Staatsreeht.
ne peut paS dire que les dispositions qui la precedaient
ofIraient un interet moindre que le reste, il n'y avait en
l'espece aucun motif de l'imprimer en caracteresspeciaux.
En realiM il n'etait pas possible qu'elle passat inapenue,
meme au cours d'une lecture superficielle, pour peu qu'on
fett tant soit peu experimente dans les affaires, ce qui etait
incontestablement le cas du recourant.
La clause etant valable et im pli quant une renonciation
a la garantie du for prevue a l'art. 59 Const. fed., le recou-
rant n'etait evidemment plus en droit de se prevaloir de
cette disposition.
Quant au moyen tire de I'art. 4 Const. fed., il resulte
de ce qui precede qu'il n'est pas fonde.
Le Tribunal jederal prononce :
Le recours est rejete.
Vgl. auch Nr. 4. -Voir aussi n° 4.
Irr. INTERNATIONALES AUSLIEFERUNGSRECHT
EXTRADITION AUX ETATS ETRANGERS
3. Sentenza. del G ma.rzo '1931 nella causa deI Porto.
L'estradizione di un' italiana non puo essere rifiutata pel motivo
ehe, all'epoca della condanna in Italia, essa era cittadina
svizzera e perse la nazionalita elvetica solo in seguito a matri-
momo.
Art. 5 cp. 1 deI trattato italo-svizzero ; art. 2 della legge sull'estra.
dizione.
A. -Nel 1926 Juliette-Anna-Louise Herren, oriunda
svizzera e divorziata da certo Marlin anch'esso svizzero,
apri negozio di modelli e confezioni in Milano ove fu,
il 28 febbraio 1928, dichiarata fallita, alcuni giorni dopo
Internationales Auslieferungsrecht. No 3.
avere abbandonato lacitta. Con sentenza 20 ottobre 1928
il
Tribunale penale di Milano la dichiaro colpevole dei
reati di bancarotta semplice e fraudolenta (sottrazione
di merce e di denaro, falsificazione di libri di commercio)
condannandola in contumacia alla pena cumulativa d'anni
tre e mesi quattro di reclusione. Secondo una declaratoria
in data 14 febbraio 1930 di quel Tribunale un anno di
reclusione le fu condonato su questa pena.
Nel febbraio deI 1929 la Herren sposo a Losanna certo
Carlo Dei Porto, suddito italiano.
B. -Mediante nota 9 giugno 1930 la Legazione d'Italia
in Berna ha chiesto l'estradizione di Giulietta DeI Porto
nata Herren in forza della summenzionata sentenza
penale e dell'art. 2 cifra 11 deI trattato d'estradizione
22 giugno 1868 tra la Svizzera e l'Italia. La DeI Porto
s'e opposta all'estradizione e gli atti sono stati trasmessi
al Tribunale federale, cui spetta il giudizio sull'opposizione.
Il Ministero Pubblico della Confederazione ha proposto
d'accordare l'estradizione limitatamente al reato di banca-
rotta fraudolenta e di miutarIa per la bancarotta semplice,
colla
riserva ehe la quota relativa a questo reato venga
completamente elimipata dalla pena cumulativa prevista
nella sentenza 20 ottobre 1928 e ehe la pena sia eseguita
solo per la bancarotta fraudolenta.
L'Avv. R. Correvon, patrono della DeI Porto, chiede
il rigetto della demanda d'estradizione e, in subordine.
ch'essa sia accordata solo per il reato di bancarotta frau-
dolenta e contro una dichiarazione dello Stato richiedente,
la quale assicuri :
10 que dame DeI Porto ne subira pas en ItaHe la peine
prononcee pour faillite simple (douze mois d'emprison-
nement, convertis, semble-t-il, en 4 mois de reclusion),
et qu'en consequence la peine de la reclusion a subir par
dame DeI Porto sera reduite de toute la duree correspon-
dant a Ia peine encourue pour faillite simple;
20 que la remise de la peine accordee par decret royal
en janvier 1931, d'une annee sur la totalite de 3 ans et
Staa. tsrechf,.
) 4 mois de reclusion, aura 'pour effet de reduire la duree
) de la reclusion fixee comme dit sous chiffre 1
ci-dessus
,
) soit de 12 mois, soit, a. ce defaut, dans une mesure propor-
) tionnee a. la duree de la peine prononcee pour faillite frau-
- duleuse (36 mois) et de celle prononcee pour faillite sim pIe
- (4 mois), Ia peine a. subir etant ainsi reduite de 10,8 mois
au minimum:
) (Peine totale: 40 mois. Remise de peine: 12 mois.
Peine pour faillite simple: 4 mois -Remise
de peine . . . . . . . . . . . . . . .. 1,2
)
Peine pour faillite frauduleuse : 36 mois. Remise
de peine .............. 10,8
) qu'en eonsequence la duree de la peine a. subir par dame
DeI Porto en ItaHe ne depassera pas deux annees, ou,
) subsidiairement,
deux annees, un mois et six jours (36
)mois -10,8 25,2 mois). )
A eonforto
di queste eonelusioni l' A vv. Correvon adduce
non potersi estradare eoloro ehe all'epoea della condanna,
o quando l'estradizione fu chiesta, erano eittadini svizzeri.
Tale massima seaturire dall'art. 1 della legge sull'estra-
dizione, in eui e fatta parola di stranieri ... condannati I).
Quanto all'art. 2, esso signifiea solo yhe il divieto d'estra-
dizione vale anehe per eoloro che divennero svizzeri piu
tardi. L'identiea norma reggere 'indubbiamente anche il
trattato italo-svizzero, benche l'art. 1 dello stesso parli
d'individui da consegnare e non di stranieri. Nulla ostare
in conereto a ehe, rifiutata l'estradizione, la DeI Porto
sia in conformita. degli art. 2 cp. 2 e 3 della legge giudieata
in Isvizzera. A ver essa deI resto perso la nazionalita.
elvetiea solo in seguito a matrimonio e chiesto la sepa-
razione giudiziale dal marito, ciö ehe, in easo d'esito
favorevole dell'istanza, le permetterebbe d'essere reinte
grata nella cittadinanza svizzera (art. 10 della legge sulla
cittadinanza). Non potersi pertanto dire d'essa eh'e attual-
mente straniera aHa Svizzera. L'estradizione essere inop-
portuna anche per le precarie condizioni di salute delI'-
estradanda, Ia quale si protesta innocente.
Internationales Auslieferungsrecht. No 3.
Oonsiderando in di, itto :
- -L'art. 1 deI Trattato d'estradizione coll'Italia
dispone : Le Gouvernement de la Confederation suisse
et le Gouvernement italien s'engagent a se livrer reeipro-
quement les individus, qui, ayant ete condamnes ou etant
poursuivis par les autorites competente.s de run des deux
etats contractants, pour l'un des erimes ou delits enumeres
a. l'art. 2 ei-apres, se seraient refugies sur le territoire de
l'autre. )
Mentre la banearotta fraudolenta figura nella lista dei
reati ehe danno luogo ad estradizione sotto eifra 11, la
banearotta sempliee non e inveee eleneata. Se le eceezioni
ehe
la DeI Porto desume dalla eittadinanza non reggono,
l'estradizione potra. quindi essere eonsentita solo eolla
riserva proposta dal Pubblieo Ministero federale. Quanto
aHa diehiarazione ehe il patrono dell'estradanda vorrebbe
si esigesse, prima della eonsegna, dallo Stato richiedente,
essa
non e d'uso ed il giudizio in merito spetterebbe al
caso al Consiglio federale.
Cosi pure, non e compito deI Tribunale federale di fare
il calcolo della
pena che rimane da seontare, una volta
dedotta Ia quota relativa al reato di banearotta semplice.
-
Il quesito se l'estradizione ha da essere rifiutata
per ragioni dedotte dalla nazionalita. deve essere risolto
secondo
il trattato italo-svizzero e non secondo la legge
sull'estradizione (v.
RU 42 I 104), le cui norme coineidono
deI
resto su questo punto.
L'art. 5 cp. 1 deI trattato prescrive : Dans aucun cas
et pour aueun motif les deux parties contractantes ne
pourront etre tenues a. se livrer Ieurs nationaux.
Dal tenore di questa norma emerge chiaramente ch'e
decisiva la nazionalita. dell'estradando all'epoca deI
procedimento d'estradizione. Poiche in eoncreto la DeI
Porto aveva perso la nazionalita. svizzera gia. prima di
tale procedimento non si potrebbe quindi dire d'essa ehe,
consegnandola,
Ia Svizzera livre un national I). Ne si puo
l6
desumere un argomento contrario a questa eonclusione
dall'art. 1 deI trattato, il quale dice solo ehe ognuno degli
Stati contraenti s'impegna ad aceordare l'estradizione
degli individui ricercati 0 condannati neU'altro per certi
reati.
Il divieto d'estradare un eittadino svizzero e espresso
dall'art. 2 della legge 22 gennaio 1892 sull'estradizione
nei seguenti termini :
(( L'estradizione di un eittadino svizzero non puo
essere consentita.
Anche queste testo non lascia dubbi su eiö, eh'e decisiva
la nazionalita posseduta all'epoea deI proeedimento
d'estradizione. La eonsegna d'un ex-cittadino, vale a dire
di persona che fu svizzera all'epoea deI reato 0 della con-
danna, ma ehe perse in seguito tale qualita, non pUD
infatti dirsi estradizione d'un cittadino svizzero. Si e
invano ehe il patrono della DeI Porto obbietta a eio l'art. 1
della legge,
il quale significherebbe ehe l'estradinione puC!
essere eonsentita solo nei riguardi di eoloro eh'erano
stranieri quando furono ricereati, sottoposti a procedi-
mento, aceusati 0 eondamnati dallo Stato richiedente.
L'art. 1 non ha queste significato. Nel redigerlo il legis-
latore ha pensato soprattutto al caso normale, in cui non
v'e cambiamento di nazionalita; ma, anche se si vuole
ammettere ehe tali eam biamenti furono da esso previsti,
il tenore delI 'art. l. non urta menomamente contro il
disposto dell'art. 2 ep. 1 Anche I 'ex-cittadino , di eui e
ehiesta I'estradizione, appare infatti come uno straniero,
ehe fu ricereato 0 condamnato dallo Stato riehiedente.
Il eorrispettivo deI divieto d'estradare cittadini svizzeri
consiste nel
rinvio a giudizio degli stessi in patria, rinvio
ehe e previsto dai eapoversi 2 e 3 delI 'art. 2 della legge
sulI'estradizione, i
quali eompletano in questo senso le
eventuali norme deI giure cantonale circa l'applicabilita
territoriale e personale deI diritto punitivo. Il tenore di
questi capoversi, ehe difficilmente potrebbero essere
interpretati in sense estensivo, ne permette l'applicazione
Internationales Auslieferungsrecht. N0 3.
l7
solo a coloro che sono, non a coloro ehe furono eittadini
svizzeri. In ciö si PU!) ravvisare un argomento di piu a
favore della tesi, non essere il divieto sancito dall'art. 2
cp. I
della legge applicabile agli ex-cittadini. Se infatti
l'opinione contraria dovesse essere seguita si giungerebbe,
in certi casi, aHa conseguenza inammissibile che gli ex-
cittadini non potrebbero essere ne estradati, ne rinviati
a giudizio in Isvizzera, il rinvio non essendo previsto nt
dalla legge federale ne da quella cantonale.
3. -Il divieto d'estradare i propri nazionali e una
massima deI diritto publico continentale, ignota al giure
anglo-americano. Il quesito, se tale prineipio vaiga anehe
per i cittadini di nuova data, vale a dire per eoloro ehe
acquistarono la cittadinanza dello Stato di rifugio solo
dopo il fatto per cui sono ricereati e assai controverso
nella dottrina (efr. in proposito e, in genere, circa il divieto
d'estradare i nazionali; LAMMASCH, Auslieferungspflicht,
376 e
seg.; WETTSTEIN, Die Staatsangehörigkeit im
schweiz. Auslieferungsrecht, 41 e seg.). La soluzione datagli
dal trattato italo-svizzero e dalla legge sull'estradizione
non pUD invece essere dubbia : poiche il criterio decisivo
e desunto dalla nazionalita posseduta alI'epoca deI proce-
dimento d'estradizione, anehe il necocittadino non pUD
essere estradato (salvo forse nel easo in eui acquistö la
cittadinanza eon frode, per es. mediante un matrlmonio
fittizio).
Nessun autore sostiene invece ehe nel easo inverso,
quando si tratti d'un ex-cittadino, questi possa opporsi
aHa domanda d'estradizione invocando Ia nazionalita
precedentemente da lui posseduta. Tutti coloro che esa-
minarono la questione l'hanno risolta in sense negativo
(efr. LAMNASCH, p. 403; V. MARTITZ, Rechtshilfe in Straf-
sachen I 302; WETTSTEIN, 42; LANZA, Estradizione n.143;
KOHLER, Internationales Strafrecht' 171). In questo sense
e interpretato anche il 9 deI codice penale germanico
(ora anehe art. 112 cp. 3 della costituzione dell'impero)
per cui ( Ein Deutscher darf einer ausländischen Regie-
AB 57 1-1931 2
rung zur Verfolgung oder Bestrafung nicht überliefert
werden (cfr; HEGLER, Pl'inzipien des internationalen
Strafrechts 159).
Le opinioni divergono nella dottrina circa le ragioni
deI divieto d'estradare i naziona1i. Esse sono indubbia-
mente da porrenello speciale vincolo ehe unisce a110 Stato
il cittadino, vuoi nel diritto ineondizionato di questi di
dimorare in patria (efr. WETTSTEIN, p. 20 e gli autori ivi
eitati), vuoi in un riguardo usato da110 Stato verso i propri
nazionali. Ne l'una ne l'altra di queste ragioni valgono,
eomunque, per coloro che persero la cittadinanza e non
si eapisce perehe costoro potrebbero invoeare il privilegio
di non essere estradati pel solo motivo ehe a11'epoea in
eui furono ricercati 0 condannati erano eittadini dnl1o
stato di rifugio.
4. -Poiehe da quanto preeede risulta ehe l'ex-citta-
dino non puo opporsi all'estradizione non si possono
neppure fare delle distinzioni a seeonda dei motivi per
eui Ia eittadinanza ando persa. Anehe ia svizzera diventata
straniera in segriito a matrimonio non e piil svizzera
(RU 36 I 223). Certo tra essa ed il paese esiste ancora un
vincolo, poiche in caso di vedovanza, di divorzio 0 di
separazione di letto e di menna puo essere riammessa
nella cittadinanza in forza dell'art. 10 let. b della legge 25
giugno 1903, ma questo disposto non le eonferisee un
diritto vero e proprio aHa reintegrazione, 1a cui eoncessione
e riservata ai giudizio deI Oonsiglio federale. Ora la sola
possibilita
d'una ulteriore reintegrazione nel diritto di
cittadinanza svizzera non puo, sul teITeno dei trattato
italo-svizzero edella legge sull'estradizione, essere equi-
para ta ai possesso di questa cittadinanza quando si tratti
di decidere se la nazionalita dell'individuo ricercato
s'oppone aHa sua estradizione.
Il Tribunale federale pronuncia :
L'opposizione di Giulietta DeI Porto e respinta e l'estra-
dizione aceordata per il reato di bancarotta fraudolenteJ
Staatsverträge. No 4.
Hl
co11a riserva ehe dalla pena eumulativa, inflitta eon
sentenza 20 ottobre 1928 deI Tribunale penale di Milano
e
ridotta secondo declaratoria 14 febbraio 1930 dello
stesso
Tribunale, sia completamente eliminata Ia quota
relativa al reato di bancarotta semplice.
IV. STAATSVERTRÄGE
TRAITES INTERNATIONAUX
4. Urteil vom 20. Februa.r 1931 i. S. Heini gegen J?ietsch.
. Begriff der vorbehH,ltlosen lnilllassung auf den RechtfIstreit. im
Sinne des Art. 2 Abs. 2 Ziff. 2 des Vertrages mit Österreieh
über die Anerkemmng wld VolL'ltreclnmg gerichtlicher Ent-
scheidungen (Erw. 2).
'Vegen ungenügender Recht.skraft,-und VollstreckbaI'keit,sbe-
scheinigemg kann gegen die Vollziehullg eines österreichischen
Zivilurteils nicht Beschwerde erhoben werden, wenn desson
Rechtskraft und interne Vollstreckbarkeit nicht hest.ritten
wird (Erw. 3).
A. -Der Rekursbeklagte erhob vor dem Landesgericht
von Graz gegen den Rekurrenten, der damals in Ebikon
(Luzern) wohnte, eine Klage, womit er Schadenersatz im
Betrage von 1600 Schilling samt Zins wegen mangelnder
Erfüllung eines Holzlieferungsvertrages verlangte. Das
Gericht beschloss, der vom Rekurrenten erhobenen Ein-
rede der örtlichen Unzuständigkeit keine Folge zu geben,
indem es ausführte: Die beklagte Partei hat die von
ihr rechtzeitig erhobene Einrede der örtlichen Unzu-
ständigkeit nicht ausgeführt und sich ohne Erörterung
der Zuständigkeitsfrage ins meritum eingelassen, weshalb
die die Zuständigkeit dieses Gerichtes begründenden
Behauptungen der klagenden Partei als zugegeben zu
behandeln und die Zuständigkeit dieses Gerichtes gegeben
war. Die Klage wurde vom Inandesgericht abgewiesen.