Non-liquid declaration is not debt acknowledgment

14.2005.90Altro tribunale27 ott 2005Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

AP 1 appealed against the refusal of provisional release of opposition in enforcement proceedings against AO 1. It relied on a letter of 3 March 2005 stating that CHF 50,000 remained deposited at AO 1's office. The appellate court held that the letter was not a clear, explicit, and unconditional debt acknowledgment: it did not contain a sufficiently liquid promise to pay, and its meaning depended on the broader settlement context and prior instructions. The appeal was dismissed, the first-instance refusal confirmed, and costs and compensation were charged to the appellant.

Massima Omnilex

Art. 82 cpv. 1 LEF; debt acknowledgment by private writing must be clear and liquid; a declaration qualifies only if it contains an unequivocal obligation to pay a determinate or objectively determinable sum. A mere reference to money being held at a lawyer's office, especially when linked to prior instructions and a broader settlement context, is insufficient if the declaration leaves the legal meaning open to interpretation. The judge of provisional release may not resolve such interpretative ambiguities; that task belongs to the ordinary court (consid. 1-2).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 14.2005.90

Data decisione, Autorità: 27.10.2005, CEF

Titolo: Dichiarazione non liquida non costituisce riconoscimento di debito.

Incarto n. 14.2005.90

Lugano 27 ottobre 2005 EC/sc/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretario:

Cassina, vicecancelliere

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 24 giugno 2005 da

AP 1 rappr. da RA 1

contro

AO 1 rappr. da RA 2

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n. __________ del 13/14 giugno 2005 dell’UEF di __________;

sulla quale istanza il Segretario assessore della Pretura di __________ con sentenza 22 agosto 2005 ha così deciso:

"1. L'istanza è respinta.

  1. La tassa di giustizia globale di fr. 250 è posta a carico della parte istante, la quale dovrà inoltre corrispondere a controparte fr. 400.-- a titolo di indennità.

omissis".

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla procedente che con atto 31 agosto 2005 ha postulato l’accoglimento dell'istanza di rigetto, protestate tasse e ripetibili;

preso atto che la parte appellata con osservazioni 22 settembre 2005 ha postulato la reiezione del gravame, pure con protesta di tasse e ripetibili;

esaminati atti e documenti;

ritenuto

in fatto: A. Con PE n. __________ del 13/14 giugno 2005 dell’UEF di __________ AP 1 ha escusso l’avv. AO 1 per l'incasso di fr. 50'000.- oltre interessi al 5% dal 10 maggio 2005, indicando quale titolo di credito: "Importo in deposito, come a lettera 3.3.2005”. Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.

B. In data 29 aprile 2004 la procedente e il signor __________ avevano sottoscritto un “accordo transattivo” (doc. A), nel quale quest’ultimo, a tacitazione di ogni rapporto di dare e avere tra le parti, si era impegnato a versare a AP 1 l’importo complessivo di fr. 100'000.-, di cui fr. 50'000.- da pagare entro il 30 aprile 2004 e i rimanenti fr. 50'000.- da corrispondere in cinque rate di fr. 10'000.- “nei termini che verranno concordati dalle parti in separata sede”.

La procedente fonda la propria pretesa nei confronti dell’avv. AO 1 non su questa convenzione –della quale peraltro l’escusso non era parte- ma sullo scritto a lei inviato da questi in data 3 marzo 2005 (doc. C) con il quale, riferendosi all’accordo del 29 aprile 2004 e ai pregressi rapporti tra i suoi sottoscrittori, le ha comunicato di tenere “a sua disposizione in deposito presso il suo studio il saldo di fr. 50'000.- e meglio come da sue istruzioni del 28 dicembre 2004”.

C. All’udienza di contraddittorio l’escusso si è opposto all’istanza, asserendo che l’importo a saldo di fr. 50'000.- è stato depositato da __________ presso lo studio legaleRA 2 (di cui fa parte), in attesa che lo stesso __________ definisse con l’istante la scadenza delle cinque rate ancora dovute di cui al punto 2 dell’accordo transattivo 29 aprile 2004. A mente dell’escusso nello scritto del 3 marzo 2005 egli si sarebbe semplicemente impegnato a non disporre di tale importo se non per girarlo a AP 1 alla futura scadenza delle rate di fr. 10'000.-

D. Con sentenza 22 agosto 2005 il Segretar__________ ha respinto l’istanza di rigetto dell’opposizione, argomentando che il credito in esecuzione non sarebbe esigibile, ritenuto che i termini previsti nell’accordo transattivo del 29 aprile 2004 per il pagamento del saldo di fr. 50'000.--, da corrispondere in cinque rate di fr. 10'000.-- cadauna, non risulterebbero essere stati concordati.

E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1 rilevando che l’importo di fr. 50'000.-- è stato depositato nel dicembre del 2004 da __________ presso l’avv. AO 1. Facendo seguito allo scritto del 28 dicembre 2004 (doc. B), con il quale essa aveva chiesto al convenuto di trattenere a suo favore l’importo ricevuto dal __________, il 3 marzo 2005 il convenuto le ha confermato che: rimaneva a sua disposizione in deposito presso il suo studio il saldo di fr. 50'000.- A mente dell’appellante tra le parti si sarebbe così instaurato un rapporto contrattuale in forza del quale l’escusso si sarebbe impegnato a consegnarle fr. 50'000.-.

F. Con osservazioni 22 settembre 2005 AO 1 ha postulato la reiezione del gravame, con argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.

considerato

in diritto:

a) Per l’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.

b) La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione a una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese in Rep 1989 p. 338 con riferimenti). Anche un contratto può costituire in linea di principio riconoscimento di debito, ritenuto l'ossequio delle peculiarità del caso di specie.

c) Il giudice del rigetto accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit. in Rep 1989 pag. 331).

d) La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa dev’essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3).

e) Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente indagini volte a stabilire quale sia il reale significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 330).

  1. Secondo l’appellante il riconoscimento di debito che permetterebbe il rigetto provvisorio dell’opposizione sarebbe costituito dalla già menzionata locuzione conclusiva dello scritto 3 marzo 2005 (doc. C): “Rimane a sua disposizione in deposito presso il mio Studio il saldo di CHF 50'000.- e meglio come da sue istruzioni del 28 dicembre 2004”. La pretesa chiarezza di questa comunicazione è tuttavia solo apparente: infatti, essa non rappresenta –come dovrebbe- una dichiarazione di voler pagare a AP 1 una somma di denaro: non v’è nessun impegno in tal senso da parte dell’escusso, né espressione di volontà che non sia “equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione”. E ciò sia perché la locuzione in esame indica che l’importo “rimane” presso il suo studio, ancorché a disposizione della signora AP 1, sia per il riferimento alla lettera del 28 dicembre 2004 con la quale la procedente pregava l’avvocato di “trattenere” la somma di fr. 50'000.- da lui ricevuta da__________ (doc. B). Lettera questa il cui significato a sua volta non appare chiaro giacché, se chi l’ha firmata avesse avuto un credito liquido ed esigibile, avrebbe potuto semplicemente indicare AO 1 come e dove bonificare la rispettiva somma.

Ma la dichiarazione in esame appare ancor più condizionata nei suoi effetti, tenendo conto del contesto in cui è stata redatta: introduttivamente infatti allo stesso scritto 3 marzo 2005 l’avv. AO 1 scrive alla signora AP 1i di aver parlato con __________ il quale “ribadisce la validità dell’accordo transattivo 29 aprile 2004”; ciò che basta anzitutto per collocare il discorso del saldo di fr. 50'000.- negli originari rapporti fra AP 1 e __________ e quindi per definire il ruolo dell’escusso al di fuori di un contratto di deposito fra lui e la procedente. E, in secondo luogo, ciò serve almeno per mettere in dubbio -contrariamente a quanto sostiene l’appellante- l’esigibilità del preteso credito, con riferimento al carente accordo sui termini di versamento delle rate di cui al punto 2 della transazione 29 aprile 2004.

Se ne deve così concludere che il preteso riconoscimento di debito dell’escusso è lungi dall’essere liquido al punto da permettere l’applicazione dell’art. 82 LEF. Sulla base di questi motivi, a conferma della decisione impugnata, non v’è spazio per accogliere l’appello, caricando alla parte soccombente le spese, la tassa di giustizia e l’indennità processuale (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 82 cpv. 1 LEF e 22 LALEF

pronuncia: 1. L’appello 31 agosto 2005 di AP 1, __________, è respinto.

  1. Le spese e la tassa di giustizia del presente giudizio, per complessivi fr. 375.–, già anticipati dall'appellante, restano a suo carico. L’appellante rifonderà inoltre AO 1 fr. 300.– di indennità.

  2. Intimazione:

– avv. RA 1, __________;

– Studio legale RA 2, __________.

Comunicazione alla Pretura di __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

debt acknowledgmentprovisional releaseenforcement objectionliquid claiminterpretationcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the 3 March 2005 letter constitutes a clear debt acknowledgment under Art. 82 LEF enabling provisional release of objection.

Decisione estratta

No. The letter was not an unequivocal promise to pay a determinate sum and was too dependent on interpretation and context to qualify as a liquid debt acknowledgment.

Motivazione estratta

A debt acknowledgment must clearly and explicitly express an obligation to pay a determinate or easily determinable amount. Here the wording only stated that the sum remained at the office and referred to prior instructions and the underlying settlement, leaving the legal meaning and enforceability uncertain.

Questione giuridica chiave

Whether the appeal against the refusal of provisional release should be upheld.

Decisione estratta

No. The lower court's refusal was confirmed.

Motivazione estratta

Because the alleged acknowledgment was not liquid enough for Art. 82 LEF, the conditions for provisional release were not met.

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