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14.1996.25 ΓÇó Bankruptcy annulled due to proof of pre-declaration payment
14.1996.25Altro tribunale24 mag 1996Modified
The creditor sought bankruptcy against the debtor for CHF 1,390. The Pretore of Lugano declared bankruptcy on 20 March 1996. On appeal, the debtor produced a receipt showing payment made on 18 March 1996, before the bankruptcy declaration. The appellate court held that such pre-decision facts could be considered as pseudonova in bankruptcy appeals, and that the receipt sufficiently proved extinction of the debt before the declaration. The appeal was therefore upheld and the bankruptcy order annulled. The appellant nevertheless bore the first-instance and appeal court fees, with no compensation awarded.
Art. 25 no. 2 LEF, Art. 174 LEF, Art. 387-388 CPC; admissibility of new facts in bankruptcy appeal. In bankruptcy-declaration appeals, cantonal procedural law determines whether new facts and evidence may be relied upon. The ordinary exclusion of nova on appeal remains applicable, but the court's practice admits pseudonova: facts existing before the challenged judgment yet not brought to the first judge's attention. Such pseudonova are admissible only if they would have prevented the bankruptcy declaration and are not merely a tactical device to evade insolvency consequences. Proof of payment before the declaration therefore justifies annulment of the bankruptcy order.
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 14.1996.25
Data decisione, Autorità: 24.05.1996, CEF
Incarto n. 14.96.00025
Lugano 24 maggio 1996/B/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente Pellegrini e Zali
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo nella procedura fallimentare dipendente dall’istanza presentata il 7 febbraio 1996 da
contro
sulla quale istanza la Pretore di Lugano, Sezione 5, ha decretato il 20 marzo 1996:
“1. E` pronunciato il fallimento di __________, a far tempo da mercoledì 20 marzo 1996 alle ore 14.00.
2/3 omissis”.
Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 25 marzo 1996 da __________ che ne postula l’annullamento;
richiamato il decreto presidenziale 27 marzo/1. aprile 1996 che ha accordato all’appello effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 7 febbraio 1996 la __________ ha chiesto il fallimento di __________ per Fr. 1’390.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 6 marzo 1996 l’escusso non è comparso.
C. L’appellante adduce di aver saldato il debito in esecuzione il 18 marzo 1996 producendo ricevuta in tal senso della creditrice (doc. 1).
Considerato
in diritto:
A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub C.
a) La questione a sapere se possono essere ammessi in seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto processuale civile cantonale, atteso che per l’art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella procedura di ricorso di cui all’art. 174 LEF.
Per gli art. 385 ss. CPC l’istanza di fallimento è trattata con la procedura sommaria (cfr. in particolare l’art. 387 CPC).
Contro la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell’appellazione a questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa particolarità, l’art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano l’istituto dell’appello. Queste escludono, in virtù dell’art. 321 cpv.1 lett. b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni (cfr. tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28 gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).
La scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l’ammissibilità di nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impugnato) ma ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr. tra tante CEF 8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5.
Gli pseudonova devono essere tali da escludere la pronuncia del fallimento, qualora fossero stati tempestivamente noti al Pretore, e non devono apparire come un ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e rif. ivi).
Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso costituisce prova sufficiente dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di decozione: il fallimento va quindi annullato.
La tassa di giustizia è a carico dell’appellante, siccome non comparso avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF).
Non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC
PRONUNCIA
I. L’appello è accolto.
Di conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:
“1. La dichiarazione di fallimento 20 marzo 1996 pronunciata dalla Pretore di Lugano, Sezione 5, inc. FA.96.00158, nei confronti di __________, è annullata.
La tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a carico di __________.
Le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono a carico di __________.”
II. La tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico.
III. Intimazione a: - __________
Comunicazione alla Pretura di Lugano, Sezione 5
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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