N
1437
Interpellation Pinr
elaborate in modo che i loro effetti siano neutrali dal profilo della concorrenza.
La Commissione dei cartelli invita la Confederazione, i Cantoni e i Comuni a modificare in modo conforme le loro prescrizioni. Chiedo al Consiglio federale se intende dar seguito a queste raccomandazioni e in caso affermativo con quali tempi e con quali modalità.
Texte de l'interpellation du 1er mars 1993
La Commission des cartels et le préposé à la surveillance des prix ont rédigé un rapport (fascicule no 2 de 1992) sur les ho- raires d'ouverture des magasins, qui conclut par les recom- mandations suivantes:
Ni les intérêts des travailleurs, ni les effets externes ou encore la densité désirée de l'approvisionnement ne peuvent servir à justifier une limitation des heures d'ouverture des magasins. Au sens de l'article 25 Loi des cartels, la Commission des car- tels formule donc les recommandations suivantes:
il faut supprimer les prescriptions en matière d'heures de fer- meture des magasins;
la protection d'intérêts justifiés, actuellement contenue dans les normes relatives à l'ouverture des commerces, doit être ré- glée par des lois spéciales;
la loi sur le travail, ainsi que toute loi concernant le trafic, le bruit et le tapage nocturne, doivent être aménagées de ma- nière à ce que leurs effets soient neutres du point de vue de la concurrence.
La Commission des cartels demande à la Confédération, aux cantons et aux communes de modifier leurs prescriptions en conséquence.
Je prie le Conseil fédéral de dire s'il entend donner suite à ces recommandations et dans l'affirmative d'indiquer le calendrier et les modalités qu'il compte adopter.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Keine - Nes- suno - Aucun
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit
L'autore rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 12. Mai 1993 Risposta scritta del Consiglio federale del 12 maggio 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral
du 12 mai 1993
L'orario di chiusura è disciplinato dai Cantoni che, secondo l'articolo 31 capoverso 2 della Costituzione federale, possono emanare disposizioni sull'esercizio del commercio e dell'in- dustria che non derogano al principio della libertà di commer- cio e d'industria, nella misura in cui la Costituzione e la legisla- zione fondata sulla stessa non dispongano altrimenti.
Nel suo rapporto sul programma di legislatura 1991-1995, il Consiglio federale ha indicato che occorre creare e mantenere una situazione concorrenziale (FF 1992 III 162). A tale propo- sito anche la liberalizzazione delle prescrizioni relative alla chiusura dei negozi può essere un contributo, dato che gli orari di apertura rappresentano un fattore importante della concorrenza.
Il Consiglio federale rammenta, d'altronde, che la Commis- sione dei cartelli ha emanato raccomandazioni concernenti gli orari d'apertura dei negozi.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundesra- tes nicht befriedigt und verlangt Diskussion.
Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
Verschoben - Renvoyé
offensichtliche Mehrheit Minderheit
93.3045
Interpellation Pini Arbeitsmöglichkeit für politische Flüchtlinge Interpellanza Pini Possibilità lavorativa per i rifugiati politici Interpellation Pini Réfugiés politiques. Possibilités de travail
Wortlaut der Interpellation vom 1. März 1993
Angesichts der Voraussetzungen, die der Bundesrat für die Aufnahme der politischen Flüchtlinge in der Schweiz aufrecht- zuerhalten gedenkt, ersuche ich die Landesregierung, politi- schen Flüchtlingen eine Erwerbstätigkeit in den ersten sechs Monaten ihres Aufenthaltes zu gestatten.
Damit würde das für die ersten sechs Monate geltende Arbeits- verbot aufgehoben. Die einheimische Bevölkerung kann für dieses Verbot sicher kein Verständnis aufbringen.
Testo dell'interpellanza del 1º marzo 1993
Facendo riferimento alle condizioni che il Consiglio federale intende ribadire per l'accoglimento in Svizzera di rifugiati poli- tici, l'interpellante chiede al Governo federale di permettere al rifugiato politico, che può esercitare un'attività lavorativa, di poterla applicare entro i sei mesi attualmente fissati per il suo permesso di residenza in Svizzera.
Ciò significherebbe derogare all'attuale condizione che vieta al rifugiato politico per sei mesi di svolgere un'attività lavora- tiva. Questa norma psicologicamente non può certo incon- trare il favore della nostra popolazione residente.
Texte de l'interpellation du 1er mars 1993
Se référant aux dispositions sur l'accueil des réfugiés politi- ques, que le Conseil fédéral a l'intention de reconduire, l'inter- pellateur demande au Gouvernement fédéral de faire en sorte que les réfugiés politiques susceptibles d'exercer une activité puissent le faire pendant les six mois actuellement fixés pour leur autorisation de séjour en Suisse.
Il s'agirait, en d'autres termes, de déroger à la règle actuelle qui interdit au réfugié politique bénéficiant d'un permis de six mois d'exercer une activité. Cette règle n'est guère comprise par notre population résidente.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Keine - Nes- suno - Aucun
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit L'autore rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 12. Mai 1993 Risposta scritta del Consiglio federale del 12 maggio 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral
du 12 mai 1993
Il divieto di lavorare ai sensi dell'articolo 21 capoverso 1 della legge sull'asilo è applicabile unicamente ai richiedenti l'asilo. A partire dal momento in cui questi sono riconosciuti quali rifu- giati, questo divieto di lavorare decade. In alcuni casi eccezio- nali, i richiedenti entrano in Svizzera già con lo statuto di rifu- giati - sono per esempio i prigionieri di guerra bosniaci presi a carico e sistemati dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - ed esulano quindi dall'ambito di questo divieto. Lo stesso vale per le ammissioni provvisorie che non sotto- stanno alla procedura d'asilo.
La situazione in Svizzera sul piano dell'asilo è tale che una gran parte dei richiedenti l'asilo è di fatto costituita da richie- denti spinti in primo luogo da motivi economici o che tentano
Interpellation du groupe radical-démocratique
1438
N 18 juin 1993
di fuggire le crisi politiche oppure le catastrofi naturali del loro paese d'origine. In quest'ottica l'asilo rappresenta, per queste persone, il solo mezzo d'immigrazione che intravedono.
Ne consegue che la procedura d'asilo è utilizzata principal- mente da stranieri alla ricerca di un lavoro, provenienti da paesi di reclutamento non tradizionali che, dopo essere entrati illegalmente in Svizzera, l'utilizzano per proseguire il loro soggiorno e avere la possibilità di esercitare un'attività lucra- tiva. Quest'ultima permette loro di rivendicare in seguito asse- gni familiari, di nascita e per i figli a beneficio dei membri della loro famiglia rimasta in patria. La ricerca di un'attività lucrativa è dunque divenuta, per i richiedenti l'asilo, la ragione princi- pale per immigrare in Svizzera.
Per diminuire l'attrattiva della Svizzera come paese d'acco- glienza per i richiedenti l'asilo spinti da motivi economici è stato introdotto nella legge sull'asilo un divieto generale ma temporaneo di lavorare, in combinazione con un'accelera- zione della procedura d'asilo.
La legge prevede un divieto di lavorare di tre mesi per ogni ri- chiedente, che può essere prorogato dai Cantoni a sei mesi, nel caso in cui la domanda d'asilo fosse respinta, in prima istanza, prima della fine del periodo di soggiorno iniziale di tre mesi.
L'efficacia delle misure prese nel 1990 non si è fatta attendere: nel 1992, sotto gli effetti congiunti dell'accelerazione della pro- cedura d'asilo, del divieto generale di lavorare per i richiedenti l'asilo e della crisi economica generatrice di un continuo au- mento della disoccupazione interna, il numero delle domande d'asilo è diminuito di quasi il 50 percento, fatto che rassicura il Consiglio federale nella via da lui seguita e conferma la fonda- tezza del decreto federale del 1990.
Inoltre, avendo introdotto il divieto di lavorare per i richiedenti l'asilo, i paesi industrializzati dell'Europa sono unanimi nell'af- fermare che questo provvedimento costituisce la migliore so- luzione finora trovata per arginare il loro arrivo in massa.
Anche se il Consiglio federale dovesse prevedere una deroga alla disposizione di divieto generale di lavorare, una modifica di questo testo non è di sua competenza; infatti ciò è possibile solo ricorrendo alla via legislativa. Inoltre, la proroga di questo divieto a sei mesi, conformemente alla legge, è di competenza dei Cantoni.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundesra- tes nicht befriedigt und verlangt Diskussion.
Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
Verschoben - Renvoyé
offensichtliche Mehrheit Minderheit
93.3063
Interpellation der freisinnig-demokratischen Fraktion Massnahmen zur Bekämpfung der Arbeitslosigkeit Interpellation du groupe radical-démocratique Mesures destinées à combattre le chômage
Wortlaut der Interpellation vom 2. März 1993
Ist der Bundesrat bereit, bei der Revision des Avig folgende Massnahmen zum Kampf gegen die Arbeitslosigkeit und zur Förderung der Wiedereinstellung von Arbeitnehmern vorzu- sehen:
Die Verpflichtung, «zumutbare Arbeit» anzunehmen, ist ver- bindlicher zu gestalten, wobei dieser Begriff in bezug auf die Mobilität, die man von den Arbeitslosen verlangen kann, er- weitert werden soll.
Die Weiterbildung soll mit Kursen ausgebautwerden, die den Arbeitslosen im Rahmen der Berufsschulen gegeben werden.
Als Präventivmassnahme ist die berufliche Ausbildung zu fördern, indem man die Schaffung höherer Berufsschulen un- terstützt. Deren Finanzierung könnte zunächst durch einen Bundesbeschluss über besondere Massnahmen zugunsten der beruflichen Weiterbildung gesichert werden.
Zur Förderung der Wiedereinstellung von älteren noch ar- beitsfähigen Arbeitslosen soll der Arbeitgeberbeitrag nach BVG von der Arbeitslosenkasse übernommen werden.
Zur Förderung der Anstellung von jungen Arbeitslosen soll ein Teil der Arbeitslosenentschädigung an den Arbeitgeber ausgerichtet werden. Dieser hätte sich zu verpflichten, den Lohn entsprechend anzupassen, wobei der Arbeitnehmer ein- willigt, dass ein Teil seiner Arbeitslosenentschädigung zur Fi- nanzierung seines Lohnes dient
Die Information über die Einarbeitungszuschüsse ist zu ver- bessern.
Texte de l'interpellation du 2 mars 1993
En vue de la révision de la LACI, le Conseil fédéral peut-il envi- sager les mesures suivantes destinées à lutter contre le chô- mage et à favoriser les prises d'emploi:
Rendre plus stricte l'obligation d'accepter un «travail conve- nable» dont la notion doit être étendue en fonction de la mobi- lité que l'on peut exiger des chômeurs.
Développer les cours de perfectionnement donnés aux chô- meurs dans le cadre des écoles professionnelles.
A titre de mesure préventive, développer la filière de la for- mation professionnelle en favorisant la création d'écoles supé- rieures dont le financement pourra être assuré dans un pre- mier temps par le biais de l'Arrêté fédéral sur les mesures spé- ciales en faveur du perfectionnement professionnel.
Pour favoriser l'engagement de chômeurs âgés encore ap- tes au travail, prendre en charge la cotisation patronale à la LPP par la caisse-chômage.
Pour favoriser l'engagement des jeunes chômeurs, prévoir le versement d'une partie des indemnités de chômage à l'em- ployeur, celui-ci s'engageant à compléter le salaire de ma- nière appropriée, le travailleur acceptant qu'une partie de ses indemnités de chômage serve à financer son salaire.
Développer l'information concernant les allocations d'initia- tion au travail.
Sprecher - Porte-parole: Etique
Schriftliche Begründung
Man könnte auch aus einer Arbeitslosigkeit einen Nutzen zu ziehen versuchen, indem man einen Sprachaufenthalt in einer anderssprachigen Gegend der Schweiz oder im Ausland ein- schiebt.
Wichtig ist, dass die Berufskenntnisse der Arbeitslosen mit Kursen zur Erweiterung und Hebung ihrer Fähigkeiten geför- dert werden. Damit jedoch die Weiterbildung nicht verzettelt wird und auf die Bedürfnisse der Wirtschaft zugeschnitten ist, muss für solche Kurse eine sorgfältige Konzeption erarbeitet werden. Bei der Festlegung der Programme und der Kursin- halte müssten weitgehend die Bedürfnisse der Betriebe be- rücksichtigt werden.
Die Weiterentwicklung der Berufskenntnisse und eine be- rufliche Fortbildung der beschäftigten Personen, welche auf die Bedürfnisse der Wirtschaft hin orientiert ist, stellt eines der besten Mittel zur Vorbeugung der Arbeitslosigkeit dar.
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Pini Arbeitsmöglichkeit für politische Flüchtlinge Interpellation Pini Réfugiés politiques. Possibilités de travail Interpellanza Pini Possibilità lavorativa per i rifugiati politici
In
Dans
Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale
In
Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale
Jahr
1993
Année
Anno
Band
III
Volume
Volume
Session
Sommersession
Session
Session d'été
Sessione
Sessione estiva
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
16
Séance
Seduta
Geschäftsnummer 93.3045
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum 18.06.1993 - 08:00
Date
Data
Seite
1437-1438
Page
Pagina
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