Decisione dell’8 novembre 2021 Corte d’appello Composizione Giudici penali federali Andrea Blum, Presidente del Collegio giudicante Maria-Antonella Bino e Katharina Giovannone-Hofmann Cancelliere Paride Destefani Parti D. SA, difesa dall'avv. di fiducia Rocco Taminelli, istante
contro
M INISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, controparte
Oggetto
Istanza di revisione della decisione RR.2020.219-220 del 14 dicembre 2020 della Corte dei reclami penali del Tri- bunale penale federale (art. 37 cpv. 2 lett. a n. 1, 38a, 40 cpv. 1 LOAP, 121-129 LTF) Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal
Numero dell'incarto: CR.2021.15
rogante della documentazione concernente le relazioni bancarie dell'inquisito A. e delle società a lui riconducibili, nonché il mantenimento del sequestro dei rela- tivi valori (v. CAR 1.100.007 e segg.; CAR 1.100.027 e segg; CAR 3.101.004 e segg.; RR.2020.219-220 act. 1.2). E. lI 9 settembre 2020, A. e le società titolari delle relazioni bancarie a lui riconduci- bili hanno interposto ricorso avverso la suddetta decisione di chiusura dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (di seguito: Corte dei reclami penali), postulandone l’annullamento, con conseguente reiezione della commissione rogatoria e sblocco delle relazioni bancarie interessate (v. CAR 1.100.027 e segg; RR.2020.219-220 act. 1). F. Con sentenze RR.2020.212, RR.2020.213, RR.2020.214, RR.2020.215-216, RR.2020.217-218, RR.2020.219-220, RR.2020.221-222, RR.2020.223-224, RR.2020.225-226 e RR.2020.227-228 del 14 dicembre 2020 la Corte dei reclami
3 - penali ha respinto i ricorsi di A. e delle società titolari a lui riconducibili (v. CAR 1.100.027 e segg.) G. In data 28 dicembre 2020 A. e le società a lui riconducibili hanno presentato, avverso le summenzionate sentenze della Corte dei reclami penali, ricorso in materia di diritto pubblico alla I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale (v. RR.2020.219-220 act. 27.1). L’Alta Corte, con sentenze 1C_724/2020, 1C_716/2020, 1C_723/2020, 1C_725/2020, 1C 726/2020, 1C_727/2020, 1C_728/2020, 1C_729/2020, IC_730/2020 e 1C_733/2020 del 4 febbraio 2021, ha ritenuto i suddetti ricorsi inammissibili (v. RR.2020.219-220 act. 27). H. Con istanze del 9 agosto 2021 alla Corte dei reclami penali, A. e le società a lui riconducibili hanno postulato la revisione delle sentenze della Corte dei reclami penali RR.2020.212, RR.2020.213, RR.2020.214, RR.2020.215-216, RR.2020.217-218, RR.2020.219-220, RR.2020.221-222, RR.2020.223-224, RR.2020.225-226 e RR.2020.227-228 del 14 dicembre 2020 (v. CAR 1.100.001 e segg.). Essi chiedono in via principale l’annullamento di tutte le decisioni prese nell’am- bito della procedura rogatoriale RH.19.0305-SCA5, con contestuale reiezione in- tegrale della domanda di assistenza dello Stato della Città del Vaticano del 19 dicembre 2019 e di tutte le domande provvisionali collaterali, così come l’ordine al Tribunale dello Stato della Città del Vaticano di restituire tutta la documenta- zione ottenuta sulla scorta della domanda di assistenza del Promotore di Giusti- zia del 19 dicembre 2019, con contestuale immediato divieto di utilizzo della stessa in qualsivoglia procedura penale, amministrativa o civile. In via subordi- nata, A. e le società titolari delle relazioni bancarie a lui riconducibili postulano la riforma delle sentenze della Corte dei reclami penali RR.2020.212, RR.2020.213, RR.2020.214, RR.2020.215-216, RR.2020.217-218, RR.2020.219-220, RR.2020.221-222, RR.2020.223-224, RR.2020.225-226 e RR.2020.227-228 del 14 dicembre 2020, con conseguente parziale annullamento della decisione di chiusura nell’ambito dell’assistenza giudiziaria della Procuratrice federale Avv. Annina Scherrer (Lugano) del 4 agosto 2020 nel procedimento incarto N. RH.19.0305-SCA2, il respingimento della domanda di assistenza del Promotore di Giustizia del 19 dicembre 2019 e l’ordine al Tribunale dello Stato della Città del Vaticano di restituire tutta la documentazione ottenuta sulla scorta della do- manda di assistenza del Promotore di Giustizia con contestuale immediato di- vieto di utilizzo della stessa in qualsivoglia procedura penale, amministrativa o civile. Inoltre, sempre in via subordinata, l’istante richiede lo sblocco immediato della relazione bancaria N.1., intestata a D. SA., Z., accesa presso B. SA (v. CAR 1.100.005 e segg.).
4 - A sostegno delle sue conclusioni e sulla scorta dei documenti prodotti, l’istante adduce, in particolare, che non sarebbero date le condizioni per accordare l’as- sistenza internazionale in materia penale (cfr. art. 2 lett. a e d AIMP) in quanto la Città Stato del Vaticano non costituisce uno stato di diritto, e che l’istante non beneficia delle minime garanzie di un processo equo ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. CAR 1.100.024). I. Mediante scritto del 10 agosto 2021, la Corte dei reclami penali del TPF ha tra- smesso alla Corte d’appello del Tribunale penale federale (di seguito: Corte d’ap- pello), per ragioni di competenza e in applicazione dell’art. 8 cpv. 1 PA in rela- zione con l’art. 38a LOAP, le summenzionate richieste di revisione (v. CAR 1.100.001 e segg.). J. Con scritto del 17 agosto 2021 (v. CAR 3.100.001 e segg.), la Corte d’appello del Tribunale penale federale ha invitato la Corte dei reclami penali, il MPC e l’Ufficio federale di giustizia (di seguito: UFG) a far pervenire le eventuali osservazioni in merito alle istanze di revisione summenzionate. K. Con risposta del 24 agosto 2021, la Corte dei reclami penali ha confermato inte- gralmente le proprie sentenze RR.2020.212, RR.2020.213, RR.2020.214, RR.2020.215-216, RR.2020.217-218, RR.2020.219-220, RR.2020.221-222, RR.2020.223-224, RR.2020.225-226 e RR.2020.227-228 e rinunciato a formu- lare osservazioni alle domande di revisione presentate (v. CAR 3.104.001). L. Mediante risposta del 31 agosto 2021, l’UFG ha rinunciato a prendere posizione in merito alle istanze di revisione summenzionate (v. CAR 3.102.001). M. Con risposta motivata del 15 settembre 2021, il MPC ha postulato la reiezione delle istanze di revisione, siccome inammissibili (v. CAR 3.101.003 e segg.). N. Le summenzionate risposte della Corte dei reclami penali, dell’UFG e del MPC sono state trasmesse all’istante mediante scritto del 28 settembre 2021 e un ter- mine all’11 ottobre 2021, poi prorogato un’unica volta al 21 ottobre 2021, è stato assegnato per la presentazione di un’eventuale replica (v. CAR 3.100.003 e seg.; 3.103.001 e segg.). O. Nel termine impartito, l’istante ha presentato una replica, allegando due docu- menti: un’ordinanza del 6 ottobre 2021 del Tribunale dello Stato del Vaticano e uno scritto dell’avv. Rocco Taminelli al MPC dell’8 aprile 2021, con allegata una sentenza del 10 marzo 2021 della Corte della Corona di Southwark (CAR 3.103.003 e segg.).
5 - Nella replica, l’istante ha principalmente ribadito quanto sollevato con la sua istanza del 9 agosto 2021. Egli ha inoltre precisato, tra l’altro, che il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, quando ha sentito le medesime censure sol- levate dall’istante e dal signor A. da quasi due anni, ha annullato la citazione a giudizio, rimandando integralmente gli atti ai Promotori di giustizia, per tutti i reati ascritti al signor A. (CAR 3.103.005). Inoltre, l’istante ha indicato che “ha sempre lamentato gravi violazioni procedurali in capo all’agire dei Promotori di giustizia, come pure il fatto che data l’assoluta mancanza di fatti concreti ascrivibili al signor A. e configuranti reato, non era nemmeno possibile verificare il requisito della doppia punibilità di cui all’art. 64 cpv. 1 AIMP. Proprio le gravi violazioni procedurali e la carenza nell’enunciazione dei fatti, sono all’origine della citata ordinanza di annullamento della citazione a giudizio del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano (nel seguito Tribunale del Vaticano) del 6 ottobre 2021” (CAR 3.103.005). E ancora, in merito, “ il requi- sito della doppia punibilità (art. 64 AIMP) è stato certificato carente persino dal Tribunale dello Stato richiedente, il quale ha rinviato gli atti ai Promotori anche per il fatto che la descrizione dei fatti era a tal punto carente da comportare una grave violazione del principio del contraddittorio” (CAR 3.103.009 e seg.). Infine, l’istante ha ribadito che (CAR 3.103.005 e seg.) “al momento in cui il signor A. aveva inoltrato l’istanza di dissequestro, i Promotori non avevano ancora sot- toposto il suo rinvio a giudizio al Tribunale del Vaticano. Semplicemente, la durata del sequestro, l’entità del stesso e l’assoluta impossibilità che si arrivasse a una confisca, giustificavano la revoca del sequestro. A seguito del successivo rinvio a giudizio il primo motivo era in parte decaduto. Ora, con l’emanazione della citata Ordinanza 6 ottobre 2021 del Tribunale del Vaticano, la revoca del sequestro è assolutamente imprescindibile, sia per la nuova esplosione dei tempi procedurali che questo comporta, sia e soprattutto per le motivazioni di tale ordinanza”. P. Con scritto spontaneo del 19 ottobre 2021, poi trasmesso alle parti per cono- scenza, il MPC ha inoltrato a questa Corte una lettera dei patrocinatori dell’istante e la stessa ordinanza del 6 ottobre 2021 del Tribunale del Vaticano, precisando che avrebbe chiesto ai Promotori di Giustizia di tale Stato una presa di posizione in merito (CAR 3.101.009 e segg.). Q. Il 25 ottobre 2021, il MPC ha trasmesso a questa Corte la risposta dei Promotori di Giustizia alla richiesta di presa di posizione, scritti poi trasmessi alle parti per conoscenza (CAR 3.101.021 e segg.).
6 - R. Visto l’esito della presente non sono stati richiesti ulteriori prese di posizioni alle parti. Le ulteriori argomentazioni di fatto e di diritto delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi sottoesposti.
La Corte d’appello considera in diritto: 1.
1.1 La Corte d'appello del TPF giudica gli appelli e le domande di revisione a livello delle autorità penali federali e ciò in applicazione dell’art. 38a e segg. della legge del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione (RS 173.71; LOAP). 1.1.1 Giusta l’art. 40 cpv. 1 LOAP, gli art. 121-129 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale Federale (RS 173.110; LTF) si applicano per analogia alla revisione, all’interpretazione e alla rettifica delle decisioni delle corti dei reclami penali di cui all’art. 37 cpv. 2 LOAP, visto che le procedure ivi elencate non sono rette dal Codice di diritto processuale penale svizzero (RS 312.0; CPP), ma da leggi spe- ciali (FF 2008 7409). 1.1.2 Nel caso in esame, le sentenze RR.2020.212, RR.2020.213, RR.2020.214, RR.2020.215-216, RR.2020.217-218, RR.2020.219-220, RR.2020.221-222, RR.2020.223-224, RR.2020.225-226 e RR.2020.227-228 della Corte dei reclami penali del TPF del 14 dicembre 2020 sono state tutte emanate in applicazione dell’art. 37 cpv. 2 lett. a n. 1 LOAP, avendo la predetta Corte giudicato dei ricorsi in materia di assistenza giudiziaria internazionale conformemente alla legge fe- derale del 20 marzo 1981 sull’assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1; AIMP). 1.1.3 Alla luce di quanto sopra esposto, la competenza della Corte d’appello per sta- tuire sull’istanza di revisione in oggetto sarebbe quindi data. 1.2 Nel caso concreto, occorre tuttavia vagliare anche un’eventuale competenza del TF, essendosi l’Alta Corte già chinata sulla causa in oggetto (v. supra consid. G).
9 - non costituisce uno stato di diritto, e che l’istante non beneficia delle minime ga- ranzie di un processo equo ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. CAR 1.100.024). Tali mancanze procedurali da parte dello Stato del Vaticano avrebbero tra l’altro causato l’impossibilità di “verificare il requisito della doppia punibilità di cui all’art. 64 cpv. 1 AIMP” (v. CAR 3.103.005). Poiché l’esame della fondatezza della censura riguardante l’art. 64 cpv. 1 AIMP dipende dall'esito di quello riguardante l’invocata violazione dell’art. 2 AIMP, quest’ultima censura va analizzata in via prioritaria. 3.1 All’art. 2 AIMP, da costante giurisprudenza, può appellarsi unicamente la persona per la quale è stata richiesta l’estradizione allo Stato richiedente o il trasferimento ad un tribunale penale internazionale. Se si tratta, come nel caso concreto, di trasmissione di documentazione bancaria, può appellarsi all’art. 2 AIMP unica- mente l’imputato che si trova sul territorio dello Stato richiedente, se riesce a far valere di essere esposto concretamente al rischio di violazione dei suoi diritti pro- cedurali. Persone giuridiche in generale, come persone fisiche che risiedono all’estero o si trovano sul territorio dello Stato richiesto senza ivi essere esposti ad un pericolo, non possono di principio appellarsi all’art. 2 AIMP. Il Tribunale federale ha già avuto anche modo di affermare che l’art. 2 AIMP non può essere invocato da persone giuridiche che non sono oggetto della procedura estera e che pertanto non possono prevalersi di una norma destinata anzitutto a proteg- gere l’imputato all’estero (v. DTF 133 IV 40 consid. 7.2; 130 II 217 consid. 8.2; 126 II 258 consid. 2d/aa; sentenze del Tribunale federale 1C_376/2016 del 5 ottobre 2016 consid. 2.2; 1C_79/2014 del 14 febbraio 2014 consid. 2.3; RR.2020.304, consid. 2.1). 3.2 Nella fattispecie, l’istante è una persona giuridica che non si trova nello Stato richiedente, e che non è oggetto della procedura penale ivi in corso. L’istante non è quindi legittimato ad addurre all’art. 2 AIMP quale censura per l’istanza di revi- sione (v. DTF 130 II 217 consid. 8.1 pag. 227; Z IMMERMANN, La coopération ju- diciaire internationale en matière pénale, 5a ed. 2019, n. 682 ; L UDWICZAK GLAS- SEY , Entraide judiciaire internationale en matière pénale, 2018, n. 490 pag. 109 e n. 636 pag. 145). 3.3 Stessa sorte dev’essere riservata alla censura riguardante l’impossibilità “di veri- ficare il requisito della doppia punibilità” in quanto – come invocato dall’istante – sarebbero le pretese violazioni dei diritti procedurali nella Citta Stato del Vaticano ad aver impedito la corretta verifica di cui all’art. 64 cpv. 1 AIMP.
10 - La censura proposta dall’istante sarebbe in ogni caso irricevibile in quanto sono manifestamente disattese le esigenze minime di motivazione in ambito di revi- sione (v. sentenze del Tribunale federale 1F_16/2016 del 25 luglio 2016 consid. 3; 2F_4/2014 del 20 marzo 2014 consid. 2.3). 3.4 In merito a quanto precede, questa Corte osserva che il Tribunale federale ha già esposto a A. e alle società titolari delle relazioni bancarie a lui riconducibili, così come ai loro patrocinatori, le condizioni per poter addurre all’art. 2 AIMP (v. in particolare sentenze del Tribunale federale 1C_723/2020 e 1C_724/2020 del 4 febbraio 2021 consid. 2.2; v. anche 1C_716/2020, 1C_725/2020, 1C 726/2020, 1C_727/2020, 1C_728/2020, 1C_729/2020, 1C_730/2020 e 1C_733/2020). Una riproposta di una censura in tal senso in questa sede è ai limiti della temerarietà e questo modo di agire dilatorio non può trovare protezione. 3.5 Alla luce della sorte riservata alle censure invocate, l’istanza di revisione va quindi respinta.
La Presidente del Collegio giudicante Il Cancelliere
Ad avvenuta crescita in giudicato, comunicazione a:
Informazione sui rimedi giuridici
Ricorso al Tribunale federale
Le decisioni in materia di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale sono impugnabili mediante ricorso al Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 2 lett. b della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005, LTF). Il diritto di ricorso e gli altri requisiti di ammissibilità sono previsti dagli art. 82-84, 85-87 e 89 ss. LTF. L’atto di ricorso motivato deve essere inoltrato al Tribunale federale, 1000 Losanna 14.
Giusta l’art. 48 cpv. 1 e 2 LTF, gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine. In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione.
Data di spedizione: 12 novembre 2021