Security deposit for damages caused by interim measures

11.2003.70Altro tribunale28 feb 2005Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

Several neighboring property owners appealed an interim decree of the Locarno Città court that had ordered them to provide a second security deposit for potential damage caused by earlier nuisance-related interim measures against the respondent’s bar. The appellate court held the appeal admissible, but rejected it on the merits. It found that the respondent’s business revenues and profits had declined after 2000, that the closing-hour restriction could plausibly cause damage, and that the first instance had reasonably set the additional security at CHF 125,000. The court also rejected the appellants’ reliance on a 10% benchmark and their late financial-capacity argument.

Massima Omnilex

Art. 290 lett. b, 382 cpv. 1 CPC; security for damage caused by interim measures: an order requiring security is admissible as an interim decree and appealable only if issued after contradictory proceedings. The adequacy of the security is assessed according to the probable damage that the measure may cause if the merits claim fails; where relevant, the claimant’s financial capacity may also be considered, but no rigid percentage benchmark applies outside its specific context. A comparison with unrelated land-registry security practice is impermissible where the measure affects the economic value of a business rather than immovable property. New objections not raised below are inadmissible (consid. 1, 3-5).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2003.70

Data decisione, Autorità: 28.02.2005, ICCA

Titolo: prestazione di garanzia a copertura di danni causati da provvedimenti cautelari

Incarto n. 11.2003.70

Lugano 28 febbraio 2005/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli

segretaria:

Locatelli, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa OA.1999.65, OA.1999.67, OA.1999.70 e OA.1999.72 (rapporti di vicinato) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa con petizione del 4 maggio 1999 da

AP 1 AP 2 AP 4 AP 5 (patrocinati dall' RA 1 )

contro

CO 1 (patrocinato dall' RA 2 );

giudicando ora sul decreto del 9 maggio 2003 con cui il Pretore ha parzialmente accolto un'istanza cautelare introdotta dal convenuto per ottenere la prestazione di una seconda garanzia a copertura di provvedimenti cautelari emanati il 22 settembre 2000;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 21 maggio 2003 presentato da AP 1, AP 2, AP 4 e AP 5 contro il decreto cautelare emesso il 9 maggio 2003 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Città;

  1. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. AP 1 è proprietaria della particella n. 5058 RFD di __________, in via __________, su cui sorge un palazzo. AP 2 sono anch'essi comproprietari di una casa d'abitazione sulla vicina particella n. 1874, situata sul lungolago . La AP 4 è proprietaria, a sua volta, dell'albergo “”, pure sul lungolago, gestito nella forma di apparthotel e suddiviso in una trentina di proprietà per piani costituite sulla particella n. 187. La AP 5 è proprietaria di un policlinico situato nelle adiacenze, sulla particella n. 171 di via . Quanto a CO 1, egli è proprietario della particella n. 188, sempre sul lungolago, sulla quale si trova un edificio in cui è stato aperto nell'aprile del 1998 il “”, con ampia terrazza, gestito dalla ditta individuale __________. Tutti i fondi citati si trovano nel quartiere __________, una zona che il piano regolatore della città destina all'abitazione (con “grado di sensibilità II”), riservata a edifici e impianti pubblici, escluse le aziende moleste.

B. Il 4 maggio 1999 AP 1, AP 2, la AP 4 e la AP 5 hanno adito singolarmente il Pretore della giurisdizione di Locarno Città (inc. OA.1999.65, OA.1999.67, OA.1999.70 e OA.1999.72) perché ordinasse a CO 1 – già in via cautelare – una serie di provvedimenti volti a far cessare rumori eccessivi e schiamazzi provenienti direttamente o indirettamente dall'esercizio pubblico. Il convenuto ha proposto di respingere ogni domanda, subordinatamente di vincolare eventuali provvedimenti cautelari alla prestazione di una garanzia di fr. 500 000.–. AP 1, AP 2, la AP 4 e la AP 5 si sono opposti al deposito di una cauzione.

C. Con sentenze (recte: decreti) del 22 settembre 2000 il Pretore ha ordinato in via cautelare al convenuto di chiudere il “__________” entro le ore 24, escluso il periodo del __________, e di lasciar sostare all'esterno dell'esercizio pubblico, dopo le 23, solo un numero di clienti pari ai posti seduti disponibili ai tavoli della terrazza. AP 1, AP 2, la AP 4 e la AP 5 sono stati tenuti a depositare solidalmente una garanzia di fr. 75 000.–. Costoro hanno ottemperato all'ingiunzione, versando il 25 ottobre 2000 l'importo di fr. 7500.– su un conto della Pretura e producendo il

2 novembre 2000 due garanzie bancarie, rispettivamente di fr. 60 000.– e fr. 7500.–, valide fino al 30 settembre 2002. CO 1 è insorto a questa Camera per ottenere, fra l'altro, l'aumento della garanzia a fr. 500 000.–, ma senza successo (sentenze del 1° febbraio 2001 inc. 11.2000.111, 11.2000.113, 11.2000.116 e 11.2000.118).

D. Il 18 marzo 2003 CO 1 si è rivolto al Pretore, chiedendo di ordinare in via cautelare a AP 1, AP 2, alla AP 4 e alla AP 5 di prestare una seconda garanzia di fr. 925 000.– entro 30 giorni. Al contraddittorio del 28 aprile 2003 egli ha confermato le sue domande, che le controparti hanno proposto di respingere, in particolare contestando i bilanci della ditta individuale __________ (“__________”) prodotti dall'interessato. Le parti hanno poi autorizzato il Pretore a giudicare dopo avere acquisito le dichiarazioni di conformità rilasciate dal contabile che aveva allestito i bilanci e dell'ufficio di revisione, rinunciando di fatto alla discussione finale. Le dichiarazioni sono state prodotte il 30 aprile 2003. Statuendo il 9 maggio 2003, il Pretore ha accolto parzialmente l'istanza, fissando agli attori un termine di 30 giorni per fornire solidalmente una seconda garanzia di fr. 125 000.–, come pure un termine di 20 giorni per rinnovare la validità delle due garanzie bancarie di fr. 60 000.– e fr. 7500.– scadute il 30 settembre 2002. In caso contrario le misure cautelari decretate il 22 settembre 2000 sarebbero decadute. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono state poste per sei settimi a carico del convenuto e per un settimo solidalmente a carico degli attori, cui è stata riconosciuta un'indennità di fr. 600.– per ripetibili.

E. Contro il giudizio predetto AP 1, AP 2, la AP 4 e la AP 5 sono insorti con un appello del 21 maggio 2003 postulando, previo conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, la riforma del giudizio medesimo nel senso di riconfermare la sola garanzia di fr. 75 000.– decisa dal Pretore il 22 settembre 2000, assegnando loro un termine di 40 giorni per far rinnovare le garanzie scadute il 30 settembre 2002. Il 26 maggio 2003 l'ex presidente di questa Camera ha accordato all'appello effetto sospensivo limitatamente alla prestazione della seconda garanzia, di fr. 125 000.–. Gli appellanti hanno rinnovato così le garanzie scadute, inviando alla Pretura una garanzia bancaria di fr. 7500.– (valida fino al 31 maggio 2005) e di una di fr. 60 000.– (valida fino al 30 giugno 2005). Nelle sue osservazioni del 12 giugno 2003 CO 1 propone di respingere l'appello. Le cause di merito sono tuttora pendenti dinanzi al Pretore.

Considerando

in diritto: 1. Le decisioni del 22 settembre 2000 con cui il Pretore aveva ordinato le note limitazioni d'orario al “__________” non sono sentenze (“pronunce”), come figura sulle decisioni medesime, bensì decreti cautelari nel senso dell'art. 290 lett. b seconda frase CPC. La decisione impugnata, che vincola la conferma dei citati provvedimenti a determinate premesse, non può avere altra natura se non quella del decreto con cui i provvedimenti sono adottati (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2004.128 del 12 novembre 2004). Di conseguenza l'atto impugnato è un decreto cautelare, come giustamente ha indicato il Pretore. Ora, i decreti cautelari sono appellabili solo ove siano emanati “previo contraddittorio” (art. 382 cpv. 1 CPC). In concreto all'udienza del 28 aprile 2003 le parti hanno di fatto rinunciato alla discussione finale, autorizzando il Pretore a statuire sull'istanza non appena avesse ricevuto le dichiarazioni di conformità del contabile che aveva allestito i bilanci e quelle dell'ufficio di revisione. Tempestivo, l'appello in esame è pertanto ricevibile.

  1. Nel decreto appellato il Pretore ha richiamato le “argomentazioni generali” espresse nei decreti cautelari del 22 settembre 2000 (confermati da questa Camera), spiegando di avere calcolato a suo tempo la garan­zia imposta agli attori in fr. 75 000.– supponendo che la causa di merito durasse ancora un anno e mezzo circa. Constatato nel maggio del 2003 che l'allestimento della perizia era ancora in corso e valutati i presumibili tempi residui, egli ha ritenuto verosimile che occorressero ancora un paio d'anni. Ciò posto, egli ha rilevato che negli anni 2000, 2001 e 2002 i ricavi del “__________” sono risultati in costante flessione rispetto al 1999, benché la contrazione delle entrate risultasse mitigata dalla posticipazione dell'orario di chiusura, dalle 24 all'una di tutti i venerdì, i sabati e le domeniche nel periodo di esecuzione della perizia (tra la metà di aprile e la fine di luglio 2003). Nelle circostanze descritte il Pretore ha ritenuto – in sintesi – di accogliere parzialmente le richieste litigiose e di fissare una nuova garanzia di fr. 125 000.–, da aggiungere ai fr. 75 000.– già prestati.

  2. L'adeguatezza della garanzia va commisurata al presumibile danno che il provvedimento cautelare potrebbe cagionare alla parte nel caso in cui la pretesa di merito risultasse infondata (Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 380). In concreto il Pretore ha accertato che negli anni 2000 e 2001 gli utili del “” sono risultati maggiori rispetto a quelli del 1999, ma che ciò si riconduceva a un contenimento dei costi e non a un aumento dei ricavi, i quali tra il 2000 e il 2002 si erano costantemente ridotti per rapporto al 1999. Gli appellanti contestano che il protrarsi delle misure cautelari decretate dal Pretore il 22 settembre 2000 abbia potuto recar danno, sostenendo che in concreto il risultato degli esercizi 2000 e 2001 riguardanti il “” è addirittura migliorato, mentre la diminuzione della cifra d'affari sarebbe dovuta unicamente a fattori esterni, come la crisi del settore turistico, le altalenanti abitudini dei clienti, i problemi di gestione interna al bar e di concorrenzialità, come pure l'esondazione del __________, avvenuta nel 2002.

a) Dagli atti si evince che dal 1° aprile 1998 (apertura del “”: verbale d'udienza 28 aprile 2003, pag. 2 in fondo) al 31 dicembre 1999 i costi complessivi del bar sono ammontati a fr. 2 428 031.03 a fronte di ricavi per fr. 2 496 296.13, onde un utile netto a fr. 68 265.11 (doc. A, pag. 4). Tali valori si riferiscono tuttavia a un periodo di ventun mesi (doc. A, pag. 4 in alto), mentre gli esercizi del 2000, 2001 e 2002 sono calcolati sull'arco di dodici mesi ognuno. Resta il fatto che la cifra d'affari del 1998 (rapportata su dodici mesi) risulta di fr. 1 205 651.–, quella del 1999 di fr. 1 286 703.– e quella del 2000 di fr. 1 535 521.– (doc. C, pag. 1). Al momento in cui il Pretore ha decretato i provvedimenti cautelari del 22 settembre 2000, dunque, si può ragionevolmente ritenere che l'andamento economico del “” fosse in progresso. Per contro, nel 2001 si è verificata una contrazione marcata

(fr. 1 176 152.–), accentuatasi in misura ancor più evidente nel 2002 (fr. 796 945.–).

b) Gli appellanti non contestano che dal 2000 in poi i ricavi del locale siano costantemente diminuiti, ma sottolineano che

l'utile degli esercizi 2000 e 2001 è aumentato. Ora, nel 2000 il “__________” ha fruttato ricavi per fr. 1 503 510.72 e ha generato costi per fr. 1 421 682.22 (doc. B, pag. 4). Nei ricavi non è inclusa tuttavia l'indennità assicurativa per la perdita di guadagno dovuta all'alluvione occorsa nell'ottobre e novembre del 2000 (fr. 113 324.–), come si desume da un raffronto tra gli introiti del 2000 (fr. 1 535 521.–, compresa la citata indennità: doc. C, pag. 1 in alto; osservazioni, pag. 3 in alto) e i ricavi del medesimo anno figuranti nel conto economico (fr. 1 422 197.50). In effetti, aggiungendo a quest'ultima cifra l'indennità assicurativa di fr. 113 324.– si ottiene appunto il totale di fr. 1 535 521.50. L'utile annuo del 2000 risulta così di fr. 195 152.50, ossia fr. 81 828.50 (come emerge dal conto economico agli atti: doc. B, pag. 4), più fr. 113 324.– di indennità assicurativa. Nel 2001, contrariamente a quanto gli appellanti pretendono, la situazione è peggiorata. A fronte di ricavi per fr. 1 352 580.85 e di costi per fr. 1 267 709.93, l'utile si è ridotto a fr. 84 870.92 (doc. B, pag. 4). Nel 2002 poi, a fronte di ricavi per fr. 829 833.93 si sono registrati costi per complessivi fr. 944 478.42, onde un disavanzo di fr. 114 644.49 (doc. B, pag. 4). Per rapporto al 2000, dunque, gli utili 2001 e 2002 sono nettamente calati.

c) Si aggiunga che la situazione sarebbe stata ancora peggiore se del locale non fossero stati compressi i costi di gestione, in particolare quelli delle merci (dimezzati sull'arco di tre anni), quelli del personale (tagliati di un terzo) e quelli di locazione (diminuiti di un terzo circa). Per di più, nei passivi di bilancio il “capitale dei terzi” è aumentato da fr. 831 590.15 nel 2000 a fr. 996 774.29 nel 2002.

  1. I ricorrenti obiettano che, in ogni modo, la diminuzione della cifra d'affari non è loro imputabile, non sussistendo rapporto di causalità tra il mantenimento dei provvedimenti cautelari ordinati dal Pretore il 22 settembre 2000 e l'andamento degli affari del “__________”. Sta di fatto che, come si è visto, gli introiti sono aumentati fino al 2000 per poi calare nettamente. E dopo il 2000 sono diminuiti, come si è appena illustrato, anche gli utili. Certo, è possibile che le difficoltà del settore turistico in generale e la competitività tra esercizi pubblici cittadini abbiano potuto influire negativamente sulla redditività del bar. Nemmeno gli appellanti spiegano tuttavia come mai tali fattori siano intervenuti proprio alla fine del 2000, quasi non sussistessero prima. Del resto, nella fattispecie i ricavi del locale sono costituiti essenzialmente dalle vendite (doc. B, pag. 4 verso il basso). E per un esercizio pubblico rivolto a una clientela serale, anticipare la chiusura dall'una alla mezzanotte può rivelarsi economicamente gravoso. Gli appellanti eccepiscono che, comunque sia, il gerente del locale ha sempre ignorato l'ordine di chiusura anticipata (appello, pag. 6, punto 5), ma agli atti figurano solo due fax inviati il 18 e 19 aprile 2003 dalla AP 4 alla polizia comunale di __________ (doc. 1 e 2). Troppo poco per dedurre che il gerente trasgredisse sistematicamente l'orario di chiusura. Per quanto attiene poi alla successiva esondazione del 2002, essa ha notoriamente causato danni meno gravi rispetto a quella del 2000 (la più importante del secolo: rapporti di MeteoSvizzera, Locarno Monti sull'alluvione dell'ottobre 2000 e sulle intense precipitazioni del novembre 2002 in: www.meteosvizzera.ch/it/Clima/Pubblicazioni//Archive/archive.shtml). Anche qualora per lo straripamento del 2002 il convenuto avesse incassato un'indennità analoga a quella del 2000 (fr. 113 324.–), i conti del 2002 si sarebbero chiusi con un netto disavanzo d'esercizio.

  2. Gli appellanti contestano anche l'ammontare della seconda garanzia, determinato dal Pretore in fr. 125 000.–. A mente loro l'importo va stabilito tenendo conto che presumibilmente la causa di merito non durerà più di un anno, che l'esercizio pubblico beneficia di una temporanea deroga e può chiudere all'una di notte, che fino al 2001 il convenuto ha ritratto un costante guadagno e che un'effettiva perdita di esercizio si riscontra solo nel 2002. Inoltre, a loro avviso, l'ammontare della garanzia va commisurato alle possibilità finanziarie della parte tenuta a versarla e non deve eccedere di principio il 10% dei valori in gioco.

a) Il Pretore ha stimato la durata della causa di merito, e quindi il perdurare dei provvedimenti cautelari ordinati, in altri due anni dal maggio del 2003. Egli ha ritenuto che, essendo ancora in corso a quel momento l'esecuzione della perizia e non dovendosi escludere l'eventualità di una richiesta di complemento peritale, davanti a lui la causa non sarebbe terminata prima del febbraio 2004. Con tale motivazione gli appellanti nemmeno si confrontano, di modo che al proposito il memoriale appare finanche irricevibile per carenza di motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5). Del resto gli stessi appellanti ammettono che l'allestimento della perizia era previsto dal 15 aprile al 31 luglio 2003 (riassunto scritto del 28 aprile 2003), sicché la durata residua di un anno da loro prospettata riesce ben poco verosimile.

b) Nel fissare l'importo della garanzia il Pretore ha già tenuto conto egli stesso della deroga alla limitazione dell'orario di chiusura prevista nel 2003 per consentire l'allestimento della perizia. In concreto poi, per quanto attiene alle entrate degli esercizi 2000, 2001 e 2002, la perdita complessiva è assom­mata a fr. 625 252.56, considerati introiti per fr. 1 422 197.50 nel 2000, fr. 1 176 152.74 nel 2001 e fr. 796 944.94 nel 2002 (sopra, consid. 3a). Quanto alla perdita d'esercizio, tra il 2000 e il 2002 essa è ammontata a fr. 309 796.99 complessivi, dall'utile del 2000 di fr. 195 152.50 essendosi passati a fr. 84 870.92 nel 2001 e a un saldo negativo di fr. 114 644.49 nel 2002 (sopra, consid. 3b). In concreto dunque, fissando una garanzia di complessivi fr. 200 000.– (fr. 125 000.– da aggiungere alla precedente garanzia di fr. 75 000.–), il Pretore ha di fatto stabilito un importo che corrisponde grosso modo alla perdita riscontrata nel solo biennio 2001/02.

c) È vero che l'adeguatezza di una garanzia dev'essere intesa non solo in vista del presumibile danno che il provvedimento richiesto potrebbe causare, ma anche in relazione alla potenzialità finanziaria della parte attrice (I CCA, sentenza inc. 11.96.125 del 5 febbraio 1997, consid. 9a e sentenza inc. 11.96.167 del 24 giugno 1997, consid. 6; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 3 ad art. 380 CPC; Pelet, Mesures provisionelles: droit fédéral ou cantonal?, Losanna 1987, pag. 119 seg., note 135 seg.; Gloor, Vorsorgli­che Massnahmen im Spannungsfeld von Bundesrecht und kantonalem Zivilprozessrecht, Zurigo 1982, pag. 84; Meier, Grundlagen des einstweiligen Rechtsschutzes, Zurigo 1983, pag. 301 seg.). Ed è vero altresì che, trattandosi di annotare una restrizione della facoltà di disporre a registro fondiario, questa Camera ha già avuto modo di ritenere adeguata una garanzia pari a un decimo del valore venale dell'immobile (I CCA, sentenza inc. 11.1996.125 del 5 febbraio 1997, consid. 9b e sentenza inc. 11.1996.167 del 24 giugno 1997, consid. 6b e c con rinvio). La fattispecie in esame tuttavia è completamente diversa, già per il fatto che decisivo non è il valore del fondo, bensì quello del commercio legato alla gestione dell'esercizio pubblico. In circostanze del genere il parametro del 10% non può ritenersi determinante. Gli appellanti si dolgono anche dell'eccessivo sforzo finanziario cui essi devono far fronte per adempiere l'ordine del Pretore. A prescindere dalla circostanza però che l'asserita precarietà economica non è per nulla resa verosimile, tanto meno ove si pensi che tra i cinque appellanti figura una società di gestione alberghiera e una società che gestisce un policlinico, l'argomento non è mai stato sollevato davanti al Pretore. Nuovo, esso si rivela quindi irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).

  1. Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), la tassa di giustizia dovendo essere commisurata anche all'entità dei valori in gioco (art. 24 lett. b LTG). Il convenuto, che ha presentato osservazioni per il tramite di un patrocinatore, ha diritto inoltre a un'equa indennità per ripetibili.

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

  1. Gli oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 350.–

b) spese fr. 50.–

fr. 400.–

sono posti a carico degli appellanti in solido, che rifonderanno alla controparte, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1500.– complessivi per ripetibili.

  1. Intimazione:

– – .

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

interim measuressecurity depositnuisanceappeal admissibilitydamage assessmentbusiness revenuesprocedural admissibilityparty costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal against the interim security order was admissible

Decisione estratta

The appeal was admissible because the challenged order was an appealable interim decree issued after a contradictory procedure.

Motivazione estratta

The court classified the original and challenged measures as interim decrees under art. 290 lett. b CPC and held that, since the parties had effectively waived final oral argument and the judge decided after receiving the requested confirmations, the order was rendered previo contraddittorio within art. 382 cpv. 1 CPC.

Questione giuridica chiave

Whether the applicants had to provide an additional security deposit beyond the already posted CHF 75,000

Decisione estratta

Yes. The continued interim measures justified a further security of CHF 125,000.

Motivazione estratta

The court found that the business revenues and profits of the respondent's bar had declined sharply after 2000, that the economic impact of the restrictive closing-hour order was plausible, and that the likely remaining duration of the merits case justified securing additional potential damage.

Questione giuridica chiave

Whether the amount of the additional security was excessive or should be limited by the applicants' financial capacity or a 10% benchmark

Decisione estratta

No. The CHF 125,000 amount was upheld; the 10% rule was not determinative in this context and the financial-capacity argument was inadmissible because it had not been raised below.

Motivazione estratta

The court emphasized that the adequacy of security depends on the probable damage from the measure and, where relevant, the claimant's capacity, but that the cited 10% practice concerned a different type of restriction involving land-registry disposition rights. Here the decisive factor was the value of the business affected by the closure order, not the value of real estate.

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