Planning zone appeal struck off as moot after lapse

90.1994.357Autre juridiction7 sept. 2000Not Examined

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

The TPT dealt with an appeal by three co-owners against the cantonal government’s planning-zone decision and its extension. During the proceedings, the protected planning project was published, and the planning zone had in any event expired by the time of judgment. The court held that the appeal had become moot because the challenged measure had lapsed and the appellants no longer had a live interest in the review. It therefore struck the appeal from the docket. Applying the relevant cantonal cost rules and an ex ante merits prognosis, the court found no basis for court costs or party compensation.

Regeste Omnilex

Art. 27 cpv. 1 LPT, art. 58, 60 and 63 cpv. 3 LALPT; planning zones are temporary precautionary measures intended to preserve the effectiveness of ongoing or imminent planning and to prevent uses of land that could hinder it. Their legality must be assessed autonomously from the underlying future planning; judicial review at the interim stage is limited to whether the measure is justified as such and suitable to safeguard the planning process, not to a full review of the eventual planning scheme. The zone lapses upon publication of the substitute planning, and in any event upon expiry of the statutory maximum duration. If the challenged zone lapses during proceedings, the appeal becomes moot and is struck off; costs and compensation are allocated according to an ex ante prognosis unless acquiescence or withdrawal is shown.

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 90.1994.357

Data decisione, Autorità: 07.09.2000, TPT

Incarto n. 90.1994.00357

Lugano 7 settembre 2000

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Efrem Beretta, presidente, Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

Il segretario

Fiorenzo Gianinazzi

statuendo sul ricorso del 16 giugno 1994 di

  1. ____________, ____________, ____________, ____________,
  2. ,,____________, ____________,
  3. ,,____________, 1.,2.,3. avv. ,, ____________,

contro

l'ampliamento della zona di pianificazione cantonale FLPT

visto la risposta 6 dicembre 1994 del Consiglio di Stato;

rilevato

in fatto

a. Il 21 aprile 1993 il Consiglio di Stato istituì, a salvaguardia della progettazione relativa al potenziamento della ,,____________, ____________,e ai relativi interventi sulle reti stradali cantonali e comunali, una zona di pianificazione cantonale della durata di 5 anni. Con risoluzione 12 aprile 1994 ampliò la zona in argomento per la parte riguardante i comuni di ____________,e ____________, I piani relativi all'ampliamento sono stati pubblicati dal 2 maggio al 1. giugno 1994.

b. I nominativi in epigrafe, proprietari in ragione di un terzo ciascuno del f.m.n. ____________,di ____________,ricorsero il 16 giugno 1994 al TPT postulando l'annullamento delle risoluzioni governative istituenti la zona di pianificazione e il suo ampliamento. Chiede che la zona di pianificazione FLPT, pubblicata dal 17.5 al 15.6.1993 e l'ampliamento, dal 2.5 al 1.6.1994 resti in vigore fino al 15.6.1996. A mente dei ricorrenti il Consiglio di Stato ha abusivamente ritardato l'istituzione delle zona di pianificazione, preceduta da un blocco edilizio durato 5 anni.

c. Il Consiglio di Stato propone in risposta che il gravame venga dichiarato irricevibile: nella misura in cui contesta la zona di pianificazione originaria esso è tardivo, laddove contesta l'ampliamento è senza oggetto posto che il part. 785 non è toccato dalla zona di pianificazione (ampliamento).

d. Dal 20 ottobre al 18 novembre 1997 gli atti del progetto, i piani di espropriazione e le relative tabelle furono esposti presso le rispettive Cancellerie comunali.

considerato

in diritto

  1. Secondo l’art. 27 cpv. 1 LPT se i PR mancano o devono essere modificati l’autorità competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente delimitati al cui interno nulla è lecito intraprendere “che possa rendere più ardua la pianificazione dell’utilizzazione”.

Sempre per comprensori esattamente delimitati, l’art. 58 LALPT consente di istituire zone di pianificazione se conflitti con i principi pianificatori o problemi particolari relativi all’uso del territorio lo giustificano. In particolare se i piani mancano o devono essere modificati.

La zona di pianificazione è istituita, nell’ambito delle relative competenze pianificatorie, dal Municipio, risp. dal Consiglio di Stato: quest’ultimo può stabilire zone di pianificazione a salvaguardia degli obiettivi generali della pianificazione del territorio e della protezione dell’ambiente (art. 60 LALPT).

Il diritto cantonale riprende all’art. 63 cpv. 3 LALPT il principio che all’interno della zona è vietato ogni intervento che possa rendere più ardua la pianificazione, con la precisazione al cpv. 3 che le domande di costruzione in contrasto con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente e non solo sospese a norma dell’art. 65. Blocco edilizio, dunque, e non semplice sospensione della domanda, ma solo per gli interventi che ostacolano presumibilmente la pianificazione o l’attuazione di obiettivi pianificatori generali e di protezione ambientale.

  1. La zona di pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione e lo resta fino a che sia pubblicato il piano sostitutivo, ma comunque non oltre 5 anni, con facoltà del Consiglio di Stato di prorogare di altri due il termine di scadenza.

  2. In sintesi, la zona di pianificazione è un provvedimento provvisionale cautelativo, a carattere temporaneo, volto a evitare che la pianificazione in atto o in procinto di essere intrapresa venga ostacolata da un uso del territorio contrastante col suo indirizzo.

La giurisprudenza del Tribunale federale ha ravvisato tra gli scopi fondamentali dell’istituto quello di impedire che modifiche del territorio durante la pianificazione restringano eccessivamente la libertà di scelta dei pianificatori, ostacolandoli nell’adempimento dell’obbligo di pianificare posto loro a carico dall’art. 2 LPT (DTF 113 Ia 365 seg. consid. 2abb).

  1. La zona di pianificazione, provvedimento di natura eminentemente conservativa, non ha per fine di consentire un certo uso del territorio, ma di impedire che interventi incompatibili con l’indirizzo della pianificazione in fieri ne pregiudichino il corretto svolgimento. A questo stadio l’assetto definitivo dell’ordinamento allo studio non può essere dato per certo. Non si può in particolare affermare che ne deriverà effettivamente la restrizione della proprietà che l’indirizzo pianificatorio potrebbe far temere.

La zona di pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente, è un provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall’indirizzo pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di pianificazione va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni pianificatorie che pur nei limiti della loro indeterminatezza ne informano l’azione.

Nel procedere a questa verifica - e più generalmente nel valutare la validità del provvedimento - si terrà conto del principio enunciato dal Tribunale federale in RDAT 1990 no. 79 consid. 2b: “l’esame giurisdizionale che l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT garantisce anche nella materia specifica (DTF 110 Ib 140/141) non può estendersi, salvo il caso di un’impostazione manifestamente erronea, all’ordinamento pianificatorio nel quale dovrebbero sfociare gli studi avviati (DTF 105 Ia 229 consid. 2d), bensì e soltanto alla fondatezza e all’idoneità del vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia”.

Solo importa in questo contesto determinare se il provvedimento si giustifichi in quanto tale; la piena tutela giurisdizionale è riservata alla contestazione, a tempo debito, della pianificazione giunta a termine (DTF 105 Ia 231 consid. 2e).

  1. Come sopra precisato la zona di pianificazione decade con la pubblicazione della pianificazione ch’essa era volta a salvaguardare: in concreto, con la pubblicazione, il 20 ottobre 1997, del progetto presso le Cancellerie dei comuni interessati. Con la pubblicazione scatta il blocco edilizio dell’art. 66 LALPT. A prescindere da ciò va considerato che la zona di pianificazione, entrata in vigore con la sua pubblicazione dal 17.05 al 15.06.1993, sarebbe comunque scaduta unitamente al suo ampliamento il 20 aprile 1998.

  2. La decadenza del provvedimento impugnato reca con sé la perdita dell’interesse ad impugnarlo: il ricorso va dunque stralciato con giudizio sulle tasse e spese di giudizio; in particolare sulle ripetibili.

  3. A norma dell’art. 31 LPAm, cui rimanda l’art. 38 cpv. 6 LALPT, il TPT condanna la parte soccombente al pagamento di un’indennità alla controparte.

Analogamente è condannata al pagamento di ripetibili l’autorità che prima del giudizio riveda la contestata decisione nel senso postulato dal ricorrente (acquiescenza), rispettivamente il

ricorrente che ritiri il gravame o si sottometta, esplicitamente o implicitamente, alla decisione (desistenza), entrambi rendendo in tal modo senza oggetto la vertenza.

Se invece l’oggetto litigioso viene a mancare in corso di procedimento per motivi non configuranti né acquiescenza né desistenza, i costi vengono di regola ripartiti tenuto conto delle prospettive di accoglimento che il ricorso aveva prima dello stralcio, e così le ripetibili (Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2°. ed., pag. 326; Kölz/Häner Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 176-177; DTF 111 Ib 191 consid. 7a).

Si opera cioè una prognosi ex ante circa il verosimile esito del ricorso, ponendosi al momento in cui l’oggetto è venuto a mancare.

  1. Nel caso concreto non vi sono possibili dubbi a proposito della legittimità della zona di pianificazione contestata. Lo stesso vale per l'ampliamento, la cui necessità è apparsa solo in corso di progettazione. La tesi che la durata della zona di pianificazione va limitata nel tempo per tener conto del ritardo col quale fu pubblicata è suggestiva ma difficilmente reggerebbe ad un esame di merito e non ne risultano peraltro dimostrati i presupposti fattuali. Già per questi motivi il giudizio avrebbe con ogni verosimiglianza concluso alla reiezione del ricorso se questo fosse stato tempestivo e se effettivamente il terreno dei ricorrenti fosse stato toccato dal provvedimento, fatti che non mette conto di accertare in questa sede. Ciò basta per escludere il diritto a ripetibili.

Per questi motivi

decreta

  1. Il ricorso é stralciato dai ruoli.

  2. Non si prelevano spese di giudizio né si assegnano ripetibili.

  3. Intimazione a:

  • avv. ____________,

  • Consiglio di Stato, ____________,

  • Sezione pianificazione urbanistica, ______

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Mots-clés

planning zonemootnesstemporary measureplanning lawcost allocationjudicial reviewlapseinterest to appeal

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the appeal against the planning zone and its extension remained admissible after the zone had lapsed

Solution extraite

The appeal had lost its object because the challenged planning zone expired when the protected planning project was published; the case had to be struck off.

Motifs extraits

A planning zone is a temporary precautionary measure that ceases once the substitute planning is published, and in any event no later than the statutory maximum duration. Once the measure lapses, the appellant loses any present interest in the challenge.

Question juridique clé

Whether court costs and party compensation were due after the case became moot

Solution extraite

No court costs were charged and no party compensation was awarded.

Motifs extraits

Because the case became moot for reasons not amounting to acquiescence or withdrawal, costs and compensation depended on an ex ante prognosis. The court found the appeal would likely have failed on the merits, so no compensation was owed.

Poursuivez vos recherches dans ChatGPT ou Claude

Connectez Omnilex pour rechercher dans le corpus juridique depuis votre assistant IA.