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Numero d'incarto:
52.2002.203
Data decisione, Autorità:
03.09.2002, TRAM
Incarto n.
52.2002.00203
Lugano
3 settembre
2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano Bernasconi e Werner Walser
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 13 maggio 2002 di
patr. dall'avv. __________
contro
la risoluzione 23 aprile 2002 (n. 1958) del
Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 25 febbraio 2002 del Dipartimento delle istituzioni,
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di mancato rinnovo del
permesso di dimora;
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. La
cittadina dominicana __________ è entrata la prima volta in Svizzera il 22 maggio
1995 per ricongiungersi con la madre __________, ottenendo un permesso di
dimora annuale, in seguito rinnovato, l'ultima volta fino al 21 maggio 1998.
L'11 dicembre 1997, l'allora Sezione degli stranieri (ora permessi e immigrazione)
del Dipartimento delle istituzioni ha revocato il permesso di dimora alla
ricorrente in quanto non viveva più insieme alla madre. Il 9 febbraio 1998 la
medesima autorità ha respinto la domanda di revisione della predetta decisione,
con argomenti che non occorre qui riassumere. Dopo diverse proroghe concesse
dal dipartimento a __________ per lasciare il territorio cantonale, l'ultima
delle quali fino al 30 maggio 1998, essa si è infine trasferita in Italia il 31
luglio successivo.
B. a)
Rientrata illegalmente in Svizzera il __________, __________ si è sposata il
medesimo giorno a __________ con il cittadino elvetico __________.
Con petizione 30 aprile 1999, quest'ultimo
ha chiesto al Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città lo scioglimento del
matrimonio per divorzio.
b) Interrogata il 12 novembre 1999 dalla
Polizia cantonale in merito alla sua entrata e al suo soggiorno illegale in
Svizzera, __________ ha dichiarato, tra l'altro, di avere un figlio,
__________, che viveva nella Repubblica Dominicana, e di essere in attesa di un
figlio dal consorte.
Con decreto d'accusa 15 dicembre 1999, il
Procuratore pubblico ha condannato la ricorrente a 60 giorni di detenzione,
sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, per infrazione alla
LDDS (entrata e soggiorno illegale dal 23 dicembre 1998 al novembre 1999) e
contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (viaggio in treno, il 30
dicembre 1998 e 12 febbraio 1999, senza un valido titolo di trasporto). La pena
accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni è stata sospesa
con un periodo di prova di 2 anni.
c) Il __________ è nata __________, che
essendo venuta alla luce durante il matrimonio è stata considerata figlia del
marito dell'insorgente in virtù della presunzione dell'art. 255 cpv. 1 CC. Il
26 gennaio 2000, __________ ha inoltrato un'azione di disconoscimento di
paternità dinnanzi al Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città, contestando
di essere il padre di __________.
A partire dal 17 febbraio 2000, il
dipartimento ha posto __________ al beneficio di successive autorizzazioni di
soggiorno di breve durata, l'ultima delle quali scadente il 30 aprile 2002. Ha
tenuto conto che la ricorrente era ancora coniugata con una persona titolare di
un passaporto elvetico e che __________, quantomeno fino alla conclusione della
procedura di disconoscimento, era considerata cittadina svizzera.
d) Con decreto d'accusa 22 ottobre 2001, il
Procuratore pubblico ha condannato __________, tra l'altro, a 3 mesi di
detenzione, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, per
furto di carte di credito (il 31 dicembre 1999), ripetuta truffa consumata (in
34 occasioni nel periodo 8 febbraio-7 aprile 2000), ripetuta falsità in
documenti, e disobbedienza a decisioni dell'autorità (per aver, nel periodo 30
marzo-8 aprile 2001, omesso di ottemperare alla decisione del Pretore di
Locarno-Città, che le ordinava di presentarsi entro 10 giorni presso un medico
incaricato per sottoporsi al prelievo di sangue e per far effettuare il
prelievo sulla figlia __________ ai fini dell'esecuzione della perizia sul DNA
nell'ambito della procedura di disconoscimento di paternità).
e) Il 19 dicembre 2001 __________ è stata
ammonita dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione per aver interessato a
più riprese le autorità giudiziarie penali, con l’avvertenza che in caso di
recidiva o di comportamento scorretto sarebbe stata presa in esame la
possibilità di adottare adeguate misure amministrative.
f) Con sentenza 22 gennaio 2002, il Pretore
della Giurisdizione di Locarno-Città ha annullato la presunzione di paternità a
favore di __________ nei confronti di __________. La decisione è cresciuta in
giudicato.
B. a) Il 25
febbraio 2002, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di non
rilasciare un permesso di dimora annuale a __________, ritenendo che la
ricorrente non avesse diritto al rilascio dell'autorizzazione richiesta in
quanto non aveva di fatto mai vissuto insieme al marito e __________ non
possedeva la cittadinanza elvetica. La risoluzione è stata resa sulla base
degli art. 4, 7, 10, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.
b) Con sentenza 27 marzo 2002, il Pretore
della Giurisdizione di Locarno-Città ha sciolto per divorzio il matrimonio
contratto tra i coniugi __________.
c) Il 29 aprile __________ ha interposto
appello contro la sentenza di divorzio. La procedura è tuttora pendente.
C. Con
giudizio 23 aprile 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione
dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da
__________. Dopo aver lasciato indeciso se i coniugi __________ avessero contratto
un matrimonio fittizio nonostante diversi indizi in tal senso, il Governo ha rilevato
che, in ogni caso, non sussisteva più tra di essi un legame sentimentale. Ha
quindi considerato manifestamente abusivo, da parte dell'insorgente, appellarsi
al connubio per ottenere un permesso di dimora, tanto più che viveva a
__________ con un altro uomo, il connazionale __________. L'Esecutivo cantonale
ha inoltre ritenuto che l'interessata non potesse invocare la protezione
sancita dall'art. 8 CEDU, in quanto la relazione coniugale non era più intatta,
e che fosse esigibile il suo rientro nella Repubblica Dominicana, dove viveva,
tra gli altri, suo figlio __________. Il Consiglio di Stato ha infine
rimproverato alla ricorrente di aver interessato a più riprese le autorità
giudiziarie e amministrative del nostro Paese, facendosi condannare penalmente
a più riprese e dimostrando di non voler o non poter adattarsi all'ordinamento
elvetico.
D. Contro la
predetta pronunzia governativa __________ si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio
di un permesso di dimora annuale.
Contesta di aver contratto un matrimonio
fittizio. Sostiene di aver diritto alla concessione di un permesso di
soggiorno, perché pur avendo vissuto insieme al marito durante soltanto 4 mesi,
la sentenza di divorzio non è ancora cresciuta in giudicato. Asserisce che la
separazione è dovuta a incompatibilità caratteriali e a imprecisate difficoltà
di ordine personale. Afferma di vivere attualmente insieme a __________, titolare
di un permesso di domicilio, dal quale ha avuto il figlio __________ e forse
anche l'altra figlia, __________. Non esclude di convolare a nozze con lo
stesso in futuro. Di conseguenza, soggiunge l'insorgente, essa avrebbe diritto
a ottenere un permesso di dimora in base all'art. 8 CEDU.
E. All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Considerato, in
diritto
- 1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).
1.2. In ambito di polizia degli stranieri il
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro
il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale
non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).
1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico
il soggiorno in Svizzera dei cittadini di quello Stato, dal quale potrebbe
scaturire un diritto al rilascio o al rinnovo di un permesso di dimora.
1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale giuridicamente
valido (DTF 119 Ib 417 e segg., consid. 2c). In concreto, l'interessata risulta
ancora sposata con un cittadino elvetico. Essa ha infatti impugnato la sentenza
di divorzio del 27 marzo 2002, e la procedura ricorsuale è tuttora pendente. Di
conseguenza essa ha, in linea di principio, ancora diritto all'ottenimento di
un permesso di soggiorno. Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile
di essere dedotta davanti all'alta Corte federale mediante un ricorso di
diritto amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo
Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è data. Se il
permesso in oggetto possa esserle rifiutato è una questione di merito, non di
ammissibilità.
1.5. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS; 46
cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è dunque ricevibile in ordine, ma solo nella misura in cui
verte contro il rifiuto di rilasciare all'insorgente un permesso di dimora a
seguito del matrimonio contratto con il marito __________ (v. ricorso ad 5.1.).
Nella misura in cui la ricorrente postula il rilascio di un'autorizzazione di
soggiorno a seguito della sua relazione con __________, trattasi di fatto di
una nuova domanda, irricevibile in questa sede. Con il ricorso non sono infatti
ammesse nuove domande (art. 63 cpv. 2 PAmm).
1.6. La presente decisione può infine essere
resa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Non appare
infatti necessario procedere all'audizione dei testi notificati dall'insorgente
nelle persone del marito __________ e della madre __________ nonché di
__________, i primi per dimostrare che il matrimonio era stato realmente voluto
e l'ultimo al fine di confermare la sua attuale relazione sentimentale con l'interessata,
in quanto non procurerebbero a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori
elementi di rilievo per il giudizio. Non è nemmeno necessario sentire la
ricorrente. Né la legislazione cantonale né quella federale, d'altronde, garantiscono
alla parte il diritto di essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa
possa far valere le proprie ragioni per iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p.
137 e rinvii; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, ni 141 e 146).
-
L'art. 7
cpv. 1 prima frase LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino
svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Questo
diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima norma - non sussiste se il
matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e
domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla limitazione del loro effettivo.
Il permesso può anche essere negato in caso di abuso di diritto. L'abuso
sussiste quando un diritto viene invocato per realizzare degli interessi che la
legge non vuole proteggere (Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen
Verwaltungsrechts, 3a. ed., N. 597 segg.; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
6a. ed., N. 74 e 78). Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso allorquando
lo straniero si richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente
unicamente per ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr.
DTF 121 II 97 consid. 4). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi non
provoca necessariamente la perdita del diritto a un permesso di soggiorno (DTF
118 Ib 150 consid. 3b). Tale soluzione è stata scelta al fine di evitare che la
presenza in Svizzera dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge.
-
Il
Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio sull'abuso manifesto del
diritto da parte della ricorrente a invocare il vincolo coniugale (consid. G.,
pag. 15 segg.). Cadono pertanto nel vuoto gli argomenti addotti
dall'interessata, segnatamente il fatto di aver vissuto almeno 4 mesi insieme
al marito, al fine di confutare l'esistenza della natura fittizia delle sue nozze.
-
In
concreto, la ricorrente è entrata in Svizzera illegalmente il __________,
convolando a nozze con il cittadino elvetico __________. E' incontestato che i
coniugi __________ si sono separati di fatto, quantomeno 4 mesi dopo il loro
matrimonio. Da allora, essi non formano più una comunione domestica. Del resto,
l'insorgente non ha mai negato di frequentare un altro uomo, __________, dal
quale ha avuto il primo figlio, forse anche il secondo. Da quanto precede
risulta pertanto in modo manifesto l'abuso, da parte dell'insorgente, che
invoca il proprio matrimonio, svuotato di ogni contenuto e scopo praticamente
sin dall'inizio, al fine di ottenere un permesso per risiedere in Svizzera. Non
porta a diversa conclusione il fatto che tra i coniugi esisterebbero delle
incompatibilità caratteriali e delle imprecisate difficoltà di ordine
personale. I motivi che hanno condotto alla separazione non sono infatti determinanti
per il presente giudizio.
In tal senso, la ricorrente non potrebbe
dunque prevalersi di una vita famigliare intatta e vissuta ai sensi dell'art. 8
CEDU, al fine di ottenere il rilascio di un permesso di domicilio in base a
questo disposto.
Il rientro di __________ nella Repubblica
Dominicana unitamente a sua figlia __________, che possiede la sua stessa cittadinanza,
è tutto sommato esigibile.
L'interessata non invoca nemmeno
l'impossibilità di tornare in Patria, dove è nata ed è cresciuta. Non contesta
nemmeno che colà vi risiede suo figlio di primo letto, __________ (v. anche
verbale d'interrogatorio 12 novembre 1999 della ricorrente, pag. 2).
-
Per il
resto, si può rinviare alle pertinenti considerazioni della risoluzione
impugnata.
-
Stando
così le cose, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso dev'essere
respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28
PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 4, 7, 12 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU; 100
cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
-
In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.
-
Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.
-
Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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