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15.1999.69 ΓÇó No disciplinary sanction for debt-enforcement officer
15.1999.69Altro tribunale7 lug 1999Dismissed
A complaint was filed against a debt-enforcement office official alleging unlawful lock replacement, improper sale of seized goods, and theft of a boat, with a request for CHF 80,000 in damages. After the prosecutor transmitted the matter without seeing a criminal offence, the supervisory chamber heard the official, who denied all accusations. The court found that the enforcement file showed regular seizure and sale of assets, no evidence of the alleged misconduct, and no basis for disciplinary action. It therefore held that no disciplinary sanction was justified and ordered no costs or indemnities.
Art. 11 LALEF; Art. 14 cpv. 2 LEF; supervisory disciplinary proceedings against enforcement office staff: disciplinary measures require a concrete breach of official duties proved by the file. The supervisory authority examines whether the conduct complained of is substantiated by objective indications; mere allegations by the complainant, who does not have party status, are insufficient. Where the documentation shows regular enforcement steps and no corroboration of the asserted irregularities, disciplinary sanctions must be denied (consid. 1-3).
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1999.69
Data decisione, Autorità: 07.07.1999, CEF
Incarto n. 15.99.00069
Lugano 7 luglio 1999/FA/fc/kc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Zali
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo nel procedimento disciplinare promosso su segnalazione/denuncia 5 aprile 1999 di
contro
nella sua qualità di funzionario dell'Ufficio esecuzione __________
visto lo scritto 19 aprile 1999, con il quale il Procuratore pubblico __________ ha trasmesso alla CEF la segnalazione pervenuta al Ministero pubblico, non ravvisando gli estremi di un reato penale;
richiamato il verbale 29 aprile 1999 di audizione di __________;
ritenuto
in fatto: A. Con denuncia 5 aprile 1999 __________ ha accusato __________ di aver sostituito i cilindri, nell'ambito di un'esecuzione nei suoi confronti, del suo appartamento a __________, lasciandolo praticamente sulla strada, senza vestiti né effetti personali. A suo dire, per i beni pignorati, tra cui un tappeto del valore di fr. 42'000.–, uno svizzero tedesco avrebbe offerto fr. 30'000.–, rifiutati da __________ che avrebbe realizzato gli oggetti per soli fr. 7'000.–. Il funzionario avrebbe poi rubato una barca. Per tutto ciò l'UE di __________ dovrebbe essere astretto a versargli fr. 80'000.– a titolo di risarcimento danni.
B. Interrogato il 29 aprile 1999, il segnalato ha negato in toto gli addebiti, precisando che mai l'ufficio ebbe a sostituire i cilindri, che nessuna barca venne mai rinvenuta né tanto meno pignorata. __________ non ricorda di aver ricevuto un'offerta di acquisto dei beni pignorati, che d'altra parte avrebbe potuto benissimo essere formulata in occasione dell'asta.
Considerato
in diritto: 1. La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità disciplinare è competente ex art. 11 LALEF a determinarsi sulle sanzioni disciplinari - previste dall'art. 14 cpv. 2 LEF - da infliggere ai funzionari e impiegati dell'Ufficio d'esecuzione e fallimenti nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali. La misura disciplinare implica criteri di adeguatezza in stretto rapporto con l'organizzazione degli uffici di esecuzione e fallimenti, di competenza esclusiva dei Cantoni in conformità dell'art. 2 cpv. 5 LEF. Sugli aspetti procedurali, cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.5 all'art. 3 LPR, con il rilievo che il denunciante non assume qualità di parte.
Con lettera 25 aprile 1994 __________ ha chiesto all'UE di __________ di ragguagliarlo circa il destino di una barca di proprietà di certo signor __________. Il 13 giugno 1994 l'ufficio ha risposto di ignorare l'ubicazione dell'imbarcazione, già di proprietà dell'escusso, che l'Ufficio della circolazione indicava da tempo priva di targhe e che non aveva potuto essere pignorata in quanto irreperibile.
Gli oggetti pignorati sono stati regolarmente realizzati il 4 luglio 1994 per l'importo totale di fr. 7'806.– a diversi acquirenti, nessuno ha fatto un'offerta di acquisto in blocco, tanto meno di fr. 30'000.–.
Richiamati gli art. 14 cpv. 2 LEF e 11 LALEF,
pronuncia: 1. La segnalazione/denuncia 5 aprile 1999 di __________, è evasa nel senso che è accertata l'inesistenza dei presupposti per qualsivoglia sanzione disciplinare nei confronti di __________.
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione a:
– __________
Comunicazione a:
– UEF __________;
– Dipartimento delle istituzioni, Divisione della giustizia, Bellinzona.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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