Verwaltungsbehörden 17.12.1982 82.398
20011082Vpb17 déc. 1982Ouvrir la source →
Interpellation Carobbio
1824
N
17 décembre 1982
droit en vigueur. Aux termes de l'article 6, 3e alinéa, de l'ordonnance sur l'exécution des chapitres VI et VII de la LCF, la Confédération n'octroie plus de subventions pour améliorations techniques si les conditions du passage à la route sont remplies. En l'occurrence, il n'est pas possible d'accorder d'autres prestations fédérales, même dans une mesure réduite.
Le cas de l'ASD est extrême; renoncer à la suppression de ce chemin de fer aurait de graves conséquences sur les futures discussions relatives à la conversion de certaines lignes des CFF et des chemins de fer privés. Si la Confédé- ration renonçait à supprimer ce chemin de fer à faible trafic, elle n'aurait plus d'arguments lorsqu'il s'agirait de proposer le remplacement d'une quelconque ligne ferroviaire par un service routier. Le Conseil fédéral ne voit donc aucune pos- sibilité de revenir sur sa décision.
Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
offensichtliche Mehrheit Minderheit
Präsident: Herr Delamuraz und Herr Meizoz erklären sich von der Antwort des Bundesrates nicht befriedigt.
82.398
Interpellation Carobbio Kernkraftwerk-Katastrophen. Auswirkungen und Massnahmen Secours en cas de catastrophe nucléaire. Effets et mesures
Pericoli di catastrofi termonucleari e sistema sanitario
Wortlaut der Interpellation vom 9. Juni 1982
Die Vereinigung «Physicians for Social Responsibility» (Ärzte für gesellschaftliche Verantwortung) hat kürzlich an einer Pressekonferenz bekanntgegeben, dass bei einer Atomkatastrophe in der Schweiz 5000 Personen schwere Verbrennungen erleiden und die Spitäler 500 000 Liter Infu- sionsflüssigkeit, 250 000 Flaschen Blut, 750 Tonnen Antibio- tikasalben und 1500 Tonnen andere Medikamente brauchen würden. Für die Pflege der Schwerverbrannten müssten, wurde an der Pressekonferenz gesagt, über 500 Ärzte und ungefähr 15 000 Krankenschwestern zur Verfügung stehen; das ganze würde insgesamt 500 Millionen Franken kosten. Nach der Vereinigung gibt es heute in der Schweiz noch keinen Atomkatastrophenplan, der die Versorgung von Ver- letzten mit schweren Verbrennungen einbezieht. Bloss 35 Betten sollen für solche Verletzte zur Verfügung stehen.
Die unterzeichneten Parlamentarier stellen dem Bundesrat die folgenden Fragen:
a. Die tatsächlichen Folgen - Tote, Kranke, Umweltschäden - einer allfälligen, durch Krieg oder durch friedliche Nutzung der Kernenergie verursachten nuklearen Katastrophe;
b. Das Fehlen eines brauchbaren Katastrophenplanes für den Fall einer Atomkatastrophe;
c. Die Unzulänglichkeit der bestehenden medizinischen Infrastruktur?
Wenn nein, wie kann der Zivilschutz tatsächlich für wirk- same Schutzpläne sorgen?
Rechtfertigt es sich aufgrund der beeindruckenden Angaben der Vereinigung, und ist es möglich, unser System der medizinischen Versorgung zu überprüfen, damit den Gefahren, welche die Entwicklung der nuklearen Techno- logie für die Gesundheit in sich birgt, besser begegnet wer- den kann?
Hält er es nicht für angebracht, zur ganzen Frage einen umfassenden Bericht ausarbeiten zu lassen, damit die Bevölkerung vollständig über die Gesundheitsgefahren informiert wird, die heute mit der Entwicklung der Nuklear- technologie im militärischen und zivilen Bereich verbunden sind?
Texte d'interpellation du 9 juin 1982
Selon une communication faite récemment dans une confé- rence de presse par l'association dénommée «Physicians for Social Responsability» (PSR), 5000 personnes seraient grièvement brûlées si une catastrophe nucléaire se produi- sait dans notre pays. Les hôpitaux auraient alors besoin de 500 000 litres de perfusion, 250 000 flacons de sang, 750 tonnes de pommades antibiotiques et 1500 tonnes de médi- caments divers. En outre, il faudrait disposer de plus de 500 médecins et d'environ 15 000 infirmières pour les soins à donner aux grands brûlés. Coût total de l'opération: 500 millions de francs. D'après la même asssociation, il n'existe- rait actuellement en Suisse aucun véritable plan anticatas- trophes nucléaires pour les grands brûlés. Seuls 35 lits pourraient les accueillir.
Les députés soussignés demanent au Conseil fédéral de dire:
a. Le conséquences effectives, en morts, malades, dom- mages à l'environnement, d'une éventuelle catastrophe nucléaire causée par la guerre ou par l'utilisation pacifique de l'énergie nucléaire;
b. L'absence de véritable plan anticatastrophes nucléaires; c. L'insuffisance des structures sanitaires existantes;
Dans le cas contraire, s'il pense que la protection civile est en mesure d'établir des plans de protection efficaces, et de quelle manière;
Si, à la lumière de ces données, qui sont impression- nantes, il se justifie et il est possible de réexaminer le sys- tème sanitaire national, pour le rendre plus apte à faire face aux risques que la technologie nucléaire représente pour la santé;
S'il n'estime pas opportun de faire établir un rapport complet sur l'ensemble de la question, afin que la popula- tion soit informée à fond des dangers que le développe- ment de la technologie nucléaire, militaire et civile, consti- tue à l'heure actuelle pour la santé de l'homme.
Testo della interpellazione del 9 giugno 1982
Secondo quanto reso noto recentemente, in una confe- renza stampa, dall'Associazione Physicians for Social Responsability, (PSR) se una catastrofe termonucleare dovesse verificarsi nel nostro paese, 5000 persone sareb- bero gravemente ustionate. Gli ospedali avrebbero allora bisogno di 500 000 litri di «perfusion», di 250 000 flaconi di sangue, di 750 tonnellate di pomate antibiotiche, di 1500 tonnellate di medicamenti vari. Inoltre, oltre 500 medici e circa 15 000 infermiere dovrebbero essere a disposizione per le cure dei grandi ustionati. Costo totale dell'opera- zione: 500 milioni di franchi. Secondo la stessa associa- zione non esisterebbe in Svizzera oggi nessun piano antica-
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Interpellation Carobbio
tastrofi nucleari per i grandi ustionati. Solo 35 letti per acco- glierli sarebbero a disposizione.
I sottoscritti deputati chiedono al Consiglio federale di dire:
a. Le consequenze effettive, in morti, malati, danni all'ambiente, di una eventuale catastrofe nucleare d'origine bellica o conseguente all'uso pacifico dell'energia nucleare;
b. La mancanza di un valido piano anticatastrofi nucleari; c. L'inadeguatezza delle strutture sanitarie esistenti.
Se, qualora i dati di cui sopra possono essere confer- mati, il sistema di protezione civile esistente nel paese non risulti di fatto del tutto inutile a proteggere, come si sostiene, la popolazione contro i pericoli di catastrofi nucleari. In caso contrario come pensa che, in realtà, la pro- tezione civile è in grado di assicurare piani di protezione validi.
Se, alla luce degli impressionanti dati presentati, un rie- same del sistema sanitario nazionale, per renderlo più ade- guato a far fronte ai rischi dello sviluppo della technologia nucleare per la salute, si giustifica ed è possibile.
Se non ritiene opportuno far allestire un rapporto com- pleto su tutta la questione affinchè la popolazione sia com- pletamente informata sui pericoli che lo sviluppo della tec- nologia nucleare, militare e civile, comporta oggi per la salute dell'uomo.
Mitunterzeichner - Cosignataires - Cofirmatari: Crevoisier, Dafflon, Forel, Magnin, Mascarin (5).
Schriftliche Begründung - Développement par écrit Motivazione scritta
L'autore rinuncia ad una motivazione e chiede una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates Rapport écrit du Conseil fédéral
Risposta scritta del Consiglio federale
La fuoriuscita di energia nucleare nell'ambito di una cata- strofe può avere ripercussioni molto diverse. Il titolo origi- nale della interrogazione utilizza il termine «catastrofi termo- nucleari». Processi termonucleari si svolgono nella bomba all'idrogeno (bomba a fusione), ossia in armi nucleari di notevole calibro. In caso di conflitto è tuttavia pensabile pure l'impiego di bombe a fissione nucleare. Tra gli effetti comuni ad entrambi gli ordigni citiamo la generazione di calore, la pressione, la radioattività e, secondo l'altitudine dell'esplosione, la formazione di rilevanti quantità di mate- riale radioattivo in forma di polvere (ricadute).
Nel corso del processo di produzione di energia all'interno del reattore nucleare - tema pure trattato nell'interroga- zione - potrebbe verificarsi in determinate circostanze una fuoriuscita di materiale radioattivo, in particolare in forma gasosa. Non sono invece date le condizioni fisiche per emissioni energetiche di altra natura fuori dall'ambito dell'impianto, quali calore o pressione. Per tale ragione anche la superficie minacciata è minore che in caso di esplosione nucleare.
Sulle singole domande:
Nel caso di un elevato numero di vittime di un grave attacco nucleare e di una scarsa disponibilità di effettivi assisten-
ziali, nessuno potrebbe pretendere primi soccorsi e tratta- menti quali sono garantiti in tempo di pace in una situazione circoscritta. In un conflitto nucleare gli interrogativi «come, dove, quando, cosa», rappresentano sempre un'incognita, e ciò rende impossibile anticipare l'allestimento di mezzi ausi- liari e limita la prevenzione ad un'improvvisazione preparata. Malgrado la buona strutturazione del sistema di protezione civile e il coordinamento del servizio sanitario, in caso di conflitto i medici devono fissare priorità di trattamento in base a principi selettivi. Le università tengono già oggi corsi di medicina da catastrofe nell'intento di formare i sanitari a criteri di selezione e l'Ufficio federale della sanità pubblica e quello militare di sanità hanno organizzato rispettivamente corsi per il trattamento delle vittime di radiazioni e corsi teo- rici di medicina militare.
La concezione della protezione civile svizzera quale fu sottoposta alle Camere federali sotto forma di un esau- riente rapporto (FF 1971 Il 271) tiene conto della minaccia costituita dagli effetti degli ordigni nucleari per la popola- zione civile e mette soprattutto l'accento sulle misure pre- ventive. Può così essere sensibilmente diminuito il numero dei feriti bisognosi di soccorso. La protezione civile svizzera ha raggiunto un livello considerevole e il suo potenziamento prosegue. In risposta ad un postulato del consigliere nazio- nale onorevole Humbel, il Consiglio federale sottoporrà prossimamente alle Camere federali un rapporto intermedio in proposito.
e 4. Come esposto dal tenore del summenzionato rap- porto non emergono elementi tali da indurre il Consiglio federale a riesaminare il sistema della nostra medicina pre- ventiva.
Quanto all'informazione del pubblico sui pericoli connessi con l'utilizzazione a scopo bellico e pacifico dell'energia nucleare, esiste al proposito una ricca letteratura alla por- tata di ogni interessato.
Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
37 Stimmen
41 Stimmen
Präsident: Herr Carobbio erklärt sich nicht befriedigt.
Verabschiedung von Herrn Bundespräsident Honegger Adieux à M. Honegger, président de la Confédération
Präsident: Ich habe noch die Gelegenheit, unseren Herrn Bundespräsidenten zu verabschieden.
Sehr geehrter Herr Bundespräsident, heute nehmen Sie nun endgültig Abschied von unserem Rat. Gerne benütze ich die Gelegenheit, um Ihnen im Namen unseres Rates noch einmal für Ihre grosse und verdienstvolle Arbeit zu danken, Ihnen zu Ihren Erfolgen zu gratulieren und Ihnen und Ihren Angehörigen für die Zukunft alles Gute zu wün- schen. Ich danke Ihnen recht herzlich! (Starker Beifall)
Bundespräsident Honegger: Sehr geehrter Herr Präsident, ich danke Ihnen recht herzlich für Ihre netten, liebenswürdi gen Worte zu meinem Abschied.
Meine Damen und Herren, die Zusammenarbeit mit Ihnen wird mir immer in bester Erinnerung bleiben. Ich wünsche Ihnen und Ihren Familien recht frohe Festtage, ein glückli- ches, gutes und vor allem gesundes neues Jahr. Ich danke Ihnen. (Beifall)
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Wintersession
Session
Session d'hiver
Sessione
Sessione invernale
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
13
Séance
Seduta
Geschäftsnummer
82.398
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Numero dell'oggetto
Datum 17.12.1982 - 08:00
Date
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