Terrace permit refused in village-center renovation

52.1995.509Autre juridiction27 nov. 1995Dismissed

Extrait par Omnilex

Résumé Omnilex

The owner challenged the State Council's refusal to authorize two roof terraces on a village-core building. The Administrative Court held that the local ordinance required pitched roofs, respect for existing typological features, and preservation of roof levels, so the municipality acted within its discretion in denying the terraces. The court also rejected the good-faith argument: the municipal letter referring the project to the CBN did not amount to a binding assurance or create protected expectations. The appeal was dismissed and CHF 800 in costs were imposed on the appellant.

Regeste Omnilex

Art. 32 NAPR; good faith in building-permit proceedings; village-core renovation: a municipality may refuse flat roof terraces where the ordinance requires pitched roofs, respect for existing structural and typological features, and preservation of roof levels. Such a refusal is not arbitrary when it remains within the limited municipal discretion reserved by the planning rules (consid. 3). A preliminary referral to an advisory body and an invitation to discuss project corrections do not constitute a promise capable of grounding protected reliance, absent a clear assurance that the permit will be granted notwithstanding the applicable building rules (consid. 3.1-3.2).

Texte intégral

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1995.509

Data decisione, Autorità: 27.11.1995, TRAM

Incarto n. 52.95.00509 DP 235/95 cm

Lugano 27 novembre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 12 settembre 1995 di


rappr. da: avv. __________

contro

la decisione 22 agosto 1995, no. 4294, del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 28 marzo 1995 con cui il municipio di __________ gli ha rilasciato la licenza edilizia per riattare uno stabile del nucleo (part. __________ RF), negandogli tuttavia il permesso di formare due terrazze;

viste le risposte:

  • 20 settembre 1995 del Consiglio di Stato;

  • 29 settembre 1995 del comune di __________;

  • 11 ottobre 1995 del Dipartimento del territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Il 20 ottobre 1994 __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di riattare e ristrutturare un vecchio stabile ad uso abitativo situato nella zona del nucleo di villaggio (zona NV; part. no. __________ RF). Il progetto, concordato con la CBN, prevedeva fra l'altro di formare due terrazze: una a livello del tetto, mediante eliminazione di una falda, l'altra a livello del primo piano, rendendo piana ed agibile la copertura della tettoia situata nel cortile.

Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, escludendo tuttavia le terrazze.

B. Con giudizio 22 agosto 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa interposta da __________ contro il diniego della licenza per le terrazze.

Dopo aver escluso che il preavviso favorevole della CBN obbligasse il municipio a concedere il permesso, il Governo ha in sostanza ritenuto che l'art. 32 NAPR di __________ vietasse la formazione di terrazze piane.

C. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza anche per le terrazze.

Il ricorrente rimprovera anzitutto al municipio di aver violato il principio della buona fede, costringendolo inutilmente a sottoporre alla CBN il progetto che avrebbe inoltrato.

Nel merito nega per contro che le disposizioni di PR vietino la formazione di terrazze come quelle previste dal progetto in discussione.

D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio di __________, che chiede la conferma del giudizio impugnato con argomenti di cui semmai si dirà più avanti.

considerato, in diritto

  1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono chiaramente date (art. 21 LE; 43, 46 PAmm).

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

  1. Vista l'ampia documentazione fotografica e planimetrica annessa alla domanda di costruzione, il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

Il sopralluogo chiesto dal ricorrente non appare invero atto a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. Tanto meno si rende necessaria l'audizione di testi genericamente sollecitata dal ricorrente.

  1. Prima di eventualmente esaminare se la licenza debba essere rilasciata in base al principio della buona fede invocato dal ricorrente, occorre stabilire se il permesso non possa essere accordato in forza delle NAPR.

3.1. L'attività edilizia nella zona del nucleo di vecchia formazione di __________ è retta dall'art. 32 NAPR, che fra l'altro dispone:

"...

  1. Ogni intervento in questa zona è sottoposto alle prescrizioni generali specificate qui di seguito ed alle disposizioni indicative per ciascuna unità immobiliare trascritte negli elaborati grafici e descrittivi allegati (schede), riservato il preavviso dell'autorità cantonale competente.

  2. Prescrizioni e norme edificatorie generali:

a) - Tutte le proposte d'intervento sulla zona NV sono condizionate al rispetto delle caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti e devono inquadrarsi correttamente nell'ambiente naturale e costruito circostante:

...

...

c) I tetti devono essere a falde; la loro copertura deve essere eseguita con coppi o con tegole in laterizio ondulate di colore rosso.

Le misure in altezza delle gronde e dei colmi, come il loro andamento direzionale, non devono essere superiori alle quote trascritte sulle relative schede indicative allegate.

...

  1. Direttive indicative per la zona IV

4.1. Esse precisano le principali caratteristiche e i tipi di intervento indicativi per le singole unità immobiliare del Nucleo di Vecchia formazione.

4.2. Le direttive indicative relative sono riportate sulle "schede" indicative (allegati B/1 e seg.).

La scheda descrittiva concernente il fondo del ricorrente prescrive il restauro con vincolo parziale in considerazione dell'interesse urbanistico-ambientale dello stabile. A tale scopo vieta aggiunte ed ampliamenti (scheda 13.1.) ed impone la conservazione integrale dello stato di fatto relativo ai livelli di copertura (scheda 13.2.).

Le disposizioni qui riprodotte conferiscono all'autorità comunale un limitato margine d'apprezzamento in ordine all'individuazione degli interventi ammissibili nella zona del nucleo. Censurabili da parte dell'autorità di ricorso in quanto lesive del diritto sono unicamente le decisioni del municipio che procedono da un esercizio scorretto del potere discrezionale conferitogli dalle norme succitate.

2.2. In concreto, il diniego del permesso di sostituire due tetti a falde con altrettante coperture a terrazza non procede da un esercizio abusivo della scarsa latitudine di giudizio che l'art. 32 NAPR e la scheda indicativa concernente l'edificio in esame riservano all'autorità comunale. Non appare invero insostenibile affermare che la trasformazione delle falde dei tetti in coperture terrazzate disattenda "le caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti" che l'art. 32 cifra 3 lett. a) NAPR impone di rispettare. Tanto meno viola una simile deduzione il chiaro precetto di coprire gli edifici con tetti a falde sancito dall'art. 32 cpv. 3 lett c) NAPR.

Né il diniego del permesso contrasta in qualche modo con il vincolo di conservare integralmente lo status quo relativo ai livelli di copertura, sancito dalla scheda indicativa concernente il fondo del ricorrente.

Ne discende che dal profilo del diritto vigente, la decisione censurata sfugge alle critiche del ricorrente e va senz'altro confermata.

Non senza rilevare che lesiva del diritto sarebbe verosimilmente una decisione che ammettesse la formazione delle controverse terrazze.

  1. Resta quindi da esaminare se la licenza debba essere concessa in applicazione del principio della buona fede invocato dall'insorgente .

3.1. Il principio della buona fede obbliga l'autorità a mantenere le sue promesse: in casi eccezionali anche in contrasto con il principio di legalità. Il principio della buona fede protegge in particolare la fiducia che il privato ripone nelle assicurazioni dategli dall'autorità o in un atteggiamento della stessa che poteva far nascere precise aspettative (DTF 114 Ia 107, 213; 111 b 124; Rhinow Krähennann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N 74 B IX; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I N 178).

3.2. Nel caso in esame, il ricorrente si richiama ad uno scritto con cui il municipio di __________ gli aveva comunicato che la domanda di costruzione era stata trasmessa alla CBN per esame preliminare e che quest'istanza lo invitava a prendere contatto con essa, in modo da apportare al progetto alcune correzioni volte a qualificare l'intervento dal profilo architettonico.

Orbene, un simile scritto non permette affatto all'insorgente di richiamarsi al principio della buona fede per ottenere una licenza contraria al diritto edilizio comunale. Pur lasciando trasparire una certa disponibilità dell'autorità comunale a trovare una soluzione ragionevole al problema posto dalla domanda pendente, dallo scritto in questione non è deducibile alcuna intenzione del municipio a recepire passivamente il preavviso della CBN, abdicando alle precise competenze assegnategli dall'art. 32 NAPR. Lo scritto non era per nulla atto a suscitare aspettative degne di tutela in ordine al rilascio della licenza da parte del municipio.

Anche da questo profilo il ricorso va quindi senz'altro respinto.

  1. Così stando le cose il giudizio governativo impugnato, immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermato.

La tassa di giustizia segue la soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 32 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 800.-- sono a carico del ricorrente.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Mots-clés

planning permissionvillage coreroof terracesgood faithprotected expectationsmunicipal discretionbuilding regulationscosts

Extrait par Omnilex

Question juridique clé

Whether the terrace prohibition was lawful under the local zoning/building rules for the village core.

Solution extraite

Yes. The refusal was compatible with Art. 32 NAPR and the site sheet requiring respect for existing structural and typological features, pitched roofs, and preservation of roof levels.

Motifs extraits

Replacing pitched roofs with flat terrace roofs was not an abusive exercise of municipal discretion; the ordinance clearly required pitched roofs and preservation of the existing roof configuration.

Question juridique clé

Whether the applicant could rely on good faith because of the municipality's referral of the project to the CBN for preliminary review.

Solution extraite

No. The municipal letter did not contain a promise or conduct capable of creating protected expectations that the terraces would be authorized.

Motifs extraits

The letter only showed openness to a workable solution and did not indicate that the municipality would simply follow the CBN's opinion or surrender its own legal competence.

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