Suspension after death stops procedural forfeiture period

12.2003.158Altro tribunale3 ott 2003Partially Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

In an appeal against the strike-out of a debt-nonexistence action, the appellate court held that the two-year procedural forfeiture period does not run during the mandatory suspension following a party's death. The lower court could not simply count three months from the death date, because the inheritance-renunciation period under the Civil Code depends on when heirs learned of the death or received official notice. The strike-out order was annulled and the case remitted for a new decision after the parties are heard. Appeal costs and party compensation were charged jointly and severally to the respondents.

Massima Omnilex

Art. 351 CPC in conjunction with Arts. 104 CPC and 567 CC; procedural forfeiture and mandatory suspension after a party's death: the inactivity period does not run during a mandatory suspension ordered because of death, since the suspension persists until expiry of the inheritance-renunciation period. For the computation of forfeiture, the court must determine the actual starting point of the suspension period according to the heirs' knowledge or official notification; a mere reckoning from the date of death is insufficient. Before striking a case from the roll for forfeiture, the judge must hear the adverse party and, if necessary, take evidence on the relevant dates (consid. 2).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2003.158

Data decisione, Autorità: 03.10.2003, IICCA

Incarto n. 12.2003.158

Lugano 30 giugno 2004/dp

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente, Chiesa e Epiney-Colombo

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2000.28 della Pretura del Distretto di Riviera promossa con petizione 6 settembre 2000, da

APPE1 rappr. dall' RAPP1

contro

APPO1 e APPO2 e, per quest'ultimo, deceduto in corso di causa la CEC1 composta da: APPO2 APPO3 APPO4 APPO5 APPO6 APPO7 tutti rappr. dall' RAPP2

in materia di inesistenza del debito.

Ed ora sull'appello 17 settembre 2003 dell'attore, nei confronti del decreto 28 agosto 2003 del Segretario assessore della Pretura con il quale la causa è stata stralciata dai ruoli per perenzione ex art. 351 cpv. 12 CPC, con il quale chiede di annullare l'impugnato decreto e di riattivare la procedura;

mentre i convenuti, con osservazioni 22 ottobre 2003, chiedono la reiezione dell'appello.

Letti ed esaminati gli atti della causa.

Considerato

in fatto ed in diritto

che il primo giudice, con il decreto impugnato, ha stralciato la causa dai ruoli per intervenuta perenzione processuale poiché, dopo l'ultimo atto processuale - individuato nell'ordinanza del 29 gennaio 2001 con la quale, deceduto il convenuto APPO2, la causa veniva sospesa, ai sensi dell'art. 104 CPC e 567 CC, fino alla scadenza del termine per la rinuncia alla successione - non ne sono stati più compiuti per oltre due anni consecutivi, non entrando inoltre in considerazione la non decorrenza del termine durante la sospensione dell'art. 104 CPC poiché la norma dell'art. 351 cpv. 3 CPC si applicherebbe unicamente alla sospensione della causa in virtù dell'art. 107 CPC;

che l'attore censura la conclusione e le motivazioni di cui al decreto di stralcio mentre i convenuti chiedono la conferma;

che, anche se l'art. 351 cpv. 3 CPC indica che il termine di perenzione processuale non decorre quando il processo rimane sospeso giusta l'art. 107 CPC senza prevedere la sospensione per altro motivo, segnatamente quella degli art. 104 e 106 CPC, dev'essere pacifico che pure nel caso di sospensione obbligatoria del processo, come appunto per il decesso di una parte, tale termine non decorra;

che, infatti, se il processo deve rimanere sospeso sino a quando non sia scaduto il termine di tre mesi entro il quale l'erede o gli eredi possono rinunciare all'eredità (art. 567 CC), termine che può anche essere prorogato (art. 576 CC), sarebbe incompatibile con questo precetto obbligatorio considerare che il periodo di inattività biennale continui ugualmente a decorrere;

che, del resto, il decorso del termine di perenzione potrebbe già essere iniziato ben prima della sospensiva dell'art. 104 CPC che interviene obbligatoriamente, indipendentemente da una formale ordinanza del giudice che non è assolutamente necessaria;

che la sospensione della causa per il motivo del decesso di una parte, pur anche ordinata formalmente dal giudice come nel caso concreto, non persiste sino a revoca di quell'ordinanza ma prende fine automaticamente una volta scaduto il termine per la rinuncia alla successione;

che, nel caso di specie, il primo giudice non poteva quindi prescindere dal tener conto, per accertare l'intervenuta perenzione della causa, della sospensione dei termini voluta dall'art. 104 CPC;

che, per fare ciò, non si possono semplicemente calcolare tre mesi dal decesso della parte poiché l'art. 567 CC prescrive che il termine per rinunciare alla successione è sì di tre mesi ma decorre per gli eredi legittimi dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore e per quelli istituiti dal momento in cui ebbero comunicazione ufficiale della disposizione che li riguarda;

che ne discende come in casi del genere il giudice, prima di decretare lo stralcio per perenzione, deve concedere alla controparte di quella che postula la perenzione di causa il contradditorio ed istruire, se necessario, l'incidente per accertare i reali momenti di decorrenza del termine di perenzione a dipendenza di quelli di sospensione (cfr. Cocchi/ Trezzini, CPC-TI ad art. 351 m. 19);

che l'impugnato decreto va così annullato e l'incarto ritornato al primo giudice perché decida nuovamente dopo aver sentito le parti;

che i convenuti nel merito, che si sono opposti all'appello, sopportano spese e ripetibili;

Per i quali motivi

visti, per le spese, gli art. 147 e seg. CPC e la vigente TG

dichiara e pronuncia

  1. Il decreto di stralcio 28 agosto 2003 del Segretario assessore della Pretura di Riviera nella causa inc. OA.2000.28 è annullato.

  2. La tassa di giudizio di Fr. 150.- e le spese di Fr. 50.- (totale Fr. 200.-) della procedura d'appello, già anticipate dall'appellante, sono a carico, in solido, dei convenuti che rifonderanno a controparte, sempre in solido, Fr. 500.- per ripetibili.

Intimazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Riviera

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

procedural forfeituresuspension of proceedingsdeath of partyinheritance renunciationappealremandcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the procedural forfeiture period continued to run during the mandatory suspension caused by a party's death.

Decisione estratta

No. The inactivity period cannot run while the proceedings are mandatorily suspended due to death and the inheritance-renunciation period.

Motivazione estratta

A mandatory suspension under Arts. 104 CPC and 567 CC is incompatible with letting the two-year forfeiture period run. The suspension ends automatically only when the renunciation period expires.

Questione giuridica chiave

Whether the strike-out for procedural forfeiture should be annulled and the case sent back for a new decision after hearing the parties.

Decisione estratta

Yes. The lower court had to hear the parties and, if necessary, take evidence on the relevant starting points of the suspension and forfeiture periods before striking the case out.

Motivazione estratta

The judge cannot simply count three months from death; the inheritance-renunciation period depends on when heirs learned of the death or received official notice. An evidentiary incident may be needed.

Questione giuridica chiave

Costs of the appeal.

Decisione estratta

The respondents bear the appeal costs jointly and severally and must pay compensation jointly and severally.

Motivazione estratta

As the respondents opposed the appeal and lost, they bear costs and party compensation.

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