AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
10.2004.31
Data decisione, Autorità:
01.07.2004, PRPEN
Incarto
n.
10.2004.31
DA
151/2004
Bellinzona
1
luglio 2004
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Damiano Stefani
sedente con Marco
Agustoni in qualità di segretario, per giudicare
ACCU 1 ,
difeso da: DI 1
prevenuto colpevole di omicidio colposo,
per avere, in data __________,
a __________ all'interno dell'area con percorso rotatorio, via __________ - via
__________, per imprevidenza colpevole cagionato la morte di __________
intervenuta in data __________ e meglio
alla guida dell'autofurgone Ford
targato __________ in provenienza a velocità moderata da via __________,
nell'immettersi nell'area rotatoria, non prestando la dovuta attenzione, omesso
di concedere la precedenza al ciclista __________ __________, proveniente da
sinistra già presente all'interno di suddetta area con la conseguenza che
stringendo la sua manovra nello svoltare a destra collise di striscio il
velocipedi con la parte anteriore posto guida del proprio autofurgone,
provocandone la caduta di __________, il quale urtò con il capo contro cordolo,
riportando un trauma psichico rispettivamente fisico di natura contusivo a
livello cranico così come descritto dal rapporto peritale allestito dal prof.
dott. __________ agli atti, che ne cagionò il decesso presso l'Ospedale __________
in data 18 gennaio 2003;
fatti avvenuti nelle indicate
circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto dall'art. 117
CPS, richiamati gli art. 41 cifra 1 CPS, 26, 27 LCStr, 41b ONC;
perseguito con decreto
d'accusa del 19 gennaio 2004 n. DA 151/2004 della AINQ 1 che propone la
condanna:
Alla pena di 50 (cinquanta) giorni di detenzione sospesa condizionalmente
per un periodo di prova 2 (due) anni.
Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese
giudiziarie di fr. 5000.--.
La parte civile __________ __________ sono rinviati al foro civile per
le pretese di corrispondente natura.
Ordina il dissequestro a crescita in giudicato del giudizio delle
documentazione medico ospedaliera sequestrata il 20 gennaio 2003.
La condanna verrà iscritta a
casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall'art.
80 CPS, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CPS;
vista l'opposizione al decreto
d'accusa interposta tempestivamente in data 22 gennaio 2004 dal difensore;
indetto il dibattimento 1 luglio 2004, al
quale hanno partecipato l'imputato, ACCU 1, il suo difensore, avv. DI 1, la
patrocinatrice della parte civile, avv. __________, e la Sostituto Procuratore
pubblico AINQ 1;
accertate le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato e dei
testi;
sentita la Sostituto Procuratore
pubblico, la quale chiede la conferma integrale del decreto d'accusa. Ella
ritiene che l'ipotesi di un'emorragia spontanea non trovi riscontri oggettivi
nei fatti; le conclusioni dei medici dell'__________ misconoscono dati
rilevanti. Il referto peritale è molto chiaro nel concludere che l'incidente è
stata la condicio sine qua non per la morte del signor __________. La
collisione appare anche causa idonea ed adeguata per il decesso. Non sussistono
inoltre predisposizioni costituzionali della vittima tali da interrompere il
nesso di causalità. L'affidabilità della perizia è incontrovertibile, per cui
ella non vede motivo che possa consentire al giudice di scostarsene. La
dinamica dell'incidente è quella descritta nel decreto ed è confermata sia
dalle testimonianze che dai rilevamenti della scientifica. L'imputato ha pertanto
leso le disposizioni di legge omettendo di dare la precedenza al ciclista che
già si trovava nella rotonda. La pena proposta è contenuta in quanto tiene
conto del comportamento del signor ACCU 1 sia immediatamente dopo l'incidente
che in seguito;
sentita la patrocinatrice della parte
civile, la quale postula la riconferma del decreto d'accusa, ribadendo le
richieste di indennizzo dei danni materiali e del torto morale avanzate con
l'allegato scritto consegnato all'inizio del dibattimento. A giustificazione
delle stesse, ella sottolinea come i coniugi __________, sposati da oltre 50
anni, vivessero in completa armonia, così come il defunto assistesse la moglie,
ipovedente, nelle faccende domestiche. Ora la signora, rimasta vedova, deve
fare capo all'aiuto domiciliare ed ai volontari dell'UNITAS. Pure da non
dimenticare è il fatto che i 15 giorni nei quali il defunto è rimasto in coma
all'ospedale hanno rappresentato per tutti i famigliari un calvario dalle
pesanti conseguenze. Ricorda infine il forte legame tra il figlio ed il
defunto;
sentito il difensore, il quale chiede il
proscioglimento del suo assistito e la reiezione delle pretese di parte civile,
con riconoscimento di congrue ripetibili. In effetti, egli ritiene che la
dinamica dell'incidente non sia stata chiarita a sufficienza, per cui non è
possibile dedurre che il suo assistito ha infranto le norme della circolazione:
quest'ultimo si è avvicinato alla rotonda a velocità molto ridotta e vi si è
immesso dopo aver regolarmente controllato che non vi fossero dei veicoli che
stavano per sopraggiungere. Oltre a ciò il decreto d'accusa non deve essere
confermato in quanto difetta sia il nesso causale adeguato sia quello naturale
tra l'incidente e la morte del signor __________. Egli ribadisce come la
vittima abbia subito un'emorragia spontanea e non traumatica. Inoltre egli pone
l'accento sul fatto che non sussista una prevedibilità oggettiva degli eventi:
il concatenamento dei fatti non era assolutamente pronosticabile;
sentita in replica la Sostituto
Procuratore pubblico, la quale contesta le affermazioni della difesa e
evidenzia come sia stata essa stessa a chiedere la perizia;
sentita in replica la patrocinatrice
della parte civile, la quale non ha nulla da aggiungere;
sentito in duplica il difensore, il quale
ribadisce le proprie argomentazioni in merito alla mancanza del nesso causale
naturale e di quello adeguato;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
-
E' il
signor ACCU 1 autore colpevole di omicidio colposo per i fatti commessi nelle
circostanze descritte nel decreto d'accusa n. DA 151/2004 del 19 gennaio 2004?
-
In
caso affermativo deve, e se sì in che misura, essere modificata la pena
proposta?
-
L'imputato
può beneficiare della sospensione condizionale dell'eventuale pena privativa
della libertà e, se sì, a quali condizioni?
-
L'eventuale
condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni
potrà avvenire la cancellazione?
-
Deve
essere confermato il rinvio della parte civile __________ al competente foro
civile per le pretese di corrispondente natura o possono essere accolte le
richieste di risarcimento presentate in data odierna ?
-
Deve
essere confermato il dissequestro della documentazione medico ospedaliera?
-
A chi vanno caricate
la tassa e le spese di giudizio e eventualmente assegnate ripetibili?
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
- ACCU 1 è nato il __________ in
Italia, e più precisamente a __________, nella provincia di __________. All'età
di 8 anni si è trasferito nel Canton Ticino, ove ha frequentato le scuole
dell'obbligo e seguito la formazione professionale per diventare
pittore-imbianchino.
In seguito egli ha lavorato
quale magazziniere responsabile per la ditta __________, dalla quale è stato
licenziato 15 anni più tardi, a causa di difficoltà economiche della società.
Dopo un periodo in cui ha
dovuto iscriversi alla disoccupazione, il signor ACCU 1 è stato assunto dalla __________,
__________, con l'incarico di occuparsi della portineria di alcuni stabili e
della gestione in generale di immobili della società situati nel Sottoceneri.
Il salario mensile medio percepito per queste mansioni è stato stimato in fr.
4'300.-- circa.
L'imputato è sposato, ma non ha
figli. La moglie lavora al 50% presso la __________ di __________.
I coniugi vivono in una casa di
loro proprietà, sulla quale grava un debito ipotecario e possiedono
un'automobile in leasing.
- Il __________, dopo aver consumato
il pranzo presso la nipote a __________, il signor ACCU 1 si è recato a per un
sopralluogo in uno stabile del suo datore di lavoro, alla guida del furgone
della ditta, di marca Ford, modello Curier, targato __________.
Intenzionato a rientrare a __________,
l'imputato ha imboccato via __________ proveniente dalla stazione e diretto
verso l'entrata dell'autostrada.
Arrivato all'altezza dell'area
con percorso rotatorio obbligato (di seguito "rotatoria") che
permette di raggiungere via __________ ed attraversare così il cavalcavia della
ferrovia in direzione di __________, egli ha rallentato al segnale "dare
precedenza" e, dopo avere verificato che la strada fosse libera, si è
immesso nella rotatoria.
Trovatosi nell'intersezione
circolare, l'accusato ha impostato la propria traiettoria di marcia stringendo
con il furgone verso l'interno della stessa, con l'intenzione di curvare verso
sinistra per continuare il suo tragitto.
Percorsi pochissimi metri
l'imputato ha percepito un'ombra all'altezza della porta anteriore sinistra del
suo veicolo ed è contemporaneamente entrato in leggera collisione - quasi di
striscio - con il signor __________, che stava circolando in sella alla sua
bicicletta, proveniente da __________ e diretto verso il centro di __________.
- Il ciclista è sbandato finendo
con la ruota sul cordolo centrale della rotatoria, ha così perso l'equilibrio
ed è stato catapultato a terra, facendo una semi piroetta con il busto ed
andando a sbattere violentemente il capo al suolo. Egli non era munito di casco
di protezione, per cui l'urto, localizzato nella zona occipitale destra del
capo, è stato particolarmente traumatico.
L'imputato ha fermato
immediatamente la sua vettura e ne è uscito per prestare soccorso al signor __________.
La stessa cosa hanno fatto gli occupanti di un veicolo che si trovava nelle
vicinanze - i signori __________ e __________ - e che hanno avuto modo di
vedere l'incidente.
Inizialmente la vittima era
ancora cosciente ed ha risposto correttamente alle domande di coloro che gli
hanno prestato le prime cure (il teste __________, nel suo verbale del __________,
ha dichiarato: "A mia precisa domanda mi disse di chiamarsi __________
e che oggi era il __________"). Questi ha addirittura tentato a più
riprese di alzarsi, nonostante la ferita alla testa, dalla quale perdeva
addirittura sangue, ma è stata giustamente fermata dai presenti (cfr. le
dichiarazioni rese il __________ dai testi __________: "Lo stesso ha
insistito varie volte per potersi alzare, cosa che io non gli ho permesso. Ad
un certo punto addirittura il ciclista, con le gambe a terra, è riuscito a
sollevare il busto (…)" e __________: "L'anziano voleva a
tutti i costi alzarsi", oltre che dall'imputato stesso, nel suo
verbale di medesima data: "Ora ricordo che l'uomo in un primo momento
cercava di alzarsi ma io gli dicevo di stare a terra e lo adagiavo con la sua
testa sulla mia gamba").
-
Con il passare del tempo lo
stato del signor __________ è andato rapidamente peggiorando, tanto che pochi
minuti dopo (circa 15), all'arrivo dell'ambulanza, egli aveva già perso
conoscenza, come ha ricordato il teste dr. med. __________ __________ nel suo
verbale del 12 febbraio 2003: "Giunto sul luogo ho trovato un paziente
maschio, anziano, sdraiato al suolo, assistito da passanti e dall'équipe della
prima ambulanza. Il Paziente presentava una ferita occipitale e un ematoma
sopraciliare destro, senza apparenti lesioni ossee evidenti con un'alterazione
dello stato della coscienza valutabile secondo la scala di Glasgow (…) a un
punteggio di 6, il che significa che era necessaria un'intubazione per
proteggere le vie aeree. Il Paziente non era cosciente: nessuna risposta
motoria, nessuna risposta verbale e un'apertura occhi spontanea, pupille miochitiche
(cioè di piccolo diametro), la pressione era di 160 la massima con 90 di
minima, una saturazione aerea di 86% (qualità di ossigeno in sangue circolante,
relativamente bassa), frequenza respiratoria di 10 (bradipnea, diminuzione
della frequenza respiratoria). I parametri vitali del paziente al mio arrivo
erano già instabili, le condizioni erano gravi.".
-
Il signor __________ è stato
trasportato con un elicottero della Rega all'Ospedale __________, ove gli è
stata suturata con un punto la ferita alla testa (regione temporo-parietale
destra) ed ove è gli sono state effettuate le prime analisi. Proprio in questo
contesto il paziente è stato sottoposto ad un esame TAC, per mezzo del quale i
medici hanno potuto costatare che l'estensione del danno era tale da non
consentire alcun intervento neurochirurgico. Di conseguenza è stato ordinato il
ricovero nel reparto cure intense ed è stata prescritta una terapia palliativa
(cfr. scritto __________ del dr. med. __________ __________, dell'ospedale __________,
indirizzato al dr. med. __________).
Per questioni di competenza
regionale il paziente - che è sempre rimasto per tutto il tempo della sua
degenza in uno stato di coma profondo (cfr. cartella clinica e referto
autoptico del 7 febbraio 2003, pag. 4) - è in seguito stato trasferito al
reparto cure intense dell'Ospedale __________, ove è stato dato avvio al
trattamento conservativo. Le condizioni neurologiche del signor __________ sono
in seguito peggiorate di giorno in giorno con l'insorgenza di una polmonite.
Questa infezione è progredita nonostante la cura antibiotica, al punto che ad
un certo momento i medici, dopo aver chiesto il consenso dei familiari, hanno
deciso di prescindere da ulteriori terapie invasive.
In data 18 gennaio 2003, alle
ore 20:34, il signor __________ è spirato.
-
Il giorno 20 gennaio 2003 la
vittima è stata sottoposta ad autopsia presso l'istituto cantonale di
patologia. I dr. med. __________ e dr. med. __________, che si sono occupati
dell'esame, hanno concluso che le cause della morte sono da far risalire ad
un'insufficienza respiratoria terminale secondaria ad una broncopolmonite lobare
acuta di tutti i lobi, in parte necrotizzante, in soggetto anziano colpito da
un'estesa emorragia cerebrale intraparenchimale sinistra (cfr. referto
autoptico 7 febbraio 2003, punto n. IV). Questa analisi è stata condivisa
pienamente anche dal perito prof. dott. __________ (cfr. referto pag. 8).
-
Più controversa è stata per
contro l'origine dell'emorragia cerebrale. In effetti i responsabili del
reparto neurochirurgico dell'Ospedale __________ hanno avanzato l'ipotesi che
si fosse potuto trattare di un ictus spontaneo. Della stessa opinione sono
stati pure i medici del nosocomio di __________. Il dr. med. __________, in un
certificato del __________ ha in effetti scritto "Il paziente
summenzionato è affetto da estesa emorragia intracerebrale sinistra
verosimilmente spontanea". Questa presunzione è stata in seguito
ripresa dal dr. med. __________, primario di medicina interna dell'Ospedale __________,
e dai suoi collaboratori in un rapporto all'attenzione del medico curante del
defunto (doc. 15), nel quale ha scritto: "(…) ampia emorragia intraparenchimale
all'emisfero cerebrale sx che morfologicamente non sembra di origine
traumatica. L'ipotesi è quindi di un ictus cerebri emorragico spontaneo con
conseguente incidente. A consolidare questa ipotesi vi è la ricostruzione
dell'incidente: il paziente, ciclista, si sarebbe accasciato sulla fiancata di
un'autovettura che lo stava superando a velocità moderata.". Sulla scorta
di queste prese di posizione l'incidente poteva quindi apparire una conseguenza
dell'emorragia, piuttosto che il contrario.
-
In data 2 aprile 2003 la
Sostituto Procuratore pubblico ha sentito il dr. med. __________, al fine di
ottenere maggiori ragguagli in merito alle cause della morte ed all'esistenza
di un nesso di causalità con l'incidente della circolazione avvenuto il __________.
Proprio nel corso di questo interrogatorio il teste, dopo aver passato in
rassegna i fatti e chiarito i dati salienti relativi allo stato di salute del
signor __________ al momento del sinistro, ha precisato: "Il __________
dopo essere caduto di bicicletta ha sicuramente riportato un trauma cranico
(rilevamento di una frattura cranica nell'autopsia). Questo trauma non ha però
determinato l'emorragia cerebrale sinistra. In effetti il versamento emorragico
intracerebrale è stato molto probabilmente determinato da un rialzo pressorio
che ha prodotto una rottura vascolare. In effetti i soccorritori poterono
misurare una pressione arteriosa massima di 160 mm di mercurio.".
Per quando concerne
l'eventualità di una connessione di rilevanza tra l'incidente e la morte, egli
ne ha sostenuto l'esistenza di fronte al magistrato inquirente nei seguenti
termini: "(…) Ciò significa che sul piano medico legale un rapporto di
causalità materiale tra l'incidente della circolazione del __________ e la
morte del __________ debba essere ammesso secondo la seguente sequenza:
incidente à stress emotivo
(spavento) à rialzo della
pressione arteriosa à rottura
vascolare intracerebrale à
emorragia intraparenchimale dell'emisfero cerebrale sinistro à broncopolmonite lobare acuta diffusa à insufficienza respiratoria terminale à morte" (cfr. verbale di
audizione 2 aprile 2003, pag. 2 s.).
Il patologo ha infine avuto
modo di specificare che non è un evento straordinario, al di fuori del normale
andamento delle cose - seppur comunque raro - che una persona vittima di un
incidente della circolazione ne subisca uno stress tale da provocarne l'aumento
della pressione ed una conseguente emorragia cerebrale, soprattutto se essa è
già in età avanzata (cfr. verbale di audizione 2 aprile 2003, pag. 3).
- L'esistenza di opinioni
quantomeno discordanti ha indotto le parti a ritenere opportuna una perizia che
permettesse di fare luce sugli eventi e sulla loro connessione. A tal fine il
prof. dott. __________, ricercatore e docente di medicina legale all'Università
degli Studi "La Sapienza" di Roma, Istituto di Medicina legale e
delle Assicurazioni, è stato incaricato di accertare se l'incidente della
circolazione qui in discussione è da porsi in nesso causale con il decesso del
signor __________ e, in caso di risposta affermativa, per quali motivi.
Il 22 settembre 2003 il referto
peritale è stato consegnato al Ministero pubblico cantonale. Da esso emerge che
l'ipotesi di una emorragia cerebrale di natura spontanea, avanzata dai medici
degli ospedali di __________ e __________, non è sostenibile in quanto sono
stati misconosciuti dei dati rilevanti ed oggettivi relativi all'incidente, tra
i quali l'esistenza di un significativo trauma cranico con correlata frattura
dell'osso temporale di destra. A detta del perito ciò trova spiegazione nel
fatto che i medici curanti non hanno effettuato delle radiografie del cranio ma
solo un esame TAC encefalo che, per sua natura, non consente una valutazione
ottimale delle strutture ossee (a meno che esso non sia mirato proprio ad una
ricerca di simili fratture, cosa non avvenuta nel caso di specie).
Altro elemento che secondo il
prof. dott. __________ induce ad escludere l'ictus spontaneo, è il fatto che il
signor __________ nei minuti immediatamente seguenti all'incidente era ancora
cosciente, ha risposto alle domande delle prime persone che gli si sono
avvicinate ed ha addirittura cercato di rialzarsi a più riprese. Non è di
conseguenza immaginabile che egli si sia accasciato sull'automobile in preda al
malore, ma è piuttosto vero il contrario e cioè che il mancamento è intervenuto
una quindicina di minuti dopo la rovinosa caduta a terra del ciclista.
Di transenna va rilevato che
nel corso del dibattimento anche il dr. med. __________, venuto a conoscenza
delle risultanze dell'esame autoptico e della perizia, ha riconosciuto che la
versione della dinamica dell'incidente da lui fornita nello scritto del 4
febbraio 2003 (doc. 15) è in effetti azzardata e non suffragata da alcun
elemento oggettivo.
- Nel referto tecnico il prof.
dott. __________ ha attribuito con certezza le cause della morte del signor __________
ad una seriazione causale da lui così riassunta:
"1. Estesa emorragia
cerebrale intraparenchimale sinistra con stato di coma.
-
Broncopolmonite lobare
acuta di tutti i lobi polmonari, in parte necrotizzante.
-
Insufficienza cardio-respiratoria
terminale.".
Per quanto concerne l'origine
dell'emorragia cerebrale egli ha, come accennato in precedenza, condiviso la
presa di posizione del patologo, secondo la quale essa sarebbe da ricondurre
allo stress emotivo (cioè allo spavento) subito dal defunto a seguito
dell'incidente, che ha comportato un aumento della pressione arteriosa, che a
sua volta ha cagionato la rottura vascolare cerebrale. A questi elementi - da
lui definiti come trauma psichico - egli ha però aggiunto anche quello del
trauma fisico, in senso stretto, cioè quello di natura contusiva a livello
cranico. A detta del prof. dott. __________ quest'ultimo avrebbe addirittura
prevalso nel determinismo e nella diffusione dell'emorragia endocratica
intracerebrale sinistra (cfr. referto peritale, pag. 10).
- A mente del perito il trauma
cranico ha potuto cagionare l'emorragia e, in un secondo tempo, la morte della
vittima a seguito dell'età avanzata del signor __________ (77 anni), della
preesistenza di una sclerosi vascolare nonché di un difetto di coagulazione.
Il trauma cranico si è
verificato con l'impatto del capo senza difesa (il ciclista era privo di casco
di protezione) contro una superficie rigida e di dimensioni contenute: quella
del cordolo in porfido. La conferma di questa lesione ossea si è avuta solo con
l'autopsia, che ha permesso di rilevare una rima di frattura di 10 cm a carico
dell'osso temporale di destra, con sovrastante infiltrazione ematica dei
tessuti molli pericranici (cfr. referto autoptico 7 febbraio 2003, punto n. I,
pag. 2).
Il fatto che lo stravaso
ematico sia avvenuto in sede controlaterale al punto d'impatto è da considerare
come una "lesione da contraccolpo per trasmissione dell'energia
cinetica lungo le principali linee di distribuzione della forza" (cfr.
referto peritale, pag. 12).
Sia dall’autopsia che
dall'esame dei dati istologici allegati, è stato possibile appurare l'esistenza
di elementi che hanno permesso al perito di stabilire che il signor __________
soffriva di una sclerosi vascolare che aveva colpito anche i piccoli vasi
encefalici, riconducibile in linea di massima all'età.
L'alterazione dei parametri
della coagulazione (comunque non particolarmente grave, cfr. referto peritale,
pag. 13), è stata notata sin dai primi esami del sangue eseguiti dopo il
ricovero in ospedale della vittima. Essa ha influito sullo sviluppo
dell'ematoma cerebrale, favorendolo.
- Concludendo il suo rapporto il
perito giudiziario ha stabilito l'esistenza del nesso causale tra l'incidente
del __________ e la morte del signor __________, ritenendo che esso ha
provocato in quest'ultimo una reazione psichica al trauma ed un trauma contusivo
cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare da contraccolpo che, a loro
volta, aiutati da concause preesistenti (quali l'età avanzata con connessa
sclerosi vascolare, la labilità emotiva del signor __________ ed un deficit
della capacità di coagulazione), hanno provocato l'emorragia cerebrale.
L'incidente è stato così
ritenuto dal prof. dott. __________ non solo condizione idonea ed adeguata del
decesso, ma pure necessaria, senza la quale la vittima non sarebbe spirata.
- Giusta l'art. 117 CPS chiunque
per negligenza cagiona la morte di una persona è punito con la detenzione o la
multa.
Commette un crimine o un
delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto
le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima
frase CPS).
Un comportamento viola i doveri
di prudenza laddove l'autore, al momento dei fatti, avrebbe potuto, tenuto
conto delle sue conoscenze e delle sue capacità, rendersi conto della messa in
pericolo altrui e ha contemporaneamente oltrepassato i limiti del rischio
ammissibile (art. 18 cpv. 3 seconda frase CPS; DTF 127 IV 62 consid. 2d).
Per poter comprendere quali
sono i doveri imposti dalla prudenza ci si riferisce alle disposizioni legali
emanate dall'ente pubblico a tutela della sicurezza. In ambito di circolazione
stradale, la negligenza è fondata quindi in primo luogo sulla violazione delle
norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid.
2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80;
Rep. 1985 pag. 185).
Occorre
altresì dimostrare l'esistenza di un nesso causale – naturale e adeguato – fra
il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso, laddove il
nesso adeguato non presuppone che il comportamento negligente sia la causa
unica e immediata del risultato: tale requisito va ammesso anche quando
all'evento abbiano contribuito altre circostanze, a meno da essere tanto
eccezionali e sconsiderate da non poter essere previste e da far passare in
seconda linea tutti gli altri fattori (DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami
di giurisprudenza).
- L'imputato ha anzitutto
obiettato di non avere in alcun modo infranto le norme della circolazione
stradale, in quanto egli si sarebbe avvicinato alla rotatoria ed in seguito vi
si sarebbe immesso, in maniera incensurabile
L'art. 41b ONC stabilisce che
colui che deve entrare in un'area con percorso rotatorio obbligato, è tenuto a
rallentare ed a dare la precedenza ai veicoli che arrivano da sinistra nella
rotatoria.
L'istruttoria di causa ha
consentito di appurare che l'incidente si è verificato in quanto il signor ACCU
1 è entrato nella rotatoria ed ha iniziato la manovra per dirigersi verso
l'entrata dell'autostrada, stringendo la curva verso sinistra, andando così a
collidere contro il signor __________, che già si trovava all'interno della
stessa in sella alla sua bicicletta. Entrambi i testi presenti sul luogo hanno
potuto confermare con assoluta certezza che la vittima si era immessa nella
rotatoria prima dell'imputato. E' pertanto fatto certo che quest'ultimo ha
infranto l'obbligo di concedere la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra
rispetto al punto dal quale si è inserito nel percorso rotatorio circolare,
omettendo di controllare adeguatamente il traffico.
Il fatto che il signor ACCU 1
abbia diminuito notevolmente la sua velocità prima di affrontare la rotatoria e
vi si sia immesso ad andatura confacente, non consente di ritenere che egli
abbia comunque prestato l'attenzione che ci si sarebbe dovuti aspettare da lui
in simili circostanze. Prova ne è che si è accorto della presenza del ciclista
solo nell'istante in cui è avvenuto il contatto con il suo veicolo. Egli
avrebbe dovuto controllare meglio la situazione all'interno della rotatoria
prima di accedervi, tenendo conto della visibilità che la morfologia della
strada e le peculiarità del suo veicolo (furgoncino con i vetri laterali
unicamente nella parte anteriore) gli concedevano e, se necessario, rallentare
ancor più la sua andatura, in modo da non ostacolare gli altri utenti della
strada, ed in particolar modo la vittima.
Il controllo effettuato
dall'imputato, che a posteriori è risultato essere sicuramente carente, non
rappresenta comunque una lesione volontaria degli obblighi di prudenza.
L'infrazione all'art. 41b ONC è dunque avvenuta per negligenza.
- Accertata la violazione delle
norme sulla circolazione stradale, occorre esaminare se fra il comportamento
negligente dell'interessato e la morte dell'anziano ciclista sussista un
rapporto di causalità naturale ed adeguata (DTF 122 IV 17 consid. 2c).
Il nesso causale naturale è
dato quando il comportamento in questione costituisce la condizione
irrinunciabile ("conditio sine qua non") per l'insorgere dell'evento,
cioè della morte. La dottrina e la giurisprudenza hanno avuto modo di
precisare, come visto poco sopra, che non è indispensabile che ne sia la causa
unica (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 115 IV 199 consid.
5 b).
Nemmeno indispensabile è che
sia fornita la certezza assoluta del legame causale naturale. In effetti,
soprattutto allorquando è necessario un accertamento medico dell'origine del
danno alla salute o della morte, chiedere una prova simile risulterebbe spesso
impossibile, proprio per i limiti d'indagine dell'arte medica stessa. Dottrina
e giurisprudenza hanno pertanto ritenuto che sia sufficiente che il rapporto di
causalità naturale appaia altamente verosimile (cfr. DTF 118 IV 130, consid.
6a; Rep. 1974, pag. 230 ss., nota a pié di pagina).
Dalla perizia è emerso in
maniera chiara che l'emorragia cerebrale che ha poi portato al declino
psicofisico del signor __________ e quindi al suo decesso, è di origine
traumatica e non spontanea.
“Origine traumatica” significa
- come esaurientemente spiegato durante il dibattimento dal perito prof. dott. __________
- che essa trae origine direttamente dall'incidente. Il fatto poi che la
fuoriuscita di sangue nell'encefalo sia stata ricondotta ad un trauma psichico
e ad uno fisico, non cambia nulla a tale conclusione. In effetti anche il
trauma psichico (cioè lo stress che è stato provocato dal fatto di essere stato
vittima di un incidente della circolazione) è un risultato diretto del sinistro
e non ha nulla di spontaneo.
Pertanto, come ben
sintetizzato dal perito nelle ultime pagine del suo rapporto, l'incidente della
circolazione avvenuto il __________ è condizione necessaria del decesso del
signor __________. Senza la collisione e la tremenda caduta al suolo del
ciclista, egli non sarebbe morto.
L'età e la presenza di una
preesistente sclerosi vascolare, nonché di una diminuita capacità di
coagulazione del sangue, rappresentano concause di minore importanza che nulla
tolgono all'esistenza del nesso causale naturale.
- Il nesso causale adeguato è
dato quando il comportamento contrario ai doveri di prudenza è idoneo, secondo
l'andamento ordinario delle cose, nonché l'esperienza generale della vita, a
produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi. Una
causalità adeguata di questa natura viene tuttavia meno in presenza di cause
concomitanti che costituiscono circostanze del tutto eccezionali, oppure di
fronte ad un atteggiamento della vittima talmente straordinario, insensato o
stravagante, da non poter essere prevedibile.
Come riconosciuto dal
Tribunale federale, non è sufficiente l'imprevedibilità dell'atto concomitante
o l'eccezionalità di fattori paralleli per interrompere il nesso di causalità
adeguata, ma è necessario che essi siano di una gravità tale da imporsi come la
causa più probabile ed immediata della morte, relegando in un secondo piano
tutti gli altri fattori che hanno contribuito a provocarlo, in modo particolare
il comportamento dell'imputato (decisione del TF del 14 ottobre 2003,
6S.297/2003; DTF 127 IV 62 consid. 2d).
Il riferimento all'andamento
ordinario delle cose ed all'esperienza generale della vita non significa che
sia indispensabile che in circostanze analoghe a quelle in oggetto si debba
regolarmente verificare un effetto simile a quello prodottosi. L'esigenza di
una idoneità generica non deve portare a prendere esclusivamente in
considerazione quelle conseguenze di un incidente che, secondo la dinamica
dell'evento e le sue ripercussioni sulla vittima, sono solite verificarsi.
- Come l'istruttoria ha permesso
di appurare un'emorragia intracerebrale si verifica nella maggior parte dei
casi in maniera spontanea, primitiva (cfr. referto peritale, pag. 9).
Il dr. med. __________ ed il
prof. dott. __________, in occasione delle loro audizioni effettuate durante il
dibattimento, hanno entrambi avuto modo di precisare che, in effetti, le
emorragie nelle zone centrali del cervello come quella subita dal signor __________
sono quasi sempre di origine spontanea, mentre le emorragie traumatiche sono di
norma più superficiali. Ciò però, sempre a detta dei due medici, non esclude
che, in un numero molto minore di situazioni, una lesione come quella in
discussione possa essere stata provocata da un trauma. Il fatto che quest'ultima
possibilità sia rara, non significa ancora che essa sia straordinaria ed
imprevedibile. La dottrina medica ripresa dal perito (cfr. referto peritale, pag.
11) lo conferma (cfr. ad esempio il brano tratto dal libro di Harrison,
Principi di medicina interna, Milano, 1995, vol. II, pagg. 2545 s.: ”Un
processo traumatico può comportare un ematoma cerebrale. … Bisogna pensare a un
evento traumatico in ogni paziente con un difetto neurologico a comparsa acuta
e non altrimenti giustificabile….soprattutto se il disturbo funzionale simile
all'ictus si è verificato nel contesto di una caduta.”), così come lo hanno
d'altronde fatto pure i medici sentiti (cfr. ad es. verbale di audizione 2
aprile 2003 del teste dr. med. __________, pag. 3).
Come visto in precedenza, è
assodato che il mancato rispetto da parte dell'imputato della precedenza del
signor __________, già presente in sella alla sua bicicletta all'interno della
rotatoria, al momento di immettersi all'interno di quest'ultima, ha fatto sì
che i due mezzi di trasporto si toccassero e che il ciclista cadesse al suolo
picchiando violentemente il capo, fratturandosi il cranio nella zona temporale
destra e venendo colpito da un'emorragia intracerebrale. A seguito di queste
gravi lesioni la vittima è entrata in uno stato di coma ed ha subito un
graduale declino fisico che ha portato all'insorgere della broncopolmonite ed
infine all'insufficienza respiratoria terminale con susseguente morte.
La natura traumatica
dell'emorragia del signor __________, è stata confermata dalla perizia e
ricondotta ad un trauma contusivo cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare
da contraccolpo, che ha - probabilmente -prevalso su uno da energia biodinamica
(cioè psichico). Un'origine spontanea della stessa è stata esclusa.
Dalle risultanze di causa non
emerge alcun elemento che permetta di ipotizzare un'interruzione del nesso
causale adeguato. Nemmeno l'età avanzata del signor __________, la sua
particolare emotività, la sclerosi vascolare e il deficit dei fattori di
coagulazione del sangue, assumono un ruolo a tal punto determinante da
prevalere sull'incidente della circolazione quale motivo del decesso.
- La concatenazione degli eventi
che, partendo dal mancato rispetto delle norme della circolazione da parte
dell'imputato, hanno portato alla morte del ciclista non si distanzia dunque da
quelle che sono le normali aspettative in casi analoghi. Secondo l'esperienza
quotidiana della vita e l'andamento normale delle cose un incidente come quello
in discussione è del tutto idoneo a cagionare il decesso del ciclista investito
e si trova pertanto in un legame di causalità naturale ed adeguata con esso.
Preso atto del fatto che la
disgrazia deve essere imputata ad una negligenza del signor ACCU 1, sussistono
dunque tutti i presupposti per decretarne la condanna per omicidio colposo ai
sensi dell'art. 117 CPS.
- L'art. 117
CPS punisce l'autore dell'illecito con la detenzione o con la multa.
Giusta l'art. 63 CPS, il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei
motivi a delinquere, della vita anteriore e delle sue condizioni personali.
Nella scelta
del tipo di pena e nella sua quantificazione, il giudice gode di un ampio
margine di apprezzamento (cfr. Hans Wiprächtiger, in Marcel Niggli/Hans Wiprächtiger,
Basler Kommentar, Strafgesetzbuch I, art. 63, n. 16): egli deve valutare le
singole circostanze del caso concreto alla luce degli atti e delle risultanze
dibattimentali, prendendo quindi in globale considerazione tutto quanto emerso.
Il giudice deve così giungere - pur ovviamente entro precisi limiti - a
prescrivere la pena in una certa entità, sulla base dei fatti oggettivi da un
lato, ma anche sulle proprie sensazioni soggettive.
In concreto si
devono anzitutto considerare le funeste conseguenze che la negligenza del
signor ACCU 1 ha provocato, rilevato che una persona ha perso la vita a seguito
dell'incidente della circolazione del __________. Vi è quindi una oggettiva
gravità dell'imputazione che non può essere messa in secondo piano.
Oltre a ciò è
necessario tenere conto della colpa dell'imputato, che va circoscritta
all'insufficiente accertamento della presenza di altri veicoli con diritto di
precedenza all'interno della rotatoria.
A favore
dell'accusato gioca comunque il fatto che egli è incensurato e può contare su
una vita anteriore irreprensibile: è sposato senza figli, ben inserito nella
società e gode di una stabilità a livello professionale conquistata in tanti
anni di lavoro. Non ha debiti.
A questo va
aggiunto il fatto che il signor ACCU 1 ha immediatamente soccorso la vittima,
si è poi subito recato all'Ospedale __________ per verificare come stesse il
signor __________, si è sempre interessato presso i parenti di quest'ultimo
circa il suo stato di salute ed ha collaborato a pieno con gli inquirenti per
la chiarificazione dei fatti.
Infine egli ha
dimostrato (anche in occasione del dibattimento) di essere una persona di buon
cuore, che ha molto sofferto e soffre ancora per quanto successo alla vittima.
In base a
queste premesse la richiesta formulata dalla Sostituto Procuratore pubblico nel
suo decreto d'accusa del 19 gennaio 2004 di una pena di 50 giorni di detenzione
appare adeguata e deve pertanto essere confermata.
Essendo
adempiti i presupposti previsti dall'art. 41 cifra 1 CPS, nulla osta ad una
sospensione condizionale della pena privativa della libertà, con un periodo di
prova limitato a due anni.
- In occasione del
processo, la parte civile ha formulato istanza di risarcimento dei danni
subiti, così quantificati e suddivisi:
danni materiali fr. 16'871.40
torto morale __________ fr. 30'000.--
torto morale __________ fr.
20'000.--.
Il decreto
d'accusa prevede il rinvio della parte civile al competente foro civile per le
sue pretese di corrispondente natura. La parte civile non vi ha interposto
alcuna opposizione, mentre quella genericamente sollevata dall’accusato deve
essere interpretata come contestazione dei punti del dispositivo che si esprimo
a suo sfavore. Il rinvio al foro civile non può essere annoverato tra questi ed
è dunque da considerarsi cresciuto in giudicato.
La richiesta
di indennizzo formulata dagli __________ esula pertanto dal quadro dell'opposizione
ad esso interposta dall'accusato, per cui si impone una conferma del rimando
alla sede civile.
- La tassa e le spese della
presente procedura sono poste a carico del signor ACCU 1, ad eccezione di
quelle relative all'audizione testimoniale del prof. dott. __________, il cui
addebito all'imputato risulterebbe essere sproporzionato ed iniquo, viste le
circostanze in cui è stato deciso di ammettere la prova.
visti gli art. 18, 41 e 117 CPS; 26 e
27 LCStr; 41b ONC; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
dichiara ACCU 1
autore colpevole di omicidio
colposo, art. 117 CPS,
per i fatti compiuti a __________
il __________ nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA 151/2004
del 19 gennaio 2004;
condanna ACCU 1
-
alla pena di 50 (cinquanta) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2
(due) anni;
-
al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie di complessivi fr. 5'810.--;
ordina l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli
art. 80 e 41 cifra 4 CPS;
conferma il rinvio della parte civile __________
al competente foro civile per le pretese di corrispondente natura (art. 208
cpv. 1 lett. b CPP);
ordina il dissequestro, alla
crescita in giudicato della presente sentenza, della documentazione medico
ospedaliera sequestrata in data 20 gennaio 2003;
carica le spese relative
all'audizione del perito prof. dott. __________ allo Stato;
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
Ministero pubblico della
Confederazione, Berna,
e, alla crescita in giudicato
della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,
Sezione esecuzione pene e
misure, Torricella,
Servizio di coordinamento
cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,
Sezione della circolazione, Camorino,
Ufficio dei Giudici
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il giudice: Il
segretario:
Distinta spese a carico di ACCU 1
fr. 700.00 tassa
di giustizia
fr. 5'050.00 spese
giudiziarie
fr. 60.00 testi
(dr. med. _________)
fr. 5'810.00 totale
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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