Asylum non-entry and removal confirmed for lack of identity documents

d-1809-2013Tribunale amministrativo federale / 4a divisione11 apr 2013Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

A Guinean asylum seeker appealed the UFM’s decision not to enter into his asylum application because he had not produced identity documents within 48 hours. The Federal Administrative Court, sitting as a single judge with second-judge approval and in simplified procedure, found his explanations for the missing documents implausible and inconsistent, and held that none of the statutory exceptions applied. It also found no grounds requiring further clarification and no obstacle to removal or its enforcement. The appeal was dismissed, the UFM decision was confirmed, and CHF 600 in court costs were charged to the appellant.

Massima Omnilex

Art. 32 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 LAsi; non-entrée en matière per mancata produzione di documenti d’identità entro 48 ore: l’eccezione di cui all’art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi presuppone una giustificazione credibile dell’omissione, mentre quella di cui alla lett. b richiede che la qualità di rifugiato risulti già accertata sulla base dell’audizione e degli art. 3 e 7 LAsi. Dichiarazioni generiche, contraddittorie o non corroborate non bastano a imporre ulteriori accertamenti ai sensi della lett. c. In assenza di indizi concreti di violazione del divieto di refoulement o di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU e all’art. 3 Conv. tortura, l’allontanamento è ammissibile; esso è inoltre esigibile e possibile se il ricorrente può procurarsi i documenti necessari con la dovuta diligenza (consid. pertinenti).

Testo completo

BVGer D-1809/2013

Entscheiddatum: 11.04.2013Publikationsdatum: 17.03.2014

BundesverwaltungsgerichtTribunal administratif fédéralTribunale amministrativo federaleTribunal administrativ federal Corte IVD-1809/2013

Sentenza dell'11 aprile 2013 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...),Guinea, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore . Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 27 marzo 2013 / N (...).

Visto

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato in Svizzera in data 6 settembre 2012;

i verbali di audizione del 14 settembre 2012 (di seguito: verbale 1) e del 27 marzo 2013 (di seguito: verbale 2);

il verbale della decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del 27 marzo 2013, notificata oralmente all'interessato il giorno stesso (cfr. A15/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo del richiedente dalla Svizzera;

il ricorso inoltrato dal richiedente in data 3 aprile 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato, data d'entrata: 8 aprile 2013);

l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 9 aprile 2013;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono;

e considerato

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021);

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito d'una domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza d'un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre otto mesi dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che adempia i succitati criteri;

che, infatti, il ricorrente si è limitato ad affermare che non avrebbe mai posseduto il passaporto e che la carta d'identità gli sarebbe stata sequestrata dalla polizia guineana in occasione del suo arresto; che, pertanto, non saprebbe cosa fare per ottenere i documenti (cfr. verbale 1, pag. 5-6); che, in occasione della seconda audizione, ha dapprima sostenuto di avere paura a contattare conoscenti nel suo Paese d'origine in quanto le Autorità potrebbero scoprire dove si trova, allorché, ha in seguito affermato di non avere contattato nessuno in quanto gli avrebbero sicuramente chiesto dei soldi per procurargli i documenti (cfr. verbale 2, D4-15, pag. 2-3);

che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile;

che in assenza di documenti d'identità occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba-se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu-giato del richiedente;

che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, le dichiarazioni del ricorrente sono inverosimili e contraddittorie; che, infatti, l'insorgente si è limitato a fornire dichiarazioni generiche non corroborate dal benché minimo elemento concreto; che, a titolo di esempio, non è nemmeno stato in grado di spiegare come sia avvenuta l'asserita fuga dal carcere (cfr. verbale 2, D34-37, pag. 5); che, inoltre, in occasione della prima audizione ha affermato di non sapere né quante celle ci fossero nel carcere, né quante persone vi fossero detenute (cfr. verbale 1, pag. 8); che, tuttavia, nella seconda audizione ha dichiarato che vi sarebbero state quindici persone in cella (cfr. verbale 2, D51, pag. 6); che, oltretutto, ha dapprima sostenuto che sarebbe stato arrestato ed incarcerato da poliziotti (cfr. verbale 1, pag. 8-9), allorché ha in seguito sostenuto che si sarebbe trattato di militari (cfr. verbale 2, D33, D38-43, pag. 5-6); che, interrogato su tale contraddizione, egli si è limitato ad affermare di non sapere distinguere militari e poliziotti (cfr. verbale 2, D44-48, pag. 6);

che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, sicché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della decisione impugnata;

che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente;

che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5-8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Guinea possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);

che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;

che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [Oasi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che la situazione vigente in Guinea non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, dispone di una scolarizzazione di base e vanta esperienze professionali quali venditore ambulante e domestico (cfr. verbale 1, pag. 4); che, in considerazione dell'inverosimiglianza delle proprie dichiarazioni, vi è ragione di credere che il ricorrente disponga in Patria, dove ha vissuto ininterrottamente dalla nascita sino al 2011, di una rete sociale più ampia di quella dichiarata; che, inoltre, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr);

che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte;

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto;

che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

(Dispositivo alla pagina seguente)

il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

  3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cantonale competente.

Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola

Data di spedizione:

Parole chiave

asylumnon-entryidentity documentsremovalrefoulementcredibilitysimplified procedurecourt costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the asylum application could be dismissed for failure to produce identity documents within 48 hours under Art. 32(2)(a) AsylA.

Decisione estratta

Yes. The applicant did not submit a passport or identity card and gave no credible excuse for the omission.

Motivazione estratta

He had not produced any document meeting the legal standard, and his explanations for the absence of documents were inconsistent and not plausible.

Questione giuridica chiave

Whether an exception under Art. 32(3) AsylA required entry into the merits because refugee status was already established or further clarification was needed.

Decisione estratta

No. The statements were implausible and contradictory, and the file did not show a need for further inquiries.

Motivazione estratta

The court relied on contradictions about the arresting authorities, prison conditions, and escape, and found no new elements in the appeal.

Questione giuridica chiave

Whether removal and enforcement of removal to Guinea were unlawful, unreasonable, or impossible.

Decisione estratta

No. The removal was admissible, reasonable, and possible.

Motivazione estratta

No evidence showed a risk under non-refoulement or torture protections, the situation in Guinea did not amount to generalized violence, and the applicant could obtain travel documents with due diligence.

Questione giuridica chiave

Whether the request to annul the decision and remand the case for a new decision should be granted.

Decisione estratta

No. Since the appeal failed on the merits, remand was not warranted.

Motivazione estratta

The challenged decision was upheld in full, leaving no basis for remittal.

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