International arbitration appeal dismissed for insufficiently reasoned challenge

4A_41/2013Tribunale federale / I divisione civile3 mag 2013Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Federal Supreme Court dismissed, insofar as admissible, an appeal against an international arbitral award rendered in Lugano. It held that the respondent's objection to the appellant's procedural capacity failed because the Lugano branch had merely been misnamed instead of the Luxembourg company. The court further found the jurisdictional complaint manifestly unfounded and the remaining criticisms about evidence and the tribunal's handling of jurisdiction and merits insufficiently reasoned. The appellant was ordered to pay court costs and the respondent's party compensation.

Massima Omnilex

Art. 77 cpv. 1 LTF, art. 191 LDIP; art. 190 cpv. 2 LDIP, art. 77 cpv. 3 and art. 106 cpv. 2 LTF: an appeal against an international arbitral award is admissible only on the exhaustive grounds of Art. 190 cpv. 2 LDIP and must be reasoned with strict specificity. A branch named instead of the head office may constitute only a misdesignation of a party and does not affect procedural capacity where the opposing party's identity is clear and uncontested (consid. 1). Prior criminal proceedings or debt-enforcement measures do not amount, by themselves, to a waiver of arbitral jurisdiction over civil damage claims. Challenges that do not engage with the award's reasoning or are insufficiently substantiated are inadmissible; the Federal Supreme Court will not examine them.

Testo completo

{T 0/2}

4A_41/2013

Sentenza del 3 maggio 2013

I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Hurni.

Partecipanti al procedimento
A.________SA,
ricorrente,

contro

B.________Ltd,
patrocinata dall'avv. Antonio Monti,
opponente.

Oggetto
arbitrato internazionale,

ricorso contro il lodo finale emanato il 27 dicembre 2012 dal Tribunale arbitrale ad hoc con sede a Lugano

Visto:

che con lodo del 27 dicembre 2012 il Tribunale arbitrale composto dagli avvocati dott. C.________, Presidente, D.________ e E.________, con sede a Lugano, ha condannato la convenuta A.________SA, Lussemburgo, a pagare all'attrice B.________Ltd, Cipro, Euro 82'929.54 con interessi al 5 % dal 31 ottobre 2010, oltre a spese e ripetibili;
che il credito è da ricondurre a fatture emesse dall'attrice per la consulenza commerciale effettuata a favore della convenuta in esecuzione di un contratto, contenente una clausola compromissoria, sottoscritto il 4 febbraio 2009, rescisso di comune accordo il 21 giugno 2010;
che preliminarmente al giudizio di merito il Tribunale arbitrale ha respinto l'eccezione d'incompetenza proposta dalla convenuta;
che la A.________SA, succursale di Massagno (in seguito: la ricorrente), insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile del 26 gennaio 2013 chiedendo che il lodo sia annullato, che sia accertata l'incompetenza del Tribunale arbitrale e che "la richiesta di arbitrato (...) sia formalmente respinta";
che l'attrice, con osservazioni del 18 febbraio 2013, propone di respingere il ricorso "in ordine", per incapacità processuale della ricorrente e carenza di motivazione, e nel merito;
che la ricorrente replica con osservazioni del 4 marzo 2013, mentre il Tribunale arbitrale non ha preso posizione;
che il 25 febbraio 2013 la Presidente di questa Corte ha respinto la domanda di effetto sospensivo presentata dalla ricorrente;

considerando:

che l'attrice eccepisce che la succursale ticinese della convenuta è sprovvista della capacità processuale per impugnare la sentenza emessa contro la casa madre con sede a Lussemburgo;
che la ricorrente, riferendosi alla DTF 120 III 11 consid. 1b, ribatte che, sebbene anche davanti al Tribunale arbitrale fosse comparsa come parte convenuta senza precisare di agire come rappresentante della casa madre lussemburghese, l'attrice non ha mai dubitato dell'identità della controparte, tant'è che ha sollevato la questione per la prima volta davanti al Tribunale federale;
che nella sentenza 4P.146/2005 del 10 ottobre 2005, consid. 5, questa Corte ha stabilito che la giurisprudenza menzionata dalla ricorrente, riguardante la procedura esecutiva, è applicabile anche nelle cause giudiziarie o arbitrali e che di conseguenza la comparsa di una succursale al posto della sede principale è da considerare come un semplice errore nella designazione di una parte e non ne pregiudica la capacità processuale;
che anche in questo caso l'errore di designazione non arreca pregiudizio all'attrice, la quale non dubita dell'identità della parte convenuta, nemmeno davanti al Tribunale federale;
che, avendo il Tribunale arbitrale sede a Lugano ed essendo entrambe le parti domiciliate all'estero al momento della stipulazione del patto d'arbitrato, sono applicabili le norme sull'arbitrato internazionale della LDIP;
che in forza degli art. 77 cpv. 1 LTF e 191 LDIP il ricorso in materia civile contro le decisioni arbitrali è ammesso alle condizioni poste dagli art. 190 - 192 LDIP;
che il Tribunale federale esamina soltanto le censure che la ricorrente propone e motiva correttamente, ovvero indicando chiaramente le norme che ritiene violate e precisando in cosa consista la violazione, in modo analogo a quanto era richiesto a suo tempo per il ricorso di diritto pubblico (art. 77 cpv. 3 e 106 cpv. 2 LTF; DTF 134 III 186 consid. 5, 128 III 50 consid. 1c);
che i motivi di ricorso in materia di arbitrato internazionale sono enumerati esaustivamente all'art. 190 cpv. 2 LDIP;
che la ricorrente afferma di fondare il proprio gravame "principalmente" sull'art. 190 cpv. 2 lett. c LDIP (recte: lett. b) per incompetenza del Tribunale arbitrale;
che a suo dire l'attrice agirebbe in modo contraddittorio e di mala fede (art. 2 cpv. 2 CC), poiché prima di avviare la procedura arbitrale essa aveva sporto denuncia penale e fatto notificare tre precetti esecutivi, dimostrando in tale modo per atti concludenti di avere rinunciato alla giurisdizione arbitrale;
che la censura è d'acchito manifestamente infondata, perché il procedimento penale - avviato peraltro contro persone fisiche - non preclude affatto il diritto della parte danneggiata di sottoporre alla giurisdizione civile, ordinaria o arbitrale che sia, le proprie pretese di risarcimento, le quali sottostanno in ogni caso all'esecuzione forzata statale;
che la ricorrente, invece di confrontarsi con la motivazione in tale senso sviluppata nel lodo, si sofferma sulla natura del contratto del 4 febbraio 2009 e su di un altro contratto firmato il 22 febbraio 2010, esprimendosi in modo poco comprensibile e comunque non conforme a quanto richiesto dagli art. 77 cpv. 3 e 106 cpv. 2 LTF;
che la medesima insufficienza nella motivazione è riscontrabile laddove la ricorrente rimprovera al Tribunale arbitrale di non avere assunto prove a suo dire pertinenti e di avere deciso l'eccezione d'incompetenza insieme con il merito della causa;
che le spese seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF).

per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.

Le spese giudiziarie di fr. 5'000.-- sono poste a carico della ricorrente, il quale rifonderà fr. 6'000.-- all'opponente per ripetibili della sede federale.

3.

Comunicazione alle parti, rispettivamente al loro patrocinatore e al Tribunale arbitrale ad hoc con sede a Lugano.

Losanna, 3 maggio 2013

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Klett

Il Cancelliere: Hurni

Parole chiave

international arbitrationjurisdictionprocedural capacityparty misdesignationreasoned appealinadmissibilitycosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appellant's Lugano branch lacked procedural capacity to challenge the award issued against the Luxembourg head office.

Decisione estratta

The branch designation was only a misidentification of the party and did not affect procedural capacity because the respondent never doubted the identity of the opposing party.

Motivazione estratta

Prior case law on enforcement proceedings also applies in judicial and arbitral proceedings; naming the branch instead of the head office is a mere designation error without prejudice to capacity.

Questione giuridica chiave

Whether the arbitral tribunal lacked jurisdiction under the alleged arbitration-clause waiver and bad-faith conduct of the respondent.

Decisione estratta

The jurisdictional challenge was manifestly unfounded.

Motivazione estratta

A prior criminal complaint and debt-enforcement steps did not waive access to civil or arbitral adjudication of damage claims; the appellant failed to confront the award's reasoning and its submissions were inadequately reasoned under the LTF.

Questione giuridica chiave

Whether the complaint about insufficient evidence-taking and the tribunal's decision on jurisdiction together with the merits was admissible.

Decisione estratta

The complaint was inadequately reasoned and therefore not examined.

Motivazione estratta

The appellant did not develop a clear, legally substantiated criticism meeting the strict reasoning requirements for international arbitration appeals.

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