AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.2002.97
Data decisione, Autorità:
24.03.2003, IICCA
Incarto n.
12.2002.97
Lugano
24 marzo 2003/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale
d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente,
Chiesa e Epiney-Colombo
segretaria:
Zanetti, vicecancelliera
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.1998.00861
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2 promossa con petizione 10
dicembre 1998 da
rappr. dall’avv.
contro
rappr. dall’avv.
con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento della somma di
fr.
93'000.-- (e meglio: fr. 40'000.-- per mancato guadagno, fr. 30'000.-- per
indebito arricchimento e fr. 13'000.-- per materiale danneggiato o non
restituito) oltre interessi al 5% dal 19 maggio 1998, nonché fr. 10'000.-- a
titolo di riparazione per torto morale, con protesta di spese e ripetibili;
domanda
avversata dalla convenuta e che il Pretore, con sentenza 16 aprile 2002, ha
integralmente respinto, accogliendo invece la domanda riconvenzionale della
convenuta volta ad ottenere dall’attore il pagamento della somma di fr.
82'472.60 oltre accessori e fr. 100.-- a titolo di rimborso delle spese
esecutive, protestate spese e ripetibili;
appellante
l’attore che con memoriale 10 maggio 2002 chiede la riforma del querelato
giudizio, nel senso di respingere integralmente la domanda riconvenzionale o,
in subordine, di accogliere la domanda riconvenzionale limitatamente a fr.
32'347.50 oltre accessori, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre la
convenuta, con osservazioni 19 giugno 2002, postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili;
letti ed
esaminati gli atti e i documenti prodotti;
ritenuto
in fatto:
A.
Nel corso del mese di aprile 1998, la ditta
individuale __________ di __________ incaricava la __________ di stampare, per
undici edizioni annuali, 15’000 esemplari di una rivista denominata “__________ ” al
prezzo di fr. 4'000.-- al mille (doc. A, B). Il primo numero veniva stampato all’inizio
del mese di giugno 1998 e presentava un difetto minore individuabile
principalmente nella qualità delle fotografie fornite dallo stesso __________
(petizione, pto. 2, pag. 2; doc. H, I, L). In ogni caso, la stampa veniva
accetta-ta dal committente.
In
data 8 giugno 1998, la __________ emetteva la fattura relativa al primo numero
della rivista per complessivi fr. 67'347.50 (doc. C), onorata dalla __________
di __________ il 24 giugno 1998 limitatamente a fr. 30'000.-- (doc. 8).
In
data __________ la ditta individuale __________ di __________ veniva cancellata
dal Registro di commercio (doc. 4).
B. Successivamente, __________
ordinava alla __________ la stampa in ulteriori quindicimila copie del secondo
numero della rivista, per un prezzo di fr. 3'200.-- al mille (doc. 6). Con il
secondo numero, sono state distribuite complessivamente 15’000 riviste
(petizione, pto. 6, pag. 4).
A
mente del committente, il secondo numero avrebbe presentato difetti più vistosi
in una quantità maggiore di esemplari. Con scritto del 22 luglio 1998 l’attore
notificava i difetti alla convenuta, che riguardavano in particolare il taglio
dell’immagine di copertina. La __________ ammetteva parzialmente tali difetti e
quindi offriva a __________ uno sconto, da riconoscere sul numero in questione
e su quelli futuri (doc. E, F, I).
Le
parti non trovavano un’intesa quo alla risoluzione della questione dei difetti.
__________ interrompeva quindi la collaborazione con la __________, incaricando
una ditta terza della stampa della rivista, e non onorava la fattura emessa il
28 luglio 1998 per il lavoro di stampa del secondo numero della rivista (doc.
D).
C. Con petizione 10 dicembre 1998 la
__________ di __________ ha postulato, in via principale, la condanna della
convenuta al pagamento di fr. 40'000.-- per mancato guadagno (fr. 20'000.-- per
non aver trovato nuovi inserzionisti per il terzo numero della rivista a
seguito della pessima qualità del secondo numero e fr. 20'000.-- per la mancata
pubblicazione del mese di agosto 1998 e il conseguente mancato introito per
inserzioni pubblicitarie), di fr. 30'000.-- per indebito arricchimento della
__________ (versato a titolo di acconto sulla prima fattura di fr. 62'347.50;
doc. C), di fr. 13'000.-- per rullini di fotografie forniti alla convenuta e
mai restituiti o ritornati danneggiati e di fr. 10'000.-- per torto morale.
L’attore ha altresì richiesto l’annullamento delle due fatture emesse dalla
convenuta per i due esemplari dalla stessa stampati (doc. C, D). Infatti, gli
stessi, su di una campionatura di duecentocinquanta copie, avrebbero presentato
difetti relativi al taglio della rivista, difetti di stampa, strisce sporche
sulle pagine, margini non rispettati, pagine rivolte verso il basso o doppie
pagine, nonché laminature e profili di taglio difettosi. Infine, contrariamente
a quanto pattuito e in violazione dell’art. 364 cpv. 2 CO, l’appaltatrice
avrebbe affidato una parte del lavoro, segnatamente l’assemblaggio della
rivista, alla ditta italiana __________ di __________.
D. Con risposta 5 febbraio 1999, la
convenuta postulava la integrale reiezione della petizione.
Secondo
la __________, il primo numero della rivista non presentava difetti imputabili
alla convenuta e in ogni caso, l’opera sarebbe stata accettata senza riserve da
__________.
Per
quanto concerne il secondo numero, la convenuta sostiene che con lettera 22
luglio 1998 controparte avrebbe notificato solo dei presunti, e comunque
contestati, difetti di “taglio della rivista nell’immagine di copertura” (doc.
E), ma non avrebbe mai sollevato eccezioni di sorta in merito alla qualità
della stampa eseguita dalla __________.
La
notifica di ulteriori presunti difetti in sede di petizione sarebbe tardiva.
Per l’assemblaggio delle riviste, la __________ si sarebbe rivolta alla
legatoria __________ unicamente poiché controparte avrebbe fornito il materiale
di stampa in ritardo.
La
convenuta ha anche contestato di aver proposto uno sconto del 40% sulle
successive tre edizioni, mentre l’offerta di bonificare il 2% sulla seconda
fattura non sarebbe venuta in essere poiché non accettata dalla controparte. Le
ulteriori censure, segnatamente un danno all’immagine e le asserite susseguenti
notifiche di difetti da parte di terzi, sarebbero rimaste incomprovate.
Parimenti incomprovato sarebbe il danno subìto dalla parte attrice. Infine,
vista l’ammissione da parte dell’attore che i 15'000 esemplari del secondo
numero sarebbero stati distribuiti, l’opera sarebbe stata accettata e quindi
non sussisterebbero motivi per risolvere il contratto ex art. 368 cpv. 1 CO.
Di
conseguenza, la __________ chiedeva in sede riconvenzionale il pagamento di fr.
32'347.50 oltre interessi al 5 % dall’8 luglio 1998 a saldo della fattura
riguardante la produzione del primo numero della rivista (di complessivi
fr.
62'347.50, già dedotti fr. 30'000.-- versati da __________ a titolo di acconto;
doc. C), di fr. 50'125.10 oltre interessi al 5% dal 28 settembre 1998 di cui
alla fattura emessa il 28 luglio 1998 per la stampa del secondo numero (doc. C)
e di fr. 100.-- versati a titolo di anticipo per le spese esecutive.
E. Con sentenza 16 aprile 2002, il
Pretore respingeva l’azione principale, mentre accoglieva la domanda
riconvenzionale presentata dalla __________, condannando __________ a versare
la somma di fr. 82'472.60 oltre interessi e fr. 100.-- per le spese esecutive
già anticipate.
Il
Pretore, ritenendo in casu applicabili le norme del contratto di appalto,
stabiliva che il primo numero della rivista era stato accettato dall’attore e
pertanto la relativa fattura doveva essere pagata.
Invece,
in merito ai difetti segnalati dal committente riguardo al secondo numero, il
Pretore ha ritenuto che l’opera fornita non era così gravemente difettosa da
risultare inservibile per il committente. Pertanto, il committente non poteva
risolvere il contratto di appalto e avvalersi del diritto di ricusa dell’opera
(art. 368 cpv. 1 CO). In effetti, anche se il perito ha qualificato come grave
il difetto nell’assemblaggio della copertina nel 20% dei 324 esemplari
esaminati, una percentuale del 10% di copie difettose dovrebbe comunque essere
tollerata e in ogni caso i difetti riscontrati da un esperto sarebbero a
malapena percepiti dal lettore medio. Infine, l’opera sarebbe stata utilizzata
dallo stesso committente, il quale avrebbe distribuito 15'000 esemplari della
rivista, perdendo in tal modo il diritto di ricusare l’opera.
Gli
ulteriori difetti indicati dall’attore in sede di petizione sono stati definiti
dal perito giudiziario come di lieve entità e in ogni caso la loro notifica non
era avvenuta in maniera tempestiva: di conseguenza il Pretore non ne teneva
conto. Per le ulteriori poste di danno fatte valere dall’attore, il primo
giudice ha stabilito che le stesse difettavano della prova del danno e del
nesso di causalità. Anche la pretesa a titolo di indennità per torto morale è stata qualificata come infondata.
F. Con appello 10 maggio 2002,
__________ ha censurato la decisione di prima istanza, limitatamente
all’ac-coglimento da parte del Pretore dell’azione riconvenzionale della
__________ (in subordine, l’appellante postula che detta domanda
riconvenzionale sia accolta limitatamente a
fr.
32'347.50 oltre accessori). __________ ha invece rinunciato alle poste di danno
per complessivi fr. 93'000.-- fatte valere nell’allegato di petizione.
Per
quanto riguarda le tesi formulate dalle parti, le stesse ricalcano
sostanzialmente quanto esposto negli allegati presentati in prima istanza.
considerato in diritto:
- Come rettamente stabilito dal
Pretore, l’incarico conferito a una tipografia di procedere alla stampa di un
elevato numero di riviste costituisce un contratto di appalto (art. 363 ss.
CO), sulla scorta del quale l’appaltatore si obbliga a compiere un’opera e il
committente a pagare una mercede (Zindel/Pulver,
Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Obligationenrecht I, 2. ed., Basilea
1996, n. 11 ad art. 363 CO; RJN 1992, pag. 69).
L’art.
367 CO stabilisce che dopo la consegna dell’opera il committente, appena lo consenta
l’ordinario corso degli affari, deve verificare lo stato e segnalarne
all’appaltatore i difetti. Per quanto riguarda la notifica dei difetti, si
segnala che la stessa non necessita di alcuna forma particolare ed è da
ritenersi valida se ogni singolo difetto è indicato in modo esatto così da
garantire all’appaltatore la conoscenza dei singoli difetti e se dalla
comunicazione è desumibile la volontà del committente di farli valere (Honsell, Schweize-risches
Obligationenrecht BT, 6. ed., Berna 2001, pag. 276; Zindel/Pulver, op. cit., n. 2 ad art. 368 CO; Gauch, Der Werkvertrag, 4. ed.,
Zurigo 1996, n. 2130; Rep.
1993, pag. 197 ss. e 1979, pag. 312; DTF
107 II 175).
Secondo
l’art. 370 CO, l’approvazione espressa o tacita dell’opera consegnata, da parte
del committente, libera l’appaltatore dalla sua responsabilità, salvo che si
tratti di difetti irriconoscibili con l’ordinaria verifica all’atto del
ricevimento o che l’appaltatore li abbia scientemente dissimulati; vi è tacita
approvazione qualora il committente ometta la verifica e l’avviso dei difetti
previsti dalla legge.
L’onere della prova quo
alla tempestiva notifica dei difetti incombe sul committente ai sensi dell’art.
8 CC (DTF 118 II 147; Zindel/Pulver, op. cit., n. 32 ad
art. 367 CO; Honsell, op.
cit., pag. 276).
Se l’opera è così difettosa
o difforme dal contratto, che riesca inservibile per il committente, o che non
si possa equamente pretenderne dallo stesso l’accettazione, egli può ricusarla
e chiedere inoltre, in caso di colpa dell’appaltatore il risarcimento dei danni
(art. 368 cpv. 1 CO; Honsell,
op. cit., pag. 277 ss.; DTF 98 II 120 e 107 II 438). Qualora i difetti
siano di minore entità, il committente può diminuire la mercede in proporzione
del minor valore dell’opera, o chiedere la riparazione gratuita dell’opera e in
caso di colpa anche il risarcimento dei danni (art. 368 cpv. 2 CO).
La ricusa dell’opera da
parte del committente - essendo il mezzo di difesa più incisivo di cui egli
dispone – è possibile unicamente in presenza di difetti rilevanti (DTF 118 II 147; Honsell, op. cit., pag. 277). Per
stabilire se l’opera risultava così difettosa che dal committente non si poteva
ragionevol-mente pretenderne l’accettazione, il giudice deve procedere, in via
equitativa, a una ponderazione degli interessi, tenuto conto in particolare del
tipo e dell’entità dei difetti riscontrati (Zindel/Pulver, op. cit., n. 15 ad art. 368 CO).
Il diritto d’opzione
conferito al committente dall’art. 368 CO rappresenta un diritto costitutivo
unilaterale: di conseguenza il committente rimane legato alla scelta del mezzo
di difesa operata, mentre le alternative scartate decadono definitiva-mente. In
altre parole, il committente non dispone di uno ius variandi.
In ogni caso la
dichiarazione di recedere dal contratto è irrevocabile (DTF 109 II 41 e 116 II 314; Honsell, op. cit., pag. 276; Zindel/Pulver, op. cit., n. 6, 12
ad art. 368 CO).
Infine, si rileva che in
ogni caso, se il committente utilizza l’opera nonostante egli sia a conoscenza
dei difetti, subentra la perenzione dei mezzi di difesa elencati nell’art. 368
CO (Honsell, op. cit.,
pag. 276; Gauch, op. cit.,
n. 1606).
- Per quanto riguarda la
pubblicazione del primo numero della rivista __________, dagli atti risulta che
lo stesso è stato vali-damente accettato dall’appellante (v. anche editoriale
del secondo numero della rivista scritto da __________: “Nonostante i “piccoli”
problemi del primo numero, che già abbiamo risolto”), il quale ha del resto più
volte ammesso che i difetti minori riscontrati nel numero inaugurale erano da
ricondurre alla scarsa qualità delle fotografie da lui stesso consegnate alla
__________ (petizione, pto. 2, pag. 2; doc. H, I, L).
Al
contrario di quanto asserisce l’appellante (appello 10 maggio 2002, pto.
II.A.1, pag.2), il primo numero della rivista __________ e non è stato oggetto
di perizia (v. perizia giudizia-ria, sub atto XV, pag. 1), mentre dagli atti
emerge che le parti non hanno trovato alcun accordo nel senso che la fattura di
fr. 62'347.50 relativa alla prima edizione sarebbe stata definitivamente
onorata da __________ per mezzo di un versamento di fr. 30'000.-- (doc. C).
Quest’ultima affermazione, oltre a essere priva di fondamen-to, è stata
formulata per la prima volta in sede di appello e quindi è in ogni caso
irricevibile (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, Lugano 2000, n. 20 ss. ad art. 321 CPC).
Alla
luce di quanto esposto, l’appellante deve senz’altro versare alla __________ la
somma di fr. 32'347.50 oltre interessi al 5 % dal 10 luglio 1998 (doc. B, C).
- Per quanto concerne il secondo
numero della rivista __________ si rileva che in data 22 luglio 1998,
__________ notificava alla __________ dei difetti attinenti al taglio delle
immagini di copertina (doc. E). Tre settimane più tardi, in data 11 agosto 1998,
il legale dell’appellante specificava che oltre ai difetti riscontrati alle
pagine di copertina si sarebbero aggiunti difetti all’interno della rivista, e
meglio: “margini non rispettati, pagine rivolte verso il basso, doppie pagine,
formati irregolari (meno alti), laminatura difettosa, pezzi di rivista
staccati, profili di taglio difettosi” (doc. H). Ulteriori difetti sono stati
notificati da __________ anche in sede di petizione.
Il
perito ha stabilito che l’unico difetto grave riscontrato nella rivista
__________ consisteva nell’assemblaggio delle pagine di copertina: su un numero
di 324 copie esaminate, il 20% presentava un difetto di posizionatura della
copertina che “variava addirittura (in casi estremi) di 4 mm”, mentre il
margine di tolleranza è pari al massimo a 2 mm (perizia giudiziaria, sub atto
XV, pti. 1a/b, pag. 2 e pto. 5, pag. 3). Il perito ha aggiunto che il difetto
“unico grave è stato causato dall’assemblaggio della copertina non in modo
regolare, con sbalzi di posizione non accettabili. Tenendo conto di un 10% per
regolazioni varie, ne deriva un ulteriore 10 % fuori dalla norma” (perizia
giudiziaria, sub atto XV, pto. 4, pag. 3).
In
altre parole, tenuto conto di un margine di tolleranza del 10 %, la percentuale
di esemplari che presentava il suddetto difetto alla pagina di copertina era
del 10%.
Il
perito ha invece qualificato come di lieve entità gli ulteriori difetti
riscontrati nella seconda edizione (differenze nel registro di colore e di
inchiostrazione; v. perizia giudiziaria, sub atto XV, pti. 1a, pag. 1 e 2, pag.
2). In ogni caso, questi difetti non sono stati segnalati tempestivamente da
__________, il quale, dopo aver visionato almeno 2'500 esemplari, nel suo
scritto del 22 luglio 1998 menzionava unicamente i difetti nel taglio
dell’immagine di copertina, (doc. E). Omettendo la notifica degli ulteriori
difetti, il committente non ha fatto fronte agli obblighi impostigli dalla
legge, ovvero di procedere dopo la consegna dell’opera alla verifica della
stessa e alla segnalazione di eventuali difetti all’appaltatore. Ne consegue
che le ulteriori notifiche contenute nella lettera dell’11 agosto 1998 (doc. H)
e nell’allegato di petizione 10 dicembre 1998 non sono tempestive e pertanto i
difetti ivi segnalati – del resto di lieve entità – non possono essere tenuti
in considerazione (Zindel/Pulver,
op. cit., n. 9 - 23 ad art. 367 CO).
- Come esposto, dall’istruttoria è
emerso che la percentuale di esemplari della rivista che presentavano il
difetto alla pagina di copertina era del 10% (v. perizia giudiziaria, atto XV,
pto. 4, pag. 3).
Questa
percentuale, come rettamente evidenziato dal primo giudice, è relativamente
contenuta. Di conseguenza non si avverano i presupposti stabiliti dall’art. 368
cpv. 1 per la ricusa dell’opera, ovvero che la stessa sia così difettosa o
difforme dal contratto che riesca inservibile per il committen-te o che dal
medesimo non si possa equamente pretender-ne l’accettazione e quindi __________
non era legittimato a far capo al diritto di ricusa dell’opera (Zindel/ Pulver, op. cit., n. 9 ss.
e 14 ss. ad art. 368 CO; Honsell,
op. cit., pag. 277; Gauch,
op. cit., n. 1555 ss.).
Il
committente, semmai, avrebbe potuto chiedere alla __________ il minor valore
dell’opera (art. 368 cpv. 2 CO), ma siccome questi ha optato per la ricusa, gli
ulteriori mezzi di difesa offerti dalla legge sono definitivamente decaduti (Zindel/Pulver, op. cit., n. 21 ad
art. 370 CO).
Infine,
come giustamente evidenziato dal Pretore, dagli atti non emerge che la
__________ si sarebbe assunta l’obbligo di eseguire personalmente tutti i passi
necessari alla stampa e all’assemblaggio delle riviste (doc. A, B, 5, 6; Gauch, op. cit., n. 609 ss.). Il
teste __________ ha del resto affermato che “da parte della ditta __________
non venne escluso che l’assemblaggio della rivista sarebbe potuto essere
affidato a terzi. Con ciò voglio dire che non abbiamo assunto l’obbligo di
confezionare la rivista esclusivamente da parte della nostra ditta” (v.
deposizione teste __________, 18.11.1999, pag. 4). Dalle risultanze non si può
neppure dedurre che la natura particolare dell’incarico affidato alla
__________ non avrebbe permesso di affidare l’assemblaggio della rivista ad una
ditta terza, in casu alla __________. D’altronde mai il committente ha affermato
di aver scelto la __________ per una particolare esperienza, per il suo
know-how, per la padronanza di particolari procedimenti o per lo specifico
livello del personale, elementi che per le persone giuridiche la dottrina
equipara unanimemente alle attitudini personali dell’appaltatore (Gauch, op. cit., n. 614; Zindel/Pulver, op. cit., n. 29
ss.). Non si ravvedono quindi negligenze di sorta nell’adempimento del
contratto da parte della __________.
Infine,
siccome il committente ha utilizzato l’opera nel senso che tutti gli esemplari
del secondo numero della rivista sono stati distribuiti – questo nonostante
egli fosse a conoscenza della presenza di difetti – in ogni caso subentra la
perenzione dei mezzi di difesa ex art. 368 CO (Honsell, op. cit., pag. 276; Gauch, op. cit., n. 1606).
Di
conseguenza, __________ deve pagare l’importo di fr. 50'125.10 oggetto della
fattura relativa al secondo numero della rivista oltre a interessi al 5% sulla
suddetta somma che decorrono dal 28 settembre 1998 (doc. 6, D, I). Del resto,
come evidenziato dal Pretore, tale fattura teneva anche conto di una riduzione
di prezzo concessa dalla parte appellata per 65 riviste che presentavano
difetti.
- Per i motivi suesposti, l’appello
deve essere respinto. Tasse, spese e ripetibili seguono la soccombenza.
Per i quali motivi
pronuncia:
-
L’appello 10
maggio 2002 di __________ è respinto.
-
Le spese
della procedura di appello consistenti in:
a) tassa di
giustizia fr. 750.--
b) spese fr. 50.--
totale fr. 800.--
anticipate come di
rito, sono poste a carico dell’appellante, il quale rifonderà all’appellata
l’importo di fr. 3’000.-- per ripetibili.
- Intimazione:
Comunicazione alla
Pretura di Lugano, sezione 2.
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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