AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.2022.231
Data decisione, Autorità: 20.12.2022, CDT
Titolo: Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, figlio maggiorenne invalido, redditi mensili superiori a 2'000 franchi
Incarti n. 80.2022.231 80.2022.232
Lugano 20 dicembre 2022
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria
Cristiana Balestra Gamboni, vicecancelliera
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 27 agosto 2022 contro la decisione del 4 agosto 2022 in materia di IC e IFD 2021
Fatti
A. a.
RI 1, divorziata, è madre di due figli maggiorenni. __________, nato nel 1996, è beneficiario di una rendita d’invalidità al 100%, mentre __________, nato nel 1998, nel periodo fiscale litigioso, era studente presso l’Università di __________.
b.
Nella dichiarazione d’imposta delle persone fisiche 2021, presentata l’8 aprile 2022, la signora RI 1, tra le altre, faceva valere la deduzione per figli a carico in ragione di fr. 22'200.‑ e la deduzione per figlio agli studi pari a fr. 13'400.‑.
In particolare, nelle comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione spiegava che le spese annue per il figlio __________, che viveva con lei, si attestavano a fr. 17'630.‑ ed erano così suddivise:
affitto (a casa con me):
CHF
7’200
vitto:
CHF
4’800
Telecomunicazioni:
CHF
1’920
Abbonamento:
CHF
590
Vestiti e calzature:
CHF
2’250
Altro:
CHF
600
Totale annuo:
CHF
17’630
Spese AVS e cassa malati
CHF
4’500+490.‑
B. In data 6 luglio 2022, l’RS 1 (di seguito: RS 1) notificava alla contribuente la decisione di tassazione IC/IFD 2021 e le concedeva unicamente la deduzione per un figlio a carico. Sia per l’IC sia per l’IFD, l’autorità di tassazione adduceva che la “deduzione [era stata] considerata in base alla situazione al 31 dicembre 2021 [e che] i mezzi finanziari a disposizione del/la figlio/a [erano] sufficienti al suo sostentamento”.
Di conseguenza, il reddito imponibile per l’IC era stato accertato in fr. 59'000.‑ (parimenti determinante per l’aliquota) e, per la sola imposta cantonale, la sostanza imponibile era stata determinata in fr. 48'000.‑ (parimenti determinante per l’aliquota). Il dovuto d’imposta cantonale si attestava a fr. 2'168.05 (coefficiente: 97%).
Per l’IFD, invece, il reddito imponibile era stabilito in fr. 81'100.‑ (parimenti determinante per l’aliquota) e il debito d’imposta era pari a fr. 863.95, al netto della deduzione di fr. 251.‑ per un figlio o una persona a carico.
C. Il 2 luglio 2022, RI 1 interponeva reclamo contro la decisione summenzionata, chiedendo di “rivedere il calcolo dell’imponibile tenendo conto del fatto che la rendita di mio figlio che è versata sul mio conto mensilmente non raggiunge e non supera i 1800 franchi”.
Spiegava che il figlio
__________, che vive con me, riceve dal 2018 una rendita dall’A.I. In seguito ad una decisione dell’ARP di __________, dal 2020 mio figlio si è visto imposta una curatela generale (contro questa decisione l’avvocato di __________ __________ sta preparando un ricorso). È stata imposta una curatrice del UAP, signora __________. La rendita A.I. è stata sequestrata, su ordine dell’ARP, dal UAP di __________: se prima mio figlio la riceveva sul suo conto bancario, dal 2021 questi soldi sono versati su un conto di __________ a nome di __________ ma gestito dalla curatrice __________. Ogni mese la curatrice versa a me una parte dei soldi (v. allegati). Come si evince dagli allegati, la parte di rendita che io ricevo per il mantenimento di mio figlio varia dai 1200 ai 1800 franchi al mese. In effetti, l’ARP ritira dalla rendita A.I. di mio figlio dai 200 ai 300 franchi di “indennità ARP”, che non è dato sapere a quali prestazioni si riferisca (altro motivo di contestazione da parte del nostro avvocato).
D. Con decisione datata 4 agosto 2022, l’RS 1 respingeva il reclamo, argomentando che sia ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT sia dell’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD, per beneficiare della deduzione per persona bisognosa a carico
non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa. La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.
Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuto a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita o comunque più in generale a impedimenti d’ordine fisico o psichico.
[…]
Una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno.
Nel caso specifico, il figlio __________ (__________) non rientra nella casistica di figlio a carico, n’è di persona bisognosa a carico, in quanto lo stesso, percepisce indennità AI STRAO, ed è al beneficio della prestazione complementare. Tali introiti sono atti a coprire il fabbisogno vitale del figlio __________.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula la concessione della deduzione per il sostentamento di una persona bisognosa a carico in relazione al figlio __________, considerato invalido al 100%.
Nel suo gravame, l’insorgente precisa che è stata informata dall’RS 1 che per poter beneficiare della deduzione rivendicata, il reddito percepito dal figlio bisognoso di sostentamento avrebbe dovuto essere inferiore a fr. 24'000.‑ all’anno.
Spiega che __________ percepisce una rendita d’invalidità di fr. 19'116.‑, cui si sommano delle prestazioni complementari pari a fr. 6'440.‑, giungendo ad un importo complessivo di fr. 25'556.‑. Tale reddito è versato direttamente alla curatrice istituita dall’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP) che, nel periodo fiscale litigioso, ha riversato alla madre fr. 17'493.‑ (media mensile: fr. 1'457.75) per il sostentamento del figlio __________.
La ricorrente deplora il fatto che la differenza, ovvero fr. 8'063.‑, sia stata trattenuta dall’UAP per le sue prestazioni ed aggiunge che “a tal proposito è stato aperto un incarto di approfondimento sull’opportunità di una curatela” perché l’ammontare dedotto a suo dire “non giustifica il servizio fornito”.
La ricorrente afferma di provvedere “alla cura e al sostentamento del figlio e così facendo fa in modo che il figlio non generi ulteriori costi sociali, costi che sarebbero altrimenti a carico del sistema sociale cantonale”. Infine, RI 1 sottolinea “che quanto percepito è nettamente inferiore all’ammontare reale necessario per la cura e il sostentamento del figlio”.
F. Invitato ad esprimersi in merito al ricorso, l’RS 1 ha rinunciato a presentare ulteriori osservazioni, confermandosi nelle “motivazioni e [nelle] conclusioni contenute nelle decisioni su reclamo impugnate”.
Diritto
È solo in sede di reclamo che la ricorrente rivendica la deduzione per persona bisognosa a carico. Con la decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione non ha ammesso neppure questa deduzione in quanto __________ beneficia di redditi propri superiori a fr. 24'000.‑ e può quindi provvedere autonomamente al proprio sostentamento.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento da 5'700.‑ a 11'100.‑ franchi al massimo per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.− franchi.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.‑ franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace d’esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.
Sia la LT sia la LIFD stabiliscono che tale deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a (art. 34 cpv. 1 lett. b in fine; art. 35 cpv. 1 lett. b in fine).
Per entrambi i tributi, la deduzione sociale è stabilita secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 34 cpv. 3 LT; art. 35 cpv. 2 LIFD).
2.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi (LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
2.3.
La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 195; sentenza CDT no. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. sentenza CDT no. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
Tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate da Bosshard/ Bosshard/ Lüdin, op. cit., n. 439, p. 191) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p. 192).
2.4.
Oltre al requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre, sentenza della CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (sentenza CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre, RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.
A tal proposito, la dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato (Locher, Kommentar zum DBG, I. parte, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 47 ad art. 35 LIFD, p. 1060 e riferimenti giurisprudenziali).
Per quanto attiene all’imposta federale diretta, i criteri oggettivi relativi all’esigenza di sostentamento non possono però essere unificati a livello svizzero, in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v. Circolare AFC no. 30 “Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta” del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21; v. anche Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891).
3.2.
Alcune autorità fiscali cantonali, tra cui quelle del Cantone Ticino, hanno opportunamente codificato una prassi, che fissa degli importi, a partire dai quali si può ritenere che il reddito e/o la sostanza del figlio siano sufficienti per il suo mantenimento, con la conseguenza che i genitori non hanno diritto alla deduzione sociale (v. anche Jaques, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea 2017, n. 40 ad art. 35 LIFD, p. 810).
Nel Canton Berna, ad esempio, per stabilire se una persona parzialmente o totalmente incapace di esercitare un’attività lucrativa sia bisognosa di sostentamento, l’autorità fiscale ha fissato quali limiti un reddito netto (prima delle deduzioni sociali) di fr. 16'000.‑ per le persone sole e di fr. 24'000.‑ per i coniugi rispettivamente una sostanza netta (prima delle deduzioni sociali) pari a fr. 50'000.‑. Al di sopra di questi importi, la deduzione sociale non è accordata (cfr. Steuerverwaltung des Kantons Bern, TaxInfo, Einkommens- und Vermögenssteuern; Unterstützungsbedürftige erwerbsunfähige Personen, Fassung vom 22.08.2022, in: www.taxinfo.sv.fin.be.ch).
Nel Canton Lucerna, riferendosi alla deduzione per figlio maggiorenne a carico, lo stato di bisogno del figlio si determina in base al minimo vitale del diritto esecutivo. Se il figlio dispone di un reddito fino a fr. 18'000.‑, i genitori hanno diritto alla deduzione per figlio a carico. Per quanto concerne il patrimonio, si ritiene che il figlio non necessiti più del sostegno finanziario dei genitori se dispone di una sostanza netta superiore a 100'000 franchi, purché si tratti di beni alienabili o liquidi e non per esempio di quote di comproprietà di immobili o di quote di partecipazione in società di famiglia (cfr. Luzerner Steuerbuch, Kinderabzug, Staats- und Gemeindesteuern, § 42 n. 2, paragrafo 1.1).
Nel Canton San Gallo, fino ad un reddito dell’attività lucrativa di fr. 15'000.‑ all’anno, si presume che il figlio non possa provvedere al proprio mantenimento. Per quanto concerne il patrimonio, la situazione viene valutata in ogni singolo caso (St. Galler Steuerbuch, 48 n. 1, paragrafo 2.2.2.).
Il Canton Zurigo ha fissato tali limiti a fr. 15'000.‑ di reddito imponibile e fr. 50'000.‑ di sostanza imponibile per le persone sole e fr. 22’000.‑ di reddito imponibile e fr. 100’000.‑ di sostanza imponibile per le persone coniugate (cfr. Zürcher Steuerbuch, Weisung der Finanzdirektion über Sozialabzüge und Steuertarife [ab Steuerperiode 2015], B. II., Unterstützungsabzug, no. 33, in: www.zh.ch; v. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 68 ad art. 35 LIFD, p. 718).
3.3.
Come poc’anzi anticipato, anche il Cantone Ticino nella Circolare DDC no 18/2020 del luglio 2020 intitolata “Imposizione della famiglia”, oltre a fare riferimento alla giurisprudenza della Camera di diritto tributario relativa al minimo d’esistenza stabilito dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello, afferma ‑ riallacciandosi alla prassi instaurata per la deduzione sociale per i figli maggiorenni in formazione ‑ che il figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito (compresi eventuali contributi di sostentamento versati dall’altro genitore) uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili o se possiede una sostanza ‑ priva di vincoli, facilmente disponibile ‑ pari o superiore a 150'000 franchi (v. Circ. DDC no. 30, n. 10.1, p. 25 s.).
Venendo al caso in esame, dagli atti si evince che __________, che nel periodo fiscale litigioso aveva 25 anni, beneficiava di una rendita straordinaria erogata dall’assicurazione per l’invalidità e di prestazioni complementari, era domiciliato e viveva con la madre ad Arosio, lavorava, per quanto possibile, per la __________. Dal padre non riceveva alcun contributo di mantenimento.
Si noti che ha diritto ad una rendita straordinaria d’invalidità chi è invalido sin dalla nascita o lo è diventato prima del compimento dei 23 anni, se è domiciliato in Svizzera e non ha diritto ad una rendita ordinaria d’invalidità. Ha inoltre diritto alle prestazioni complementari, a certe condizioni, il titolare di una rendita d’invalidità di modeste condizioni economiche (v. www.avs-ai.ch, Opuscolo informativo 4.04/i, Prestazioni dell’AI, Rendite d’invalidità dell’AI, stato al 1° gennaio 2022, p. 17 s.; v. anche art. 39 LAI e art. 42 LAVS).
4.2.
Tra la documentazione messa a disposizione dell’autorità giudicante, vi è anche la Dichiarazione d’imposta delle persone fisiche 2021 presentata l’8 aprile 2022 dal figlio __________.
Dagli atti emerge che nel 2021 __________ ha beneficiato di una rendita AI STRAO pari a fr. 19'116.‑ e prestazioni complementari per fr. 6'440.‑. Accluso alla DI 2021 vi è anche il certificato di salario che copre il periodo fiscale dal 15 marzo 2021 al 31 dicembre 2021 e che attesta che __________ ha lavorato presso la __________ percependo un salario netto pari a fr. 650.‑. I redditi netti totali percepiti da __________ nel corso del 2021 ammontavano quindi a fr. 26'206.‑. Non dichiarava sostanza (stato al 31.12.2021).
Per quanto si può desumere dal calcolo dell’imponibile IC 2021, agli atti, __________ è stato verosimilmente dichiarato esente da imposta per l’IC. Per l’IFD, invece, non è dato sapere, non essendoci né il calcolo dell’imponibile né la decisione di tassazione IFD 2021 tra la documentazione trasmessa dall’RS 1.
4.3.
È indubbio che, dal punto di vista soggettivo, la situazione di __________ ricada tra le condizioni poste per poter beneficiare della deduzione per persona bisognosa di sostentamento ex art. 34 cpv. 1 lett. b LT e art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Risiede infatti in Svizzera ed ha una limitata capacità di guadagno a seguito dell’infermità per cui beneficia di una rendita d’invalidità e di prestazioni complementari.
Tuttavia, entrambe le disposizioni legislative appena citate pongono un’ulteriore condizione, ovvero che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò dell’aiuto economico del contribuente, che provvede quindi al suo sostentamento, e che tale aiuto raggiunga almeno l’entità della deduzione.
Come visto, per il Cantone Ticino, un figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili (v. Circ. DDC no. 30, n. 10.1, p. 25 s.).
Nella fattispecie, nel periodo fiscale sub judice, __________ dichiarava e comprovava di beneficiare di entrate nette pari a fr. 2'183.‑ al mese, leggermente al di sopra del limite fissato dall’autorità fiscale cantonale. È quindi per questo motivo che l’RS 1 non ha considerato __________ bisognoso del sostentamento della madre.
Sia anche rilevato che, da quanto emerge dall’incarto fiscale inviato a questa Camera, l’aiuto (finanziario) che la madre avrebbe fornito al figlio nel corso del 2021, in ogni caso, non raggiungeva l’entità (minima) della deduzione rivendicata. In effetti, la ricorrente dichiarava che le spese totali annue per __________ ammontavano a fr. 17'630.‑. Annotava anche “spese AVS e cassa malati: CHF 4'500 + 490.‑”.
Quali “oneri assicurativi e interessi di capitali a risparmio”, __________ dichiarava fr. 4'500.‑.
Nell’atto di ricorso, RI 1 sostiene di aver ricevuto dalla curatrice unicamente fr. 17'493.‑, aggiungendo che l’__________ si era occupata “unicamente dei pagamenti della cassa malati”.
Di conseguenza, l’eventuale contributo al sostentamento del figlio __________ risultava essere di fr. 137.‑ annui, importo di gran lunga inferiore al minimo previsto dalle disposizioni legislative applicabili (fr. 5'700.‑ per l’IC e fr. 6'500.‑ per l’IFD). Le “spese AVS” per fr. 490.‑, come le spese per la cassa malati, erano verosimilmente già state pagate dall’__________.
Sia come sia, la ricorrente non è comunque legittimata a rivendicare la deduzione per persona bisognosa a carico in quanto non provvede al mantenimento di __________ ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT.
4.4.
Ci si può chiedere se tale conclusione valga anche per la deduzione sociale prevista dal diritto federale (art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD), dato che, come già anticipato, mancano delle direttive a livello federale che fissano i criteri oggettivi relativi all’esigenza di sostentamento (Baumgartner/Eichenberger, loc. cit., n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891). L’Amministrazione federale delle contribuzioni nella sua Circolare no. 30 non ha ritenuto opportuno fissare questi limiti in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v. Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21).
In un caso vallesano, il Tribunale federale ha giudicato la prassi cantonale ‑ che nega la deduzione per il sostentamento nel caso in cui il figlio maggiorenne in formazione percepisca un reddito annuale netto superiore a fr. 20'000.‑ ‑ conforme al diritto federale (sentenza TF 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 febbraio 2014; v. Locher, op. cit., n. 47 ad art. 35 LIFD, p. 1060).
Il caso esaminato dall’Alta Corte concerneva un figlio di 24 anni, in formazione, che dichiarava un reddito lordo pari a fr. 29'908.‑, composto da una rendita per orfano pari a fr. 21'223.‑, un reddito da attività lucrativa dipendente pari a fr. 6'062.‑, delle indennità per perdita di guadagno in ragione di fr. 2'473.‑ e dei redditi della sostanza per fr. 150.‑ (reddito netto [Reineinkommen]: fr. 26'721.‑). Il Tribunale federale ha considerato che con tale importo il figlio fosse in grado di provvedere da solo ai propri bisogni vitali negando di conseguenza l’esistenza di un bisogno di sostentamento oggettivo e di fatto (anche) la deduzione sociale per figlio maggiorenne a carico.
Come visto, molte prassi cantonali, tra cui quella ticinese, applicano gli stessi criteri per definire l’esigenza di sostentamento di un figlio maggiorenne in formazione e di una persona bisognosa di sostentamento perché incapace di esercitare un’attività lucrativa. La conclusione cui giunge l’Alta Corte può pertanto essere ripresa mutatis mutandis anche nell’ambito della deduzione per il sostentamento di una persona bisognosa ex art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Come affermato dall’AFC, il costo della vita varia a seconda delle regioni. Di conseguenza, il limite di fr. 2'000.‑ netti mensili, fissato per il diritto cantonale, può essere applicato anche nell’ambito dell’IFD.
4.5.
Riassumendo, poiché il figlio __________ non è bisognoso del sostentamento della madre o, se anche lo fosse, il contributo finanziario fornito dalla ricorrente non raggiunge l’importo minimo della deduzione previsto dagli articoli 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD, la decisione dell’RS 1 di negare alla ricorrente la deduzione per persona bisognosa a carico merita di essere tutelata.
Visto l’esito del gravame, la tassa di giustizia, limitata al minimo, e le spese di procedura sono poste a carico della ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 100.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 200.–
sono a carico della ricorrente.
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster