AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.2002.423
Data decisione, Autorità:
26.05.2003, TRAM
Incarto n.
52.2002.423
Lugano
26 maggio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano Bernasconi e Werner Walser
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 21 ottobre 2002 di
__________,
patrocinato dall'avv. __________,
Contro
la risoluzione 1° ottobre 2002 (n. 4680) del
Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 6 agosto 2002 del Dipartimento delle istituzioni,
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di ammonimento;
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. a) Dal 1°
marzo 1989 il cittadino italiano __________ (1966) è al beneficio di permessi
di lavoro per confinanti per svolgere l'attività di musicista presso il
ristorante __________ a __________.
b) Con
sentenza 15 novembre 2001, la Presidente della Corte delle assise correzionali
di __________ ha condannato il ricorrente a 6 mesi di detenzione, sospesi con
un periodo di prova di 2 anni, per omicidio colposo. Il 5 febbraio 1999, a
__________, __________ aveva circolato alla guida di un autoveicolo a velocità
eccessiva, accertata peritalmente in circa 124-140 km/h nonostante il vigente
limite di 80 km/h, invadendo la corsia di contromano e scontrandosi
frontalmente con un ciclomotorista, il quale è deceduto.
B. a)
Fondandosi sulle premesse emergenze, con decisione 4 febbraio 2002 la Sezione
dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni ha deciso
di non rinnovare il permesso di frontaliere a __________.
b) Contro
la predetta pronunzia __________ è insorto dinnanzi al Consiglio di Stato,
chiedendone l'annullamento.
Il 15
marzo 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha annullato la propria
decisione in virtù dell'art. 50 PAmm, tenendo conto del sincero pentimento
espresso dall'interessato durante il dibattimento penale, del genere di reato
(colposo) e del fatto che in Svizzera egli aveva sempre tenuto un comportamento
irreprensibile.
Con
decreto 22 marzo 2002 il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato ha quindi
stralciato dai ruoli il gravame.
c) L'11
giugno 2002 il dipartimento ha posto il ricorrente al beneficio di un permesso
per confinanti CE/AELS per tutte le zone di frontiera della Svizzera valido
fino al 31 marzo 2007.
d) A
causa della predetta condanna penale del 15 novembre 2001, con decisione 6
agosto 2002 il dipartimento ha ammonito __________, con l’avvertenza che in
caso di recidiva o di comportamento scorretto lo avrebbe sanzionato con una
misura amministrativa.
La
risoluzione è stata resa sulla base dell'art. 16 cpv. 3 ODDS.
C. Con
giudizio 1° ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________.
L'autorità
ha considerato chiaro il tenore dell'ammonimento, il ricorrente essendo
rappresentato da un legale e non potendo in tal modo ignorare che l'unica
"sanzione amministrativa" prevista nei suoi confronti in caso di
recidiva o di comportamento scorretto era l'espulsione.
Il
Governo ha poi argomentato che gli Stati firmatari dell'ALC possono emanare misure
meno restrittive dell'espulsione applicando la normativa interna. In questo senso,
sarebbe possibile emanare un ammonimento anche se non fossero adempiuti i requisiti
della violazione dell'ordine e della sicurezza pubblici previsti dall'art. 5
Allegato I ALC. I diritti conferiti dal menzionato accordo non verrebbero
limitati, ha soggiunto l'Esecutivo cantonale, perché una semplice minaccia di
espulsione ai sensi dell'ODDS non ostacolerebbe l'esercizio di un'attività lucrativa.
Ha quindi
ritenuto il provvedimento impugnato proporzionato alle circostanze del caso.
D. Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Dopo aver
sostenuto che il tenore dell'ammonimento è ambiguo in quanto non commina
espressamente la minaccia di espulsione, il ricorrente critica le autorità inferiori
per non aver esaminato la vertenza sotto il profilo dell'accordo bilaterale in
parola.
Secondo
l'insorgente, sarebbe inammissibile applicare l'ALC per allontanare un cittadino
comunitario e la LDDS e l'ODDS per ammonirlo. In altre parole, sarebbe contraddittorio
e arbitrario applicare una nozione diversa di ordine pubblico a dipendenza del
tipo di sanzione.
Chiede di
essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
E. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Dipartimento delle istituzioni, con argomenti di cui
si dirà, se necessario, in seguito.
Anche il
Consiglio di Stato propone di respingere il gravame, senza tuttavia formulare
osservazioni.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).
1.2.
Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in ambito di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. Sennonché, indipendentemente dalla
sussistenza di un diritto al rilascio di un permesso, per costante
giurisprudenza dell'alta Corte federale il ricorso di diritto amministrativo è
ammissibile contro una decisione d'espulsione, rispettivamente, di minaccia
dell'espulsione (STF inedita 25 gennaio 1999 in re P. consid. 2b; DTF 96 I 266
consid. 1). E' dunque data anche la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________.
1.3. Il
gravame, tempestivo (art. 10 LALPS; 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona
senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può
essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- L'insorgente
critica il dipartimento per aver insufficientemente motivato la decisione di
ammonimento, dolendosi in sostanza della violazione del suo diritto di essere
sentito (art. 29 Cost).
Non
risulta tuttavia che l'insorgente sia stato limitato nei suoi diritti
ricorsuali o che non abbia potuto comprendere gli addebiti mossigli
dall'autorità di prime cure.
Come ha
rilevato il Governo, l'insorgente non poteva certo ignorare che l'unica
"sanzione amministrativa" prevista nei suoi confronti in caso di
recidiva o di comportamento scorretto era l'espulsione.
Di
conseguenza, l'asserita violazione dell'art. 29 Cost. è già stata sanata
tramite il gravame dinnanzi al Consiglio di Stato.
Dal
dipartimento si imponeva comunque maggior precisione nel formulare la minaccia
di espulsione.
- 3.1.
L'insorgente può prevalersi dell'accordo tra la Confederazione Svizzera e la
Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione delle
persone (ALC; RS 0.142.112.681). Difatti, l'art. 4 ALC dispone che il diritto
di soggiorno e di accesso a un'attività economica è garantito fatto salvo
l'art. 10 e conformemente alle disposizioni di cui all'allegato I ALC.
Giusta
l'art. 16 ALC, per conseguire gli obiettivi definiti dall'Accordo, le parti
contraenti prendono tutte le misure necessarie affinché nelle loro relazioni
siano applicati diritti e obblighi equivalenti a quelli contenuti negli atti
giuridici della Comunità europea ai quali viene fatto riferimento (cifra 1).
Nella misura in cui l'applicazione dell'Accordo implica nozioni di diritto
comunitario, si terrà conto della giurisprudenza pertinente della Corte di
giustizia delle Comunità europee precedente alla data della sua firma (cifra 2
primo periodo).
L'art. 5
Allegato I ALC prevede che i diritti conferiti dall'Accordo possono essere limitati
soltanto da misure giustificate da determinati motivi, tra l'altro, di ordine
pubblico. Conformemente all'art. 16 ALC, si fa segnatamente riferimento alla
direttiva 64/221/CEE del Consiglio del 25 febbraio 1964 per il coordinamento
dei provvedimenti speciali riguardanti il trasferimento e il soggiorno degli
stranieri, giustificati da motivi d'ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di
sanità pubblica (GU L 56 del 1964, pag. 850).
Se sono
adempiute le condizioni, è possibile disporre misure di allontanamento e di
respingimento giusta gli art. 9-13 LDDS anche nei confronti dei cittadini della
CE (cfr. art. 24 OLCP; n. 10.1 delle
"Istruzioni e commenti concernenti l'introduzione graduale della libera
circolazione delle persone tra la Confederazione
Svizzera e la Comunità europea nonché i suoi Stati membri nonché i seguenti Stati membri dell'AELS:
Norvegia, Islanda e Principato del Liechtenstein", emanate dall'Ufficio
federale degli stranieri, stato al febbraio 2002; Istruzioni UFDS sull'OLCP).
3.2. La
LDDS si applica ai cittadini degli Stati membri della CE, ai loro familiari e
ai lavoratori distaccati all'estero solo qualora l'ALC non disponga altrimenti
o la legge preveda disposizioni più favorevoli (art. 1 lett. a LDDS).
Giusta
l'art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS, uno straniero può essere espulso quando è stato
punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto. L'art. 11 cpv. 3
LDDS precisa tuttavia che l'espulsione può essere pronunciata solo se
dall'insieme delle circostanze essa sembra adeguata. L'art. 16 cpv. 3 ODDS dispone
che per giudicare dell'equità dell'espulsione, occorre tenere conto,
segnatamente, della gravità della colpa dell'interessato, della durata del suo
soggiorno in Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero
in caso di espulsione. Se un'espulsione, nonostante la sua legale fondatezza
conformemente all'art. 10 cpv. 1 lett. a o b LDDS, non appare opportuna in
considerazione delle circostanze, lo straniero sarà minacciato di espulsione.
La minaccia sarà notificata sotto forma di decisione scritta e motivata, che
preciserà quanto le autorità si attendono dallo straniero.
- 4.1. In
concreto, con sentenza 15 novembre 2001 la Presidente della Corte delle assise
correzionali di __________ ha condannato __________ a 6 mesi di detenzione,
sospesi con un periodo di prova di 2 anni, per omicidio colposo.
Fondandosi
sulle premesse emergenze, con decisione 4 febbraio 2002 la Sezione dei permessi
e dell'immigrazione ha deciso di non rinnovare il permesso di frontaliere a __________.
Il 15 marzo 2002 il dipartimento ha tuttavia modificato la propria decisione in
virtù dell'art. 50 PAmm, annullandola. L'autorità ha tenuto conto del sincero
pentimento espresso dall'interessato durante il dibattimento penale, del genere
di reato (colposo) e del fatto che in Svizzera egli aveva sempre tenuto un
comportamento irreprensibile. Con decreto 22 marzo 2002 il Servizio dei ricorsi
del Consiglio di Stato ha quindi stralciato dai ruoli il gravame e l'11 giugno
2002 il dipartimento ha posto il ricorrente al beneficio di un permesso per
confinanti CE/AELS per tutte le zone di frontiera della Svizzera valido fino al
31 marzo 2007.
Ciononostante
il 6 agosto 2002, fondandosi ancora sulla sentenza di penale del 15 novembre
2001, il dipartimento ha ammonito __________, con l’avvertenza che in caso di
recidiva o di comportamento scorretto lo avrebbe sanzionato con una misura
amministrativa. La decisione è stata resa sulla base dell'art. 16 cpv. 3 ODDS.
4.2. La
LDDS e la sua ordinanza di esecuzione (ODDS) sono applicabili soltanto se l'ALC
non dispone altrimenti e la normativa interna prevede disposizioni più favorevoli
(art. 1 lett. a LDDS).
In questo
senso, giova ricordare che, con l'entrata in vigore dell'ALC, la riserva dell'ordine
pubblico e della sicurezza pubblica prevista all'art. 5 Allegato I ALC soggiace
a criteri meno restrittivi. In effetti l'Accordo in parola, benché in modo
parziale e progressivo, conferisce ai cittadini degli Stati interessati dei
diritti in merito alla libera circolazione che solamente a fronte di gravi violazioni
o concrete previsioni di gravi violazioni dell'ordine pubblico possono essere
limitati (cfr. art. 3 Direttiva 64/221/CEE; Capella/Pelloni, L'ordine pubblico
nel diritto svizzero degli stranieri e nel diritto europeo sulla libera
circolazione delle persone, in RDAT II-2001 547).
Contrariamente
a quanto assume il Consiglio di Stato, non è quindi dato vedere come si possa
emanare una minaccia di espulsione ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 ODDS senza
verificare preventivamente se sono adempiuti i requisiti per la violazione
dell'ordine pubblico sulla base dell'art. 5 Allegato I ALC.
4.3.
Orbene, l'autorità inferiore non ha esaminato se con il suo comportamento il ricorrente,
segnatamente a causa della sua condanna penale del 15 novembre 2001 a 6 mesi di
detenzione sospesi con un periodo di prova di 2 anni per omicidio colposo, ha
violato l'ordine e la sicurezza pubblici ai sensi dell'ALC e se esiste un pericolo
concreto che egli recidivi.
Non è
infatti sufficiente giustificare un provvedimento di espulsione o ammonimento
sulla sola base di una sentenza penale, senza tenere conto delle circostanze
che hanno portato alla condanna dell'interessato e senza adeguatamente valutare
il suo comportamento durante il soggiorno in Svizzera.
Il
Tribunale non può tuttavia sostituirsi al Consiglio di Stato nella
determinazione di quanto precede. Il Governo, anche sotto questo profilo,
fruisce infatti di un esteso potere discrezionale, il cui esercizio può essere
censurato da parte di questo Tribunale unicamente nella misura in cui integri
gli estremi di una violazione del diritto.
Gli atti
devono essere pertanto retrocessi all'Esecutivo cantonale, affinché statuisca
nuovamente sulla vertenza, come ai considerandi che precedono.
- Il ricorso
dev'essere pertanto accolto e la decisione del Consiglio di Stato annullata.
Visto l'esito del gravame, si prescinde dal prelievo di tasse e spese di
giudizio.
Dato che
l'insorgente versa in precarie condizioni economiche, la domanda di assistenza
giudiziaria va accolta.
Per questi motivi,
visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1, 4, 16
ALC; 5 Allegato I ALC; 1a, 10, 11 LDDS; 16 ODDS; 10 lett. a LALPS; la Lag; 3,
18, 28, 43, 46, 60, 61, 64, 65 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 1°
ottobre 2002 (n. 4680) del Consiglio di Stato è annullata;
1.2. gli atti sono
ritornati al Consiglio di Stato affinché proceda come illustrato nei considerandi.
-
Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.
-
La domanda
di assistenza giudiziaria è accolta.
§. Di conseguenza, il patrocinatore del ricorrente
è invitato a trasmettere al Tribunale cantonale amministrativo la propria nota
professionale relativa alla procedura avanti a questa sede.
-
Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster