Demolition and waste removal order upheld in part

52.2005.262Autre juridiction28 nov. 2005Dismissed

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

The owner of an abandoned out-of-zone parcel challenged a municipal order requiring demolition of wooden shacks and removal of assorted waste. The cantonal administrative court held that the appeal was receivable but unfounded. It accepted the commune’s interpretation of Art. 26a NAPR as also covering cleaning measures such as waste removal and found the order proportionate. The court further held that the provision does not require urgency or the prior identification of the persons who dumped the waste. The appeal was dismissed and costs of CHF 800 were imposed on the appellant.

Regeste Omnilex

Art. 26a NAPR; scope of communal duty to maintain land in decent condition and powers to order cleaning measures. A municipal provision requiring owners to keep land in decorous condition may, in the exercise of autonomous communal interpretation, extend to the removal of waste deposited on the property. Such a rule serves not only neighbour protection but also public interests in decorum, aesthetics and salubrity. It does not presuppose a particularly grave state of disorder or urgency, nor does it require the prior identification of specific behavioral offenders before the owner may be ordered to clean the property (consid. 2). Proportionality is assessed in light of the unproven nature of alleged restoration costs and the absence of convincing contrary evidence.

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2005.262

Data decisione, Autorità: 28.11.2005, TRAM

Titolo: Ordine di demolizione e sgombero rifiuti

Incarto n. 52.2005.262

Lugano 28 novembre 2005

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Raffaello Balerna, quest'ultimo in sostituzione del Matteo Cassina, astenuto

segretario:

Flavio Canonica, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 25 agosto 2005 di

RI 1 patrocinata da: PA 1

contro

la decisione 28 giugno 2005 (n. 3235) del Consiglio di Stato, che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dalla ricorrente contro la risoluzione 30 marzo 2005 con cui il CO 1 le aveva ordinato di demolire le baracche di legno ubicate sul fondo n. 224 RFD di __________, fuori della zona edificabile, nonché di allontanare vari rifiuti ivi depositati;

viste le risposte:

  • 6 settembre del Consiglio di Stato;

  • 6 settembre 2005 del CO 1;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che RI 1 è proprietaria del mapp. n. 224 RFD di __________, un fondo abbandonato situato fuori della zona edificabile, sul quale insistono delle baracche edificate abusivamente;

che sulla particella sono altresì depositati numerosi rifiuti di vario genere;

che con risoluzione 30 marzo 2005 il __________ ha ordinato alla ricorrente di demolire e sgomberare le baracche, nonché di allontanare i rifiuti e sistemare il fondo;

che il municipio ha fondato il provvedimento sull'art. 26a NAPR di Gerra Verzasca e sulla clausola generale di polizia;

che contro la predetta risoluzione municipale la ricorrente è insorta davanti al Consiglio di Stato, che ha parzialmente accolto il gravame;

che l'Esecutivo cantonale ha confermato l'ordine di rimuovere i rifiuti, ritenuto che giusta l'art. 26a NAPR i proprietari sono tenuti a mantenere i propri fondi in modo decoroso;

che ha invece annullato il provvedimento, nella misura in cui ordinava la demolizione delle baracche di legno, in quanto il municipio avrebbe omesso di raccogliere il preavviso del Dipartimento del territorio, come disposto dall'art. 47 RLE;

che contro il suddetto giudizio governativo, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che la decisione municipale venga annullata;

che secondo la ricorrente il municipio avrebbe abusato del proprio potere di apprezzamento;

che, ritenuta l'assenza di urgenza, l'autorità comunale avrebbe infatti dovuto impartire l'ordine di demolizione e di ripristino del fondo a coloro i quali hanno effettivamente depositato in modo abusivo i rifiuti ed edificato i controversi manufatti senza il consenso della proprietaria, ovvero ai perturbatori per comportamento;

che alla luce degli ingenti costi di ripristino (stimati dalla ricorrente in fr. 7'000.–) e dell'esiguo valore del fondo, l'ordine municipale sarebbe inoltre sproporzionato;

che all'accoglimento del gravame si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, e il CO 1, che rinvia alle osservazioni presentate davanti alla precedente istanza ricorsuale;

considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 208 LOC, 45 e 21 LE; la legittimazione della ricorrente è certa (art. 43 PAmm); il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria;

che giusta l'art. 26a NAPR (marginale: manutenzione dei terreni), normativa riferita al piano delle zone del comune di __________, i proprietari di terreni devono mantenere i propri fondi in modo decoroso (cpv. 1); essi, in particolare, devono provvedere periodicamente al taglio ed all'allontanamento della vegetazione cresciuta, alla cura di eventuali piantagioni esistenti (vigna o piante da frutta), alla manutenzione e riparazione di manufatti che fanno parte del fondo, onde evitare immissioni eccessive a carico dei fondi confinanti (cpv. 2);

che, come osservato dal municipio nella propria risposta davanti al Consiglio di Stato, con il suddetto disposto il legislatore comunale ha d'un lato inteso salvaguardare gli interessi dei vicini confinanti, dall'altro l'interesse pubblico legato al decoro, all'estetica e alla salubrità dei fondi;

che, ritenuta la latitudine di giudizio che compete all'autorità comunale nell'interpretazione del diritto autonomo, non sono ravvisabili validi motivi per scostarsi dall'interpretazione fornita dal municipio, secondo cui rientrano nel campo d'applicazione del suddetto disposto anche operazioni di pulizia come l'allontanamento di eventuali rifiuti dai fondi;

che nemmeno la ricorrente contesta tale deduzione;

che l'ordine di sgomberare i rifiuti depositati abusivamente sul fondo in questione non presta dunque il fianco a critiche;

che esso appare del tutto proporzionato; i costi di ripristino preventivati dalla ricorrente (fr. 7'000.–), oltretutto riferiti anche alla demolizione delle baracche, non sono suffragati dal benché minimo riscontro probatorio e appaiono addotti per necessità di causa;

che, contrariamente a quanto assume la ricorrente, l'art. 26a NAPR non presuppone una particolare gravità dello stato di disordine del fondo, né l'urgenza ad intervenire;

che tale disposto autorizza dunque il comune ad ordinare la pulizia di una proprietà, senza che sia necessario identificare eventuali perturbatori per comportamento;

che, stante quanto precede, il ricorso va dunque respinto;

che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 43 LE; 47 RLE; 26a NAPR di __________;18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

  3. Intimazione a:

; ; ; .

terzi implicati

  1. CO 1
  2. CO 2
  3. CO 3

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

planning lawmunicipal autonomyproperty maintenancewaste removalproportionalitypublic orderaesthetic interestabandoned land

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the municipal order to remove waste from the plot was lawful and proportionate

Solution extraite

Yes. The waste-removal order was lawful, covered by Art. 26a NAPR, and proportionate.

Motifs extraits

The communal rule aims at decorum, aesthetics, salubrity and neighbour protection; its scope includes cleaning measures such as removing waste. The appellant's cost estimate was unproven and the measure did not require urgency or identification of behavioral offenders.

Question juridique clé

Whether the municipality had to target only the actual dumpers or behavioral offenders

Solution extraite

No. Art. 26a NAPR allows the commune to order the owner to clean the property without first identifying specific perturbators by behavior.

Motifs extraits

The provision does not require a particularly grave disorder or urgency, and it empowers the commune to restore the property directly.

Question juridique clé

Whether the appeal should lead to annulment of the municipal decision

Solution extraite

No.

Motifs extraits

Since the waste-removal order stood and was not disproportionate, the challenge failed.

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