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14.2003.12 ΓÇó Debt-enforcement opposition lifted despite alleged lapse period
14.2003.12Altro tribunale6 giu 2003Modified
The appellate debt-enforcement chamber allowed the debtor’s appeal against a partial definitive opposition-lifting order. It held that the one-year lapse period under Art. 88(2) SchKG was suspended during the judicial proceedings and that no exceptional basis existed to disregard the stay, even though it had lasted almost four years. The debtor had consented to the stay, no abusive conduct preventing continuation was proven, and the lapse was therefore evident. The chamber reformed the first-instance judgment and rejected the lifting request. Costs were allocated to the unsuccessful party.
Art. 88 cpv. 2 LEF; perenzione dell’esecuzione e sospensione del procedimento di rigetto dell’opposizione. Il termine annuale di perenzione è sospeso dalla promozione dell’azione giudiziaria sino alla sua definizione; la procedura di rigetto è di regola sottratta alla sospensione ex art. 107 CPC per il principio di celerità, salvo eccezioni limitate. Una sospensione convenzionale o il consenso del debitore non possono derogare alla natura imperativa del termine né prolungarne il decorso. La perenzione può essere rilevata d’ufficio ed, essendo norma d’ordine pubblico, conduce alla reiezione della domanda di rigetto quando risulti evidente (consid. in diritto).
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 14.2003.12
Data decisione, Autorità: 06.06.2003, CEF
Incarto n. 14.2003.12
Lugano 6 giugno 2003 CJ/fc/dp
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Chiesa
segretaria:
Jaques, vicecancelliere
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (__________) promossa con istanza 16 dicembre 1998 da
patrocinata dall’avv. __________
contro
patrocinato dall’avv. __________
tendente ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta da __________ all’esecuzione n. __________ dell’UEF di Vallemaggia promossa da __________ per l’importo di fr. 13'750,05 oltre interessi e spese;
vista la sentenza 22 gennaio 2003 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Vallemaggia che accoglie parzialmente la suddetta istanza e respinge pertanto in via definitiva l’opposizione al summenzionato precetto esecutivo limitatamente all’importo di fr. 8'916,65 oltre interessi;
preso atto dell’appello 3 febbraio 2003 di __________ nonché delle osservazioni 24 febbraio 2003 della controparte;
ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che l’appellante ripropone in questa sede l’eccezione di perenzione della procedura ai sensi sia dell’art. 88 cpv. 2 LEF che dell’art. 351 CPC, sostenendo che la sospensione facoltativa ex art. 107 CPC non è in linea di massima applicabile nella fattispecie, ostandovi il principio di celerità del diritto applicabile;
che tale eccezione è ricevibile in sede di rigetto quando la perenzione è evidente (cfr. Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 13 ad art. 84, con rif.; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 80 ad art. 82 e n. 48 i.f. ad art. 88; Peter Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 94 s. ad c);
che il primo giudice ha correttamente rilevato come il termine di perenzione dell’art. 88 cpv. 2 LEF di un anno dalla notificazione del precetto esecutivo – avvenuta in casu l’11 dicembre 1998 –, nell’ipotesi in cui è stata interposta opposizione, rimane sospeso tra il giorno in cui è stata promossa l’azione giudiziaria e la sua definizione (cfr. art. 88 cpv. 2, 2. periodo LEF);
che, nella misura in cui il diritto federale non prescrive alcunché in merito, la procedura di rigetto dell’opposizione è retta dal diritto cantonale (art. 25 n. 2 lett. a LEF; Staehelin, op. cit., n. 5 ad art. 84), anche per la determinazione dell’inizio e della fine della procedura (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad art. 88);
che ex art. 107 CPC, “il giudice può sospendere il processo quando tra le parti siano pendenti trattative per una transazione, oppure quando la decisione di un’altra causa o di un altro procedimento può influire sulla decisione della lite”;
che per il principio di celerità che informa il diritto esecutivo federale, è di regola esclusa una sospensione della procedura di rigetto (cfr. CEF 11 febbraio 2002 [14.2001.109-112]; Staehelin, op. cit., n. 48 ad art. 84, con rif.);
che questa Camera ha tuttavia ammesso due eccezioni all’inapplicabilità dell’art. 107 CPC in materia di rigetto dell’opposizione (cfr. CEF 4 dicembre 1996 [14.1996.28] – citata in Cocchi/Trezzini, CPC commentato, Lugano 2000, n. 3 ad art. 107 – con rif. a Flavio Cometta, Il giudice del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991 p. 298 sub II e p. 299 sub III.2.c);
che in concreto, siccome sono trascorsi quasi quattro anni dall’ordinanza di sospensione della procedura emanata il 21 dicembre 1998 fino a quella 13 novembre 2002 di riattivazione, la prima eccezione riferita alla durata brevissima della sospensione non è ovviamente realizzata;
che neppure la seconda eccezione si verifica in casu, in quanto l’escusso non si è abusivamente opposto alla sospensione, alla quale egli ha al contrario aderito;
che la parte appellata ravvede tuttavia nel comportamento dell’appellante un abuso di diritto, nella forma di un “venire contra factum proprium”, poiché egli non è insorto contro l’ordinanza di sospensione 21 dicembre 1998 né contro quella di riattivazione del 13 novembre 2002;
che l’escusso non aveva motivi d’impugnare l’ordinanza di sospensione, che condivideva, e che secondo la giurisprudenza di questa Camera poteva anche essere giustificata qualora la sospensione fosse stata di brevissima durata;
che ovviamente non spettava all’escusso chiedere la riattivazione della procedura bensì all’istante, sul quale del resto grava l’onere di dimostrare che il termine ex art. 88 cpv. 2 LEF non è scaduto (cfr. DTF 106 III 50; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 11 ad § 22; Gilliéron, op. cit., n. 48 ad art. 88);
che quest’ultima non ha provato di essere stata indotta dal comportamento dell’escusso a prolungare più del necessario la sospensione;
che in particolare non ha prodotto scritti dell’escusso con i quali questi avrebbe chiesto la proroga della sospensione né appare verosimile che effettive trattative bonali si siano svolte in modo ininterrotto durante quasi quattro anni;
che visto il tempo trascorso l’escusso poteva in buona fede ritenere che l’escutente aveva rinunciato a continuare la causa;
che l’appellante non era obbligato ad impugnare l’ordinanza di riattivazione, in quanto aveva interesse a sollevare all’udienza di discussione – come ha poi fatto – l’eccezione di perenzione ex art. 88 cpv. 2 LEF, per mettere un punto finale alla vicenda;
che d’altronde l’art. 88 cpv. 2 LEF è una norma d’interesse pubblico e per ciò la sua violazione costituisce un caso di nullità ex art. 22 LEF (cfr. DTF 96 III 118, cons. 4a i.f., con rif.; Lebrecht, op. cit., n. 21 ad art. 88), che va rilevata anche d’ufficio (cfr. DTF 96 III 118 s., cons. 4b; Gilliéron, op. cit., n. 80 ad art. 82 e n. 48 ad art. 88; Stücheli, op. cit., p. 94 s. ad c; contra, senza motivazione particolare: Staehelin, op. cit., n. 13 ad art. 84);
che in particolare escutente ed escusso non possono modificare convenzionalmente la durata dell’art. 88 cpv. 2 LEF (art. 33 cpv. 1 LEF) né il debitore può rinunciare ad avvalersene (art. 33 cpv. 3 LEF; Gilliéron, op. cit., n. 46 ad art. 88; Stücheli, op. cit., p. 94) e una sospensione convenzionale non è idonea a prolungarne il decorso (cfr. DTF 77 III 58 ss; Amonn/Gasser, op. cit., n. 12 ad § 22; Lebrecht, op. cit., n. 22 ad art. 88);
che il termine di perenzione dell’art. 88 cpv. 2 LEF non può essere prolungato né restituito (cfr. FF 1991 III 33, ad n. 201.21 sub art. 33; Amonn/Gasser, op. cit., n. 27 ad § 11; Gilliéron, op. cit., n. 13 ad art. 33; contra, ma probabilmente per inavvertenza: n. 46 ad art. 88), gli art. 33 cpv. 2 e 4 LEF trovando applicazione solo ai termini brevi (cfr. Francis Nordmann, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 1 e 9 ad art. 33);
che la perenzione evidente dell’esecuzione in esame implica la reiezione dell’istanza di rigetto dell’opposizione;
che l’appello va quindi accolto;
che le spese e le indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Richiamato l’art. 22, 82, 88 LEF; 107 CPC; 48, 49, 61 e 62 OTLEF;
pronuncia:
1.1. Di conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza 22 gennaio 2003 (inc. __________) del Segretario Assessore della Pretura del Distretto di Vallemaggia sono riformati come segue:
“1. L’istanza è respinta.
La tassa di giustizia in fr. 200.-- è posta a carico di __________, Ascona, che rifonderà a __________, fr. 350.-- a titolo di indennità.”
La tassa di giustizia di fr. 300.--, già anticipata dall’appellante, è posta a carico __________, a, che rifonderà a __________, fr. 300.-- a titolo di indennità.
Intimazione a:__________
Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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