24 Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
Forderungen ein Retentionsrecht an der Obligation
N°
33,352 auf die Thurgauische Hypothekenbank zustehe.
Eine ausdrückliche Entscheidung hierüber
enthält nun
der Kollokationsplan allerdings nicht. Es kann sich daher
lediglich fragen, ob in der positiven Behandlung der
übrigen Ansprüche stillschweigend der Ausschluss eines
solchen nachträglichen Anspruches ausgesprochen sei.
Darüber ist zu sagen: Jede Kollokation einer Forderung
umfasst notwendig
nicht bloss die Feststellung ihres
Bestandes
und ihrer Höhe, sondern auch die Bestimmung
des Ranges, in welchem sie im Verhältnis zu den andern
a Verwertungserlös teilnimmt, und die Festsetzung
dIeses Ranges
bedeutet daher in der Regel zugleich den
Ausschluss.
jeder andern bessern RangsteIlung. Daher
hat der seme Forderung zur Kollokation anmeldende
Gläubiger zugleich auch den
von ihm verlangten Rang
anzugeben und kann nach Abschluss des Kollokations-
verfahrens mit der nachträglichen Behauptung eines
andern als des kollozierten Ranges nur noch im Kollo-
kations pro z e s s vor dem Richter auftreten. Ist die
rist hiefür abnelaufen, so muss, wenn nicht die perempto-
nsche Klagefnst des Art. 250 illusorisch sein soll, eine
neue Eröffnung des
Verfahrens durch eine nachträgliche
Anmendung. eines andern Ranges notwendig ausgeschlos-
sen sem. Eme Ausnahme kann offenbar riur für solche
Fäll . genacht werden, w? die Anmeldung des Ran
verhaltmsses früher tatsächlich nicht möglich war. Wie
nach Art.
232 Zifi. 4 auch das Vorrecht nur dann erlischt
wenn die Unterlassung der Zurverfügungsstellung
de;
Massegegenstände, an denen ein Vorzugsrecht behauptet
wird, ungerechtfertigt ) war, so kann auch wegen der
nterlassung der Anmeldung des Vorzugsrechtes dieses
1m Konkurs nur dann verwirkt werden, wenn es sich um
eine ungerechtfertigte) Unterlassung handelte. Um
einen solchen Ausnahmefall, wo die Unterlassung der
Anmeldung gerechtfertigt wäre,
handelt es sich indessen
hier nicht. Die Rekursgegnerin
hat es ausschliesslich ihrer
und Konkurskammer. N° 6.
eigenen Nachlässigkeit zuzuschreiben, wenn sie das
Retentionsrecht an der Obligation N° 33,352 auf die
Thurgauische Hypothekenbank
nicht zugleich mit. ihren
Forderungen
und übrigen Pfand-oder Retentionsrechten
anmeldete,
da sie dazu sehr wohl im Stande gewesen
wäre. Infolgedessen kann der nachträglich angemeldete
Retentionsanspruch entgegen der Auffassung der
Vor-
instanz nicht mehr berücksichtigt werden. Die von ihr
der Konkursverwaltung gegebene Anweisung ist somit
aufzuheben
und die Konkursverwaltung anzuweisen, die
in Frage stehende
Obligation zu verwerten und den Erlös
auf Grund des bestehenden rechtskräftigen
Kollokations-
planes zu verteilen.
Demnach
hat die Schuldbetreibungs-u. Konkurskammer
erkannt:
Der Rekurs wird im Sinne der Erwägungen gutgeheissen.
6.
Sentenza S febbraio in causa Spinedi.
L'istituto della purgazione delle ipoteebe di eui alY art. 828
ces, ehe eerti cantoni, hanno adottato e essenzialmente di
diritto eantonale: sull' app lieazione dei disposti ebe 10 eon-
eernono eontenuti neHe Ieggi eantonali di attuazione deI
ees non pub statuire il Tribuna1e federale come Autorita
di vigilanza in materia di esecuzioni e fallimenti.
A. -n 3 luglio 1913 Mario Chiesa in Chiasso dom an-
dava all'Ufficio delle esecuzioni di Mendrisio di istituire
la procedura di purgazione delle ipoteche, conformemente
agli
art. 828 e 829 CCS e 176 e seg. legge cantonale di
attuazione
deI CCS, sopra una casa in Stabio da lui com-
perata il 19 marzo 1913 da Alesandro Montalbetti per il
prezzo di 11,000 fr. e gravata da tre ipoteche per I'am-
montare complessivo di 18,500 fr., tra le quali una di
7000 fr. in favore di Candida Spinedi da Rancate iscritta
Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
in secondo rango e preceduta da altra di 8000 fr. Nella
domanda di cui sopra Mario
Chiesa offriva ai creditori
ipotecari di pagare
il prezzo di 11,000 fr. entro sei mesi
a
datare dalla notifica dell'istanza di spurgo.
In data 9 luglio 1913 l'Ufficio di Mendrisio, confor-
mandosi ai disposti degli
art. 177 e 178 legge cantonale di
attuazione deI CCS, notificava ai singoli creditori ipote-
cari Ia diffida di cui all'art. 177 precitato e
intimava loro
che ove non chiedessero l'incanto degli stabili Chiesa-
Montalbetti in conformita dell'art. 179 legge di attua-
zione, il valore di detti stabili sarebbe restato definiti-
vamente stabilito in 11,000 fr. Nessuno dei creditori
ipotecari si prevaise
entro il termine loro fissato deI
diritto di domandare la vendita dei beni all'incanto.
D' altro canto, anche l'istante Mario Chiesa, quantunque
a ci esplicitamente sollecitato dall'Ufficio con invito
25 agosto 1913, non deponeva presso quest'ultimo
la
somma di 11,000 fr., il cui versamento esso aveva pro-
messo.
B. -A vendo l'ufficio per questo motivo dichiarata
decaduta Ia domanda di spurgo delle ipoteche e, inoltre,
dato corso ad un'esecuzione per realizzazione deIl'ipo-
teca di 7000 fr. promossa da Candida Spinedi contro
Alessandro Montalbetti
senza notificare il precetto eseeu-
tivo al nuovo proprietario Mario Chiesa (art. 153 eap.3
LEF), la Camera cantonale-eseeuzioni e fallimenti, dietro
ricorso 3 novembre 1915 di Mario
Chiesa, eon sentenza
10 dicembre 1915 decideva :
.1
E fatto ordine aU'ufficio delle esecuzioni di Men-
drisio di procedere aH' allestimento della graduatoria a
) norma di legge. Cresciuta in giudicato la graduatoria,
l'ufficio invitera Mario Chiesa a deporre l'importo non
) contestato dei prezzo offerto e proeederä. al riparto sulla
) base dei crediti ipotecari utilmente graduati.
2
L'esecuzione per realizzazione di pegno promossa
) da Candida Spinedi eontro Montalbetti Alessandro e
) sospesa. ,)
und Konkurskammer. N° 6.
A,. sostegno di questa decisione la Camera eantonale
eseeuzioni e fallimenti, faeendo capo agli art. 176-179
legge di attuazione, asseriva : Nessun disposto di legge
autorizzava l'ufficio a
far dipendere l'allestimento della
graduatoria dal deposito deI prezzo di compera : l'obbligo
a deporre
e da ritenersi subordinato all'espletazione da
parte dell'uffieio della proeedura a Iui incombente. Ne
eonsegue ehe la domanda di purgazione delle ipoteehe
non e eaduea, ma aneora in eorso, donde la eonseguenza
ehe
in forza dell'art. 153 nuovo eap. LEF (vedi art. 60
titolo finale CCS) l'ufficio non avrebbe dovuto dar seguito
aHa
domanda di realizzazione Spinedi, tanto piu ehe il
relativo preeetto esecutivo non era stato notifieatoal
terzo proprietario (Chiesa) deI fondo gravato da ipoteea.
C. -Contro questa sentenza Candida Spinedi rieorre
al Tribunale federale domandandone
l' annullazione. Essa
adduce : E erroneo che l'Ufficio avrebbe dovuto allestire
Ia
graduatoria prima deI deposito deI prezzo da parte deI
eompratore
Chiesa : il contrario risulta dagli art. 179
Iegge eantonale di
attuazione in reiazione eogli art. 146
e 147
LEF. Chiesa avendo lasciato trascorrere infrut-
tuosamente iI termine per deporre eonformemente all'hrt.
177 precitato, la sua istanza di spurgo e eaduca. DeI resto
la diffida di cui all' art. 177 1. e. non venne regolarmente
notificata alla ricorrente ;
Considerando in diritto:
-La purgazione delle ipoteche non e retta dal CCS
come istituto di diritto federale : il CCS ne disciplina
eerti
aspetti (art. 828 e 829), ma non la prescrive, Iasciando
ai cantoni Ia facolta di
introdurla nella loro legislazione.
Il Cantone Ticino ha fatto uso di questa facolta ed ha
regolato Ia purgazione delle ipoteche negli art. 176-179
de a Iegge cantonale di attuazione deI
CCS, della eui
interpretazione la
Corte eantonale ha deciso nella pre-
sente vertenza. Essa ha dunque fatto applicazione di
disposti di
diritto cantonale ed ha giudicato, a questo
28 Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
riguardo, non come autoritä. di vigilanza in materia di
esecuzione e fallimenti,
ma come autoritä. preposta da
una legge cantonale ad istituto di diritto cantonale. D'aItro
canto, anche l'ufficio delle esecuzioni di Mendrisio, pro-
cedendo all'istanza di spurgo e dichiarandola caduca, non
ha agito in virtil della LEF, sibbene in qualitä. di funzio-.
nario cantonale ((ui una legge cantonale ha affidato
l'applicazione di disposti concernenti
un istituto di rito
cantonale. Il suo operato e la decisione della Corte canto-
nale, per quanto essi hanno
tratto aIla domanda di spurgo
delle ipoteche, sfuggono quindi all'indagine
dell'autoritä.
di vigilanza federale in materia di esecuzioni e fallimenti
aHa quale non compete la sorveglianza degli uffici di
esecuzioni e fallimenti se non
in quanto essi agiscano
come organi di attuazione della
LEF in applicazione di
norme di diritto federale
(RU 30 I No. 79,31 I No. 123,
32 I No. 28 ).
2° --L'operato dell'ufficio di Mendrisio e la decisione .
della Corte cantonale non sarebbero sindacabili da questa
Corte se non ove si dovesse decidere se l'ufficio abbia
agito conformente aHa LEF (art. 153) dando seguito
all'esecuzione in realizzazione di ipoteca promossa dalla
ricorrente e l'istanza
cantonah sospendendela. Senonehe,
par la soluzione di queste questioni e pregiudiziale quella
di sapere se
il procedimento di purgazione sia decaduto
od ancora in vigore : questione questa decisa dalIe
autoritä. cantonali in quest'ultimo senso in applicazione
di diritto cantonale. Donde segue senz'altro che l'esecu-
zione Spinedi doveva venir sospesa. DeI resto
il ricorso,
sostanzialmente e secondo le sue motivazioni,
e diretto,
non contro
la sospensione dell'esecuzione in realizzazione
deU'ipoteca Spinedi, sibbene contro
la questione pregiu-
diziale suaccennata ;
pronuncia:
Non si entra nel merito deI ricorso.
Ed. spec. 7 N0 43. 8 N0 65, 8 N0 7.
und Konkurskammer N° 7.
7. Entsoheid vom 11. Febrgar 1916
i. S. Lehmann und Luginbühl.
Art. 1 2 Kr i e g s n 0 v e 11 e z. Sc hK G : Unzulässigkeit
der Zustellung eines Zahlungsbefehls gemäss Art. 153 Abs. 2
SchKG an einen der Betreibungsstundung teilhaftigen
Dritteigentümer des Pfandes.
- -Am 3./13. November 1915 erwirkte der Rekurrent
- Luginbühl, Negoziant in Walkringen, beim Gerichts-
präsidenten von Konolfingen in Schlosswil gemäss Art. 12
der Kriegsnovelle
zum SchKG vom 28. September 19t.1
eine Betreibungsstundung von sechs Monaten bis zum
10. Mai 1916. Mit Zahlungsbefehl N° 4843 vom 15. De-
zember 1915 leitete die Schweizerische Volksbank
in
Bem durch das Betreibungsamt Konolfingen für eine
pfandversicherte Forderung von 28,142
Fr. 35 Cts. nebst
% % Zins seit 30. Juni 1915 gegen die Rekurrentin
Anna Barbara Lehmann-Schenk, Negoziantin in Walk-
ringen, Betreibung
auf Pfandverwertung ein. Als Pfand-
gegenstand ist im Zahlungsbefehl eine Lebensversiche-
rungspolize
N° 117,442 auf die Karlsruher Lebensversi-
cherungsgesellschaft von
10,000 Fr. vom 21. Februar 1896
und als Dritteigentümer des Pfandes der Rekurrent
Luginbühl angegeben. Gemäss Art. 153 Abs. 2 SchKG
stellte das Betreibungsamt Konolfingen
am 15. Dezember
1915 eine Ausfertigung dieses Zahlungsbefehls auch dem
LuginbühI als Dritteigentümer des Pfandes zu.
B. -Hierüber beschwerten sich die Rekurrenten am
23. Dezember 1915 beim Gerichtspräsidenten von Konol-
fingen,
mit dem Begehren, es seien die beiden Zahlungs-
befehle
N° 4843 des Betreibungsamtes Konolfingen,
gerichtet
auf die Verwertung der dem Rekurrenten Lugin-
bühl gehörenden Lebensversicherungspolize
N° 117,442
als
Faustpfand aufzuheben. Zur Begründung machten die
Rekurrenten geltend, die angefochtene Zustellung
der
Zahlungsbefehle stelle eine gemäss Art. 17 Abs. 1 der