Eviction of subtenant after termination of main lease

12.2001.111Altro tribunale13 set 2001Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Ticino Court of Appeal dismissed the tenant’s appeal against an eviction order concerning the third and fourth floors of a building in Lugano. The court held that the main lease had validly been terminated for arrears and that the tenant could not rely on a compensation claim based on improvements to defeat the default notice, because the claim was not due and was contractually excluded in the main lease. New arguments raised only on appeal, including abuse of rights, were inadmissible. The 10-day vacating deadline was not appealable and in any event was considered appropriate. Appellate costs were placed on the appellant.

Massima Omnilex

Art. 257d CO; Art. 260a cpv. 3 CO; compensation and default in rent arrears proceedings; the tenant must, within the payment deadline, either pay, validly invoke compensation, assert a rent reduction, or deposit the rent under Art. 259g CO. A compensation claim based on improvements is not usable to defeat termination if it is not yet due; it arises, if at all, only at the end of the lease. Moreover, where the lease validly excludes any indemnity for improvements, no compensable claim exists. New factual and legal grounds raised for the first time on appeal are inadmissible under Art. 321 cpv. 1 lett. b CPC. The vacating deadline fixed by the judge is merely ordering and, as a rule, not appealable; exceptional humanitarian relief may be sought at the enforcement stage.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2001.111

Data decisione, Autorità: 13.09.2001, IICCA

Incarto n. 12.2001.00111

Lugano 13 settembre 2001/dp

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Rusca

segretario:

Petrini

sedente per statuire nella procedura speciale per lo sfratto dei conduttori - inc. no. SF.2001.00133 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4 - promossa con istanza 23 maggio 2001 da


rappr. dall'avv. __________

contro


rappr. dallo studio legale __________

che il Segretario assessore, con sentenza 18 luglio 2001, ha accolto, facendo ordine alla convenuta di liberare entro 10 giorni dall'intimazione di quel giudizio, i locali da lei occupati nello stabile sito in __________ a __________ e meglio il III e il IV piano;

appellante la convenuta con atto di appello 30 luglio 2001, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere l'istanza di sfratto, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

mentre l'istante, con osservazioni 31 agosto 2001, postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili;

richiamato il decreto 31 luglio 2001 con cui il presidente di questa Camera ha concesso all'appello l'effetto sospensivo richiesto;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti,

ritenuto

in fatto:

A. Il dott. __________ ha concesso in locazione, a far tempo dal 1° luglio 1998, a __________, lo stabile di 6 piani in __________ a _________ (doc. A inc. SF.2001.00085 richiamato) e quest'ultima ne ha subaffittato il terzo e il quarto piano a __________ (doc. 3 inc. SF.2001.00085 richiamato).

B. Con l'istanza in rassegna il locatore, rilevando come il contratto di locazione con __________ fosse stato nel frattempo disdetto ai sensi dell'art. 257d CO, ha chiesto lo sfratto della subconduttrice __________.

La convenuta ritiene innanzitutto che in assenza di un contratto tra le parti l'istante non poteva pretendere il suo sfratto, tanto più che la validità della disdetta nei confronti della conduttrice __________ era contestata. Essa chiede inoltre la concessione di una proroga, di almeno 3 mesi.

C. Il Segretario assessore, con il giudizio qui impugnato, ha innanzitutto rammentato che in base alla giurisprudenza del Tribunale d'appello il locatore era senz'altro legittimato a postulare lo sfratto del subconduttore in caso di cessazione della locazione principale, ed ha quindi esaminato se il contratto tra l'istante e __________ fosse effettivamente terminato, concludendo, con riferimento all'incarto SF.2001.00085, che ciò era senz'altro il caso. Escluso che la convenuta potesse beneficiare di una protrazione del contratto, egli ha pertanto accolto l'istanza.

D. Con l'appello che qui ci occupa la convenuta chiede la riforma del primo giudizio nel senso di respingere l'istanza di sfratto.

L'appellante contesta innanzitutto che il contratto di locazione tra l'istante e __________ sia effettivamente terminato a seguito della disdetta per mora, censurando in particolare la decisione con cui il Segretario assessore aveva escluso che quest'ultima potesse prevalersi dell'eccezione di compensazione: il primo giudice aveva in effetti misconosciuto che essa aveva già sollevato verbalmente l'eccezione in epoca precedente, mentre era del tutto infondato l'argomento sviluppato in via abbondanziale secondo cui l'eccezione andava in ogni caso disattesa in quanto il credito posto in compensazione non era incontestato, non risultando da un riconoscimento di debito o da una decisione giudiziale; la disdetta in questione era in ogni caso da annullare, siccome abusiva, in quanto significata a seguito della volontà di __________ di compensare i propri crediti. Il termine di 10 giorni assegnato dal primo giudice alla convenuta per liberare l'ente locato era infine eccessivamente breve, per potervi ragionevolmente dar seguito.

E. Delle osservazioni con cui l'istante postula la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.

Considerando

in diritto:

  1. Il conduttore che non vuole vedersi rescisso il contratto sulla base dell’art. 257d CO è confrontato con due alternative: da un lato versare il corrispettivo insoluto, dall’altro provare che il mancato pagamento non costituisce una violazione contrattuale, in particolare perché la pigione è stata validamente compensata, poiché il conduttore giusta l’art. 259d CO era autorizzato a ridurre il corrispettivo, oppure poiché quest’ultimo è stato depositato presso l’Ufficio di conciliazione in applicazione dell’art. 259g CO (Higi, Zürcher Kommentar, ad art. 257d CO N. 13-16; SVIT, Schweizerisches Mietrecht, 2. ed, ad art. 257d CO N. 17-23). Il termine assegnato dal locatore per il pagamento degli arretrati ha carattere perentorio e deve in ogni caso essere ossequiato: entro lo stesso il conduttore deve pertanto operare il relativo versamento (Higi, op. cit., ad art. 257d CO N. 12; SVIT, op. cit., ad art. 257d CO N. 15), fare l’avviso di compensazione (DTF 119 II 248 con numerosi rif.), comunicare la riduzione della pigione (Higi, op. cit., ad art. 257d CO N. 15; Züst, Die Mängelrechte des Mieters von Wohn- und Geschäftsräumen, p. 177), oppure effettuare il deposito in applicazione dell’art. 259g CO (IICCA 7 settembre 1994 in re I. SA/T. SA, 5 dicembre 1994 in re C. SA/T., 28 novembre 1996 in re P./M. SA, 17 febbraio 1997 in re F./R. SA).

Nel caso di specie la convenuta asserisce che __________ non era in mora, avendo essa dichiarato verbalmente la compensazione ben prima della scadenza del termine di diffida di 30 giorni, e in questa sede preliminarmente chiede pertanto l'assunzione di tutta una serie di prove, in particolare testimoniali, che attesterebbero per l'appunto i tempi e le modalità di tale dichiarazione rispettivamente il consenso dell'istante all'esecuzione delle opere oggetto della compensazione e il valore di queste ultime. La richiesta assunzione di prove, non riservate in prima sede e dunque irricevibile, non può tuttavia trovare accoglimento, l'esito della lite non essendo in ogni caso diverso nemmeno nel caso in cui tutte quelle circostanze fattuali avessero trovato conferma (cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 1 segg. ad art. 184).

L'argomento secondo cui __________ non sarebbe stata in mora, avendo essa compensato i crediti vantati dall'istante, è stato sollevato dall'appellante per la prima volta in questa sede ed è pertanto irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC). A prescindere da quanto precede, la pretesa che la conduttrice pone in compensazione si riferisce pacificamente ad opere di miglioria da lei eseguite - non è dato sapere se con o senza il consenso dell'istante - nell'ente locato (doc. 4 inc. SF.2001.00085 richiamato), ma la parte non si avvede che tale pretesa non può essere in concreto posta in compensazione ed anzi nemmeno esiste. Contrariamente a quanto ritenuto nel gravame, non è l'esecuzione di opere di miglioria in quanto tale bensì l'esistenza di un aumento di valore dell'ente locato al termine della locazione che, a determinate condizioni, fa sorgere a favore del conduttore il diritto ad un'indennità nei confronti del locatore (art. 260a cpv. 3 CO): se dovuta, l'indennità in questione può pertanto esserlo, e dunque sarà esigibile, al più presto alla fine della locazione (Higi, op. cit., N. 73 ad art. 260a CO; SVIT, op. cit., N. 84 ad art. 260-260a CO). È proprio sulla base di queste considerazioni che la dottrina ha escluso che il conduttore potesse compensare con una tale indennità eventuali pigioni scadute prima della fine della locazione (Higi, op. cit., ibidem; SVIT, op. cit., N. 85 ad art. 260-260a CO), non essendo per principio possibile una compensazione nel caso in cui la pretesa compensatoria non sia ancora esigibile (per tanti: Gauch / Schluep / Schmid / Rey, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 7. ed., Zurigo 1998, Vol. II, N. 3350). Ma vi è di più. Nel contratto di locazione principale (doc. A inc. SF.2001.00085 richiamato) le parti, in deroga all'art. 260a cpv. 3 CO - che è di natura dispositiva (DTF 124 III 149 consid. 5) - avevano espressamente pattuito che al termine della locazione al conduttore non era dovuta alcuna indennità per eventuali modifiche da questi effettuate nell'ente locato (clausola 6), così che in concreto nemmeno vi era una valida pretesa compensatoria.

  1. La tesi secondo cui la disdetta del contratto tra l'istante e __________ sarebbe in ogni caso da annullare, in quanto significata proprio in seguito alla volontà di quest'ultima di compensare i propri crediti, è stata sollevata per la prima volta in questa sede ed è pertanto irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).

  2. Quanto al termine di 10 giorni assegnato dal primo giudice per liberare l'ente locato, ritenuto eccessivamente breve dall'appellante per potervi ragionevolmente dar seguito, lo stesso non può essere modificato in questa sede, già per il fatto che per giurisprudenza il termine per l'abbandono fissato dal giudice ha natura meramente ordinatoria e non può dunque formare oggetto di impugnativa (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 9 ad art. 508). A prescindere da quanto precede, il termine assegnato, che di regola non deve essere superiore a quanto strettamente indispensabile sul piano umanitario e pratico (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1044 ad art. 508; IICCA 11 marzo 1996 in re S. SA/T.), appare in concreto consono alla situazione di fatto, la concessione di un termine superiore contrastando oltretutto con la perentorietà del diritto federale e la speditezza voluta dal legislatore cantonale (Cocchi/ Trezzini, op. cit., m. 1 ad art. 508; IICCA 27 giugno 1995 in re R. e F./M.). Qualora la convenuta fosse tuttavia in grado di provare l'esistenza di ragioni elementari di umanità (quali malattia grave o decesso di un inquilino o di un membro della famiglia, età avanzata o situazione economica modesta) - ciò che non sembra ora essere il caso, le difficoltà da essa evocate nel gravame, tra cui la sua malattia ed i problemi per organizzare il trasloco, essendo a suo dire risolte con la fine del mese di agosto - essa potrà in ogni caso chiedere all'autorità di esecuzione dello sfratto la concessione, in via eccezionale, di un breve periodo di moratoria (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1044 ad art. 508; IICCA 11 marzo 1996 in re S. SA/T., 14 ottobre 1996 in re G. SA/D., 26 giugno 1997 in re R./P.).

  3. Ne discende la reiezione del gravame, del tutto infondato.

La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di questa sede seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia:

I. L’appello 30 luglio 2001 di __________ è respinto.

II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 380.--

b) spese fr. 20.--

Totale fr. 400.--

da anticiparsi dall'appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere alla parte appellata fr. 500.-- per ripetibili.

III. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano,

Sezione 4.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

tenancyevictionsubleasetermination for arrearscompensationnew allegations on appealappeal deadlinecourt costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the landlord could seek eviction of the subtenant after termination of the main lease and whether the main lease had actually ended

Decisione estratta

The main lease had validly ended; the landlord was entitled to seek eviction of the subtenant.

Motivazione estratta

The tenant’s compensation argument was raised too late and, in any event, the asserted improvement claim was not yet due and was contractually excluded, so it could not prevent default under Art. 257d CO.

Questione giuridica chiave

Whether the subtenant could invoke compensation or abuse of rights to defeat the termination notice

Decisione estratta

The compensation-based objection was inadmissible on appeal and unfounded on the merits; the abuse-of-rights theory was also inadmissible.

Motivazione estratta

New factual and legal allegations were raised for the first time on appeal and were therefore barred. Moreover, no valid and due counterclaim existed because compensation for improvements arises only at the end of the lease, and the lease expressly excluded any indemnity.

Questione giuridica chiave

Whether the 10-day deadline to vacate the premises should be extended

Decisione estratta

The deadline could not be reviewed on appeal and, in any event, was appropriate.

Motivazione estratta

The vacating deadline is only an ordering deadline and not appealable; exceptional humanitarian relief, if needed, could instead be sought from the enforcement authority.

Questione giuridica chiave

Allocation of appellate costs and indemnity

Decisione estratta

Costs and party compensation were imposed on the appellant according to defeat.

Motivazione estratta

Costs follow the outcome under the applicable procedural rules.

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