Appeal against bankruptcy declaration; debtor proved solvency

14.2004.136Altro tribunale21 feb 2005Granted

Sintesi

The Ticino Court of Appeal, Bankruptcy Division, upheld the debtor’s appeal against a bankruptcy declaration. The debtor had paid the creditor after the first-instance judgment and produced enforcement records showing that the disputed claim had been satisfied. The court held that the remaining executions did not disprove solvency, since some were already paid and two others were still disputed or pending on the merits. The debtor therefore made solvency sufficiently plausible under Art. 174(2) SchKG, so the bankruptcy order was annulled. Court fees in both instances and the office costs were put on the appellant; no indemnity was awarded.

Regest

Art. 174 cpv. 2 LEF; revoca della dichiarazione di fallimento in sede di appello per pagamento del debito e verosimiglianza della solvibilità. L’autorità superiore può considerare nova autentici sopravvenuti dopo il decreto di fallimento solo se il debitore, con documenti, prova l’estinzione del credito, il deposito dell’importo o il ritiro della domanda di fallimento e rende verosimile la propria solvibilità. La solvibilità non esige prova piena, ma deve risultare più verosimile dell’insolvibilità; essa si apprezza sulla base di elementi oggettivi, in particolare estratti delle esecuzioni, pagamenti effettivi e situazione complessiva dei procedimenti pendenti. Debiti contestati o non ancora accertati non bastano, da soli, a fondare l’insolvibilità. La capacità di estinguere i debiti riconosciuti può costituire un indice sufficiente di solvibilità (consid. 1).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 14.2004.136

Data decisione, Autorità: 21.02.2005, CEF

Titolo: appello contro la dichiarazione di fallimento

Incarto n. 14.2004.136

Lugano 21 febbraio 2005 B/sc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 18 novembre 2004 presentata dalla

AO 1

contro

AP 1 rappr. da RA 1

sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza 13 dicembre 2004 ha così deciso:

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

oggi, lunedì 13 dicembre 2004 alle ore 12.00.

2./3./4. Omissis.”

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 23 dicembre 2004 ne postula l’annullamento;

rilevato che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

preso atto che con ordinanza presidenziale 27 dicembre 2004 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

In fatto:

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 1'701.80 oltre interessi e spese.

B. ll’udienza di contraddittorio del 7 dicembre 2004 la AP 1 ha dichiarato di essere in attesa di un importo elevato, per cui ha chiesto di prorogare la decisione fino al 13 dicembre 2004. Ricevuta la somma menzionata, avrebbe saldato il suo debito nei confronti dell’istante.

C. Con decisione 13 dicembre 2004 il Pretore __________ ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da lunedì 13 dicembre 2004 alle ore 12.00.

D. Con atto d’appello 23 dicembre 2004 la AP 1 ha dichiarato di avere provveduto al pagamento del suo debito nei confronti della creditrice, producendo un estratto delle sue esecuzioni 22 dicembre 2004, dal quale risulta che l’esecuzione in esame n. 108'769 promossa dalla AO 1 è stata saldata (doc. D). In merito alla sua solvibilità l’appellante ha rilevato di avere saldato 5 ulteriori esecuzioni (doc. D), per cui pendenti rimangono solo due procedure, per una delle quali l’inesistenza del credito è già stata accertata in sede giudiziale (doc. E e F), mentre la seconda procedura si trova in fase istruttoria e la sua definizione dovrebbe aver luogo presumibilmente nel corso del 2006 (doc. G, H, I e L).

Considerato

In diritto

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

  1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

  2. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

  3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

c) Dall’estratto delle esecuzioni dell’appellante 22 dicembre 2004__________ (doc. D) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal citato estratto delle esecuzioni dell’appellante 22 dicembre 2004 (doc. D) appaiono, oltre all’esecuzione in oggetto, 7 ulteriori procedure. Di queste 5 risultano saldate. Per la procedura n. __________ promossa da __________ contro la AP 1 risulta che, nell’ambito di una procedura promossa da __________ contro una terza persona, __________ stesso ha dichiarato che l’esecuzione nei confronti della AP 1 è frutto di un suo errore (cfr. doc. E p. 2, replica nell’inc. n. OA.__________ della Pretura __________). Per l’altra procedura esecutiva n. __________, sempre promossa da __________, è pendente una causa di merito, per cui il debito non può essere considerato come già accertato (doc. G, H, I). In merito a queste due procedure va osservato che dall’estratto delle esecuzioni 22 dicembre 2004 (doc. D) risultano essere ancora interposte le opposizioni. In questo stadio di procedura non può quindi ancora essere ritenuto che l’appellante sia effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione.

Orbene il fatto che la AP 1 sia stata in grado di saldare i debiti accertati, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato.

  1. L'appello 23 dicembre 2004 della AP 1 va quindi accolto.

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo

le sedi (art. 49 OTLEF).

Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata

presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia: I. L'appello 23 dicembre 2004 della __________, è accolto.

"1. La dichiarazione di fallimento 13 dicembre 2004 pronunciata __________, inc. EF.2004.48 nei confronti della AP 1, è annullato.

  1. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 180.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della AP 1.

  2. Le spese dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di Blenio, da anticipare come di rito, sono poste a carico della AP 1.

II. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1.

Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

– RA 1;

– AO 1;

– Ufficio __________

– Ufficio dei registri __________;

Comunicazione alla Pretura __________

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

T

erzi implicati

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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