cessione prodotta con scritto datato 20 ottobre 2000, ma
pervenuto all’UE di Lugano solo il 23 ottobre 2000.
Va pure rilevato che nelle sue osservazioni l’escusso sostiene di avere le
prove che la cessione sia avvenuta in data 1° settembre 2000, dunque prima del
pignoramento dei crediti ceduti, ma non le allega al proprio atto, limitandosi
ad affermare che le produrrà di seguito all’UE (cfr. osservazioni 22 novembre
2000 ad 8 pag. 4).
Occorre comunque rilevare che contrariamente all’opinione delle parti e dell’UE
di Lugano, il pignoramento del credito vantato da __________ verso la
__________ non è avvenuto con atto 30 ottobre/6 novembre 2000, bensì con
decisione 19 ottobre 2000. Pertanto al momento del pignoramento l’UE non era a
conoscenza delle pretese cessioni di tale credito a __________: di conseguenza
la contestazione di __________, che si pretende cessionario dei crediti verso la
__________, appare meno verosimile di quella dell’escusso; l’UE avrebbe
pertanto dovuto seguire la procedura dell’art. 107 LEF, considerando la
comunicazione 20/23 ottobre 2000 di __________ quale contestazione ex art. 107
cpv. 1 LEF e lo scritto 31 ottobre 2000 del creditore procedente quale
contestazione della pretesa di __________ ex art. 107 cpv. 2 LEF; l’UE avrebbe
infine dovuto assegnare un termine di 20 giorni a __________ per promuovere
l’azione di accertamento del suo diritto ex art. 107 cpv. 5 LEF.
-
Per quanto riguarda invece il pignoramento del credito vantato da
__________ nei confronti del creditore procedente, occorre rilevare che al
momento del suo pignoramento (30 ottobre/6 novembre 2000), l’UE era a
conoscenza della cessione di tale credito a favore di __________: infatti
nonostante la cessione non porti data e il cessionario non abbia fornito prova
alcuna in merito a questo punto, essa esplicava effetti perlomeno a partire dal
23 ottobre 2000, data di ricezione da parte dell’UE di Lugano. Pertanto,
nonostante il pignoramento di tale credito appaia inutile ai fini pratici della
procedura, l’UE ha correttamente adottato la procedura dell’art. 108 LEF.
-
Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (Jean-François Poudret / Suzette
Poudret-Sandoz , Commentaire de la loi fédérale d’organisation
judiciaire, vol. II, Berna 1990, n.2.10 all’art. 81, pag. 804) – siffatto
principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv.2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a).
richiamati gli art. 17, 20a, 106 ss LEF, art. 61
OTLEF,
pronuncia:
- Il
ricorso 8 novembre 2000 del __________ è parzialmente accolto.
1.1. Di
conseguenza il termine di venti giorni impartito dall’UE di Lugano al
ricorrente ex art. 108 LEF per promuovere azione in disconoscimento della
pretesa di __________ di cui al punto n. 1 del verbale di pignoramento
complementare 30 ottobre/6 novembre 2000 è annullato.
1.2. L’UE
di Lugano impartirà a __________ un termine di 20 giorni ex art. 107 cpv. 5 LEF
per promuovere azione di accertamento del suo diritto sul credito di cui al n.
1 del verbale di pignoramento complementare 30 ottobre/6 novembre 2000.
-
Non
si prelevano spese.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità
dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione
a:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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