Verwaltungsbehörden 23.03.1984 83.427
20012342Vpb23 mars 1984Ouvrir la source →
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Interpellation Robbiani
terdiction des compétitions automobiles d'un autre genre; en prenant sa décision, il tiendra compte principalement des exigences de la sécurité et de l'éducation routières. Selon l'article 94, 1er alinéa, de l'ordonnance du 13 novembre 1962 sur les règles de la circulation routière (RS 741.11 OCR), tombent sous le coup de l'interdiction des courses de vitesse en circuit qui ont un caractère public et sont effec- tuées avec des véhicules automobiles, toutes les courses empruntant de manière répétée et interrompue un parcours déterminé, si des spectateurs y sont admis.
Le 13 décembre 1983, l'Automobile-Club de Suisse a demandé au Conseil fédéral de faire usage de la compé- tence que lui confère l'article 52, 1er alinéa, LCR et d'autori- ser l'organisation sur l'aérodrome militaire de Sion, en 1985, d'une course d'automobiles en circuit ayant un caractère public (course de Formule 1). Le Conseil fédéral étudiera cette demande en détail et déterminera, notamment, dans quelle mesure une telle autorisation spéciale serait compati- ble d'une part avec les intentions du législateur formulées à l'article 52, 1er alinéa, LCR et d'autre part avec les exigences de la sécurité du trafic, de l'éducation routière et de la protection de l'environnement (bruit, pollution par les gaz d'échappement).
En outre, le Conseil fédéral est d'avis qu'il serait inopportun d'allouer des prix d'encouragement visant à soutenir des manifestations sportives auxquelles participeraient des élec- tromobiles, eu égard à la situation précaire des finances fédérales; au surplus, ce moyen ne permettrait guère d'obte- nir l'effet escompté, car l'utilisation de véhicules à traction électrique est limitée par des contraintes de nature tech- nique.
Le président: M. Sager et M. Brélaz sont partiellement satisfaits.
83.427 Interpellation Robbiani Übergriffe italienischer Geheimdienste Ingerenza dei servizi segreti italiani Ingérence des services secrets italiens
Wortlaut der Interpellation vom 6. Juni 1983
Aufgrund welcher Fakten hat die Bundesanwaltschaft Dra- gutin Petrovic des politischen Nachrichtendienstes beschul- digt?
Stimmt es, dass die italienischen Geheimdienste den jugo- slawischen Killer dazu gezwungen haben, in der Schweiz Gilberto Cavallini, den Chef der rechtsextremen Terroristen- organisation NAR (nuclei armati rivoluzionari) aufzuspüren und, wahrscheinlich, zu töten?
Wussten unsere Behörden, dass sich Cavallini in der Schweiz befand?
Ist das Justiz- und Polizeidepartement über die Tätigkeit der italienischen Geheimdienste in der Schweiz und über die Verbindungen zwischen ihnen und den subversiven Rechts- kräften der Freimaurerloge P 2 von Licio Gelli informiert? Ist in Bern bekannt, dass das Dossier Carboni, das die Polizei von Lugano der italienischen Polizei ausgehändigt hat - für einen Gedankenaustausch, wie zuerst gesagt wurde, dann aber Anlass zu einem Strafverfahren wegen politischen Nachrichtendienstes gab -, in der vom neofa- schistischen Senator Pisanò geleiteten Zeitung «Candido» veröffentlicht worden ist?
Sind nach den Massnahmen gegen den Polizeikommandan- ten und gegen Petrovic auch Strafmassnahmen getroffen worden gegen die Leiter der italienischen Geheimdienste, die Dragutin Petrovic in die Schweiz geschickt haben, und
gegen die Verantwortlichen der italienischen Polizei, weil sie die Geständnisse Carbonis, die dem Untersuchungsge- heimnis unterstanden, haben in die Öffentlichkeit gelangen lassen?
Welche diplomatischen Schritte sind wegen der Verletzung des Territorialitätsprinzipes durch die italienischen Geheim- dienste unternommen worden?
Testo della interpellazione del 6 giugno 1983
Quali sono i fatti che configurerebbero i reati di «spionaggio politico» imputati dal Ministero pubblico della Confedera- zione a Dragutin Petrovic?
È vero che il «killer» jugoslavo è stato assoldato dai servizi segreti italiani per ricercare in Svizzera e, probabilmente, uccidere Gilberto Cavallini, capo dell'organizzazione terrori- sta di estrema destra NAR (nuclei armati rivoluzionari)?
Le nostre autorità erano informate della presenza in Sviz- zera di Cavallini?
il Dipartimento di giustizia e polizia è a conoscenza dell'atti- vità dei servizi segreti italiani in Svizzera e della collusione tra quest'ultimi e i movimenti sovversivi di destra facenti capo alla loggia massonica P 2 di Licio Gelli?
È noto a Berna che il dossier Carboni, passato dalla polizia di Lugano a quella italiana, per «uno scambio d'informa- zioni» secondo la prima versione, provocando in seguito un procedimento penale per spionaggio politico, è stato pubbli- cato da «Candido», giornale diretto dal senatore neofascista Pisanò?
Dopo le ingiunzioni contro il delegato di polizia e contro Petrovic, sono stati presi dei provvedimenti penali anche nei confronti dei dirigenti dei servizi segreti italiani, che hanno mandato Dragutin Petrovic in Svizzera, e contro i dirigenti della polizia italiana per avere lasciato divulgare le confes- sioni di Carboni coperte dal segreto istruttorio?
Infine, quali passi diplomatici sono stati intrapresi contro la violazione da parte dei servizi segreti italiani della territoria- lità svizzera?
Texte de l'interpellation du 6 juin 1983
Quels sont les faits qui constitueraient le délit d'«espion- nage politique» commis par Dragutin Petrovic selon le Ministère public de la Confédération? Est-il vrai que le tueur yougoslave a été engagé par les services secrets italiens pour rechercher en Suisse et, probablement, tuer Gilberto Cavallini, chef de l'organisation terroriste d'extrême droite NAR (Nuclei armati rivoluzionari)?
Nos autorités étaient-elles informées de la présence en Suisse de Cavallini? Le Département de justice et police est- il au courant de l'activité des services secrets italiens en Suisse et de la collusion entre ceux-ci et les mouvements subversifs de droite qui se rattachent à la loge maçonnique P 2 de Licio Gelli?
Sait-on à Berne que le dossier Carboni, qui a passé de la police de Lugano à la police italienne à la suite d'«un échange d'informations» selon la première version, affaire qui a donné lieu à une procédure pénale pour espionnage politique, a été divulgué par Candido, journal dirigé par le sénateur néo-fasciste Pisanò?
Après les injonctions faites au délégué de la police et à Petrovic, a-t-on aussi pris des mesures pénales contre les dirigeants des services secrets italiens qui ont envoyé Dra- gutin Petrovic en Suisse et contre les dirigeants de la police italienne, pour avoir laissé divulguer les confessions de Carboni, couvertes par le secret de l'instruction?
Enfin, quelles démarches diplomatiques a-t-on entreprises en ce qui concerne la violation de la souveraineté territoriale suisse par les services secrets italiens ?
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta Développement par écrit
Le domande poste nell'interpellanza rimbalzano sulla stampa svizzera e italiana. Con lo stesso rigore con cui il Dipartimento di giustizia e polizia ha denunciato le mene sovversive intravviste nell'«affaire Novosti», dovrebbe chia- rire le trame eversive dell'estrema destra italiana con dira-
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Interpellation Hari
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mazioni nel nostro paese, il rifugio offerto a personaggi come Licio Gelli e Flavio Carboni, le interferenze dei servizi segreti italiani e il sospetto che alcuni dirigenti di questi servizi siano in relazione con la P 2 e attraverso questa con il «terrorismo nero».
Dragutin Petrovic, pregiudicato jugoslavo, è stato liberato e inviato dai servizi segreti italiani per rintracciare Gilberto Cavallini, portarlo a Campione d'Italia per farlo arrestare, o addirittura ucciderlo «per tappargli la bocca per sempre». Il 18 novembre 1982, il Petrovic, probabilmente «bruciato», ossia scoperto nel ruolo di agente dei servizi segreti italiani, ha ucciso la moglie, l'estremista di destra italiano Sergio Roccheggiani e l'amica ticinese di quest'ultimo. I contatti di Dragutin Petrovic con i servizi segreti italiani e l'attività spionistica in Svizzera sono all'origine del procedimento penale contro costui, procedimento autorizzato dal Mini- stero pubblico della Confederazione.
Le diramazioni dei servizi segreti italiani che portano alla P 2 e all'eversione d'estrema destra sono state denunciate in Italia. Del resto questi servizi così detti di sicurezza, in quindici anni, sono stati ristrutturati tre volte, dal SIFAR del generale De Lorenzo al SID implicato nella strage di piazza Fontana, ai servizi segreti attuali divisi in un «braccio» civile e in uno militare.
L'infiltrazione in Svizzera dei terroristi neri e dei servizi segreti italiani è inammissibile, e certamente più pericolosa dell'azione di propaganda di certi paese.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates Risposta scritta del Consiglio federale
Rapport écrit du Conseil fédéral
Il Ministero pubblico della Confederazione è stato infor- mato per la prima volta circa contatti avuti da Petrovic con servizi segreti italiani immediatamente dopo l'arresto e l'in- terrogatorio del predetto in data 18 novembre 1982. Questi particolari sono giunti al Ministero pubblico della Confede- razione da parte delle autorità penali ticinesi. Le ulteriori indagini del Ministero pubblico della Confederazione e della Procura pubblica sottocenerina hanno permesso in seguito di procedere contro Petrovic per spionaggio politico ed atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero.
Secondo i considerandi della Corte delle Assise criminali ticinese nella sentenza del 29 novembre 1983, Petrovic era stato incaricato dai servizi segreti italiani di scoprire il rifu- gio dell'estremista di destra italiano Gilberto Cavallini in Svizzera, di «neutralizzarlo» e di portarlo in automobile oltre la frontiera italiana.
Il Ministero pubblico della Confederazione e le autorità giudiziarie ticinesi sono venuti a conoscenza d'una even- tuale presenza clandestina di Cavallini in Svizzera solo dopo l'arresto di Petrovic in data 18 novembre 1982.
In tre casi le indagini del Ministero pubblico della Confe- derazione hanno evidenziato indizi concreti di atti compiuti senza autorizzazione dai servizi segreti italiani su territorio svizzero: In relazione al caso dell'estradizione di Carboni il delegato di polizia di Lugar o, Gualtiero Medici, è stato sollecitato da magistrati e funzionari italiani nonché da membri del servizio segreto m litare alla consegna illegale di numerosi atti d'inchiesta della polizia cantonale ticinese. Il procedimento giudiziario contro Petrovic ha confermato che costui, incaricato dal servizio segreto civile italiano, aveva sviluppato un'attività proibita di spionaggio politico nel nostro paese, che aveva trasmesso informazioni ai suoi mandanti e che aveva accolto loro ordini. Onde condurre le loro indagini magistrati, funzionari e membri dei servizi segreti italiani hanno senza autorizzazione incontrato cin- que volte su territorio svizzero il cittadino italiano Elio Cio- lini, dimesso nel giugno 1982 call'incarcerazione preventiva. Non disponiamo di elementi concreti su collusioni tra servizi segreti italiani e l'ambiente v cino alla Loggia P 2. In rela- zione con la fuga deplorevole di Licio Gelli dal carcere preventivo in attesa d'estradizione, è stato riportato sulla stampa italiana la dichiarazione di un membro del governo
italiano, secondo la quale funzionari italiani avrebbero sor- vegliato l'immediata vicinanza della prigione di Champ Dol- lon per scoprire eventuali comportamenti sospetti di visita- tori del Gelli. Al Governo italiano è stato chiesto di voler fornire spiegazioni sulle dichiarazioni attribuite al suo rap- presentante. Nel frattempo, con lettera indirizzata all'amba- sciatore d'Italia a Berna e rimessa il 12 gennaio 1984 al Dipartimento federale degli affari esteri, il signor Zolla assi- cura non aver mai rilasciato una dichiarazione del genere a giornalisti italiani. Egli avrebbe dichiarato che quando si vuole avere pressochè la certezza di evitare delle evasioni non rimane altro che circondare il carcere in maniera rigida, come si fa quando viene attuato un cordone di protezione sanitaria. Si sarebbe dunque trattato di una battuta da parte sua. Le sue asserzioni sarebbero quindi state fraintese dalla stampa italiana.
Il Ministero pubblico della Confederazione è in possesso di una copia del giornale «Candido», del 21 ottobre 1982, che tratta della vicenda Carboni e nel quale sono pubblicati diversi documenti provenienti dalla Svizzera. Il dossier Car- boni menzionato nell'interpellanza è stato consegnato alle autorità italiana non da parte della polizia di Lugano, ma da parte del delegato della polizia cantonale di Lugano facendo uso di competenze che non gli spettavano, come lo ha stabilito la Corte di Cassazione e di Revisione penale nella sua sentenza dell'8 novembre 1983 in re Medici, comunicata da poco in copia integrale.
Il 1º dicembre 1982 il Procuratore generale della Confede- razione ha aperto una procedura d'indagini preliminari per far luce sulle eventuali ingerenze da parte d'autorità italiane sul territorio svizzero. Le indagini si sono rivelate molto difficili essendo gli atti contestati ai funzionari italiani delitti politici che non rientrano nell'assistenza giudiziaria interna- zionale in materia penale.
Incaricato dal Consiglio federale, il Dipartimento degli affari esteri ha presentato il 19 dicembre 1983 una energica nota di protesta al Governo italiano per le ripetute violazioni della sovranità svizzera.
Le président: L'interpellateur est satisfait.
83.960 Interpellation Hari Truppenunterkünfte. Entschädigung Cantonnements militaires. Indemnisation
Wortlaut der Interpellation vom 15. Dezember 1983
Im Jahre 1966 betrug die Kantonnementsentschädigung für Private mit OKK-Vereinbarung pro Mann und Tag 2 Franken. Dieser Betrag wurde letztmals am 26. November 1975 durch Bundesratsbeschluss auf Fr. 2.70 erhöht. Die Teuerung von 1966 bis zum Tage der Einreichung meiner Interpellation am 12. Dezember 1981 betrug 94,3 Prozent.
Ich frage den Bundesrat an, wann er die dringend fällige Erhöhung dieser Entschädigungsansätze für Truppenunter- künfte vornehmen will?
Da es während der Dauer von zwei Jahren offenbar nicht möglich war, mir diese Frage schriftlich oder mündlich zu beantworten, gestatte ich mir, diese erneut und unverändert einzureichen.
Texte de l'interpellation du 15 décembre 1983
L'indemnisation versée aux particuliers pour les cantonne- ments militaires était de 2 francs par homme et par jour en 1966, conformément à un accord établi par le Commissariat central des guerres (CCG).
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Robbiani Übergriffe italienischer Geheimdienste Interpellation Robbiani Ingérence des services secrets italiens Interpellation Robbiani Ingerenza dei servizi segreti italiani
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Dans
In
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Jahr
1984
Année
Anno
Band
I
Volume
Volume
Session
Frühjahrssession
Session
Session de printemps
Sessione
Sessione primaverile
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
16
Séance
Seduta
Geschäftsnummer
83.427
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum 23.03.1984 - 08:00
Date
Data
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20 012 342
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