Lawfulness of video surveillance in accident insurance

PVG 2006 9Altro tribunale31 dic 2006Dismissed

Sintesi

The cantonal insurance court held that accident-insurance video surveillance carried out on public ground was lawful and proportionate. It found that Articles 43 ATSG and 93 UVG constitute a sufficient legal basis for such surveillance under certain conditions. Because the claimant was observed during ordinary, voluntary activities in public places, the recordings and related reports remained usable and were not to be excluded. The appeal was therefore dismissed.

Regest

Art. 43 ATSG; Art. 93 UVG; admissibility of video surveillance in accident insurance proceedings. The insurer’s duty to investigate the facts ex officio and its entitlement to process necessary personal data provide a sufficient legal basis for limited surveillance measures, including the use of a private investigator, where the interference with privacy is justified by the public interest in preventing undue benefit payments. Surveillance is proportionate in particular when it is confined to public spaces and to observable voluntary activities. Recordings obtained under such conditions may be taken into account in the assessment of entitlement to benefits.

Testo completo

Sozialversicherung 6

Assicurazioni sociali

LAINF. Ammissibilità di una videosorveglianza.

  • Gli art.43 LPGAe 93LAINF costituisconouna basele- gale sufficienteper giustificare,a determinatecondi- zioni, una videosorveglianza.

UVG. Zulässigkeit einer Videoüberwachung.

  • Die Art.43 ATSGund 93UVG stelleneine genügende Rechtsgrundlagedar, umunter gewissenVoraussetzun- gen eineVideoüberwachung zu****rechtfertigen.

Considerandi:

2. a) Prima di esaminare concretamente se esistono an-

cora esiti dell’infortunio assicurato, giova in primo luogo stabilire se la sorveglianza ordinata dall’assicuratore fosse lecita e se con- seguentemente le risultanze di questa potessero e possano essere prese in considerazione ai fini del giudizio. Giusta l’art. 43 cpv. 1 prima frase LPGA, l’assicuratore esamina le domande, intra- prende d’ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informa- zioni di cui ha bisogno. Questa disposizione impone all’assicura- tore l’obbligo di accertare la fattispecie determinante senza che vengano previste restrizioni nell’ambito dei mezzi di prova. Ai sensi dell’art. 96 lett. b LAINF poi, gli organi incaricati di applicare la presente legge nonché di controllare o sorvegliarne l’esecu- zione possono trattare o fare trattare dati personali, compresi dati degni di particolare protezione e profili della personalità, di cui ne- cessitano per adempiere i compiti conferiti loro dalla presente legge, segnatamente per stabilire il diritto alle prestazioni. Come il Tribunale federale ha del resto confermato di recente, queste di- sposizioni costituiscono una base legale sufficiente per giustifi- care una certa ingerenza nella sfera privata (cfr. art. 28 cpv. 2 CC) della singola persona tramite il ricorso ad un investigatore pri- vato. Infatti, l’interesse pubblico dell’assicuratore e della colletti- vità degli assicurati a non dover elargire prestazioni non dovute è reputato prevalere sull’interesse privato (DTF 129 V 324 cons. 3.3.3). Anche sulla proporzionalità della misura non possono es- serci dubbi quando la sorveglianza è avvenuta su suolo pubblico,

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sotto gli occhi di tutti e durante delle attività svolte volontaria- mente (DTF 131 I 278 cons. 4.1.1. e 5.1 nonché il cons. 6.2 non pubblicato). Questo vale anche per la procedura cantonale davanti al giudice delle assicurazioni giusta l’art. 61 lett. c LPGA (STFA U 289/05 del 20 marzo 2006).

b) Alla luce della giurisprudenza citata è pacifico che la sor- veglianza ordinata dall’assicurazione infortuni a tre anni dall’e- vento vada esente da qualsiasi critica. La ricorrente è stata seguita in luoghi pubblici e per complessivamente otto giornate ripartite sull’arco di due settimane e in particolare da domenica 27 a mer- coledì 30 giugno 2004 e da sabato 10 a martedì 13 luglio 2004. E’allora evidente che le osservazioni effettuate, per quanto con- cerne le ripetute azioni quotidiane della vita che la ricorrente è in grado di compiere senza alcuna difficoltà, non possono essere considerate dipendere da una situazione del tutto eccezionale e quindi non fede facenti o comunque non determinanti ai fini del giudizio sul danno alla salute, come preteso nel ricorso. Per que- sto Giudice è vero propriamente il contrario. Se l’istante è stata ri- petutamente vista girare la testa, camminare, alzarsi e sedersi, entrare e uscire dalla macchina, aprire e chiudere porte e portel- loni, portare i sacchi della spesa ecc. senza alcuna apparente limi- tazione o difficoltà di carattere fisico è evidente che queste concrete osservazioni non possono essere poste in dubbio addu- cendo una non meglio precisata particolare situazione. Lo stesso vale per la guida dell’automobile. La ricorrente non ha alcuna dif- ficoltà a spostarsi ripetutamente in automobile, anche a velocità sostenuta, a eseguire qualsiasi manovra di entrata e uscita da par- cheggi, anche coperti, a transitare su tratte fortemente frequentate e nei pressi dei luoghi dove è avvenuto l’incidente. Pretendere in questa situazione l’allontanamento dagli atti della videoregistra- zione e dei protocolli della sorveglianza allestiti, con necessaria- mente anche i connessi attestati medici, non trova alcuna giustifi- cazione oggettiva.

S 06 29Sentenza del 9 maggio 2006

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Parole chiave

social insurancevideo surveillanceprivacyproportionalityevidence admissibilityaccident insurance