AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
11.2002.59
Data decisione, Autorità:
07.08.2002, ICCA
Incarto n.
11.2002.00059
Lugano
7 agosto 2002/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima
Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo, presidente,
G. A. Bernasconi e Giani
segretario:
Ambrosini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa .__.__
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con istanza dell'11 febbraio 2002 da
__________ __________, nata __________
__________, __________
(ora patrocinata dall'avv. __________ __________, __________)
Contro
__________ __________, __________
(patrocinato dall'avv. __________
__________, __________);
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti
di questione: 1. Se dev'essere accolto
l'appello del 23 maggio 2002 presentato da __________
__________ contro la sentenza emessa il
7 maggio 2002 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;
Se dev'essere accolto l'appello adesivo del 21 giugno 2002 presentato da __________ __________
contro la medesima sentenza;
- Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. __________ __________ (1965) e __________ __________ __________ (1968) si sono sposati il __________ 1989. Dal matrimonio non sono nati
figli. Il marito lavora come __________
per la ditta __________ __________ __________
di , la moglie è aiuto __________ per la __________ __________ - __________
di __________. I coniugi si sono
separati di fatto nel 2001, quando la moglie ha lasciato l'abitazione familiare.
B. L'11 febbraio 2002 __________
__________ si è rivolta al Pretore del
Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per
ottenere l'autorizzazione a vivere separata, un contributo alimentare di fr.
500.– mensili, fr. 50 000.– quale rimborso per il suo contributo alla
costruzione dell'abitazione coniugale di __________,
fr. 100 000.– pari alla metà del valore dell'immobile e una provvigione ad
litem di fr. 5000.–. In via provvisionale essa ha chiesto un contributo
alimentare di fr. 500.– mensili, una provvigione ad litem di fr. 2500.–
con attribuzione dell'alloggio coniugale al marito. Alla discussione del 26
marzo 2002 __________ __________ si è opposto a tutte le domande,
salvo all'autorizzazione a vivere separati, e ha instato per l'assistenza
giudiziaria. Esperita l'istruttoria, al dibattimento finale del 30 aprile 2002
le parti hanno riaffermato i loro punti di vista.
C. Statuendo
il 7 maggio 2002, il Pretore ha autorizzato la sospensione della comunione
domestica, ha obbligato il marito a versare alla moglie un contributo
alimentare di fr. 313.– mensili dal febbraio 2002 e ha ordinato la separazione
dei beni. Non sono state riscosse spese né sono state assegnate ripetibili. Le
domande di assistenza giudiziaria sono state respinte con decreti separati.
D. Contro
la sentenza appena citata __________ __________ ha introdotto un appello del 23
maggio 2002 nel quale chiede di negare qualsiasi contributo alimentare alla
moglie e di obbligare quest'ultima a versargli fr. 2000.– per ripetibili. Nelle
sue osservazioni del 21 giugno 2002 __________
__________ propone di respingere
il ricorso e con appello adesivo postula l'aumento del contributo alimentare a
fr. 805.– mensili dal febbraio 2002 e a fr. 1071.50 mensili dal 1° aprile 2002
o, in via subordinata, un contributo di 635.– mensili dal febbraio 2002 e di
fr. 900.– mensili dal 1° aprile 2002. Con osservazioni del 18 luglio 2002 __________ __________
postula il rigetto dell'appello adesivo.
Considerando
in diritto: 1. L'art. 176 CC prevede che, ove sia giustificata la sospensione
della comunione domestica, a istanza di uno dei coniugi il giudice stabilisce i
contributi pecuniari dell'uno in favore dell'altro (cpv. 1 n. 1), prende le
misure riguardanti l'abitazione e le suppellettili domestiche (cpv. 1 n. 2) e
adotta i provvedimenti necessari per i figli minorenni secondo le disposizioni
sugli effetti della filiazione (cpv. 3). Il criterio per la definizione dei “contributi
pecuniari” fra coniugi è disciplinato dal diritto federale e riprende quello
provvisionale dell'art. 137 cpv. 2 CC nell'ambito delle cause di stato.
L'ammontare di tali contributi si calcola quindi in base al riparto
dell'eccedenza – di regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il
fabbisogno dei coniugi e dei figli (DTF 121 II 302 consid. 5b, 123 III 1; Hausheer/Reusser/Geiser in: Berner Kommentar, 2a edizione, n.
26 ad art. 176 CC; Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB I, Basilea 1996, n. 4 ad art. 176 CC). Il fabbisogno dei coniugi è
determinato in base al minimo esistenziale del diritto esecutivo, cui vanno
aggiunte le spese correnti della famiglia, in particolare i premi della cassa
malati e delle assicurazioni domestiche, come pure gli oneri fiscali. Nel Cantone
Ticino le misure sono adottate con procedura sommaria contenziosa di camera di
consiglio (art. 361 segg. CPC), nel cui ambito l'esame dei fatti è limitato
alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 431).
- Il
Pretore ha calcolato il reddito netto del marito in fr. 3756.– mensili e il
fabbisogno minimo in fr. 3031.15 (minimo esistenziale del diritto esecutivo
fr. 1100.–, pigione fr. 800.–, premio della cassa malati fr. 285.60, leasing
dell'automobile fr. 209.–, assicurazione del veicolo fr. 254.95, imposta di
circolazione fr. 31.60, spese di trasferta fr. 200.–, imposte stimate fr.
150.–). Per quanto riguarda la moglie, il primo giudice ha accertato un
reddito netto di fr. 2800.– mensili per rapporto a un fabbisogno minimo di fr.
2701.25 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, pigione fr.
800.–, premio della cassa malati fr. 296.–, assicurazione dell'automobile fr.
119.–, imposta di circolazione fr. 36.25, spese di trasferta fr. 200.–, imposte
stimate fr. 150.–). Ciò posto, egli ha destinato al mantenimento della moglie
la metà dell'eccedenza mensile, ossia fr. 313.–.
I. Sull'appello
principale
-
L'appellante
si duole che il Pretore abbia riconosciuto alla moglie un onere di alloggio
sebbene essa viva a __________ con i genitori.
Ora, che la moglie non abbia un appartamento proprio è possibile, ma ciò non la
pregiudica, nel senso che il marito non deve trarre vantaggio da simile
risparmio personale (cfr. Rep. 1995 pag. 142 in alto; da ultimo: I CCA,
sentenza del 18 dicembre 2001 in re V., consid. 8a). Sotto questo profilo il
costo dell'alloggio di fr. 800.– mensili ammesso dal Pretore, pari alla pigione
calcolata nel fabbisogno minimo del marito, merita conferma.
-
Il convenuto lamenta poi il mancato inserimento di fr. 456.65,
corrispondenti al premio per un'assicurazione sulla vita stipulata quale
ammortamento indiretto del debito ipotecario gravante l'immobile di __________ appartenente ai coniugi. Al
riguardo la critica è fondata. La giurisprudenza ha già avuto modo di precisare
in effetti che, ove un'assicurazione sulla vita denoti anche indole previdenziale,
il relativo premio può essere incluso nel fabbisogno (DTF 114 II 395 consid.
4c; RDAT 1999-I pag. 204 n. 59; v. anche Hausheer/Spycher
in: Handbuch des
Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 81 n. 02. 41), come in concreto (doc. 8).
L'assicurazione è stata invero stipulata per ammortare indirettamente un onere
ipotecario. A parte il fatto però che nei costi dell'alloggio di un
proprietario non è illegittimo inserire – contrariamente all'opinione di taluni
autori – gli ammortamenti ipotecari (I CCA, sentenza del 20 marzo 1998 in re
W., consid. 11), nella fattispecie l'immobile appartiene a entrambi i coniugi e
l'ammortamento torna quindi a vantaggio di ambedue. Per di più, la situazione finanziaria
delle parti consente l'assunzione dell'onere. Ne segue che nel fabbisogno
minimo del marito si giustifica di includere il premio di fr. 456.55, per un totale
dunque di fr. 3487.70 mensili.
-
Nelle osservazioni all'appello adesivo il marito chiede che la moglie
sia interrogata formalmente e sia obbligata a produrre le dichiarazioni
attestanti lo stipendio percepito dalla __________
__________. Invocata la prima volta in
questa sede, la nuova situazione lucrativa della moglie non può tuttavia
entrare in linea di conto (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC). Né il nuovo diritto
del divorzio ha modificato la procedura applicabile alle misure di protezione
dell'unione coniugale. L'art. 423b cpv. 2 CPC, che prevede
l'ammissibilità in appello di fatti nuovi, nuovi mezzi di prova e nuove conclusioni
“alle condizioni previste dall'art. 138 CC” si applica solo alle cause di
divorzio, di separazione, di nullità del matrimonio e di modifica della
sentenza di divorzio o di separazione (art. 423a cpv. 1 CPC; I CCA,
sentenza dell'8 febbraio 2001 in re M.). Tutt'al
più, dandosi mutate circostanze e nuovi elementi di prova, le misure a protezione
dell'unione coniugale possono essere modificate (art. 179 cpv. 1 CC; Hasenböhler in: Kommentar zum Schweizerischen
Privatrecht, Basilea 1996, n. 3 e 4 ad art. 179 CC; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets
du mariage, Berna 2000, pag. 323, n. 783). La questione non può tuttavia essere
affrontata nell'ambito del presente giudizio.
II. Sull'appello
adesivo
-
Le
misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono emanate con
procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 4 n. 5 e art. 5 LAC), nella
quale il Pretore statuisce mediante “sentenza” (art. 368 cpv. 2 CPC)
impugnabile davanti alla Camera civile di appello entro 10 giorni (art. 370
cpv. 1 e 2 CPC). Tempestivo, l'appello adesivo è quindi ricevibile.
-
L'interessata
chiede di aumentare il proprio fabbisogno minimo a fr. 3530.05 mensili per
tenere conto di un premio della cassa malati per cure ospedaliere di fr. 70.–,
della rata per il leasing dell'automobile di fr. 223.80 e di una spesa per
formazione professionale di fr. 535.–.
a) Il
premio per la copertura delle spese di ospedalizzazione in camera privata non
rientra invero nel novero delle assicurazioni strettamente necessarie (RDAT
1999-I pag. 204; Hausheer/Spycher,
op. cit., n. 02.36 pag. 80), ma i coniugi hanno il diritto di mantenere – in
linea di principio – il tenore di vita avuto durante la vita in comune. Si
giustifica pertanto di ammettere tale costo nel fabbisogno dell'interessata
tanto più che, come si vedrà in appresso, la situazione finanziaria delle
parti lo consente.
b) Quanto alla rata del leasing, agli atti figura soltanto un
estratto conto della __________ __________ __________
per un non meglio precisato debito a carico del marito (doc. P). A un esame
sommario come quello che presiede all'emanazione di misure a protezione
dell'unione coniugale non si può dire che tale onere vada a carico della
moglie, non bastando al riguardo la mera circostanza che essa usi un veicolo
intestato al marito. La spesa non può quindi essere inserita nel fabbisogno.
c) Invocato
per la prima volta in questa sede, il costo per la formazione professionale non
può essere considerato per i motivi già indicati (sopra, consid. 5).
-
L'appellante
chiede di rivedere il fabbisogno minimo del marito, rilevando che il premio per
l'assicurazione del veicolo ammonta a fr. 115.– e che va stralciato quello
dell'assicurazione casco totale, come pure la rata del leasing contratto per
una nuova autovettura. In prima sede però l'interessata non aveva eccepito
nulla al proposito. Sollevata per la prima volta in appello, la contestazione è
dunque nuovamente inammissibile (consid. 5).
-
Il quadro delle entrate e delle uscite familiari si presenta, dopo
quanto si è visto, come segue:
reddito del marito fr.
3756.—
reddito
della moglie fr. 2800.—
fr.
6556.— mensili
fabbisogno
minimo del marito fr. 3487.70
fabbisogno
minimo della moglie fr. 2771.25
fr.
6258.95 mensili
eccedenza fr.
297.05 mensili
metà
eccedenza fr. 148.50 mensili
Il
marito può conservare per sé:
fr.
3487.70 + fr. 148.50 = fr. 3636.20 mensili
e
deve versare alla moglie:
fr.
3756.– ./. fr. 3636.20 fr. 120.— mensili.
L'appello principale deve pertanto essere accolto entro questi
limiti, mentre l'appello adesivo va respinto.
III. Sulle
spese e le ripetibili
- L'appellante
principale contesta infine la compensazione delle ripetibili e chiede che la
controparte sia tenuta a rifondergli un'indennità di fr. 2000.–, poiché
soccombente in misura superiore alla sua. Ora, nella determinazione e nel
riparto delle spese e delle ripetibili il primo giudice fruisce di ampia
latitudine. Entro i minimi e i massimi delle tariffe applicabili la sua
valutazione è censurabile, quindi, solo per eccesso o abuso di apprezzamento
(Rep. 1996 pag. 171; I CCA, sentenza del 5 agosto 1998 in re F. consid. 2).
Nelle cause di diritto di famiglia, poi, si può prescindere da un riparto
strettamente aritmetico degli oneri processuali (art. 148 cpv. 2 CPC; Rep. 1996
pag. 137 consid. 7).
In
concreto la moglie aveva chiesto un contributo alimentare di fr. 500.– mensili,
il pagamento di fr. 50 000.– quale rimborso per il suo contributo alla
costruzione dell'alloggio coniugale, il versamento di fr. 100 000.– (pari alla
metà del valore dell'immobile) e una provvigione ad litem di fr. 5000.–.
Ritenendo la soccombenza delle parti pressoché uguale, tant'è che ha compensato
le ripetibili, il Pretore è caduto in un manifesto eccesso di apprezzamento. Se
è vero infatti che l'istante ottiene un contributo alimentare, seppure
modesto, è anche vero che essa ha palesemente ecceduto nelle domande. Si
giustifica pertanto di obbligarla a versare un'equa indennità per ripetibili al
convenuto. L'appellante postula a tal proposito il versamento di fr. 2000.–, ma
non indica come egli giunga a tale importo. Tenuto conto del verosimile impegno
profuso dal patrocinatore nella conduzione del processo, l'indennità può essere
fissata ragionevolmente in fr. 1250.–.
- Gli
oneri del giudizio odierno seguono la reciproca soccombenza (art. 148 cpv. 2
CPC). L'appellante consegue una riduzione del contributo alimentare, ma non
nella misura richiesta, e vince sul principio delle ripetibili. Si giustifica
pertanto di porre la tassa di giustizia e le spese per un quinto a suo carico e
per il resto a carico dell'appellata, la quale rifonderà all'appellante
un'adeguata indennità per ripetibili ridotte. Gli oneri dell'appello adesivo seguono
invece la soccombenza della moglie (art. 148 cpv. 1 CPC), che rifonderà al
marito un'equa indennità per ripetibili.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: I. L'appello principale è parzialmente accolto, nel senso che la
sentenza impugnata è così riformata:
-
__________ è tenuto a versare a __________ __________,
anticipatamente ogni mese, l'importo di fr. 120.– dal mese di febbraio 2002 a
titolo di contributo di mantenimento.
Non si prelevano tasse né spese. __________
__________ rifonderà alla controparte
fr. 1250.– a titolo di ripetibili ridotte.
Per il resto il giudizio impugnato è confermato.
II. Gli oneri
processuali, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 250.–
b)
spese fr. 50.–
fr.
300.–
sono
posti per un quinto a carico dell'appellante e per il resto a carico
dell'appellata, che rifonderà alla controparte fr. 800.– per ripetibili ridotte
di appello.
III. Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello adesivo è respinto.
IV. Gli oneri
dell'appello adesivo, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 250.–
b)
spese fr. 50.–
fr.
300.–
sono
posti a carico dell'appellante adesiva, che rifonderà alla controparte fr.
500.– per ripetibili.
V. Intimazione
a:
– avv. __________ __________,
__________;
– avv. __________ __________,
__________.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
La presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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