Supervisory complaint inadmissible for lack of formal denial of justice

JAK 2009 43Altro tribunale18 gen 2010Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

Z. challenged a District Court of Moesa order in a marital-protection proceeding, arguing denial of justice and violation of equality of arms because certain witness questions were not disclosed. The Cantonal Supervisory Chamber held that supervisory review is only a subsidiary remedy against inaction or equivalent formal denial of justice, not against alleged procedural errors that can be raised later in an appeal on the merits. As the case was still progressing and no irreversible prejudice was shown, the complaint was inadmissible. Costs of CHF 500 were imposed on Z., with no compensation to Y.

Massima Omnilex

Art. 57 cpv. 1, 54 cpv. 1 LOG; supervisory complaint as subsidiary remedy against formal denial of justice or judicial inactivity only; alleged procedural errors in case management, including claimed violation of equality of arms or hearing rights, are not reviewable by supervision where the proceedings continue and the grievance can be raised in a later ordinary appeal; no irreversible forfeiture of rights results from such interim procedural decisions (consid. 1-3).

Testo completo

Rif.:Coira, 18 gennaio 2010Comunicato per iscritto il:

JAK 09 43

Decreto

Camera di vigilanza sulla giustizia

Presidenza presidente Brunner

Giudici vicepresidente Schlenker e giudice cantonale Bochsler

Redazione attuario Engler

Visto il ricorso di vigilanza sulla giustizia

di Z., opponente e ricorrente, rappresentata dall’avv. lic. iur. Fabrizio Keller, San Roc, 6537 Grono,

contro

la decisione della Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa, giudice Livia Furger-Cereghetti, del 5 novembre 2009, in re Y., istante e resistente, rappresentato dall’avv. Daniele Jörg, Via Bossi 12, 6901 Lugano, contro l’opponente e ricorrente,

concernente denegata giustizia

(procedura di protezione dell’unione coniugale)

è risultato:

I. Fattispecie

A. Con scritto del 12 maggio 2009 Y. ha presentato un’istanza contro Z. alla Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa quale giudice unico, fondata sull’art. 8 cifra 11 LICC, con cui ha chiesto il rilascio di misure a protezione dell’unione coniugale ai sensi dell’art. 175 e 176 CC (processo no. 130-09-19). Y. ha invocato tre persone quali testimoni, tra cui Fabrizio Keller, il rappresentante dell’opponente. Contemporaneamente è stato descritto, in forma generale, l’ambito in cui dovevano essere interrogati i testi.

Con risposta del 23 giugno 2009 l’opponente non ha sollevato delle obiezioni contro l’ammissione dei tre testimoni. Del pari non ha fatto valere che non era chiaro su che cosa avrebbero dovuto esprimersi ed essa ha anche omesso di postulare un ampliamento dell’ambito d’interrogazione.

B. Dato che in questa causa di protezione dell’unione coniugale tanto il Presidente quanto la Vicepresidente del Tribunale distrettuale Moesa si sono ricusati, la direzione del processo ed il potere decisionale spettano alla giudice Livia FurgerCereghetti.

In osservanza di un’intimazione emanata con un decreto della giudice per la protezione dell’unione coniugale del 09 luglio 2009, il 28 luglio 2009 il rappresentante dell’istante ha messo agli atti le dettagliate domande da sottoporre ai tre testi invocati.

C. Il 05 novembre 2009 la supplente della Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa ha rilasciato la seguente decisione:

„1. A crescita in giudicato della presente decisione, alla convenuta vengono trasmesse le domande precise inoltrate al Tribunale distrettuale Moesa dall’istante e relative ai testi X. e W..

  1. Le domande precise inoltrate al Tribunale distrettuale Moesa dall’istante e relative al teste Fabrizio Keller non verranno per contro trasmesse alla convenuta.
  2. Intimazione ai patrocinatori delle parti.“ D. Con ricorso del 26 novembre 2009 Z. è insorta al Tribunale cantonale dei Grigioni ed ha chiesto:

„1. È constatato che con la decisione 5 novembre 2009 e con il precedente decreto 9 luglio 2009 la Presidente f.f. del Tribunale distrettuale Moesa ha gravemente violato le norme del codice di procedura civile ed ha in particolare violato il principio della parità delle armi così come discende dall’art. 29 cpv. 1 della Costituzione federale.

  1. Sono pertanto disposte le misure atte a ripristinare le garanzie procedurali necessarie per un corretto svolgimento del processo a tutela dei diritti processuali e procedurali della qui ricorrente.
  2. Protestate spese, tasse e ripetibili.“ E. Con presa di posizione dell’11 dicembre 2009 la supplente della Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa ha proposto la reiezione del ricorso. La stessa proposta l’ha fatta anche il rappresentante di Y. con scritto del 21 dicembre 2009.

F. Dei motivi posti a fondamento della decisione impugnata e delle istanze al Tribunale cantonale si dirà, in quanto necessario, nei considerandi.

II. Considerandi

1. Nel concreto caso è da vagliare un ricorso di vigilanza rivolto contro la supplente della Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa ai sensi dell’art. 57 cpv. 1 LOG in unione coll’art. 54 cpv. 1 LOG, con cui può essere censurato che per inerzia del giudice adito l’andamento ordinario della giustizia appare non più garantito o perlomeno messo a rischio; esso si rivolge in prima linea contro situazioni reputate dinieghi formali di giustizia o che ad ogni modo equivalgono agli stessi (cfr. il riassunto della giurisprudenza relativa agli artt. 30 segg. LST, pubblicata nella PTC 1996-15-73, che secondo il senso è applicabile alle disposizioni della LOG). Competente per prendere dei provvedimenti contro simili irregolari situazioni dei tribunali distrettuali e degli uffici di circolo - sia d’ufficio o su ricorso (art. 54 cpv. 1 LOG) - è la Camera di vigilanza sulla giustizia del Tribunale cantonale (art. 57 cpv. 1 LOG in unione coll’art. 5 lett. b OOTC). Secondo l’art. 54 cpv. 2 LOG essa può segnatamente intimare ad un’autorità colpevole di fare il suo dovere, se necessario fissando un termine (lett. a), in caso di ripetuta trasgressione dei doveri o di insubordinazione, incaricare un altro membro del tribunale o un’altra autorità giudiziaria dell’adempimento degli stessi (lett. b) o ordinare sanzioni disciplinari contro gli organi responsabili in caso di violazione colposa dei doveri (lett. c), come sono previste dall’art. 55 cpv. 1 lett. a - d LOG. Sanzioni disciplinari possono essere inflitte solo dopo corrispondenti indagini ed audizione della persona interessata (art. 55 cpv. 1 LOG).

A questo riguardo il ricorso di vigilanza è un rimedio giuridico puramente sussidiario, che è unicamente dato se non v’è o non vi sarebbe stata la possibilità di censurare le pretese irregolari azioni o omissioni con un rimedio legale proprio. In tal senso la Camera di vigilanza sulla giustizia deve regolarmente limitarsi ad intervenire contro l’inerzia delle autorità giudiziarie inferiori ed a porre così fine allo stato irregolare; per contro le è impedito d’interferire in questioni di diritto sostanziale (cfr. PTC 1996-15-73 con riferimenti alla PTC 1988-21-83 e PTC 1978-17-58 seg.).

2. D’inoperosità della giudice per la protezione dell’unione coniugale, che richiederebbe l’intervento della Camera di vigilanza sulla giustizia, non può essere parlato in quanto alla cifra 1 della decisione del 05 novembre 2009, impugnata con ricorso di vigilanza, è ritenuto che passata in giudicato questa decisione, all’opponente sarebbero trasmesse per conoscenza le domande relative ai testi X. e W., presentate dall’istante. Che quest’annuncio non potrebbe essere stato fatto sul serio, non è presunto da Z.. Quindi la procedura prosegue e di conseguenza un formale diniego di giustizia non è in discussione.

A questo proposito nulla possono mutare anche le obiezioni di Z., secondo cui nel richiedere le domande testimoniali sono state violate fondamentali norme del CPC ed in particolare il principio della parità delle armi. Come è esposto, su simili censure alla direzione del processo da parte della giudice unica la Camera di vigilanza sulla giustizia non può pronunciarsi, trattandosi non d’inoperosità e quindi non di una di quelle situazioni irregolari, che possono essere eliminate coi provvedimenti previsti dalla legge per il tramite dell’autorità di vigilanza. Se le critiche dovessero essere giustificate ed i vizi censurati non già sanati al momento che è emanata la decisione nel merito della giudice per la protezione dell’unione coniugale, potrebbero essere ripresi in considerazione in un’eventuale procedura di ricorso giusta l’art. 12 LICC. Una definitiva perdita del diritto non si verifica (cfr. PTC 1996-15-73 segg. cons. 2).

A questo riguardo il ricorso si rivela quindi irricevibile.

3. Differentemente dalla disposizione della cifra 1, alla cifra 2 della decisione del 05 novembre 2009, impugnata con ricorso di vigilanza, è esposto che passata in giudicato questa decisione, all’opponente non sarebbero trasmesse per conoscenza le domande relative al teste Fabrizio Keller, presentate dall’istante; stando ai considerandi per il motivo che questi è il rappresentante di Z.. Alla massima, secondo cui i testimoni devono apprendere le domande solo al momento dell’audizione, la giudice per la protezione dell’unione coniugale ha evidentemente attribuito maggiore importanza che alla pretesa delle parti di prendere visione in anticipo delle domande per i testi invocati dalla controparte, onde potersi occupare delle stesse. La questione di sapere se la giudice unica, procedendo in tal modo, ha giustamente valutato le determinanti circostanze deve di nuovo rimanere indecisa. Pur ammettendo che la decisione fosse erronea, ciò non sarebbe una situazione irregolare da eliminare dalla Camera di vigilanza sulla giustizia. Rifiutando di non trasmettere per il momento le domande testimoniali per Fabrizio Keller, la procedura non è a lungo bloccata. Piuttosto la giudice per la protezione dell’unione coniugale la proseguirà, convocando il teste ad un’interrogatorio, a cui può prendere parte anche l’opponente e con cui è rivelato in che ambiti è richiesta informazione da Fabrizio Keller. Quand’anche in quest’audizione non potrebbe essere scorta una sufficiente sanatoria di un’eventuale precedente violazione del diritto d’essere sentita, ciò non comporta una definitiva perdita del diritto. Z. ha ancora sempre la possibilità di tornare nuovamente su questo effettivo o presunto vizio dopo il rilascio della decisione principale nell’ambito della successiva procedura di ricorso ai sensi dell’art. 12 LICC (cfr. PTC 1996-15-73 segg. cons. 2).

Anche a questo proposito il ricorso appare irricevibile.

4. Rappresentata da un avvocato, Z. s’è rivolta alla Camera di vigilanza sulla giustizia con un rimedio giuridico, che, considerato il suo carattere puramente sussidiario, già dall’inizio si rivelava senza successo. Si giustifica perciò d’addebitare i costi della procedura di ricorso di fr. 500.00 alla ricorrente (art. 57 cpv. 2 LOG in unione coll’art. 73 cpv. 1 LGA).

Indennità a titolo di ripetibili non sono assegnate, a Z. già per l’insuccesso, che ha avuto colla sua istanza, mentre che a Y. la procedura di ricorso non ha procurato considerevoli dispendi, di cui dovrebbe essere responsabile la controparte.

III. La Camera di vigilanza sulla giustizia decreta

1. Il ricorso è irricevibile.

2. I costi della procedura di ricorso di fr. 500.00 vanno a carico di Z..

3. Non sono assegnate indennità a titolo di ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi dell’art. 94 in unione coll’art. 72 cpv. 1 della Legge sul Tribunale federale (LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale per iscritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione col testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a:

Parole chiave

supervisory complaintdenial of justicewitness questionsequality of armsadmissibilitysubsidiarityprocedural rightscosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the supervisory complaint was admissible against the district court's handling of witness questions and case management.

Decisione estratta

No. The complaint was a subsidiary remedy and could not be used to challenge alleged procedural errors that did not amount to inaction or a formal denial of justice.

Motivazione estratta

The proceedings were continuing; the order did not show inactivity or an irregular situation remediable by supervisory intervention. Objections about unequal arms and CPC violations had to be raised, if at all, in a later appeal against the merits decision.

Questione giuridica chiave

Whether the refusal to transmit certain witness questions to the opposing party constituted a denial of justice requiring supervisory measures.

Decisione estratta

No. Even if the refusal were incorrect, it did not block the proceedings or cause irreversible harm.

Motivazione estratta

The judge would proceed with the hearing, at which the witness could be questioned in the presence of the parties. Any alleged defect could still be raised in a later appeal under Art. 12 LICC.

Questione giuridica chiave

Allocation of procedural costs and compensation in the supervisory proceedings.

Decisione estratta

Costs were charged to the appellant and no party compensation was awarded.

Motivazione estratta

The complaint was doomed from the outset because of its purely subsidiary character and failed; the respondent incurred no compensable expense.

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