AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.2002.82
Data decisione, Autorità:
28.10.2002, CEF
Incarto n.
14.2002.00082
Lugano
28 ottobre
2002
CJ/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini e Rusca
segretario:
Jaques,
vicecancelliere
statuendo nella causa a procedura sommaria di cui
all’inc. OS.2002.3 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, a
dipendenza dell'istanza di sequestro del 6 marzo 2002 di
patr. dall’avv. __________
contro
patr. dall’avv. __________
e dell'opposizione formulata il 6 marzo
2002 da
al decreto
di sequestro 1. febbraio emanato dalla Pretore di Lugano, Sezione 5;
opposizione respinta dalla stessa giudice, che con decisione 2
settembre 2002 ha così statuito:
“1. L’opposizione 6/7 marzo 2002 non
è ammessa e di conseguenza il sequestro no. __________ decreta da
questa Pretura in data 1. febbraio 2002 su istanza di __________ è confermato.
-
La tassa di giustizia e le spese per fr. 400.--
sono poste a carico dell’istante/opponente, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 3’600.-- a titolo di indennità.
-
omissis.”
decisione
impugnata da __________, che con appello 12 settembre 2002 chiede venga
giudicato:
“1. Il ricorso è integralmente
accolto.
Di conseguenza la decisione
pretorile è annullata e:
1.1 Il sequestro N.
__________ è revocato.
1.2 L’esecuzione N. __________ è annullata
e cancellata.
1.3 Tasse, spese e ripetibili di prima
istanza a carchi di __________.
- Protestate tasse, spese e ripetibili.”
Viste le osservazioni 3 ottobre 2002 di __________;
Ritenuto
in fatto:
A. Con istanza
- febbraio 2002, __________, domiciliato in Italia, ha chiesto al Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, nei confronti di __________, pure domiciliato
in Italia, il sequestro ex art. 271 cpv.1 n. 4 LEF (domicilio all’estero del
debitore) presso la __________, a concorrenza di fr. 375'525,90 (Euro
249'934,05) oltre fr. 77'552.-- a titolo di interessi e spese, dei “beni, titoli,
carte valori, contanti, crediti e quant’altro, nulla escluso, appartenenti alla
__________, di cui beneficiario esclusivo è il convenuto signor __________ ”.
Il sequestrante
fonda il suo credito sulla tassa di successione di Lit. 497'989’000 che egli,
in qualità di erede universale del padre del debitore sequestrato, cav.
__________, ha pagato il 24 dicembre 2001 al fisco italiano per la designazione
del figlio da parte del padre quale secondo beneficiario esclusivo, dopo sé
stesso, degli attivi della fondazione __________ di __________.
B. Sempre il 1. febbraio 2002, la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha ordinato il sequestro come richiesto.
C. Il 6 marzo 2002, __________ ha interposto opposizione al
sequestro, contestando la realizzazione di tutti i presupposti materiali del
sequestro. All’udienza di discussione, la parte sequestrata ha tuttavia
dichiarato non contestare l’appartenenza dei beni sequestrati a __________ e ha
concluso in via subordinata alla riduzione dell’importo sequestrato a fr.
35'000.--, pari al 20% dell’imposta richiesta con l’avviso di liquidazione.
D. Con sentenza
2 settembre 2002, la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, non ha ammesso
l’opposizione.
Dopo aver
constatato che la questione dell’appartenenza dei beni sequestrati non era più
litigiosa e ritenuto verosimile l’esistenza del credito vantato dal
sequestrante, la prima giudice ha considerato anche realizzato il presupposto
della causa di sequestro, essendo da considerare quale legame sufficiente del
credito con la Svizzera ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF il fatto che il
decesso del cav. __________ sia avvenuto a Mendrisio, che egli possedeva un
diritto di usufrutto su una casa sita a __________, e che l’amministrazione
della fondazione __________ era opera dall’avv. __________ di __________,
membro del consiglio di fondazione, presso il quale erano depositati tutti gli
atti della fondazione e al quale era stato impartito l’ordine di comunicare
l’esistenza della fondazione alle autorità giudiziarie italiane in caso di
contestazione delle disposizioni testamentarie.
E. Con appello
12 settembre 2002, __________ chiede l’accoglimento della sua opposizione e la
revoca del sequestro.
L’appellante
riafferma l’inverosimiglianza del credito vantato dal sequestrante e
l’inesistenza di un legame sufficiente con la Svizzera. In merito a questo
ultimo presupposto, l’appellante considera irrilevanti le circostanze ritenute
dalla prima giudice, in particolare per quelle riferite alla fondazione, poiché
non costituisce legame sufficiente con la Svizzera il fatto che i beni da
sequestrare si trovino in questo Stato, anche se detenuti da una banca
svizzera. Del resto, la fondazione ha sede a __________ e le decisioni in seno
alla stessa sono sempre state prese a __________ collegialmente da entrambi i
membri del Consiglio di fondazione. D’altronde, il padre del sequestrato era
domiciliato in Italia (dal 1988) al momento del suo decesso.
F. Nelle sue
osservazioni, il sequestrante, sulla questione della causa del sequestro,
sottolinea come i legami fra il cav. __________ e la Svizzera furono
intensissimi e come il patrimonio della fondazione è sempre stato gestito a
Lugano dall’amministratore avv. __________, ivi residente. Inoltre, vi è un
legame fra credito e beni oggetto del sequestro, siti in Svizzera, poiché la
tassa di successione, il cui rimborso viene chiesto dal sequestrante al
legatario, dovrebbe essere pagato mediante parziale utilizzazione del capitale
di pertinenza della fondazione.
Considerando
in diritto: 1. Questioni
procedurali
1.1. Per crediti
non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del
debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5
LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2’000.-- competente per la
concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.
1.2. Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base
dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente
verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni
appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art.
271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di
sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno
una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio
nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame
puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve
permettere al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non
bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal
creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto
le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter
già escludere il contrario (cfr. Walter
Stoffel, Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35,
Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert
Gilliéron, Le
séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e rif.; Bertrand Reeb, Les mesures
provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed.,
Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf Ottomann,
Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p. 253, n. 32).
1.3. Concesso il
sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto
conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure
sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame,
dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF),
rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al
sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla
domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione
esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se
alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del
sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente
verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di
verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del
creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans Reiser, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol. III, n. 38 ad
art. 278).
1.4. La nuova decisione (sull’opposizione) – sia essa di annullamento
o di conferma del sequestro (cfr. Reiser,
op. cit., n. 44-45 ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci
giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo
periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il
rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG),
rispettivamente, in caso di valore inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di
cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22
lett. b LOG). L’autorità superiore deve verificare – sulla base delle
allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti ed eventualmente anche dei
fatti nuovi di cui le stesse si possono avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo
LEF) – se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del
sequestro addotte dal creditore – e contestate dalle controparti – è raggiunto
il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento
conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di
prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la
decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).
1.5.
a) Tutte le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze,
vanno pronunciate in procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme
cantonali che reggono tale tipo di procedura devono rispettare la massime
dispositiva ("Dispositionsmaxime"), il principio attitatorio
("Verhandlungsmaxime"), nonché le massime di celerità e di
concentrazione (cfr. Jérôme Piégai,
La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi
Losanna 1997, p. 213 ss. con rif.; Yvonne
Artho von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, p. 73
ss.). Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò
che è stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti
("quod non est in actis, non est in mundo") e che possono essere
assunte seduta stante ("Beweismittelbeschränkung"), salvo che il
fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non
contumace (Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12
ad cap. 10; di diverso parere: Artho
von Gunten, op. cit., p. 79 s., che però non convince, cfr. CEF 15
maggio [14.2002.6], cons. 1.5a).
Il giudice può
accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti
("Beweisstrengebeschränkung") ed esaminare sommariamente i punti di
diritto ("prima facie cognitio"), nella misura compatibile con
l'esigenza di celerità (cfr. Fabienne
Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi
Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron,
op. cit., p. 138, B; Piégai,
op. cit., p. 212; Artho von Gunten,
op. cit., p. 85 ss.). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5
LALEF).
b) I principi di
celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti alte esigenze
di motivazione per poter giungere ad un giudizio sollecito. Il giudice del
sequestro non deve ricercare tra tutti i documenti prodotti quelli che
potrebbero essere determinanti a sostegno delle allegazioni della parte.
Quest'ultima non può limitarsi ad indicare tesi descrittive – sia fattuali che
in diritto – ma deve sostanziarle con riferimenti puntuali e d'immediato
riscontro ai documenti topici a sostegno. In caso di omissione, le allegazioni
non debitamente motivate saranno ignorate per carenza di forma del gravame.
c) Quando una
parte allega l'applicazione del diritto straniero, essa dovrà spontaneamente,
in deroga parziale all'art. 16 cpv. 1 LDIP, che, in procedura sommaria, si
applica solo per analogia (cfr. Pierre-Robert
Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 67 ad art.
84), stabilirne il contenuto, in base ad elementi affidabili, non bastando
dichiarazioni di liberi professionisti, ma dovendo far capo, se del caso, a
pareri oggettivi di istituti – ad esempio l'Istituto svizzero di diritto
comparato di Losanna – o autori neutri. In caso di omissione, il giudice
applicherà il diritto svizzero (art. 16 cpv. 2 LDIP).
d) Vi è
verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati
corrispondano al vero (Piégai,
op. cit., n. 792, p. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti
divergenti. Secondo questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni
cumulative (cfr. CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], cons. 1.5d):
-
vi è un “inizio
di prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40, cons. 3 e
5; Walter A. Stoffel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 3 ad art.
272), ossia indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante;
-
dall’esame
degli allegati e mezzi di prova si ricava l’impressione che i fatti rilevanti
per il giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la
probabilità nello stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto;
detto altrimenti, si ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche
altre soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere
inverosimile, quando si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti
diversamente da quanto affermato dal sequestrante.
Per garantire i diritti
del sequestrato, il giudice dovrà tuttavia esigere dal sequestrante – dandosene
gli ulteriori presupposti, ovviamente diversi dal profilo fattuale in funzione
dello stato degli atti e dello stadio processuale raggiunto – una garanzia ai
sensi dell'art. 273 cpv. 1 LEF tanto più elevata quanto più bassa si rivela la
verosimiglianza della realizzazione delle condizioni del sequestro (cfr. Gilliéron, BlSchK 1995, p. 132; Piégai, op. cit., p. 306), nei
limiti dell’entità del danno di cui il sequestrato potrebbe verosimilmente
patire in caso di sequestro ingiustificato e senza che l'imposizione di una
garanzia possa supplire l'assenza di un presupposto del sequestro (cfr. Michel Criblet, La problématique
des sûretés et de la responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la
nouvelle LP, Zurigo 1997, p. 80; Reeb,
op. cit., p. 467 s.).
e) Secondo
l'art. 278 cpv. 3, 2. periodo LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso
contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la
giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], cons.
1.5.e) sono ricevibili sia i veri nova che gli pseudonova.
Per evidenti
ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i nova di ogni tipo
possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli allegati (CEF
5 luglio 1999 [14.1999.3], cons. 3).
f) Con scritto
10 ottobre 2002, l’appellante ha chiesto la citazione delle parti per un
dibattimento orale ai sensi dell’art. 324 CPC. A prescindere dal fatto che tale
facoltà – da interpretare ed applicare in modo restrittivo – spetta solo alla
Camera giudicante se lo ritiene utile ai fini del giudizio (cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano
2000, n. 2 e 3 ad art. 324), il principio di celerità che informa il diritto
esecutivo federale ne vieta un’applicazione analogica ai sensi dell’art. 25
LALEF, riservato comunque il diritto per l’appellante di presentare una replica
scritta limitata alle allegazioni e mezzi di prova nuovi allegati in sede di
osservazioni all’appello. L’istanza 10 ottobre 2002 è quindi irricevibile.
- Condizioni
materiali per la concessione del sequestro
Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF, il
sequestro viene concesso dal giudice
del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile
l'esistenza:
del credito;
di una causa di sequestro;
di beni appartenenti al debitore.
- Causa del
sequestro
Unica causa di
sequestro invocato dal sequestrante è quella prevista all’art. 271 cpv.
1 n. 4 LEF (assenza di dimora in Svizzera del debitore).
3.1. L’art.
271 cpv. 1 n. 4 LEF – a differenza di quanto vale per le altre cause di
sequestro – esige che il credito del sequestro (cosiddetta “Arrestforderung”)
abbia un “legame sufficiente con la Svizzera”, rispettivamente si fondi su una
sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ex art. 82 cpv.1 LEF. La
pretesa di __________ non si fonda tuttavia né su una sentenza né su un
riconoscimento di debito nel senso della norma citata, di modo che un sequestro
può essere concesso soltanto nella misura in cui la medesima pretesa abbia un legame
sufficiente con la Svizzera nel senso della norma citata.
a) In
linea di principio la nozione di “legame sufficiente con la Svizzera” ex art.
271 cpv. 1 n. 4 LEF non dev’essere interpretata in modo restrittivo (cfr. DTF
123 III 494; Reeb, op. cit., p. 440 s.; Lucien Gani, Le “lien suffisant
avec la Suisse” et autres conditions du séquestre lorsque le domicile du débiteur
est à l’étranger (art. 271 al. 1er ch. 4 nLP), in: SJZ 92 (1996), p. 229 s.);
nell’applicazione della nuova norma occorre nondimeno tenere conto della
volontà del legislatore di rendere più restrittive le condizioni per ottenere
un sequestro motivato dalla sola circostanza che il debitore non dimora in
Svizzera (cosiddetto “Ausländerarrest”), volontà che si è espressa appunto
anche con l’introduzione dell’esigenza di un legame sufficiente con la Svizzera
del credito del sequestro.
b) Indiscusso
è in ogni caso che non costituisce un legame sufficiente con la Svizzera il
fatto che i beni da sequestrare si trovino in questo Stato (ad es. Gani, op. cit., p. 230; von Artho, op. cit., p. 135 i.f.),
anche se detenuti da una banca svizzera (DTF 123 III 495-496). Nel caso
di specie, sono quindi irrilevanti tutte le circostanze allegate dalla prima
giudice e dal sequestrante che si riferiscono alla fondazione a nome della
quale sono intestati i conti sequestrati (domicilio degli amministratori della
fondazione, luogo dell’amministrazione, luogo di decesso e beni immobiliari del
beneficiario principale).
Il
fatto poi che vi sia un legame tra il credito vantato dal sequestrante e i beni
sequestrati (che costituiscono l’assetto fiscale in base al quale si è
calcolata l’imposta il cui pagamento da parte del sequestrante gli avrebbe
conferito il diritto di rivalsa su cui è fondato il sequestro) è pure
irrilevante dal profilo dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, in ogni caso nella
fattispecie, dato che il legame è solo indiretto: non sono i beni sequestrati
all’origine della pretesa del sequestrante – come potrebbe essere il caso se
essi fossero stati rubati a quest’ultimo e mescolati ai beni del sequestrato –
bensì il pagamento dell’imposta. Al massimo tale circostanza andrebbe
considerata se l’appellante avesse, prima del sequestro, spostato i beni
potenzialmente sequestrabili in Svizzera nell’unico intento di ostacolare in
modo ingiustificato l’esercizio della sua pretesa da parte del sequestrante
(cfr. von Artho, op. cit.,
p. 136 e nota 51, con rif.). In concreto tuttavia, la situazione è ben diversa,
poiché l’appellante è diventato secondo beneficiario esclusivo
degli attivi della fondazione quando essi erano già localizzati in Svizzera.
c) È
comunemente ammesso che vi sia un legame sufficiente con la Svizzera quando vi
è un foro o quando applicabile è il diritto svizzero (cfr. Louis Gaillard Le séquestre des biens du débiteur
domicilié à l'étranger, in: Le séquestre selon la nouvelle LP, Zurich 1997, n.
36-38; Patocchi/Lembo, Le
lien suffisant de la créance avec la Suisse en tant que condition de
recevabilité du séquestre selon la nouvelle teneur de l’art. 271 al. 1er ch. 4
LP, in Schuldbetreibung und Konkurs im Wandel, Basilea/Ginevra/ Monaco 2000, p.
397): in altri termini quando esiste un punto di collegamento secondo il
diritto internazionale privato (cfr. Stoffel,
op. cit., p. 274; von Artho,
op. cit., p. 136 i.f.).
Nel
caso di specie, il sequestrante fonda il suo asserito credito sul diritto di
rivalsa che gli spetterebbe per aver pagato una tassa dovuta a titolo
principale dall’appellante, in quanto, quale erede, obbligato solidalmente con
il legatario ex art. 36 D. Lgs 346/90 (cfr. osservazioni, p. 6 ad 4/5).
Il
diritto di rivalsa appare quindi retto dal diritto italiano, sia che lo preveda
il diritto tributario sia che se lo si fonda sulle regole civili in materia di
indebito arricchimento: il diritto regolatore del rapporto giuridico tra le
parti ai sensi dell’art. 128 cpv. 1 LDIP è infatti il diritto fiscale italiano
e comunque l’arricchimento si è prodotto in Italia (cfr. art. 128 cpv. 2 LDIP),
Stato in cui le due parti sono domiciliate. Ma anche dal profilo del diritto
internazionale successorio sembra applicabile il diritto italiano, essendo il
cav. __________ – di nazionalità italiana – domiciliato in Italia al momento
del decesso (cfr. appello, p. 3 ad 3 e art. 91 cpv. 1 LDIP).
Secondo
le stesse allegazioni del sequestrante nell’atto di citazione del sequestrato
davanti al Tribunale di __________, non vi è alcun foro in Svizzera per
l’azione di convalida del sequestro (doc. 21 ad 1). Non vi è quindi nemmeno da
questo profilo legame sufficiente con il nostro paese.
- Altri
presupposti
Considerato che il
sequestrante non ha reso verosimile l’esistenza di una causa di sequestro,
l’esame degli altri presupposti si rivela superflua.
- Annullamento
dell’esecuzione n. __________
Il petitum n. 1.2 – nei due gradi di giurisdizione – tendente
all’annullamento dell’esecuzione n. __________ (promossa verosimilmente a
convalido del sequestro) è irricevibile. Solo l’Ufficio di esecuzione e
fallimenti che la dirige, risp. l’autorità di vigilanza qualora l’Ufficio
dovesse respingere la domanda d’annullamento, sono competenti per pronunciarsi
sulla questione.
- L’appello 12
settembre 2002 __________ va quindi parzialmente accolto.
La tassa di
giustizia e le indennità di appello seguono il grado di soccombenza.
Richiamati gli art. 271 cpv. 1 n. 4, 278 LEF, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,
pronuncia:
-
L’istanza 10
ottobre 2002 __________ chiedente la citazione delle parti per un dibattimento
orale è irricevibile.
-
L’appello 12
settembre 2002 __________, è parzialmente accolto.
2.1. Di
conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza 2 settembre 2002
(EOS.2002.3) della Pretore del distretto di Lugano, Sezione 5, sono riformati
come segue:
“1. L’opposizione
6/7 marzo 2002 di __________ è ammessa e di conseguenza il sequestro n.
__________ decretato il 1. febbraio 2002 su istanza di __________ è revocato.
-
La
domanda (petitum n. 1.2) tendente all’annullamento dell’esecuzione n.
__________ è irricevibile.
-
La
tassa di giustizia in fr. 400.-- è posta a carico di __________ per fr. 40.-- e
di __________ per fr. 360.--, il quale rifonderà a __________ fr. 3'300.-- a
titolo di indennità ridotta.”
2.2. La domanda (petitum
n. 1.2) tendente all’annullamento dell’esecuzione n. __________ è irricevibile.
-
La tassa di giustizia della presente decisione di fr. 600.--,
già anticipata dall’appellante, è posta a carico di __________ per fr. 60.-- e
di __________ per fr. 540.--, il quale rifonderà a __________ fr. 2'000.-- a
titolo di indennità ridotta.
-
Intimazione
a: - __________
Comunicazione alla
Pretura del distretto di Lugano,
Sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster