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12.2005.135 ΓÇó Security deposit based on insolvency and certificates of loss
12.2005.135Altro tribunale22 ago 2005Dismissed
The Second Civil Chamber of the Ticino Court of Appeal dismissed the plaintiff’s appeal against a first-instance order requiring a CHF 9,000 procedural security deposit in a debtlessness action. The court held that existing certificates of loss continue to prove insolvency and justify security for costs unless they are cancelled, the underlying claims are paid, or otherwise become unenforceable. Later enforcement activity and the fact that seizures were not unsuccessful did not undermine the basis for the order. The appellant was ordered to pay the appeal costs, and no compensation was awarded to the respondent.
Art. 153 cpv. 1 lett. a CPC; certificates of loss and security for costs: an existing certificate of loss constitutes valid proof of insolvency and, absent cancellation, payment of the certified losses or expiry of the underlying claims, remains a sufficient ground to require procedural security. Later enforcement measures do not by themselves disprove insolvency; decisive is the situation at the time of the security order. An appeal that merely contests the evidentiary value of uncancelled certificates of loss, without showing satisfaction of the creditors, is manifestly unfounded and may be rejected summarily (consid. 2-4).
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 12.2005.135
Data decisione, Autorità: 22.08.2005, IICCA
Titolo: cauzione processuale - attestato carenza beni
Incarto n. 12.2005.135
Lugano 22 agosto 2005/fb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente, Epiney-Colombo e Walser
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2005.13 della Pretura del Distretto di Blenio promossa, con petizione 6 giugno 2005, da
AP 1 rappr. dall’ RA 1
contro
AO 1 rappr. dall’ RA 2
in materia di inesistenza del debito ex art. 85 LEF.
Ed ora sull’appello 12 agosto 2005 dell’attore nei confronti del decreto 29 luglio 2005 con il quale il Pretore, su istanza del convenuto, ha obbligato l’appellante a versare una cauzione processuale di Fr. 9'000.-, (da solversi in tre consecutive rate di Fr. 3'000.- ciascuna alle scadenze del 20 agosto, del 20 settembre e del 20 ottobre 2005), ai sensi dell’art. 153 cpv. 1 litt. a) CPC.
Letti ed esaminati gli atti ed i documenti di causa.
considerato
in fatto ed in diritto
che la cauzione processuale a carico dell’attore è stata ordinata a dipendenza della sua insolvenza (art. 153 cpv. 1 litt. a CPC), accertata dall’esistenza a suo nome, presso l’UEF di Blenio, di 5 attestati carenza beni per oltre Fr. 39'000.-;
che in appello l’attore contesta il realizzarsi del requisito della sua insolvenza poiché, a seguito dell’emissione degli attestati di carenza beni, i rispettivi creditori hanno proseguito l’esecuzione e l’UEF ha provveduto al pignoramento che, per dichiarazione dello stesso UEF, non è risultato infruttuoso;
che specifica come il pignoramento rappresenta un atto ufficiale comprovante l’insolvenza solo se risulta infruttuoso;
che rimprovera anche al Pretore di non aver richiamato dall’UEF la documentazione atta ad accertare tale situazione;
che l’appello è ampiamente infondato e, come tale, può essere sanzionato già all’esame preliminare dell’art. 313bis CPC;
che l’emissione dell’attestato di carenza beni, titolo pubblico ai sensi degli art. 8 cpv. 2 LEF e 9 CC, prova l’insolvenza della persona interessata (Cocchi/Trezzini, CPC-TI ad art. 153 m. 25 e 26) ed i suoi effetti di diritto pubblico - come possono proprio essere quelli correlati ad una disposizione di procedura civile quale, appunto, l’obbligo di prestare cauzione processuale - cessano quando l’escusso ha pagato le perdite dei suoi creditori constatate negli attestati di carenza beni oppure il credito incorporato negli stessi è prescritto (Gilliéron, Commentaire de la LP, ad art. 149 n. 81);
che, di conseguenza, fintanto che esiste l’attestato di carenza beni, esso rappresenta un valido motivo per obbligare la prestazione di una cauzione processuale, condizione che viene meno solo con la sua cancellazione (Frank/Sträuli/
Messmer, ZPO, ad § 73 n. 27; ZR 72 n. 23) come, del resto, esplicita l’art. 70 del CPC/BE che indica la possibilità di imporre cauzione in presenza di attestati di carenza beni a meno di provare che i creditori siano stati disinteressati;
che, non ponendosi il problema della prescrizione ventennale dal momento che gli attestati sono stati rilasciati nel 2004, l’appellante non afferma di aver pagato i crediti risultanti tanto è vero che, nei suoi confronti per quei crediti, sono ancora e nuovamente pendenti dei pignoramenti;
che il fatto che tali pignoramenti non sono risultati infruttuosi ancora non permette di ritenere che i creditori saranno soddisfatti interamente, la qual cosa poi è ininfluente poiché al momento della decisione sull’obbligo di prestare cauzione processuale gli attestati di carenza beni esistevano (ed esistono) con le conseguenze più sopra ricordate;
che la mancata precisa conoscenza dei risultati dei pignoramenti, che l’appellante avrebbe potuto tranquillamente produrre trattandosi di documenti che lo riguardano direttamente, non può così modificare la situazione di sua comprovata insolvenza;
che la tassa e le spese del giudizio d’appello sono a carico dell’appellante mentre non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale non sono state chieste osservazioni;
Per i quali motivi
visto l’art. 313bis CPC e, per le spese, la vigente TG
dichiara e pronuncia
L’appello 12 agosto 2005 di AP 1 è respinto.
La tassa di giudizio di Fr. 200.- e le spese di Fr. 50.- (totale
Fr. 250.-) sono a carico dell’appellante.
Comunicazione alla Pretura del Distretto di Blenio
terzi implicati
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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