82.542
CH_VB_001Ch Vb17 déc. 1982Ouvrir la source →
Postulat Bacciarini1792 17 décembre 1982 #ST# 82.542 Postulat Bacciarini Kulturelle Identität. Eidgenössische Kommission Commissione federale per i problemi delle identità culturali Identité culturelle. Commission fédérale Wortlaut des Postulates vom 30. September 1982 Der Bundesrat wird eingeladen, eine Kommission einzuset- zen, in der die vier Landessprachen mit gleich viel Mitglie- dern vertreten sind und welche die Aufgabe hat, die Exi- stenzprobleme der schweizerischen Kultur- und Sprach- kreise, insbesondere der Minderheiten, aufzulisten und zu erforschen sowie Vorschläge zu machen, wie für diese Pro- bleme, deren Bewältigung zur Erhaltung des politischen Gleichgewichts unerlässlich ist, im höheren Landesinter- esse Lösungen gefunden werden können. Texte du postulat du 30 septembre 1982 Le Conseil fédéral est invité à instituer une commission for- mée d'un nombre égal de personnes pour chacune des quatre langues nationales et chargée de recenser et d'exa- miner à fond les problèmes relatifs à l'existence des élé- ments culturels et linguistiques suisses (en particulier ceux des minorités), ainsi que de proposer les remèdes indis- pensables au maintien d'un juste équilibre politique, cela dans l'intérêt supérieur de la Confédération. Testo del postulato del 30 settembre 1982 II Consiglio federale è invitato a istituire una Commissione formata da un ugual numero di personalità per ognuna delle quattro lingue nazionali con il compito di elencare e di approfondire i problemi esistenziali delle componenti cultu- rali e linguistiche svizzere (in 'particolare quelli delle mino- ranze) e di proporre i rimedi indispensabili al mantenimento di un equo equilibrio politico nell'unico e superiore inte- resse confederale. Mitunterzeichner - Cosignataires - Cofirmatari: Akeret, Aubry, Barchi, Eremi, Bundi, Carobbio, Cevey, de Chasto- nay, Cotti, Couchepin, Crevoisier, Darbellay, Delamuraz, Duboule, Frey-Neuchâtel, Gloor, Kopp, Massy, Morf, Nauer, Gehen, Petitpierre, Pini, Robbiani, Schmid, Spreng, Wyss (27) Schriftliche Begründung - Développement par écrit Motivazione scritta
In Europa. L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha inviato ai Governi nazionali una raccomanda- zione intesa a proteggere le minoranze linguistiche e a garantire, non soltanto la difesa dei diritti dell'uomo, ma anche le diversità culturali del nostro continente. Da un'indagine svolta dalla Commissione del Consiglio d'Europa è risultato che tra le 66 lingue minoritarie conside- rate nella ricerca, 36 soltanto sono ufficialmente ricono- sciute ed insegnate nelle scuole. In 16 casi (pari al 25 per cento) il loro insegnamento è giudicato sufficiente; in 29 altri esse vengono mantenute in vita dai mass-media. Gli esperti ritengono che solo la metà abbia la possibilità di sopravvivere.
La Svizzera. Il problema del disagio fra le diverse regioni linguistiche rispunta ciclicamente sulla stampa. Appaiono commenti a discorsi tenuti da politici in occasioni più diverse: di carattere culturale o economico. Recentemente la stampa romanda e ticinese ha commen- tato in questa ottica il discorso dell'on. Hürlimann al Pesti- vaie internazionale del Cinema a Locamo e la presenza del Ticino al Comptoir di Losanna; il censimento federale di 1980 ha suscitato considerazioni e preoccupazioni sulla diminuzione del 16 per cento dei cittadini di lingua materna italiana e del 23,4 per cento dei romanci. Sono apparsi di recente due opere che fanno riflettere: Grosjean Carlos «Les relations entre Suisse romande et Suisse alémanique»; «La Svizzera plurilingue» di Remo Fasani (ed. Cenobio). Anche la nascita di Comitati in difesa del romancio e di Helvetia latina stanno a testificare l'affer- mato disagio.
Il Parlamento. A livello politico gli interventi si susse- guono. Lungi da me la presunzione di stendere un inventario com- pleto e puntuale. Citerò, per quanto riguarda il francese e in particolare l'ita- liano: il postulato Maspoli 19.12.1962 la mozione Franzoni 20.12.1968 il postulato Galli 27.10.1969 II postulato Delamuraz 23. 6.1977 l'interpellanza Bacciarini 10. 3.1981 l'interpellanza Bacciarini 29. 9.1981 la mozione Bacciarini 10. 6.1982 I contenuti di questi atti parlamentari toccano tutti, da ango- lature diverse, la problematica delle lingue e culture minori- tarie a Berna, nel Parlamento, nell'amministrazione federale, nell'opera legislativa, nei rapporti fra Consiglio federale e governi cantonali, fra l'amministrazione federale e le ammi- nistrazioni cantonali. L'insieme dell'operare a Berna e con i Cantoni costituisce infatti il punto di riferimento per il citta- dino svizzero, sia esso romancio, della Svizzera italiana, della Svizzera francese o tedesca. Da questa constatazione, la prima deduzione: l'importanza, a ogni livello e in ogni settore, di un equilibrio linguistico e culturale.
Settori da considerare. A mente della postulante, l'isti- tuenda commissione dovrebbe preoccuparsi di conside- rare, valutare e proporre adeguati rimedi e soluzioni per i settori seguenti: (Anche questo elenco va ritenuto semplicemente a titolo indicativo e si riferisce owiamente ai problemi che più acu- tamente preoccupano la Svizzera italiana). a. Concezione di testi e leggi nelle tre lingue ufficiali. Già la mozione Franzoni chiedeva che venissero preparati, sin dall'inizio dell'iter legislativo, tre testi originali e ciò nel rispetto della parità di trattamento delle lingue ufficiali. La commissione che si occupò della mozione ne propose l'accettazione (relatore Pradervand). L'on, von Moos, allora presidente della Confederazione, confermò, a nome del Consiglio federale, l'accoglimento. Attualmente il 90 per cento dei testi è ancora concepito e redatto in tedesco. b. Traduzione di lettere e memoriali provenienti dal Consi- glio di Stato del canton Ticino. Il Consiglio di Stato ticinese scrive a Berna in italiano. Quando questi scritti arrivano sul tavolo del Consiglio federale o di alti funzionar!, non sono sempre compresi proprio per una mera ragione linguistica. Ne deriva uno svantaggio per il Ticino. È quindi opportuna la traduzione, non solo di quanto esce da Palazzo federale, ma anche di quanto entra. e. Potenziamento della funzione e del numero dei funzio- nari di lingua italiana. È evidente che anche solo da un pro- filo pratico l'attuazione dei punti a e b richiede, all'interno di ogni ufficio, la costante presenza di funzionar! di lingua ita- liana. Su questo specifico punto si è diffuso il postulato Delamu- raz (n. 77.404) e il Rapporto della gestione n. 80040. lo stessa, nella mia interpellanza del 1° marzo 1981 su «La lingua italiana nell'amministrazione federale», ho sottoli- neato la sperequazione, ad esempio, fra i traduttori e fra i direttori e i vicedirettori Direttori Vicedirettori Svizzera tedesca 81% 77% Svizzera francese 17% 21% Svizzera italiana 2% 2%
Dezember 19821793 Postulat Longet II potenziamento del numero dei funzionar! di lingua italiana non concerne unicamente il problema di una traduzione accresciuta e puntuale; tocca primieramente e riveste importanza maggiore dal punto di vista squisitamente poli- tico: anche la costante, equa presenza, nell'ambito della amministrazione, della stirpe italica può portare il contributo della propria mentalità, oltre che della propria lingua, alla preparazione della volontà dello Stato federale. Ragione per cui i funzionar! delle minoranze linguistiche attivi nei posti-quadro non devono essere oberati con lavori di traduzione: non devano da «creatori» diventar! «esecutori 0 ausiliari», eseguendo in altra lingua quanto altri hanno pensato. Il loro compito deve essere quello di collaborare alla concezione e all'espressione originale e autentica dell'indirizzo politico. d. Indagine sulle difficoltà di reclutamento dei funzionar! delle minoranze linguistiche. Nella risposta alla mia interpel- lanza n. 81331, si afferma: «Occorre peraltro rilevare innanzi tutto, che sul piano amministrativo, gli svizzeri italiani pronti ad entrare al servizio della Confederazione non sono affatto numerosi (le stesse difficoltà sorgono sovente anche al riguardo delle Svizzera romanda)». Non ho elementi per contestare questa affermazione. Ritengo però indispensabile cercare anche i motivi di que- sto «disagio» per, appunto, corregerlo. Opportuna mi sembrerebbe l'applicazione della circolare del DFFD del 1966 che prevede la rinuncia a esigere una determinata lingua materna, nei casi in cui la lingua non ha un'importanza determinante. e. Operazioni culturali sostenute dalla Confederazione. La Confederazione sostiene, direttamente o indirettamente, con servizi o con sussidi, iniziative culturali di dimensioni nazionali o regionali:
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Postulat Bacciarini Kulturelle Identität. Eidgenössische Kommission Postulat Bacciarini Commissione federale per i problemi delle identità culturali Identité culturelle. Commission fédérale In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1982 Année Anno Band V Volume Volume Session Wintersession Session Session d'hiver Sessione Sessione invernale Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 13 Séance Seduta Geschäftsnummer 82.542 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 17.12.1982 - 08:00 Date Data Seite 1792-1793 Page Pagina Ref. No 20 011 049 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.
Accès programmatique
Accès API et MCP avec filtres par type de source, région, tribunal, domaine juridique, article, citation, langue et date.