Late appeal against eviction order in tenancy case

12.2001.61Altro tribunale26 apr 2001Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The tenant appealed an eviction decree issued after a rent-default notice and termination of the lease. The appellate court held that the appeal was late because service by registered mail became effective after the postal holding period, and a later bailiff service did not restart the appeal time. It also held that the tenant could not rely on new facts and evidence on appeal after having defaulted below. On the merits, the court found that the two rent-default notices concerned different arrears and that the first notice had not been superseded. The termination and resulting eviction were therefore valid. The appeal was dismissed and costs were placed on the appellant.

Massima Omnilex

Art. 124 cpv. 1 CPC; art. 321 cpv. 1 lett. b CPC; art. 257d CO; service by registered mail is completed, in the absence of collection, upon expiry of the postal holding period, and a subsequent service by bailiff does not restart procedural deadlines. A party in default at first instance may not, on appeal, introduce new facts and evidence to challenge an eviction decree. In tenancy matters, termination following a rent-default notice is valid where the reminders concern distinct rent claims and there is no proof that the earlier notice was waived or otherwise superseded (consid. 1-3). Costs follow the losing party under Art. 148 CPC.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2001.61

Data decisione, Autorità: 26.04.2001, IICCA

Incarto n. 12.2001.00061

Lugano 26 aprile 2001/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Rusca

segretario:

Petrini

sedente per statuire nella causa a procedura speciale

  • inc. no. SF.2001.00040 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4 - promossa con istanza 2 febbraio 2001 da





tutti rappr. dall'avv. __________

contro


rappr. dall'avv. __________

con cui gli istanti hanno chiesto lo sfratto della convenuta da tutte le superfici locate al __________, site in __________ / __________ a __________, domanda che il Pretore, essendo la convenuta rimasta preclusa, ha accolto con decreto 8 marzo 2001;

appellante la convenuta con atto di appello 20 aprile 2001, corredato di una domanda di effetto sospensivo, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di annullare il decreto di sfratto, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

ritenuto

in fatto e in diritto:

che la convenuta conduce in locazione le superfici dell'esercizio pubblico __________, site in __________ / __________, di proprietà degli istanti;

che con il decreto qui impugnato il Pretore, preso atto che la convenuta, in arretrato con il pagamento del canone di locazione, era stata diffidata con scritto 13 settembre 2000 (doc. B) a versare quanto dovuto entro 30 giorni con la comminatoria che trascorso infruttuosamente detto termine il rapporto di locazione sarebbe stato disdetto (art. 257d CO), che, non essendo intervenuto alcun pagamento, la controparte con scritto 15 novembre 2000 (doc. C) aveva disdetto il contratto per il 31 dicembre 2000, e che infine per tale scadenza l'ente locato non era stato liberato, ha accolto l'istanza di sfratto;

che con l'appello, corredato di una domanda di effetto sospensivo che viene evasa con l'emanazione del presente giudizio, la convenuta chiede di annullare il decreto di sfratto;

che, a suo dire, la comminatoria di cui al doc. B sarebbe stata superata per atti concludenti da un'ulteriore comminatoria datata 2 novembre 2000, con il che la disdetta 15 novembre 2000 sarebbe prematura e con ciò inefficace; sempre a suo giudizio, la produzione in appello di questo e di altri documenti sarebbe ammissibile, in quanto l'eccezione di inefficacia sarebbe assimilabile a quella di nullità;

che, ai sensi dell'art. 313bis CPC, la parte istante non è stata invitata a presentare osservazioni al gravame;

che, premesso che la forma della notifica degli atti è di regola quella dell'invio postale raccomandato (art. 124 cpv. 1 CPC) e che in assenza di un loro ritiro da parte del destinatario in applicazione dei cpv. 1 e 5 della medesima norma si deve presumere che la stessa sia stata validamente effettuata il settimo giorno di giacenza presso l'ufficio postale (Cocchi/ Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 1 ad art. 124), questa Camera ha già avuto modo di stabilire la sostanziale irrilevanza per la decorrenza dei termini del fatto che la Pretura, in seguito, possa aver effettuato una "nuova" notifica a mezzo usciere, quest'ultima essendo in effetti all'atto pratico un'inutile ripetizione della precedente valida notifica da ammettere ex lege in conseguenza del comportamento negligente o elusivo della parte (IICCA 16 gennaio 1997 in re P./D. SA);

che nel caso di specie non vi è assolutamente motivo per dipartirsi da tale giurisprudenza;

che la convenuta era - rispettivamente avrebbe dovuto essere - a conoscenza della causa e avrebbe dovuto predisporre quanto necessario per la tutela dei suoi interessi: essa ha invece rifiutato di ritirare le due citazioni al dibattimento e non ha ritirato entro il termine di giacenza del 19 marzo 2001 la raccomandata contenente il querelato decreto, con il che ben si può ritenere che il termine d'impugnazione di 10 giorni iniziasse per lei a decorrere proprio da allora e che dunque l'appello, introdotto entro 10 giorni dalla seconda intimazione a mezzo usciere, sia inesorabilmente tardivo;

che, a prescindere da quanto precede, il gravame deve in ogni caso essere disatteso anche nel merito;

che innanzitutto, pur essendo corretta la tesi di parte convenuta secondo cui la questione dell'eventuale inefficacia di una disdetta debba essere esaminata d'ufficio dal giudice dello sfratto (cfr. IICCA 11 marzo 1996 in re S. SA/T., 17 febbraio 1997 in re F./R. SA, 25 maggio 1998 in re T./B.; Higi, Mietvertragskündigung - nichtig, ungültig oder gültig und anfechtbar? in SJZ 1995 p. 227), ciò tuttavia non legittima in alcun modo la stessa parte, oltretutto rimasta preclusa nella sede pretorile, a far valere nuovi fatti e nuove prove nella giurisdizione d'appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC; Cocchi/ Trezzini, op. cit., m. 5 e seg. ad art. 321 CO);

che, se per ipotesi si volesse anche ammettere tale sua facoltà, è in ogni caso evidente che essa non è riuscita a provare le circostanze di fatto da lei addotte;

che, da un esame degli atti, non si può in effetti ritenere in buona fede che la comminatoria di cui al doc. B sia stata superata da quella datata 2 novembre 2000, e che pertanto la disdetta, significata allorché il termine assegnato con l'ultima diffida non era ancora trascorso, sarebbe prematura;

che le due diffide hanno per oggetto pretese diverse e distinte: mentre con la comminatoria di cui al doc. B è stato intimato alla convenuta di pagare fr. 5'734.- corrispondenti alla pigione per i mesi di agosto e settembre 2000, con la comminatoria del 2 novembre 2000 gli istanti hanno preteso solo il pagamento di fr. 2'867.-, pari alla pigione del mese di ottobre (appello p. 3);

che la convenuta non ha assolutamente preteso di aver a quel momento già pagato le pigioni di agosto e settembre - altrimenti non avrebbe certo mancato di indicarlo rispettivamente di comprovarlo - ma si è limitata a menzionare l'esistenza di un non meglio precisato accordo tra le parti (appello p. 3), rimasto però allo stadio di puro parlato, circa la rinuncia dei locatori a prevalersi alla diffida di cui al doc. B;

che in tali circostanze, ben si può ritenere che i locatori hanno impartito due comminatorie indipendenti l'una dall'altra, ritenuto che il mancato ossequio dell'una o dell'altra li avrebbe legittimati - trascorsi, beninteso, i 30 giorni dalla rispettiva notifica - ad eventualmente disdire il contratto di locazione;

che, dovendosi pertanto concludere che la comminatoria di cui al doc. B non è stata superata ed essendo pacifico che la parte non ha provveduto al pagamento nel termine assegnato, ne discende la legittimità della disdetta e con essa dello sfratto, il che impone di respingere l'appello;

che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia:

I. L’appello 20 aprile 2001 di __________ è respinto.

II. Le spese della procedura d’appello di complessivi fr. 200.- (con una tassa di giustizia di fr. 180.- e spese di fr. 20.-) sono poste a carico dell'appellante.

III. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Parole chiave

tenancyevictionrent arrearstermination noticelate appealservice of processdefaultnew evidenceprocedural deadlinescosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal against the eviction decree was filed in time after service by registered mail and subsequent bailiff service.

Decisione estratta

The appeal was time-barred because the registered notice was deemed validly served and the appeal period began to run from the postal holding period.

Motivazione estratta

A later bailiff service did not restart the time limit; the party had to anticipate service and protect her interests. Refusing to collect the mail did not prevent service from taking effect.

Questione giuridica chiave

Whether the rent-default warning of 13 September 2000 was superseded by a later warning of 2 November 2000, making the termination premature and ineffective.

Decisione estratta

No. The two warnings concerned different rent claims and were independent; the first warning remained effective.

Motivazione estratta

The September notice concerned August and September rent, while the November notice concerned October rent only. There was no proof that the landlords waived reliance on the first warning or that the earlier arrears had been paid.

Questione giuridica chiave

Whether the eviction order should be upheld despite the tenant's new allegations and evidence on appeal.

Decisione estratta

Yes. New facts and evidence could not be introduced on appeal by a party that had defaulted in the first instance, and in any event the tenant failed to prove her assertions.

Motivazione estratta

Even though the judge must examine the validity of a lease termination ex officio, this does not allow a defaulting party to present new material on appeal under the applicable procedural rules.

Continua la tua ricerca in ChatGPT o Claude

Collega Omnilex per cercare nel corpus legale dal tuo assistente IA.