AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.1996.20
Data decisione, Autorità:
30.10.1996, TRAM
Incarto n.
52.96.00020
Lugano
30 ottobre 1996
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 15 gennaio 1996 di
Comune
di __________
contro
la
decisione 12 dicembre 1995, no. 6708, del Consiglio di Stato che annulla la
risoluzione 28 luglio 1995 con cui il municipio __________ stralcia
__________ e la sua famiglia dal ruolo dei domiciliati;
viste le risposte:
-
30 gennaio 1996 di __________;
-
30 gennaio 1996 del Consiglio di
Stato;
-
12 febbraio 1996 del comune di
__________;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il resistente __________,
nato nel __________, è domiciliato a __________ dal __________. E' coniugato
con __________ nata __________ ed ha una figlia di quasi cinque anni, che frequenta
la scuola materna. E' proprietario di un panificio e di tre negozi situati in
città. E' attivo in campo politico (consigliere comunale), sociale
(vicepresidente della locale sezione di ) e sportivo ().
Nel 1991, __________ risultava domiciliato in via __________,
dov'era proprietario di una casa d'abitazione. A quell'epoca era inoltre
beneficiario di un'autorizzazione per soggiornare a __________, dove disponeva
di una casa d'abitazione monofamiliare.
Nel 1993 il resistente ha venduto lo stabile di via
__________ ed ha trasferito il proprio domicilio in via __________, presso l'abitazione
dell'anziana madre, un appartamento di due locali più servizi (60 mq), situato
in prossimità del panificio. Contemporaneamente si è fatto rilasciare dal
comune di __________ una nuova autorizzazione di soggiorno per abitare una
confortevole casa monofamiliare che aveva nel frattempo acquistato ad
__________, al numero __________ di via __________.
B. Il 9 marzo 1995 il municipio
di __________ ha informato il resistente __________ di non ritenere più
soddisfatti i presupposti del domicilio nel comune. L'ha quindi invitato a
trasferirlo ad __________ entro 15 giorni, pena lo stralcio d'ufficio dal ruolo
dei domiciliati.
Non avendo il resistente dato seguito all'invito rivoltogli,
il 28 luglio 1995 il municipio di __________ ha deciso di procedere alla
radiazione prospettata e di trasmettere gli atti all'ufficio controllo abitanti
di __________.
Contro questa risoluzione __________ è insorto davanti al Consiglio
di Stato.
C. Con giudizio 12 dicembre
1995 il Consiglio di Stato ha accolto l'impugnativa, annullando il
provvedimento.
Illustrati i principi che reggono la materia, il Governo ha
in sostanza ritenuto che i rapporti intrattenuti da __________ con la città di
__________ fossero più stretti ed intensi di quelli che lo legano al comune di
__________. Particolare rilevanza è stata attribuita all'attività professionale
del ricorrente ed all'assistenza prestata a favore dell'anziana madre,
bisognosa di assidue cure.
L'abitazione di __________ è quindi stata considerata alla
stregua di una semplice residenza secondaria.
D. Contro il predetto giudizio
governativo, il comune di __________ insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino della
decisione di stralcio del resistente e della sua famiglia dal ruolo dei domiciliati.
L'insorgente rimprovera anzitutto al Consiglio di Stato di
aver violato il suo diritto di essere sentito, negandogli la possibilità di
prendere posizione sulle prove assunte. In particolare, su un certificato
medico prodotto dal resistente e riguardante lo stato di salute della madre e
sulle informazioni raccolte presso la cancelleria comunale di __________.
Nel merito, il comune di __________ contesta invece le deduzioni
tratte dal Consiglio di Stato circa l'importanza dei rapporti di lavoro ai fini
della determinazione del domicilio. A suo dire, il ricorrente __________ non
pernotterebbe mai nell'appartamento di via __________: nè per assistere la
madre bisognosa di cure, nè per sovraintendere all'attività del suo panificio.
E. All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, che non formula particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il resistente __________,
che, contestata la legittimazione attiva del comune ricorrente, sottolinea
l'importanza dei vincoli d'ordine professionale (panificazione) e familiare che
lo legano alla città di __________.
Il municipio di __________ si rimette invece al giudizio del
Tribunale cantonale amministrativo.
F. A fini istruttori, questo
tribunale ha preso visione dell'appartamento della madre del resistente,
constatando come non fossero reperibili suoi effetti personali. Ha inoltre
trasmesso alle parti copia del certificato medico e delle bollette della luce,
dell'acqua e del telefono dell'abitazione di __________, rispettivamente
dell'appartamento di __________, che il Consiglio di Stato aveva assunto agli
atti senza dare alle parti la possibilità di formulare osservazioni al riguardo.
Considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1 LOC. Il giudizio qui
impugnato è infatti stato reso dal Consiglio di Stato, che ha statuito quale
autorità di ricorso sul gravame inoltratogli dal resistente __________ contro
la decisione del municipio di __________ di stralciarlo dal ruolo dei domiciliati.
Per lo stesso motivo, va riconosciuta al comune ricorrente la
qualità per agire in giudizio. Non essendo il Consiglio di Stato intervenuto
nella presente fattispecie in qualità di autorità di vigilanza sui comuni, non
torna applicabile l'art. 207 LOC, che preclude espressamente al comune la
possibilità di dedurre davanti al questo Tribunale i giudizi resi dal Governo
in tale veste.
A torto si richiama il resistente all'art. 103 OG ed
all'autonomia comunale per contestare la legittimazione attiva del comune ad
impugnare davanti al Tribunale cantonale amministrativo un giudizio con cui il
Consiglio di Stato ha annullato una risoluzione adottata dal suo esecutivo.
L'art. 209 LOC, riconoscendo la potestà ricorsuale ad ogni
cittadino attivo del comune (lett. a: actio popularis) e ad ogni altra persona
od ente che dimostri un interesse legittimo (lett. b), da per scontata la
legittimazione attiva del comune ad impugnare davanti al Tribunale cantonale
amministrativo un giudizio con cui il Consiglio di Stato, statuendo su un
ricorso promosso da terzi, annulla una risoluzione del municipio o del
legislativo comunale. Il comune confrontato con un simile giudizio viene
implicitamente incluso dalla stessa legge in quella limitata e qualificata
cerchia di persone abilitate a ricorrere sia perchè legate al giudizio
impugnato da un rapporto particolarmente stretto ed intenso, sia perchè
portatrici di un interesse personale e concreto a dolersi dell'atto per il
pregiudizio che gliene deriva. Lo si deduce e contrario dall'art. 207 LOC, che
nega invece al comune il diritto ad impugnare davanti a questo Tribunale i
giudizi con cui il Consiglio di Stato annulla una risoluzione del municipio o
del legislativo comunale, intervenendo, d'ufficio o dietro istanza di terzi,
non quale autorità di ricorso, bensì quale di autorità di vigilanza sui comuni.
Non si può d'altro canto negare al comune la facoltà di adire
il Tribunale cantonale amministrativo per contestare il giudizio con cui il
Consiglio di Stato annulla una decisione adottata da un suo organo e concedere
invece al semplice cittadino attivo la possibilità di dedurre un simile
giudizio in seconda istanza intervenendo in lite grazie all'actio popularis
(STA 11.2.80 in re C. = RDAT 1981 N 21).
Il ricorso, tempestivo, è quindi ricevibile in ordine.
- Il giudizio può essere reso
sulla base degli atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo esperito da
questo tribunale nell'appartamento della madre del resistente in via __________
a __________ (art. 18 PAmm). Le ulteriori prove chieste dal comune ricorrente
(richiamo dal comune di __________ delle autorizzazioni di soggiorno rilasciate
dall'UCA di __________, accertamenti presso l'Ente turistico circa il pagamento
della tassa di soggiorno) non appaiono in effetti atte a procurare a questo
Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
Altrettanto dicasi per quel che concerne le prove
testimoniali sollecitate dal resistente. Questo tribunale ritiene sufficiente
far capo alle dichiarazioni rilasciate dai tre dipendenti di cui è chiesta
l'audizione.
- Fondata è l'eccezione di
violazione del diritto di essere sentito che il ricorrente solleva con
riferimento alla mancata concessione della possibilità di discutere le prove
assunte dal Consiglio di Stato: in particolare, il certificato medico prodotto
dal resistente sulle condizioni di salute della madre e sul conseguente bisogno
di assistenza. Il difetto può tuttavia considerarsi sanato dalla possibilità
che il ricorrente ha avuto di impugnare il giudizio a lui sfavorevole davanti a
questo Tribunale, autorità giudiziaria dotata di pieno potere di cognizione.
Può restare indecisa la questione a sapere se il rifiuto del
Consiglio di Stato di esperire una visita in luogo nell'appartamento di via
__________ costituisse un diniego di giustizia. Anche a questo difetto, semmai
è sussistito, è stato comunque posto rimedio davanti a questo tribunale.
- Giusta l'art. 45 Cost, ogni
svizzero può prendere domicilio in qualsiasi luogo del paese.
La libertà di domicilio è un aspetto parziale del diritto
fondamentale alla libertà personale (DTF 90 I 34 seg.; 99 I a 5 seg; J. P.
Müller, Die Grundrechte der Schweizerischen Bundesverfassugn, 2. ed., pag. 92
seg.). Grazie ad essa, ogni svizzero può liberamente risiedere o soggiornare in
qualsiasi località del territorio elvetico. La libertà di domicilio
(Niederlassungsfreheit, liberté d'établissement) garantisce tanto il domicilio
(Nieder-lassung, établissement), quanto la semplice dimora (Aufenthalt, séjour,
secondo la terminologia dell'art. 47 Cost.; cfr. D. Chr. Dicke, Commentaire de
la Constitution fédérale suisse, ad art. 45 N 8; J. F. Aubert, Traité de droit
constitutionel suisse, N. 1959 seg). Ai Cantoni ed ai comuni è dato unicamente
di stabilire i limiti entro i quali i cittadini svizzeri sono tenuti a
notificare la loro presenza all'autorità (H.R. Thalmann, Kommentar zum Zürcher
Gemeindegesetz, §§ 32-39, N. 1.2.).
La libertà di domicilio garantita dall'art. 45 Cost. non
conferisce comunque il diritto di designare come domicilio (residenza) un luogo
qualsiasi, con il quale non si intrattengono particolari rapporti. Affinché un
determinato luogo possa essere considerato come domicilio di una persona
secondo la norma in esame devono in ogni caso essere dati alcuni presupposti di
fatto (K. Spühler, Die Rechtsprechung zur polizeilichen Meldepflicht bei
Niederlassung und Aufenthalt, ZBl 1992, pag. 338).
Oggetto della tutela assicurata dall'art. 45 Cost. è soltanto
il rapporto di polizia che intercorre fra il singolo cittadino e l'autorità. La
tutela non si estende né al domicilio civile (art. 23 CC), né a quello fiscale
(art. 4 DFID e 2 LT), né a quello politico (art. 3 LDP e 5 LVE), né al
domicilio assistenziale (art. 4 seg. LAS). Il concetto di domicilio al quale fa
riferimento la norma costituzionale non si identifica infatti con i concetti di
domicilio sopra citati. Anche se sono strettamente connessi dal profilo
fattuale e spesso coincidono (cfr. G. Corti, Pareri del Consulente giuridico
del Consiglio di Stato; RDAT 1990 pag. 304), il domicilio civile (Wohnsitz) e
quello di polizia (Niederlassung) sussistono indipendentemente l'uno dall'altro
(Bucher, op. cit., Vorbemerkungen ad art. 23 CC N. 6; Spühler, op. cit., pag. 339).
A differenza del domicilio civile, la residenza di polizia
sussiste soprattutto in base a fattori oggettivi ed accertabili. Il legame
soggettivo dell'interessato con un determinato luogo non è di rilievo
(Thalmann, op. cit. §§ 32-39) N. 2.3.1). La durata della permanenza prevista
assume importanza soltanto per distinguere la residenza a scopo di domicilio
(Niederlassung) da quella a scopo di semplice dimora (Aufenthalt; cfr. Spühler,
op. cit., pag. 342 N 3 e 341 N 4). Diversamente dal domicilio civile, che può
sussistere soltanto in un luogo (art. 23 CC), il domicilio di polizia può
essere dato contemporaneamente anche in rapporto a più località. In generale,
in questi casi, si considera come domicilio di polizia il luogo con il quale
vengono intrattenute le relazioni più intense. Gli altri luoghi di soggiorno
sono invece considerati come semplici luoghi di dimora (Spühler, op. cit., pag.
339 N. 2; Thalmann, op. et loc. cit., N. 2.1.1.1.).
Il domicilio di polizia non pregiudica comunque
l'accertamento del domicilio civile, del domicilio fiscale e del domicilio
politico. Il domicilio di polizia ed il luogo di deposito degli atti
costituiscono soltanto un indizio ai fini dell'individuazione del domicilio
civile e degli altri tipi di domicilio che, analogamente a quello civile, fanno
capo ai criteri di determinazione sanciti dall'art. 23 CC (DTF 90 I 28; Bucher,
op.cit. ad art. 23 N. 36 seg.). Pur avendo in comune il medesimo fondamento di
fatto, il domicilio di polizia non limita la libertà di decisione delle diverse
autorità chiamate ad accertare il domicilio civile, fiscale o politico
(Spühler, op. cit., pag. 343 N. 4).
- Giusta l'art. 6 LOC, è
domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi
durevolmente.
Il concetto di domicilio della LOC, ripreso dagli art. 2 LT e
5 LVE, si riallaccia al concetto di domicilio civile retto dall'art. 23 CC.
Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni cumulative:
quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo e quella
soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di
stabilirvisi durevolmente (DTF 97 I 3 consid. 3; RDAT 1982, pag. 71 seg.;
Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, ad art. 23 N 3 seg.; Grossen, Das Recht der
Einzelpersonen, in Schweizerisches Privatrecht, Vol. II, pag. 286 seg.).
Vi è residenza, secondo le norme succitate, quando una persona
soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo ed
intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il centro
delle sue relazioni personali.
L'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve
emergere dall'insieme delle circostanze e dev'essere riconoscibile per i terzi.
La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente. Non basta in
particolare dichiarare di voler costituire il proprio domicilio in un
determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6 LOC l'intenzione
dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo prescelto.
- L'accertamento operato dal
municipio giusta l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di una
determinata persona rientra nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo
comunale dall'art. 106 lett. e LOC: norma che obbliga l'esecutivo comunale a
tenere ed aggiornare i cataloghi civici, il ruoli della popolazione e gli altri
registri che la legge gli impone di allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti
prescritto dall'art. 195 LT).
Tale accertamento verte in primo luogo su aspetti che vanno oltre
il semplice rapporto di polizia. Esso non si limita infatti a determinare il
luogo in cui l'interessato risiede e che ha concretamente posto al centro delle
sue relazioni personali, ma si pronuncia anche sull'aspetto soggettivo, ovvero
sull'intenzione di stabilirvisi durevolmente, che può essere dedotta dalle circostanze
oggettive.
Tenuto conto delle relazioni che dal profilo fattuale
intercorrono tra il domicilio così com'è concepito dall'art. 6 LOC ed il
domicilio di polizia al quale fa riferimento l'art. 45 Cost., nella maggior
parte dei casi l'accertamento operato dal municipio si pronuncia tuttavia anche
sull'esistenza o sull'inesistenza del sottostante rapporto di polizia.
- Con la determinazione qui
in esame, il municipio di __________ ha stabilito che il domicilio del
resistente __________ è ad __________. L'autorità comunale ha quindi disposto
che questi venisse stralciato assieme alla sua famiglia dal ruolo dei domiciliati
e che gli atti venissero trasmessi a quel comune.
La decisione censurata si fonda sull'art. 6 LOC e sull'art.
23 CC al quale questo si riallaccia. Indirettamente si pronuncia comunque anche
sul rapporto di polizia che intercorre fra il resistente ed il comune
ricorrente, accertando l'inesistenza di un domicilio di polizia e disponendo la
trasmissione degli atti al comune di __________.
Il provvedimento è giustificato dalla constatazione che il
resistente risiede da un paio d'anni con la famiglia nella casa d'abitazione
monofamiliare, che ha acquistato in quel comune. Constatazione, questa, che è
confermata da ulteriori accertamenti, dai quali risulta che il resistente
rientra quotidianamente nell'abitazione di __________, ove trascorre la notte e
che l'appartamento della madre a __________, nel quale afferma di abitare, non
si presta ad sua permanenza stabile e duratura a causa delle sue ridotte
dimensioni. In queste circostanze, il municipio di __________ ha ritenuto che
il luogo di lavoro non potesse essere considerato come domicilio.
La tesi del ricorrente merita di essere condivisa.
6.1. Quando una persona abita in un luogo diverso da quello
in cui lavora, il domicilio è di regola costituito nel luogo dell'abitazione,
ovvero nel luogo in cui la persona torna regolarmente per trascorrere il tempo
libero con i congiunti (DTF 59 III 4; Bucher, op. cit., ad art. 23 CC N. 48).
E' il luogo in cui abita con la famiglia che in questi casi viene considerato
come il centro degli interessi e delle relazioni personali. Ciò vale anche nel
caso in cui il rientro in famiglia non è quotidiano, ma avviene soltanto una
volta per settimana. I vincoli familiari sono per principio considerati
prevalenti sulle altre relazioni sociali, in particolare su quelle di lavoro.
Il luogo di lavoro assurge a domicilio soltanto quando le
relazioni personali con esso appaiono più strette ed intense di quelle intrattenute
con un luogo d'abitazione scelto più per caso che per altri motivi (Bucher, op.
et loc. cit., N 49). Il luogo di lavoro è considerato prevalente anche come
domicilio di polizia quando l'interessato intrattiene con esso una relazione
personale particolarmente intensa, ad esempio quando vi deposita gli effetti
personali, vi trascorre il proprio tempo libero o vi archivia la propria
corrispondenza privata (Spühler, op. cit., pag. 343 N. 5).
Il principio che considera i vincoli familiari prevalenti rispetto
alle relazioni di lavoro non trova applicazione in ambito fiscale nel caso di
persone in posizione dirigenziale. Liberi professionisti e quadri dirigenti con
posizioni di responsabilità hanno di regola il loro domicilio fiscale nel luogo
di lavoro, indipendentemente dal loro stato civile (DTF 57 I 421 seg.). Questa
prassi può essere trasposta nell'ambito della determinazione del domicilio
civile (art. 23 CC) soltanto a condizione che l'interessato disponga anche nel
luogo di lavoro di un'abitazione nella quale trascorre almeno in parte il
proprio tempo libero (Bucher, op. et loc. cit., N. 50).
6.2. In concreto, il resistente __________ lavora a
__________, dove sono ubicati gli stabilimenti della sua azienda (panificio e
negozi). Il centro della sua attività professionale è sicuramente situato a
__________, dove trascorre la maggior parte del suo tempo e dove conta su una
vasta cerchia di conoscenze ed amicizie. Il centro delle sue relazioni più
intense è tuttavia ad __________, dove da qualche anno ormai il resistente si è
stabilito e dove rientra regolarmente ogni sera per trascorrere il suo tempo
libero con la moglie e con la figlia ancora in tenera età. E' quindi in quel
comune che deve essere individuato il suo domicilio.
I rapporti che il resistente intrattiene con la città di
__________ sono sicuramente stretti ed intensi. Ne fanno fede le dichiarazioni
rilasciate dai suoi dipendenti. Per quanto stretti ed intensi possano apparire
i rapporti di lavoro non possono tuttavia essere considerati prevalenti sulle
relazioni familiari. Nè queste ultime passano in seconda linea di fronte ai
rapporti di filiale devozione che il resistente mantiene con l'anziana
genitrice. L'assidua assistenza che presterebbe a favore di quest'ultima -
apparsa a questo tribunale molto più in gamba di quanto non emerga dal
certificato medico - non può essere considerata più importante delle relazioni
che questi intrattiene con la moglie e la figlia in quel di __________, dove
abitualmente trascorre il suo tempo libero. Troppo piccolo ed angusto appare
l'appartamento in cui vive la madre a __________, dove il resistente afferma
di pernottare, per poter considerare questo luogo di asserita residenza
prevalente sulla comoda abitazione di __________, che lo stesso pretende di
utilizzare come semplice residenza secondaria. Anche se le apparenze non
permettono di trarre conclusioni irrefutabili, nel caso concreto, non si può
ragionevolmente credere che il resistente conviva effettivamente con la madre,
la moglie e la figlia in età prescolastica in un appartamentino di due stanze
con un solo letto matrimoniale e che utilizzi come semplice residenza
secondaria la casa di __________, situata ad appena una decina di minuti d'auto
dal suo panificio e dotata di tre camere, di un ampio soggiorno e di un vasto
giardino. E' possibile che il resistente si riposi nell'appartamento di sua
madre. Non è tuttavia credibile che vi trascorra il suo tempo libero, lasciando
la moglie e la figlia sole nella casa di __________. Il sopralluogo esperito
nell'appartamento della madre non ha permesso di reperire tracce concrete di
una sua presenza regolare e prolungata. Tanto meno è credibile che il
resistente risieda abitualmente con la moglie e la figlia nell'appartamento di
__________, costringendo la madre a dormire sul divano del salotto e lasciando
magari il cane ed i tre gatti soli nell'abitazione di __________. Lo escludono
le ridotte dimensioni dell'appartamento e la totale mancanza di reperti che
rendano plausibile una simile ipotesi. Gli accertamenti esperiti dalle
precedenti istanze sul consumo di acqua potabile e di elettricità di quell'abitazione
dimostrano d'altro canto che l'uso di questa residenza è relativamente intenso
e corrisponde ai consumi normali di un'economia domestica insediata in un'abitazione
primaria.
I ripetuti controlli esperiti dalla polizia comunale di
__________ ancora dopo la decisione del Consiglio di Stato (11.-15.12.95;
8.-13.1.96) confermano peraltro che il resistente non ha mai pernottato presso
la madre e che tutte le mattine è giunto in città proveniente da __________
(cfr. rapporto 20.1.96 Polizia comunale di __________).
Ne discende che dal profilo degli art. 6 LOC e 23 CC il
resistente dev'essere considerato domiciliato ad __________ e non a __________.
- In esito alle
considerazioni sin qui esposte, il ricorso va quindi accolto, annullando il
giudizio governativo impugnato e ripristinando la decisione 28 luglio 1995 del
municipio di __________.
Resta riservata al resistente la facoltà di mantenere a
__________ una semplice dimora di polizia. Restano inoltre riservate le
decisioni che il municipio di __________ e le autorità fiscali sono chiamate a
prendere in merito al domicilio politico e fiscale.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 45, 47 Cost..; 23 CC; 6, 106, 208 LOC; 2 LT; 3, 18, 28, 31 ,60 ,61 ,65
PAmm;
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 12 dicembre 1995 del
Consiglio di Stato è annullata;
1.2. la decisione 28 luglio 1995 del
municipio di __________ è confermata.
-
La tassa di giustizia di fr.
900.- è a carico del resistente.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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