Apparent authority binds company despite register limits

12.2002.103Altro tribunale11 mag 2003Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Court of Appeal dismissed the defendants’ appeal against the first-instance rejection of their objections. It held that the co-litigant who denied contractual standing had no autonomous venue complaint, and that the company was bound by the supply agreement through apparent authority and its long-standing conduct. The court considered the denial abusive because the company had accepted deliveries, invoices, and payments for nearly two years. Costs were imposed on the appellants, with CHF 600 awarded as appeal compensation.

Massima Omnilex

Art. 32 et seq. CO; apparent authority and binding effect on a legal entity; a third party acting in good faith may rely on an external appearance of authority where, in light of concrete circumstances and commercial practice, the represented entity’s conduct objectively justifies the inference of authorization. The existence of apparent authority is supported in particular by use of company letterhead, execution of the contract in the context of the business, delivery and invoicing to the enterprise, payment by the company, and prolonged acquiescence. A party who has knowingly tolerated the representation and performance cannot later invoke the internal limitation of signing power against the counterparty; such conduct is abusive (consid. 7-9).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2002.103

Data decisione, Autorità: 11.05.2003, IICCA

Incarto n. 12.2002.103

Lugano 11 maggio 2003/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente, Chiesa e Epiney-Colombo

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2001.103 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud promossa con petizione 12 luglio 2001 da


rappr. dall' avv. __________

contro


e


entrambi rappr. dall' avv. __________

con cui l'attrice ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 88'300.- oltre interessi a titolo di risarcimento del danno contrattuale.

E ora sulle eccezioni dei convenuti di carenza di legittimazione passiva e incompetenza territoriale, respinte dal Pretore con sentenza 17 aprile 2002;

Appellanti i convenuti, che con atto di appello del 23 maggio 2002 postulano la riforma del giudizio pretorile nel senso dell'accoglimento delle eccezioni, gravame al quale l'attrice si oppone con osservazioni 8 luglio 2002;

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

Considerato

in fatto ed in diritto:

  1. Con la petizione l'attrice addebita ai convenuti il mancato rispetto di un contratto del 1° luglio 1999, denominato "Convenzione No. 183" concernente la fornitura in esclusiva da parte dell'attrice di caffè, zucchero, tè, __________ e __________ occorrenti nella conduzione dell'esercizio pubblico "__________" sito a __________ (doc. A), unilateralmente disdetto con effetto immediato in data 15 marzo 2001, e chiede la loro condanna al pagamento di fr. 83'000.- oltre interessi, somma corrispondente all'utile che essa avrebbe conseguito in 18 anni di ulteriore durata del contratto.

  2. I convenuti si sono opposti alla petizione, eccependo preliminarmente sia l'incompetenza territoriale del giudice adito che la carenza di legittimazione passiva di __________ (precedentemente __________), che non sarebbe parte della convenzione, conclusa personalmente dal solo __________, privo della facoltà di rappresentare la società.

  3. Nel giudizio qui impugnato, il Pretore, accertato che la __________ ha tollerato per lungo tempo una situazione ambigua in cui __________ – prima socio al 50% e gerente della __________ con firma collettiva, poi azionista della società anonima in cui è stata trasformata la Sagl- dava l'apparenza di agire come suo rappresentante nei rapporti con l’attrice, ne ha concluso che la società è da considerare parte contraente, vincolata dunque al contratto. Dal che la reiezione delle eccezioni.

  4. Delle argomentazioni degli appellanti, che chiedono la riforma del giudizio di prime cure nel senso dell'accoglimento delle eccezioni, e di quelle della resistente, che si oppone al gravame protestando spese e ripetibili, si dirà, se del caso, nei successivi considerandi.

  5. Dal profilo formale risulta che entrambi i convenuti hanno sollevato le eccezioni in rassegna e che entrambi hanno impugnato il giudizio con cui il Pretore le ha respinte.

Ciò nondimeno, in realtà __________ non solleva per niente l'eccezione di carenza di legittimazione passiva, visto che ancora nell'appello (punto 6, pag. 4) si ribadisce che egli

"ha sempre affermato di avere agito a nome proprio e non in rappresentanza della società di cui era dipendente", per il che non si vede come egli potrebbe sostenere di non essere la persona contro la quale la causa andava introdotta.

Analogamente, neppure l'eccezione di incompetenza territoriale appare provvista di una valenza autonoma: la clausola di proroga di foro contenuta nel contratto è di per sé incontestata, e perciò __________, che si dichiara esplicitamente parte del contratto, non ha motivo di dolersi del fatto di essere stato convenuto nella giurisdizione di Mendrisio-Sud prevista dall'accordo. __________, per sua parte, non ha motivo di impugnare la clausola di proroga di foro di un contratto dal quale si distanzia, motivo per cui la sua eccezione di incompetenza territoriale si fonda sul fatto di non essere stata convenuta nel luogo in cui essa ha sede, il che è solo la logica conseguenza del suo dichiararsi estranea al contratto nell'ambito dell'eccezione di carenza di legittimazione passiva.

  1. Da queste considerazioni discende da un lato l'irricevibilità (e comunque la manifesta mancanza di fondamento) dell'appello siccome introdotto dal litisconsorte __________, e d'altro lato il rilievo del fatto che l'unico oggetto del contendere è in definitiva la questione a sapere se __________ sia o no da ritenere vincolata al contratto in esame.

La risposta è sicuramente affermativa, giacché nelle circostanze del caso di specie l'adduzione dell'eccezione si rivela pretestuosa e financo abusiva.

  1. Per quel che riguarda le obiezioni formali circa l'asserita carenza di potere di rappresentanza di __________, giova ricordare che una persona giuridica, nell'ambito dell'applicazione degli art. 32 e segg. CO, può essere vincolata dall’atto di un rappresentante anche a fronte di una cosiddetta procura esterna apparente (RJN 1998, pag. 63). Si tratta di una forma di procura tacita, costituita da un'attitudine dalla quale il partner contrattuale può in buona fede dedurre, in base a circostanze concrete ed in considerazione delle usanze commerciali, che la persona rappresentata aveva la volontà di autorizzare il rappresentante (ancorché privo di formale diritto di firma) ad agire a suo nome. Siffatta procura va in particolare ammessa quando il rappresentato è cosciente degli atti del rappresentante ma non fa nulla per impedirli. In tal caso, ciò che importa per decidere se dei poteri di rappresentanza sono stati conferiti non è quindi tanto il sapere se ciascun atto è stato approvato dal rappresentato, quanto piuttosto sapere come il terzo in buona fede che tratta con il sedicente rappresentante debba interpretare l’attitudine del rappresentato di fronte a quest'attività del rappresentante (RJN citato e riferimenti; DTF 120 II 197).

Una società può dunque essere ad esempio validamente vincolata con la sola firma del suo direttore sebbene questi abbia firma collettiva, quando il terzo può desumere dalle circostanze l’esistenza di un mandato in tal senso (DTF 74 II 151; SJ 1966, 537), e pertanto il fatto che la limitazione del potere di rappresentanza di un socio o di un amministratore sia iscritta a Registro di commercio non esclude l’applicazione degli art. 32 e segg. CO (RJN 1998, 63; DTF 74 II 149; 91 II 360; SJ 1989, 82; SJZ 87, 397; Engel, L'apparence efficace en droit privé, in: SJ, 1989, pag. 73 e segg.).

In questo senso, del resto, una decisione di questa Camera (IICCA 3 maggio 2002 inc. no. 12.2001.120, pubblicata in commercialarbitration.ch) per la quale il presidente del consiglio d'amministrazione di una società anonima, che dispone a RC unicamente di un diritto di firma collettiva a due, può vincolare la società con la sua firma individuale, se tale facoltà gli è stata attribuita per atti concludenti oppure se - a dipendenza delle concrete circostanze - egli va considerato organo di fatto della stessa o, ancora se dev'essere protetta la buona fede del terzo.

  1. Questo effetto di rappresentanza si è nella specie pacificamente realizzato, ed è perciò a torto che i ricorrenti sostengono che l'attrice non potrebbe appellarsi alla buona fede, sostenendo di avere confidato nell’impressione che __________ fosse autorizzato ad impegnare la società a fronte della limitazione del suo potere di rappresentanza risultante dal Registro di commercio.

L'esistenza di un rapporto di valida rappresentanza è in primo luogo inferibile già dal testo del contratto, ritenute in particolare le finalità dello stesso: la convenzione è infatti allestita sotto forma di una lettera redatta su carta intestata dell'attrice, che ne è la mittente, mentre che destinataria dell'invio è "__________ Att. Sig __________". Vero è di contro che all'apparenza, per un'infelice formulazione da parte del redattore, sembrerebbe che "l'acquirente" sia __________, ma ciò, in ogni caso, in quanto "gerente del __________ " (doc. A, riga 1), ossia -a non averne dubbi- organo della persona giuridica e non certo al personale titolo di gestore (o barman) dell'esercizio pubblico. Emerge perciò comunque con chiarezza dal testo che i firmatari della stipula erano in chiaro sul fatto che il caffè oggetto delle future forniture (e la macchina da caffè oggetto della controprestazione) erano destinati non già a __________, ma bensì ad un esercizio pubblico condotto dalla __________, della quale __________ era gerente, ossia legale rappresentante verso l'esterno.

A ciò si aggiunga che le forniture di caffè sono state invariabilmente consegnate e fatturate al "", che le ha utilizzate, e non già all' (cfr. plico doc. I), e che le stesse sono inoltre state pagate dalla __________, e non certo da __________, così come risulta dai conti dell'esercizio 2000 della società (pagina "Costi", rubrica 3000) annessi al plico doc. G.

Se la __________ non si reputava parte contraente, non si spiega il motivo per cui non abbia contattato a tempo debito la __________ per svincolarsi dall’impegno, tantomeno perché, verosimilmente sulla base di un accordo verbale, abbia accettato la consegna e pagato forniture di bevande sin dall’8 marzo 1999, quindi ancor prima che esistesse l’accordo scritto doc. A.

  1. In definitiva, in simili circostanze l'abuso non è dell'attrice nell'invocare l'effetto di rappresentanza nonostante la limitazione del diritto di firma di __________ risultante dal registro di commercio, ma semmai della convenuta __________ nel pretendere di non essere vincolata ad un contratto da lei pacificamente onorato per quasi 2 anni.

Ne discende la reiezione del gravame, del tutto infondato, nella misura in cui esso è ricevibile.

Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC)

Per i quali motivi,

richiamati l'art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia:

  1. L'appello 23 maggio 2002 di __________ e di __________ è respinto.

  2. La tassa di fr. 250.- e le spese di fr. 50.-, già anticipate dagli appellanti, restano a loro carico, con l'obbligo di rifondere in solido alla parte appellata complessivi fr. 600.- per ripetibili di appello

  3. Intimazione:


Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

apparent authoritypassive standingterritorial jurisdictiongood faithabusive conductcorporate representationcontractual damagescosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal by the co-litigant who denied being bound by the contract was admissible and well-founded on passive standing and venue

Decisione estratta

The objection was in substance and partly formally untenable; the appellant had no autonomous basis to challenge venue while denying contractual status.

Motivazione estratta

His own position was that he had acted in his own name, so he could not credibly deny being the proper defendant. The venue clause was undisputed, and his complaint about being sued in Mendrisio South merely followed from his denial of contractual participation.

Questione giuridica chiave

Whether the company was bound by the contract through apparent authority despite the register's limitation on the signatory's power

Decisione estratta

Yes. The company was bound because the circumstances created a protected appearance of authority and the company tolerated the situation for a long period.

Motivazione estratta

Under Art. 32 et seq. CO, apparent external authority can bind a legal entity when the counterparty in good faith may infer authorization from concrete circumstances and commercial practice. Here the contract wording, the use of company letterhead, the delivery and invoicing to the business, payment by the company, and prolonged acquiescence all showed that the signatory acted as the company's representative. The company's silence and continued performance made its denial abusive.

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