Bankrupt debtor may claim exempt assets through a representative

BGE 41 III 366Raccolta ufficiale del Tribunale federale (DTF) / Volume III9 ott 1915Granted

Sintesi

After the Lugano bankruptcy office refused to release exempt assets because Augusto Forrer had left Switzerland and was said to be of unknown domicile, Enrico Bernasconi challenged the refusal as Forrer's representative. The Federal Tribunal held that any non-compliance with the debtor's duties under Arts. 222, 228 and 229 SchKG has only penal consequences, not the forfeiture of Art. 92 SchKG. It further held that a debtor may act through a representative, that no special form is required for the mandate, and that the relevant domicile is the one at the time of bankruptcy declaration. The complaint was therefore allowed.

Regest

Art. 92 LEF; bankrupt debtor's right to exempt assets; representation and unknown domicile; duties under Arts. 222, 228 and 229 LEF have only penal consequences. Non-compliance with the bankrupt's duties of cooperation does not entail forfeiture of the exemption under Art. 92 LEF. A debtor may validly assert this benefit through a representative; no special form is required for the mandate. For the applicability of Art. 92 LEF, the decisive domicile is that existing at the time of attachment or bankruptcy declaration; a later departure abroad or unknown domicile does not extinguish the benefit (consid. 1-3).

Testo completo

Entscheidungen der Schuldbetreibungs- 78. Sentenza. a novembre 1915 ueHa causa Forrar. L'inanempimento degli obblighi denallito di cui agli Art. 222, 228e 229 LEF pu6 solo avere effetti pcnali. -Anche il de- bitore di ignota dimora:puoprevalersi deI beneficio den'art. 92 LEF. -11 debitor( ehe: era domiciUato in Isvizzera nel momento deI pignoramento 0 della dichiarazione di falli- mento godra di quel benedicio anche se in seguito dimora alJ' estero. .4. -. Con .decrnto 16 aprile 1915 il Pretore di Lugano pronunclava 11 fallimento di Augusto Forrer in Lugano, proprietario dell'Hötel de la Paix in Lugano. L'ufficio di Lugano, prendende atto che il debitore, partendo da Lugano, vi aveva costituito suo rappresentante Enrico Bernasconi, communicava il17 maggio 1915 a quest'ultimo ehe non poteva mettere a sua disposizione gIi oggetti im- pigllorabili a sensi deli'art. 92 LEF, perehe il debitore, assente a1l'estero e di ignota dimora, !lOH aveva il diritto di invocare quel disposto. Contro questo provvedimento Ellrico Bernasconi rieorse in nome deI fallito all' Autorita di Vigilanza. Al ricorso esso allegava una procura generale ill suo favore, colla finna deI mandante vidimata sotto la data: St-Geours- de-Martnmne (Landes) 12 maggio 1915.) B. -Con sentenza 13 settembre 1915 l' Autoritä can- tonale di Vigilanza respinse il ricorso sulla scorta dci seguenti monivi: ris1.tlta dagli atti e dalle informazioni assunte ehe appena dichiarato il fallimento il debitore si rese latitante ed e d'ignota dimora, eli modo eile tutte le operazioni fallimentari dovettero venir eseguite dall' Ufficio senza la cooperazione deI fallito. Ora, anche a prescindere daU'irregolaritä della proeura conferila a E. Bernasconi, la quale non contiene ne la data, ne il luogo dell'emis- sione, i1 fallito non puö farsi rappresentare da terzi nei rapporti coU'Amministrazione fallimentare, specie per gli effetti degli art.222, 228 e 229 LEF'. Dei resto, il falIito di cui e ignota Ia dimora nnn pud invocare )a und Konkurskammer. N° 78.

protezione degli art. 92e 224 LEF (RU ed. sep. 14 pag. 177 ). C. -Si e contro questo giudizio ehe Bernasconi, agendo in norne di Forrer, ricorre al Tribunale federale. Esso domanda ehe, annullata la querelata sentenza, sia fatto obbligo all'Ufficio di mettere a disposizione deI rieorrente quale rappresentante deI fallito i beni impignorabili a meute delI'art. 92 LEF. Consider ando in diritto:

  1. -Non occorre decidere se il fallito debba adempiere personalmente gli obblighi di eui agli art. 222.228 e 229 LEF : anehe in easo afiermativo la loro inosservanza altro efietto non potrebbe avere se non di esporre il fal- lito alle conseguenze penali previste dalle leggi di attua- zione, non di privarlo deI beneficio di eui all'art. 92 LEF. A to1'to poi l' Autorita cantonale qualifiea di irregolare Ja procura eonferita dal fallito a Bernaseoni. La legge non prevede forma speciale per la costituzione di un mandato : la proeura generale in atti coll firma vidi- mata deI mandante e concernente appunto anche le operazioni fallimenta1'i in corso e pienamente regolare. DeI resto, l'ufficie di Lugano nella sua comunieazione 17 maggio ha formalmente riconosciuto Bernasconi quale rapprest'!ltallte deI debilore.
  2. -Infondata e pure 13 quereiata sentenza in quanto essa ammette ehe il debitore di ignota dimora non possa iu 'oeare l'art. 92 LEF. Ne il testo, ne 10 spirito della legge giustificano quest'interpretazione. Nel easo in esame poi il debitore ha nominato un mandatario il quale puö esercitare nel nome deI mandante tutti i diritti ehe a ques1i competono, anehe nel caso ehe il suo domicilio non losse noto all'ufficio. Vero e ehe la giurisprudenza Je! Tribunale federale ha ammesso ehe il debitore domi- ciliato all'estero nOn puö prevalersi den'art. 92 (RU ed. Ed. gen. 37 N° 71.

3G8 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- sep. 14 pag. 177 ): ma questo principio non puo tl'O- vare applicazione nella specie, poiche a decidere deI- l'applicabilita delI'art. 92 e determinante il domicilio deI debitOl'e nel momento deI pignoramento 0 della dichia- razione di fallimento. Nel caso in esame il debitore di- morava rertamente ancora a Lugano quando fu dichia- rato il fallimento, perehe, se ei6 non fosse, il fallimen to llon avrebbe potuto venir aperto in quel luogo. DeI resto J'istanza eantonale accerta ehe i1 fallito abbandonö iJ paese dopo il decreto di fallimento. 3. --Dubbio sara invece se il beneticio di cui all' art . 92 LEF nOn debba venir rifiutato a chi 10 domanda per mezzo di un mandatario, ove risulti dalle cinnostanze in eui il debitore si trova che ue lui ne 1a sua famiglia HUll potranno servirsi perso-nalmeute dei heni asserti impi- gnorabili. Ma nella fattispecie nOll l' stabilito ehe 1:011- corrano queste eircostanze, poicht quantunque il debitol'e abbia abbandonato il suo domieilio e ehe il llUOVO non sia noto alle Autoritä, non e escluso ehe abbia affidato al suo rappresentante in Lugano iI compito di trasmettere al suo llUOVO indirizzo i mobili impignorabili. Comunque, non fu neanche asserito che nelle condizioni in cui il debitore si trova questi beni gli' siano i llutili 0 che esso non possa servirsene. Se l'ufficio non ha ancora designato gli oggetti im- pignorabili, esso dovra far!O' a mente dell' art. 32 deI regolamento concernente l'amministrazione degli Uffici dei fallimenti 13 Iuglio 1911. Questo provvedimento, im- pugnabile dal debitore e dai creditori, dovra venir loro comunicato nel modo prescritto dagli art. 31 e 32 di detto Jegolamento. Pronuncia: Il ricorso e ammesso nel senso dei consideralldi. Ed. gen. 37 N° 71. und Konkurskammer. N° 79.

  1. Entscheid vom 2. November 1915 i. S. Itunz. Hecht des Konkursbeamten, einem Glänbigervertreter nur gegen Ausweis über die Bevollmächtigung Geldbeträge aus- zuzahlen. A.. -Der Rekurrent Friedrich Kunz, Notar in Biel, handelte im Konkurse des G. Single als Vertreter der Ehefrau des Gemeinschuldners, ohne eine schriftliche Vollmacht vorzulegen. Das Konkursamt Biel sandte ihm alle für Frau Single bestimmten Mitteilungen zu, wei- gerte sich aber, ihm ohne Vorlegung einer schriftlichen Vollmacht die Konkursdividende im Betrage von 951 Fr. 45 Cts. auszuzahlen. B. -Hiegegen erhob der Rekurrent Beschwerde mit dem Begehren, das Konkursamt sei anzuhalten, ihm den Betrag gegen gehörige Quittung auszuhändigen oder durch die Post zuzustellen. Er machte geltend, das Konkursamt habe durch sein bisheriges Verhalten die Bevollmächtigung anerkannt und zudem sei das Verlangen nach der Vorlegung einer schriftlichen Vollmacht ungesetzlich. Die Aufsichtsbehörde des Kantons Bern wies die Be- schwerde durch Entscheid vom
  2. Oktober 1915 mit fol- gender Begründung ab: Wenn auch zuzugeben ist, dass das Bundesgericht (-unter Einschränkung der ,) in der frühem bundesrätlichen Praxis (vgl. Archiv I I) ; J"o 1, II N° 31) vertretenen, auch von BLUMENSTEIN J Handbuch p. 149 befürworteten Auffassung, dass die Vorlage einer Vollmacht seitens des vertraglichen Ver- ,) treters eines Gläubigers vom Betreibungsbeamten jeder- ) zeit verlangt werden könne und von ihrer Beibringung l) die Fortsetzung des Verfahrens abhängig gemacht werden könne -) in einem neueren Entscheid (Pra- .. xis II pag. 25) entschieden h8.t, es würde dem i Sinne und Geist des Gesetzes widersprechen, wenn man von einem agent d'affaires verlangen würde,

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