Passive standing in profit-sharing contract dispute

12.1997.195Altro tribunale10 feb 1998Modified

Sintesi

The plaintiff appealed against the dismissal of his action for CHF 431,900 based on a 2 September 1984 agreement providing for a 50/50 split of liquidation profit. The first judge had found that a later brokerage mandate to a company had replaced the earlier agreement and therefore that the defendant lacked passive standing. The Court of Appeal held that the plaintiff was not suing for brokerage commission but for enforcement of the separate profit-sharing clauses, which bound the defendant personally. The appeal was allowed, the standing objection rejected, and the case remitted to the Pretore to continue with the merits and evidence. Costs were imposed on the respondent.

Regest

Passive standing; distinction between a profit-sharing agreement and a later brokerage mandate. Where an action seeks enforcement of a personal undertaking to share liquidation proceeds, the claim is directed against the contracting party who assumed that obligation, not against the company later granting a sales mandate. A subsequent brokerage agreement concerning the same underlying assets does not, without more, extinguish the separate obligation to participate in liquidation profits; the issue is one of continued validity and enforceability of the original agreement, not of standing. If the defendant alone undertook the profit-sharing promise, passive standing persists notwithstanding a later contract with a third party (consid. 4).

Testo completo

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Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.1997.195

Data decisione, Autorità: 10.02.1998, IICCA

Incarto n. 12.97.00195

Lugano 10 febbraio 1998/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Zali

segretario:

Petrini

sedente per statuire nella causa inc. no. OA.97.20 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con petizione 6 febbraio 1997 da


rappr. dall’avv. __________

contro


rappr. dall’avv. __________

con la quale l’attore ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento dell’importo di Fr. 431’900.- oltre interessi al 5% dal 1 gennaio 1987.

Ed ora sull’appello 8 luglio 1997 dell’attore nei confronti della sentenza 17 giugno 1997 del Pretore che, giudicando in via preliminare, ha respinto l’azione per carenza di legittimazione passiva del convenuto.

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

Considerato

in fatto ed in diritto

  1. Il 2 settembre 1984 le parti hanno sottoscritto un accordo del seguente tenore:

“1. Nach 100%tigem Erwerb der Aktien der “__________ in __________ durch Herrn __________ erhält Herr __________n das Recht und Auftrag, die sich in der Gesellschaft befindende Liegenschaft, bestehend aus 35 Appartements und 22 Garagen, zu verkaufen.

a) Einen gesonderten Verkaufsauftrag, indem die Konditionen aufgeführt sind, wird vom Beauftragten unterbreitet.

  1. Es wird vereinbart, dass nach dem Verkauf aller Einheiten (35 App., 22 Garagen) die Gesellschaft “__________ liquidiert wird.

a) Nach der Liquidation der Gesellschaft ist innert sechs Wochen Abrechnung zu stellen.

  1. Die erzielte Gewinne werden nach Abzug sämtlicher Kosten (inklusiv Steuern) je zu 50% an die Vertragspartner aufgeteilt.

a) Für die Gewinnsteuern hat jeder Partner selbst Sorge zu tragen.”

(doc. B e doc. 4)

Il 28 settembre 1984 __________ ha acquistato la totalità delle azioni della __________ (doc. 3).

Il 29 settembre 1984 la ____________________rappresentata dal suo presidente __________, ha conferito mandato esclusivo a __________ di vendere gli appartamenti ed i garages di sua proprietà. L’incarico era valido sino al 31 dicembre 1985 e la provvigione di vendita riconosciuta all’attore pari al 10% (doc. 2). L’attore ha provveduto a vendere diversi appartamenti e garages ricevendo la pattuita indennità di mediazione.

  1. Con la petizione che ci occupa __________, argomentando che __________ aveva deciso per motivi fiscali di non più vendere i restanti appartamenti e garages, chiede l’adempimento della pattuizione del 2 settembre 1984 e quindi il pagamento del 50% dell’utile netto che sarebbe stato conseguito con la liquidazione.

Il convenuto si è opposto alla domanda osservando in particolare che il contratto di mediazione conferito dalla __________ successivamente all’accordo tra le parti aveva annullato e sostituito quest’ultimo e di conseguenza qualsiasi pretesa andava eventualmente formulata nei confronti della società e non nei suoi che risultava così privo di legittimazione passiva.

  1. Il Pretore, con la sentenza impugnata, ha accolto l’eccezione di carenza di legittimazione passiva del convenuto argomentando che il secondo e successivo accordo con la __________ A, riguardando lo stesso oggetto di quello precedente, ha sostituito quest’ultimo non potendosi ritenere che, per la stessa attività, siano stati conclusi due contratti di mediazione diversi che avrebbero continuato a valere entrambi.

Delle argomentazioni dell’appellante che chiede la reiezione dell’eccezione di carenza di legittimazione passiva e la continuazione del merito della lite così come di quelle contrarie del convenuto, proposte con osservazioni 18 settembre 1997, si dirà, per quanto necessario, nel seguito dell’esposizione.

  1. L’appello è fondato e la sentenza del primo giudice dev’essere riformata nel senso di respingere l’eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dal convenuto.

Il Pretore ha ritenuto che il secondo accordo, tra attore e società, doveva necessariamente sostituire il primo, tra attore e convenuto, perché entrambi riguardavano lo stesso incarico di mediazione e di conseguenza l’attore più non poteva far valere pretese nei confronti del convenuto. Il ragionamento poteva essere condiviso se __________ avesse chiesto delle provvigioni per mediazione poiché effettivamente il mandato in tal senso gli è stato conferito dalla , il cui azionista e amministratore , con tale incarico, non ha fatto altro che concretizzare, una volta acquisite le azioni, l’impegno assunto al punto 1 del primo accordo. Ma con la petizione di causa __________ fa valere il suo diritto ad ottenere il 50% dell’utile di liquidazione della __________ ossia chiede l’adempimento dei punti 2 e 3 della convenzione del 2 settembre 1984 che appaiono, senza necessità di alcuna interpretazione, diversi ed indipendenti dal mandato di mediazione che, nella sua stesura definitiva, non vi fa riferimento né ve ne doveva fare poiché l’accordo sulla distribuzione dell’utile riguardava l’azionista () e chi pretende avergli sottoposto l’affare () e non poteva interessare la società la quale invece era l’unica legittimata a conferire il mandato di vendita.

La pretesa dell’attore riferita all’utile non poteva e non può essere diretta che contro __________ unica persona che si è impegnata in quel senso; fosse anche stato annullato quell’accordo, come sembra pretendere il convenuto, la sua legittimazione passiva non sarebbe ugualmente venuta meno. Il convenuto ha posto in discussione un falso problema di legittimazione, seguito erroneamente dal Pretore, quando invece il tutto si riferisce alla persistenza di un accordo rispettivamente all’adempimento delle condizioni per renderlo eseguibile.

  1. L’incarto va così ritornato al Pretore affinché prosegua nella causa decidendo sull’ammissibilità delle prove offerte dalle parti che, oltre all’udienza preliminare limitata all’eccezione di legittimazione, già hanno, in previsione della sua reiezione, compiuto l’incombente processuale di udienza preliminare sul merito (cfr. verbale udienza 3 giugno 1997).

Tasse. spese, e ripetibili sono a carico del convenuto ed appellato, interamente soccombente sul tema dell’eccezione da lui proposta. Per quanto riguarda la prima sede si tiene conto che l’attore non era rappresentato da un patrocinatore e di conseguenza le ripetibili sono commisurate unicamente al suo incomodo.

Per i quali motivi

dichiara e pronuncia

I. L’appello 8 luglio 1987 __________ è accolto e di conseguenza la sentenza 17 giugno 1997 è così riformata:

  1. L’eccezione di carenza di legittimazione passiva del

convenuto è respinta.

  1. Le spese e la tassa di giustizia di complessivi Fr. 1’000.- sono a carico del convenuto il quale rifonderà all’attore Fr. 500.- per ripetibili.

II. La tassa di giustizia della procedura di appello in Fr. 500.- e le spese in Fr. 50.- (totale Fr. 550.-), da anticiparsi dall’appellante, e per esso al beneficio dell’assistenza giudiziaria dallo Stato, sono a carico della parte appellata la quale rifonderà inoltre a controparte Fr. 2’000.- per ripetibili d’appello.

III. Intimazione a: -__________

Comunicazione alla Pretura di Locarno-Campagna

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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