Late appeal against child surname change declared inadmissible

11.2000.83Altro tribunale8 set 2000Inadmissible

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Sintesi Omnilex

The Ticino Court of Appeal declared inadmissible an appeal by the child's father against an administrative authorization to change the child’s surname. Although he argued that he had not been heard and invoked a one-year time limit, the court held that he learned of the decision in January 2000 and nevertheless waited until May 2000 without taking prompt steps to secure his rights. The court also noted that the one-year period cited concerned a different action under Art. 30(3) CC. Given the particular circumstances, the court waived fees and denied any compensation to the other side.

Massima Omnilex

Art. 30 cpv. 1 e 3 CC; art. 15a cpv. 1 lett. a e cpv. 2 LAC; art. 275a cpv. 1 CC; art. 313bis CPC: impugnazione tardiva di un’autorizzazione al cambiamento di cognome. Chi non è stato notificato di una decisione può eccezionalmente impugnarla oltre termine soltanto se, avuto conoscenza del contenuto, si informa sollecitamente sui rimedi giuridici e agisce con la necessaria celerità; l’inerzia per alcuni mesi esclude la restituzione del termine. Il termine annuale dell’art. 30 cpv. 3 CC concerne invece l’azione di contestazione del cambiamento di cognome, distinta dall’appello contro l’autorizzazione amministrativa.

Testo completo

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Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2000.83

Data decisione, Autorità: 08.09.2000, ICCA

Incarto n.: 11.2000.00083

Lugano 8 settembre 2000/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

Composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

Segretario:

Ambrosini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa n. / (cambiamento di cognome) del Dipartimento delle istituzioni quale autorità di vigilanza sullo stato civile promossa con istanza del

16 aprile 1999 da

__________ __________, __________ (rappresentato dalla madre __________ __________ e patrocinato dall'avv. __________ __________, __________)

alla quale si è opposto

__________ __________, __________;

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev’essere accolto il reclamo (recte: appello) presentato il 5 maggio 2000 da __________ __________ contro la decisione emanata il 7 maggio 1999 dalla Divisione degli interni quale ufficio di vigilanza sullo stato civile;

  1. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: che dalla relazione tra __________ __________ e __________ __________ __________ è nato il __________ 1993 __________ __________;

che __________ __________ __________ si è unita in matrimonio il 15 gennaio 1997 con __________ __________ e il __________ 1997 ha dato alla luce la figlia __________;

che il 16 aprile 1999 __________ __________ __________ ha chiesto al Dipartimento delle istituzioni quale autorità di vigilanza sullo stato civile l'autorizzazione a cambiare il cognome del figlio __________, da lei rappresentato, da __________ in __________ __________in modo da uniformare il cognome della famiglia;

che con decisione del 7 maggio 1999 il Dipartimento delle istituzioni ha autorizzato il cambiamento di cognome di __________ da __________ a __________, ponendo la tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese a carico dell'istante;

che __________ __________ è insorto contro la citata decisione con un atto del 5 maggio 2000 in cui postula l'annullamento della citata decisione;

che il gravame, trasmesso a questa Camera solo il 18 agosto 2000, non è stato intimato all'istante;

e considerando

in diritto: che nel Cantone Ticino la competenza per concedere il cambiamento di cognome a norma dell'art. 30 cpv. 1 CC è stata delegata dal governo al Dipartimento delle istituzioni (art. 15a cpv. 1 lett. a LAC), e più in particolare alla Divisione degli interni (art. 9 cpv. 1 del regolamento sullo stato civile, RL 4.1.2.1);

che la decisione emanata dalla Divisione degli interni è impugnabile entro 20 giorni mediante appello (art. 15a cpv. 2 LAC);

che nel caso concreto __________ __________ insorge contro il cambiamento di cognome del figlio il 5 maggio 2000, adducendo di avere appreso la decisione “da qualche mese” e dolendosi di non essere stato sentito dall'autorità;

che, in effetti, l'autorità di vigilanza sullo stato civile ha autorizzato il cambiamento di cognome di __________ __________ senza sentire il padre del bambino, al quale la decisione non è nemmeno stata comunicata (cfr. doc. 5);

che l'audizione del padre, pur con cognome diverso da quello del figlio, sembrerebbe invece imporsi secondo la giurisprudenza più recente (DTF 124 III 49), a maggior ragione se si considera che dal 1° gennaio 2000 il genitore senza autorità parentale ha il diritto di essere informato sugli avvenimenti particolari sopraggiunti nella vita del figlio (art. 275a cpv. 1 CC), come è appunto un cambiamento di cognome;

che ad ogni modo l'appellante è venuto a conoscenza della decisione impugnata, come egli stesso ammette, nel gennaio del 2000 (quattro mesi prima dell'appello: cfr. la prima pagina dello stesso), ma ha aspettato il 5 maggio successivo prima di ricorrere;

che l'insorgente al quale non è stata notificata una decisione ha bensì il diritto di impugnarla anche dopo la scadenza del termine stabilito dalla legge (DTF 107 Ia 72 consid. 4), a condizione però che si informi sollecitamente sui rimedi giuridici e, ottenuti i necessari ragguagli, agisca con tempestività (DTF 111 Ia 283);

che nella fattispecie l'insorgente ha saputo della decisione nel gennaio del 2000, ma non risulta avere intrapreso alcunché fino al 5 maggio 2000, né pretende di avere intrapreso passi concreti per ottenere l'intimazione della decisione di cui aveva appreso il contenuto;

che egli non ha quindi fatto tutto quanto si poteva ragionevolmente pretendere da lui per salvaguardare i propri diritti e non può pertanto chiedere una restituzione del termine per appellare;

che per quanto concerne il termine di un anno cui egli si riferisce nel gravame, esso non riguarda la procedura di appello contro un'autorizzazione di cambiamento del cognome, bensì l'azione in contestazione del cambiamento di cognome prevista dall'art. 30 cpv. 3 CC, che è tutt'altra cosa;

che tale azione, del resto, è esperibile davanti al Pretore del domicilio dell'attore o del convenuto solo da chi porta il nuovo nome dell'interessato (Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 3a ed., Berna 1995, n. 444 pag. 131), ciò che non avviene manifestamente nella fattispecie;

che pertanto l'appello, tardivo, va dichiarato inammissibile e può essere deciso secondo la procedura dell'art. 313bis CPC, senza invitare la controparte a presentare osservazioni;

che, tenuto conto delle particolarità della fattispecie, si può rinunciare – eccezionalmente – alla riscossione di tasse e spese;

che non si giustifica di accordare ripetibili alla controparte, cui il gravame non è nemmeno stato notificato;

per questi motivi,

pronuncia: 1. L'appello è irricevibile.

  1. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

  2. Intimazione:

– __________ __________, __________;

– avv. __________ __________, __________.

Comunicazione al Dipartimento delle istituzioni quale autorità di vigilanza sullo stato civile.

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

surname changeappeal deadlinerestoration of time limitchild welfarehearing rightnotificationinadmissibility

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal against the surname-change authorization was filed in time

Decisione estratta

The appeal was filed too late and could not be entertained.

Motivazione estratta

The appellant learned of the decision in January 2000 but waited until 5 May 2000 without acting diligently or seeking timely information on remedies; therefore he was not entitled to restoration of the appeal period.

Questione giuridica chiave

Whether the lack of notice and hearing of the father excused the late appeal

Decisione estratta

No; even if the father was not heard or notified, he still had to act promptly once aware of the decision.

Motivazione estratta

A person not notified of a decision may appeal after the ordinary deadline only if he promptly inquires about remedies and acts without delay after receiving information.

Questione giuridica chiave

Whether the one-year period invoked by the appellant applied to this appeal

Decisione estratta

It did not apply; it concerns a different action challenging a surname change under Art. 30(3) CC.

Motivazione estratta

The cited one-year period relates to the civil action contesting a name change, not to the administrative appeal against the authorization.

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