N 18 juin 1999
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Motion d'ordre
Sechzehnte Sitzung - Seizième séance
Freitag, 18. Juni 1999 Vendredi 18 juin 1999
08.00 h Vorsitz - Présidence: Heberlein Trix (R, ZH)
Ordnungsantrag Motion d'ordre
Ordnungsantrag der Tessiner Ratsmitglieder Die Tessiner Ratsmitglieder (Pelli, Carobbio, Cavadini Adriano, Cavalli, Donati, Maspoli, Ratti) beantragen, dass der Nationalrat dem Beschluss des Ständerates folgt und noch in dieser Session beschliesst, die Frühjahrssession der eidge- nössischen Räte im Jahre 2001 im Tessin abzuhalten.
Mozione d'ordine della deputazione ticinese
La deputazione ticinese del Consiglio nazionale (Pelli, Ca- robbio, Cavadini Adriano, Cavalli, Donati, Maspoli, Ratti) pro- pone di seguire il Consiglio degli Stati e di decidere di tenere in Ticino una sessione del nostro Parlamento già nella prima- vera dell'anno 2001.
Motion d'ordre de la deputation tessinoise
Les parlementaires tessinois (Pelli, Carobbio, Cavadini Adriano, Cavalli, Donati, Maspoli, Ratti) demandent par la présente que le plénum du Conseil national se rallie à la dé- cision du Conseil des Etats et décide dès maintenant que la session de printemps du Parlement fédéral en mars 2001 sera organisée au Tessin.
Pelli Fulvio (R, TI): Wir Tessiner wissen, dass wir deutsch zu sprechen haben, wenn wir Sie überzeugen wollen.
Es gibt jedoch Momente, die den Gebrauch der eigenen Sprache erfordern. Sie werden verstehen, dass dieser Ord- nungsantrag, im Jahre 2001 eine Session im Tessin durchzu- führen, aus Prinzipiengründen auf italienisch begründet wer- den muss. Ihre Aufmerksamkeit schätzen wir jedoch sehr, und so bitte ich Sie, eventuell für einmal den Kopfhörer zu be- nutzen.
Je viens de dire à nos collègues de langue allemande que cette motion d'ordre doit être développée en langue italienne. Pour cette raison, je vous prie donc, si vous ne comprenez pas notre langue, de bien vouloir utiliser les écouteurs.
La deputazione ticinese del Consiglio nazionale, unanime in questa sua decisione, vi propone di seguire il Consiglio degli Stati e di decidere di tenere in Ticino una sessione del nostro Parlamento già nella primavera dell'anno 2001. Essa non può infatti essere soddisfatta della scelta del nostro Ufficio presidenziale che ha sostanzialmente rinviato il quesito al fu- turo, ipotizzando la data del 2002 oppure del 2003, a discre- zione dell'Ufficio presidenziale che avremo a partire dall'anno prossimo.
Sappiamo che chiedendovi una decisione già oggi, pren- diamo il rischio di un rifiuto, poiché certamente al nostro in- terno vi è chi da priorità a valutazioni di stretto ordine finan- ziario o di altra natura, che potrebbero sconsigliare la scelta da noi proposta. Accettiamo però il rischio, ed accetteremo
anche la sconfitta se così deciderete. Per noi il quesito è troppo importante per poter essere semplicemente rinviato: o un sì, oppure un no.
Noi Svizzeri italiani siamo convinti che stiamo vivendo un mo- mento della nostra storia nel quale è importante, anche attra- verso gesti di carattere simbolico, dimostrare concretamente che quei legami su cui si è costruita e si regge la nostra unità di Svizzeri, restino solidi. Alcune constatazioni dimostrano questa necessità, prima fra tutte la continua ripetizione, da parte di molti nel nostro paese, da parte vostra soprattutto, di concetti quali il «Röstigraben» o addirittura lo «Spaghetti- graben». L'esito di passate e più recenti votazioni popolari ha dimostrato che nel paese, probabilmente a causa della dimi- nuita sicurezza che vi regna, si stanno rafforzando differenze di mentalità e differenze di sensibilità politica. Questa ten- denza deve essere combattuta perlomeno attraverso la con- creta e a volte anche simbolica dimostrazione della nostra volontà di convivere. Se guardiamo ad altri paesi multilingui - pensiamo al Belgio -, ci accorgiamo di quale enorme benefi- cio sono per il paese la nostra volontà e la nostra capacità di convivere armoniosamente. Quella che vi proponiamo non è dunque altro che un'occasione di dimostrarle nell'interesse di tutto il paese.
Pensando però alle esperienze vissute dalla Svizzera italiana in quest'ultimo decennio, si possono trovare altre buone ra- gioni per convincervi ad accogliere il nostro invito ad organiz- zare in Ticino una sessione delle Camere:
Dopo la «Landi» di Zurigo e l'«Expo 64» di Losanna, il Con- siglio federale aveva promesso alla Svizzera italiana l'orga- nizzazione della prossima esposizione nazionale. Il Ticino era pronto, aveva presentato un progetto molto bello che coinvolgeva altri cantoni. Sapete come è andata a finire, e sa- pete anche che non ne abbiamo fatto una tragedia.
La Svizzera italiana è da anni indebolita a causa di una crisi economica che la fa molto soffrire; siamo ad esempio sempre in testa alle statistiche di disoccupazione. Questa non invidia- bile posizione, per la quale non abbiamo chiesto particolari interventi alla Confederazione, è in parte certamente dovuta alla nostra debolezza strutturale, che non possiamo imputare al resto del paese. Per certi versi però la nostra crisi è accen- tuata da decisioni prese al di qua delle Alpi, che hanno pro- vocato la chiusura di molte delle nostre strutture produttive e di servizio, private e pubbliche, a favore di concentrazioni aziendali o semplicemente di strutture alternative collocate più vicino ai centri di potere del paese. Gli esempi potrebbero essere tanti - alcuni più lontani nel tempo, altri più vicini. Fra i lontani ricordo la chiusura del Centro dei conti correnti po- stali di Bellinzona o della Monteforno, a favore di soluzioni che hanno privilegiato i cantoni di Lucerna, di Soletta. Fra gli esempi più vicini segnalo la chiusura del centro delle ripara- zioni Swisscom di Giubiasco a favore di strutture collocate a Thun o a Neuchâtel, situate dunque in cantoni che già bene- ficiano della collocazione di altre importanti strutture della Confederazione - Tribunali federali, Direzioni di circondario, grossi Uffici federali.
Mi sento però di affermare che l'organizzazione in Ticino di una sessione delle Camera risponde anche ad un'altra ne- cessità importante: quella di permettere a voi, Svizzeri tede- schi o romandi, di conoscere per una volta il Ticino vero, non solo quello delle vostre vacanze; il Ticino che lavora, quello produttivo, quello che lotta tutti i giorni per affermarsi, quello che tiene duro nei momenti difficili, quello che vi ha stupito costruendo dal nulla una Università, quello insomma del mese di marzo e non di luglio od agosto, quello dei giorni fe- riali: dei lunedì, dei martedì, dei mercoledì, dei giovedì .... in- somma un Ticino che non conoscete.
I Servizi del Parlamento hanno studiato la possibilità di orga- nizzare una sessione in Ticino e hanno trovato le necessarie soluzioni. Per noi andavano bene tutte le città, ma sembra che la soluzione di Lugano sia quella più funzionale. Vi è un costo a carico della Confederazione: circa due milioni di fran- chi. Sembrano tanti, ma rispetto ai quarantamila milioni di spese annue della Confederazione, non sono certo impres- sionanti. E poi non si tratta di una spesa, bensì di un investi- mento - un investimento nella coesione nazionale ed una
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Bundesverfassung. Abschreibung von Initiativen
presa di conoscenza della realtà del paese che hanno un va- lore che va molto al di là del loro costo.
Vale dunque la pena - ed è anche giusto nei confronti della nostra minoranza - di dare seguito alla vostra proposta. Vi ringrazio del vostro sostegno.
Hess Otto (V, TG), Berichterstatter: Das Büro Ihres Rates hat an seiner Sitzung vom letzten Dienstag über den Entscheid des Ständerates beraten. Auf Empfehlung von Ständerat Dick Marty hat die Kleine Kammer mit 28 zu 8 Stimmen ent- schieden, eine ordentliche Session in der italienischen Schweiz durchzuführen. Das Büro Ihres Rates ist grossmehr- heitlich damit einverstanden, eine ordentliche Session von Bern ins Tessin zu verlegen.
Wir haben im Jahr 1993 anlässlich der Session in Genf er- lebt, welche positiven Aspekte die Verlegung einer Session in eine andere Sprachregion der Schweiz mit sich bringen kann. Abgesehen von den Mehrkosten waren alle Erfahrun- gen positiv. Allerdings war die Herbstsession 1993 wegen der Renovation des Nationalratssaales nach Genf verlegt worden; das war der Auslöser dieser Verlegung. Die Mehr- heit des Büros ist aber der Meinung, dass die Durchführung einer Session ausserhalb von Bern im Jahr 2001 nicht zu ver- antworten ist.
Wir haben vor nicht allzu langer Zeit einen «runden Tisch» or- ganisiert, ein Sparziel vorgegeben, ein Sparpaket geschnürt und dem Volk ein Stabilisierungsprogramm vorgelegt mit dem Zweck, den Finanzhaushalt so rasch wie möglich in Ord- nung zu bringen. Da geht es nicht an, dass man, bevor die- ses Sparziel erreicht ist, wegen der Verlegung einer Session ausserhalb von Bern zusätzliche Kosten verursacht. Das würde vom Volk nicht verstanden.
Es kommt dazu, dass im Jahr 2001 die Expo.01 stattfindet. Parlament und Verwaltung werden in diesem Jahr durch die hoffentlich gelungene Landesausstellung zusätzlich bean- sprucht werden. Das Argument, die Expo.01 finde in der Westschweiz statt, deshalb müsse im Tessin ein gewisses Gegengewicht gebildet werden, ist nicht stichhaltig und kann nicht ernst genommen werden.
Das Büro beantragt Ihnen, der Durchführung einer Session im Tessin grundsätzlich zuzustimmen, aber den Zeitpunkt auf das Jahr 2002 oder später festzulegen, d. h., diese Ses- sion in der nächsten Legislatur durchzuführen.
Ich bitte Sie im Namen der Mehrheit des Büros, dem Antrag des Büros zuzustimmen.
Abstimmung - Vote Für den Ordnungsantrag der Tessiner Ratsmitglieder Für den Antrag des Büros
89 Stimmen
58 Stimmen
Präsidentin: Die Frühjahrssession 2001 wird somit im Tes- sin stattfinden.
Sammeltitel - Titre collectif
Bundesverfassung. Abschreibung von Initiativen Constitution fédérale. Classement d'initiatives
94.428
Parlamentarische Initiative (SPK-NR) Bundesversammlung. Revision der Bundesverfassung Initiative parlementaire (CIP-CN) Assemblée fédérale. Révision de la Constitution federale
Abschreibung - Classement
Bericht und Beschlussentwürfe der SPK-NR vom 21. Oktober 1994 (BBl 1995 I 1133) Rapport et projets d'arrêté de la CIP-CN du 21 octobre 1994 (FF 1995 | 1113)
Kategorie V, Art. 68 GRN - Catégorie V, art. 68 RCN
90.228
Parlamentarische Initiative (Petitpierre) Parlamentsreform Initiative parlementaire (Petitpierre) Réforme du Parlement
Abschreibung - Classement Siehe Jahrgang 1991, Seite 2038 - Voir année 1991, page 2038 Beschluss des Ständerates vom 4. Oktober 1991 Décision du Conseil des Etats du 4 octobre 1991
Kategorie V, Art. 68 GRN - Catégorie V, art. 68 RCN
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Consiglio
Consiglio nazionale
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Datum 18.06.1999 - 08:00
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