AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
41.1995.4
Data decisione, Autorità:
29.07.1996, TCA
RACCOMANDATA
Incarto
n.
41.95.00004
AMF
2/94
DC/mf
Lugano
29
luglio 1996
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Giovanna Roggero-Will, Silvia Torricelli
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 30 marzo 1994 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 14 dicembre 1993 emanata da
Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna,
rappr. da: Ufficio fed.assicurazione militare, 6500
Bellinzona,
in materia di assicurazione militare federale.
ritenuto, in fatto
1.1 __________ nato nel 1943, di
professione elettromeccanico __________, nel 1963, durante la scuola reclute ha
subito un trauma al ginocchio sinistro. L'evento é stato annunciato
all'assicurazione militare, che, dopo un periodo di riformazione professionale,
lo ha posto al beneficio di una rendita di invalidità del 35% e di una rendita
per menomazione rilevante dell'integrità del 2,5% (quest'ultima a decorrere del
1° gennaio 1993).
__________ non si è
opposto al grado di rendita di invalidità ma ha invece chiesto una rendita per
menomazione dell'integrità del 10%.
Con decisione del 14
novembre 1993 l'Ufficio federale dell'assicurazione militare (in seguito: UFAM)
ha confermato il grado del 2,5%, argomentando:
"
La valutazione operata da parte dell'Assicurazione militare è
basata su una vasta casistica di situazioni paragonabili che da decenni
permette di valutare i casi con una linea uniforme. Per la perdita totale di
una funzione vitale quale l'udito, la vista, la deambulanza ecc. è accordata,
di massima, una rendita del 50%. Questa prassi è stata ancora recentemente confermata
dal Tribunale federale.
Applicando queste
norme la menomazione nel presente caso è da commisurare al 2,5%. Il paziente
dichiara di soffrire, a intermittenza, di dolori e gonfiore vesperale dopo
sforzi prolungati. La stabilità del ginocchio è soddisfacente grazie alla
ginnastica giornaliera praticata a domicilio. Noterebbe cedimenti rari mentre
soggettivamente lo stato del ginocchio sarebbe peggiorato. Ha delle difficoltà
nel condurre l'automobile per lunghi tragitti.
Il nostro medico di
Circondario, dopo aver visitato il paziente constatava un aspetto fisiologico
normale, senza nessuna tumefazione e senza nessun segno di versamento
intra-articolare. Lachmann negativo, Pivot Shift negativo e segno del cassetto
negativo. Patella mobile, indolore alla percussione e non lussabile. Zohlen
negativo. Notava un lieve scatto alla flessione senza scricchiolii. Steinmann I
- II negativi. La flessione e l'estensione di 130°/0°/0° come a destra.
Riflessi solvibili e simmetrici. Babinski negativo da ambo le parti. Lasègue e
Kerning negativi. Il medico di circondario giudicava la menomazione non
sufficientemente rilevante.
Il medico di
Direzione Dott. __________ nella sua valutazione finale, constatava che il
paziente è impedito minimamente nel godimento della vita. Non si costata una
limitazione organica della funzione del ginocchio. Sono evidenti unicamente
limitazioni dovute al dolore intermittente. Il medico di Direzione giudicava la
menomazione al limite della rilevanza (2,5%)."
(Doc _)
1.2 Contro questa decisione
l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore
osserva innanzitutto quanto segue:
"
Secondo recente decisione del Tribunale federale del 04.08.1993 è
doveroso l'adeguamento della base di calcolo per rendite per menomazione
d'integrità all'evoluzione dei salari, risp. portando la base di Fr. 41'972.--
al nuovo valore medio di Fr. 54'960.--.
Anche la presente
decisione dovrà comunque essere adeguata in tal senso."
Il rappresentante di
__________ postula poi il riconoscimento di una menomazione dell'integrità di
un grado più elevato, precisando:
"
Nel presente caso siamo senz'altro di fronte a una rilevante
limitazione di una di queste funzioni primarie: quella della deambulazione.
Il ricorrente
infatti da molti anni, ma specie da quando egli dovette subire l'intervento
operatorio per artroscopie / artrosectomia nel 1988 ha avuto sinora costanti
e rilevanti difficoltà nella sua normale deambulazione, quindi una grave
interferenza in una sua primaria funzione della vita.
Contestiamo
pertanto energicamente l'insinuazione che si tratterebbe di una limitazione
"al limite della rilevanza" come descritto dalla controparte AM.
In merito alla
rilevanza importante di tale affezione facciamo particolarmente valere quanto
segue:
a) la lunga
durata dell'affezione resp. del trauma subito nel 1963, ma con forte
limitazione della deambulazione dopo l'artrosectomia del 1988,
quindi con importante limitazione di una funzione
vitale primaria.
b) la continua
persistenza di intensi dolori giornalieri e la scemata possibilità di
concentrazione sul lavoro
c) i continui
dolori al ginocchio che limitano in modo essenziale la possibilità del
godimento della vita
d) il
ricorrente non è più in grado di svolgere il necessario movimento indispensabile
per le normali funzioni fisiche.
I continui
blocchi del ginocchio rendono estremamente difficoltosa ogni anche
pure minima necessaria deambulazione creando nel
ricorrente un forte stato di irritazione che degrada di conseguenza
la normale e basilare qualità della vita.
In base ai motivi
sopra menzionati non è certo più possibile sorvolare la gravità dello stato
dell'arto del ricorrente.
Tale situazione è
pure comprovata anche dal recente certificato medico del Dott. med. __________
del 21.01.1994 (doc. _) che conferma la subentranza di bloccaggi
intermittenti e improvvisi del ginocchio oltre a riacutizzazioni e gonfiori
permanenti.
In special modo
va rilevata la chiara indicazione del Dott. __________ della lenta progressione
del danno della patologia intraarticolare.
La continuità della
terapia antalgica pure con agopuntura ecc. comprova pure che ci si trova di
fronte a una grave limitazione della funzione primaria vitale.
Di fronte a quanto
sopra il trattamento del caso da parte dell'AM non appare corretto. L'aver
ridotto nientemeno che il minimo previsto del 5% alla metà, risp. al 2,5%, da
parte del Dott. __________ (doc. _), appare veramente inverosimile e lesivo di
un benché minimo rispetto della dignità umana, cioè di fronte a un dolore
permanente.
Piuttosto ci si
può rifare ad un esempio trattato pure dal Tribunale federale delle
assicurazioni, dove per un danno a un arto con un'iniziale artrosi al ginocchio
veniva assegnata una rendita per menomazione d'integrità del 10% (cfr. DTF
Ass. del 14.05.1987 in re U., non pubbl.).
Anche nel nostro
caso è provato e incontestato il processo degenerativo dopo parziale resezione
del menisco mediano con relativa gonartrosi e con difetto alla cartilagine
femorale!
La riduzione del
grado di menomazione d'integrità nel presente caso al 2,5% è senz'altro
inaccettabile. Qualora il lodevole Tribunale voglia accertare la effettiva
gravità del caso ulteriormente ne proponiamo una perizia affinché finalmente
l'AM semmai fosse necessario cambi una prassi appena iniziata che vorrebbe la
compensazione di una forte limitazione dell'integrità con dei tassi da ...
elemosina."
1.3 Nella sua risposta del 9
maggio 1994 l'UFAM propone di respingere il ricorso e sottolinea:
"
Nell'apprezzamento giuridico di questa situazione medica
(determinazione del danno in percento) l'Assicurazione militare si basa su
criteri sviluppati dalla costante pratica e relativa giurisprudenza ampiamente
confermata dal TFA che negli ultimi anni ha sempre ritenuto corrette le valutazioni
dell'Assicurazione militare. In merito al metro da applicare vedi DTF 177 V 78
seg., articolo 49 cpv. 2 LAM 92: la perdita totale di una funzione vitale (nel
presente caso la deambulazione) comporta una menomazione del 50%. Alla luce dei
criteri applicabili, nel presente caso la menomazione è al limite della
rilevanza. In merito rimandiamo all'estratto della lista dei casi paragonabili
allestita dall'AM allegata. Per quanto riguarda la percentuale rimandiamo alla
giurisprudenza rispettiva, in generale a STF 117 V 71, DTF 113 V 143 cons. 2c,
112 V 390 cons. 1 e riferimenti e in particolare per danni al ginocchio alla
STF in re J S dell'11 aprile 1990.
Il Dott. med.
__________, pur segnalando una discrepanza tra i dolori soggettivi, i reperti
clinici e i risultati della risonanza magnetica ammetteva una limitazione della
deambulazione. La menomazione del paziente è chiaramente inferiore al 5% (doc.
_). Al momento della Decisione (dicembre 1993) la menomazione dell'integrità
valutata ai sensi della LAM 49 non era sufficientemente rilevante.
L'Assicurazione
militare ha tutta via ritenuto opportuno nel presente caso, considerata la
scadenza limitata a pochi giorni e per evitare una eccessiva durezza
nell'applicazione del diritto transitorio, di applicare anticipatamente il
nuovo diritto (OLAM 92 art. 25 cpv. 2) che prevede la soglia della rilevanza
già al 2,5%.
Il ricorrente
chiede una perizia per accertare l'effettiva gravità del caso. Gli atti a
disposizione sono tuttavia completi e la situazione medica è esaurientemente
disquisita e una nuova valutazione peritale nulla apporterebbe che non sia già
conosciuto.
La determinazione
del grado di menomazione dell'integrità in percentuale, è il risultato di un
apprezzamento giuridico e non medico, ovvero della valutazione in
percentuale, equamente secondo le circostanze, della menomazione dell'integrità
(DTF 117 V 76 f. E. 3a/bb/aaa con consid., come pure STFA 1966 pag. 150, STFA
1968 pag. 88 seg., DTF 96 V 112, 108 V 91, 113 V 140 seg.).
Il patrocinatore
travisa il senso della sentenza del Tribunale federale del 4 agosto 1993. La
base di calcolo di fr. 41'912.- non è più attuale dal 1985 in seguito al
cambiamento di pratica in re Gasser. si confronti l'ultimo decreto
d'adeguamento del 28 ottobre 1992 art. 7.1, RU 1992 II 2101 seg. (ancora
attuale e ridotto solo formalmente nella proporzione della nuova percentuale
d'indennizzo previsto dalla nuova LAM) nonché gli articoli 49 LAM 92 e 25 OLAM
92."
(Doc _)
1.4 Il 19 maggio 1994 il
patrocinatore dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto del seguente
tenore:
"
Riteniamo che quando un medico legittimato come il Dott. med.
__________ precisa chiaramente gli importanti disturbi di deambulazione del
ricorrente la controparte non può minimizzarli, altrimenti l'AM deve portarne
le prove.
In casi del genere
il Tribunale federale quando esiste discordanza fra il medico di fiducia e l'AM
ha esigito ulteriori accertamenti, tramite perizia STF del 27.05.1992 in re __________
(M24/90) + sentenza del 19.04.1990 in re T. / I 498/89.
Pertanto
chiediamo un accertamento medico, risp. perizia neutrale non sottoposta a
influenza dell'AM.
Del resto se si
scorrono tutti i diversi casi di disturbi al ginocchio tenor elenco inoltrato
dalla contro parte ad esempio a pag. 28 si può chiaramente osservare che nella
maggioranza dei casi analoghi al presente è stata assegnata una rendita del 5%,
del resto vedi il "Landwirt" con problemi come il ricorrente con
gonartrosi, riceveva appunto il 10% (cfr. copia lista)."
(Doc _)
1.5 Dopo che l'assicurato ha più
volte sollecitato l'evasione della pratica (cfr. Doc _), il 19 dicembre 1995 si
è tenuta un'udienza, nel corso della quale è stato stilato il seguente verbale:
"
Dopo ampia discussione il rappresentante dell'attore propone alla
convenuta di risolvere transativamente la causa. Il rappresentante della
convenuta si impegna a riferirne alle sue istanze superiori e quindi a
comunicare una decisione in merito.
In attesa di questa
decisione la causa è sospesa."
(Doc _)
Il 22 febbraio 1996 il
giudice delegato ha invitato l'UFAM a prendere posizione sulla eventualità di
una soluzione transattiva (cfr. Doc _).
L'UFAM ha così risposto il
23 febbraio 1996:
"
La risoluzione della vertenza per via transattiva con l'aumento
della percentuale del grado della menomazione dell'integrità provocherebbe un
vero e proprio sconvolgimento della prassi seguita dall'UFAM in casi analoghi.
Una diversa decisione condurrebbe inoltre, nel caso in esame, a una disparità
di trattamento verso casi in tutto e per tutto simili recentemente decisi
dall'UFAM e confermati dalla giurisprudenza del Tribunale Federale, il
principio dell'equità verrebbe, a nostro modo di vedere, compromesso.
La validità della
pratica dell'Assicurazione militare in fatto d'attribuzione della rendita d'integrità
(BGE 117 V 13 E. 2b) è stata confermata recentemente nella STF in re H del 1°
ottobre 1992. a tale proposito citiamo pure quanto argomentato a pag. 11 dal
TFA nella sentenza in re C. del 27 aprile 1993 "vanno infatti accolti
positivamente, nel quadro di un sindacato d'adeguatezza, gli sforzi
dell'autorità amministrativa di disciplinare la materia mediante circolari,
direttive, tabelle e scale (cfr. per menomazione di entità minore, ad esempio a
un ginocchio: DTF 117 V 71 consid. 3a/bbb e giudizi ivi citati; inoltre
sentenza inedita del 12 luglio 1988 in re U:)".
Per questi motivi
non possiamo aderire alla proposta di transazione."
(Doc _)
1.6 Il 6 marzo 1996 il
patrocinatore dell'assicurato ha sottolineato quanto segue:
"
Con riferimento al caso __________ c/a AM e alla risposta dell'AM
del 26 febbraio 1996 con la quale nuovamente l'AM dimostra la sua insensibilità
di fronte a casi di una certa gravità con dolori e difficoltà di deambulazione
permanente e con susseguenti ripercussioni anche sull'altra gamba facciamo
pervenire in allegato copia certificato medico del Dott. med. __________ del 04
marzo 1996 che conferma l'esistenza della percentuale di inabilità come da noi
già menzionato.
Cfr. pure tabella
AMF, particolarmente al caso ... Peter, 1952, VI R 36.370 = 7,5%
(Arthrose/mehrere
Korrektioneingriffe!); ... Beat, 1941, III 36.395 = 10%
(Arthrose/Stickhilfe,
come __________)!"
(Doc _)
1.7 Il 14 marzo 1996 l'UFAM ha
trasmesso al TCA copia di una presa di posizione datata 11 marzo 1996 del dottor
(cfr. Doc _).
Questa documentazione è
stata immediatamente trasmessa per conoscenza al patrocinatore del ricorrente
(cfr. Doc _).
1.8 Il 12 giugno 1996 il giudice
delegato ha invitato l'UFAM ad illustrare la differenza tra il presente caso e
quello di G.M. (cfr. Inc. LAM 4/94) al quale era stata riconosciuta una rendita
per menomazione rilevante del 5%. L'UFAM ha risposto il 3 luglio 1996,
allegando un parere del dottor __________ (Doc _).
La documentazione raccolta
è stata poi trasmessa per conoscenza al patrocinatore dell'assicurato (Doc _).
in diritto
2.1 Fra le prestazioni
dell'assicurazione militare figurano pure le rendite per menomazione
dell'integrità (cfr. art. 8 lett. m LAM).
Secondo l'art. 48 cpv. 1
LAM "se l'assicurato è colpito da una rilevante e durevole menomazione
dell'integrità fisica o psichica, ha diritto a una rendita per menomazione
dell'integrità".
Quanto all'inizio del
diritto, l'art. 48 cpv. 2 LAM stabilisce che "la rendita per menomazione
dell'integrità è dovuta a partire dal termine della cura medica o qualora la
continuazione della cura non lasci presumere un miglioramento notevole delle
condizioni di salute dell'assicurato".
L'art 49 LAM fissa i
principi di calcolo e l'adeguamento della rendita.
Il cpv. 1 di questa
disposizione precisa che "la gravità della menomazione dell'integrità è
determinata equamente tenendo conto di tutte le circostanze" (da notare
che l'art. 25 cpv. 1 LAM della vecchia LAM, in vigore fino al 31 dicembre 1993,
prevedeva che "la rendita per menomazione dell'integrità fisica o psichica
è determinata equamente secondo le circostanze").
Secondo l'art. 49 cpv. 2
LAM "la rendita per menomazione dell'integrità è stabilita in percentuale
dell'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta il
capoverso 4 e tenendo conto della gravità della menomazione dell'integrità. In
caso di perdita totale di una funzione vitale quale l'udito o la vista, di
massima, è accordata una rendita per menomazione dell'integrità del 50 per
cento."
La rendita per menomazione
dell'integrità è concessa per una durata indeterminata. In generale è
riscattata (cfr. art. 49 cpv. 3 LAM).
Infine, in virtù
dell'art. 49 cpv. 4 LAM, "il Consiglio federale fissa, mediante
ordinanza, l'importo annuo che serve da base per il calcolo di tute le rendite
per menomazione dell'integrità. Parte dall'importo valido all'entrata in vigore
della presente legge e lo adegua periodicamente al mutare delle condizioni,
segnatamente all'evoluzione dei prezzi."
L'art. 50 LAM
("revisione") stabilisce che "nel caso di un successivo
rilevante aumento della menomazione dell'integrità, l'assicurato può domandare
una rendita suppletiva per menomazione dell'integrità".
L'art. 25 cpv. 1 OAM
precisa che "vi è una rilevante menomazione dell'integrità fisica e
psichica ai sensi dell'art. 48 cpv. 1 della legge qualora essa corrisponda
almeno a un ventesimo della perdita totale di una funzione vitale quale l'udito
o la vista".
Secondo l'art. 25 cpv. 2
OAM "l'importo minimo per una rendita per menomazione dell'integrità
ammonta al 2,5 per cento dell'importo annuo che serve da base per il calcolo
delle rendite giusta l'art. 49 cpv. 4 della legge. Le rendite per menomazione
dell'integrità assegnate in caso di menomazioni di singole funzioni vitali sono
fissate secondo la gravità della menomazione dell'integrità, in graduazioni di
2,5 per cento tra il 2,5 e il 50 per cento dell'importo annuo che serve da base
per il calcolo delle rendite".
L'art 25 cpv. 2 OAM precisa
poi che "in caso di menomazioni multiple dell'integrità, gli importi
percentuali delle singole menomazioni dell'integrità sono cumulati per
determinare la rendita per menomazione dell'integrità. Il valore massimo di una
rendita per menomazione dell'integrità ammonta al 100 per cento dell'importo
annuo che serve da base per il calcolo".
Secondo l'art. 26 cpv. 1
OAM "l'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per
menomazione dell'integrità ammonta a 28'867 franchi. La rendita annua risulta
dall'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, dalla
percentuale della menomazione dell'integrità e dalla percentuale della
responsabilità della Confederazione".
L'adeguamento dell'importo
annuo che serve da base per il calcolo delle rendite per menomazione
dell'integrità secondo l'art. 49 cpv. 4 della legge avviene ogni volta
simultaneamente all'adeguamento delle rendite secondo l'art. 43 della legge
(art. 26 cpv. 2 OAM).
L'art. 27 cpv. 1 OAM
stabilisce che "il valore attuale della rendita viene calcolato fondandosi
sull'importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite, applicato al
momento dell'emanazione della decisione. Se una rendita è concessa
retroattivamente, le quote mensili della rendita devono esser pagate
successivamente".
2.2 In una sentenza del 16 aprile
1996 nella causa L., il Tribunale federale delle assicurazioni ha dichiarato
contrario alla legge l'art. 25 cpv. 2, prima frase, dell'OAM ed ha così
argomentato:
"
5.- Même si la formulation de l'art. 48 al. 1 LAM
ne diffère pas fondamentalement de celle de l'ancien droit (art. 23 al. 1 en
relation avec l'art. 25 al. 1 aLAM), l'examen des travaux préparatoires de la
loi du 19 juin 1992 permet de mettre en évidence la volonté réelle du législateur
en matière de rentes pour atteinte à l'intégrité.
Dans
son message concernant la loi fédérale sur l'assurance militaire du 27 juin
1990 (FF 1990 III p. 189ss), le Conseil fédéral proposait l'introduction d'un
art. 59 comprenant trois alinéas, dont le deuxième avait la teneur suivante:
une indemnité à titre de réparation morale peut être allouée, dans des
cas exceptionnels, lors de défiguration ou d'infirmités durables et
gênantes (FF 1990 III p. 275). Cette disposition prévoyait une
"compensation pour douleurs subies", lorsque l'atteinte n'entraîne
pas de 5 pour cent fixé à l'art. 49 al. 2 du projet du Conseil fédéral (FF 1990
III p. 273) n'était pas atteint.
Toutefois,
le projet du Conseil fédéral a subi des modifications importantes sur ces
points: d'une part, le législateur a renoncé au seuil minimal de 5 pour
cent déterminant pour le droit à une rente pour atteinte à l'intégrité (art. 49
al. 2 du projet) et, d'autre part, il a supprimé le deuxième alinéa de l'art.
59 qui prévoyait l'octroi, dans des cas exceptionnels, d'une indemnité à titre
de réparation morale lors de défiguration ou d'infirmités durables et gênantes.
L'on doit donc considérer que le législateur a voulu empêcher un cumul
des deux types de prestations (cf. à cet égard l'art. 59 al. 2 LAM) et
qu'il a voulu que les atteintes à l'intégrité durables, qui n'entraînent pas de
diminution des fonctions vitales, soit dont la gravité n'atteint pas le seuil
minimal de 5 pour cent, ouvrent également droit à une rente selon les art. 48ss
LAM.
6.- a)
Vu ce qui précède, la réglementation prescite par l'ordonnance sur l'assurance
militaire est contraire à la loi, dans la mesure où elle fixe à 2,5 pourcent le
taux minimum déterminant pour l'octroi d'une rente pour atteinte à l'intégrité
(art. 25 al. 1 et 2 OAM). D'une part, une telle limitation se révèle
inconciliable avec la volonté du législateur, telle qu'elle ressort des travaux
préparatoires (cf. extraits des procès-verbaux des séances de la Commission du
Conseil des Etats pour la sécurité de la Commission du conseil des Etats pour
la sécurité sociale des 11 et 28 février, et du 21 mai 1991, ainsi que des
séances de la Commission du Conseil national pour la sécurité sociale et la
santé publique des 20 et 21 janvier 1992, in Documents relatifs aux délibérations
parlementaires sur la révision totale, classés par articles, classeur VIII, ad
art. 59 LAM). D'autre part, la fixation d'un seuil minimal ouvrant droit à un
rente pour atteinte à l'intégrité déborde manifestement le cadre de la
compétence conférée au Conseil fédéral par l'art. 49 al. 4 LAM et qui consiste
dans la fixation du montant annuel déterminant pour le calcul des rentes pour
atteinte à l'intégrité.
b)
Cela étant, l'OFAM n'était pas fondé, par sa décision du 14 juin 1994,
confirmée sur ce point par le jugement entrepris, à nier le droit de l'assuré à
une rente pour atteinte à l'intégrité, au motif que le seuil de gravité de 2,5
pour cent prescrit à l'art. 25 al. 1 e t 2 OAM n'était en l'occurrence pas atteint.
Dans la mesure où elle représente une limitation dans la jouissance de la vie,
l'amputation partielle de la phalange terminale du médius gauche subie par
l'assuré ouvre droit à une rente pour atteinte à l'intégrité selon la LAM, même
si l'importance de l'atteinte est seulement de 1 ou 2 pour cent."
2.3 Secondo
i principi sviluppati dalla costante giurisprudenza del TFA relativi al vecchio
art. 25 LAM e recentemente confermati (cfr. STFA del 16 aprile 1996 nella causa
L., già citata), un danno all'integrità dà diritto ad una rendita dell'AM
qualora l'assicurato sia oggettivamente limitato in modo rilevante (erheblich)
nel godimento della vita (DTF 113 V 143; DTF 112 V 380; DTF 112 V 389; DTF 110
V 120).
La menomazione deve, cioè,
avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale,
1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.
Il carattere rilevante
della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo
(Schatz, FJS 882).
Una menomazione
dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita
dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per
l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono
considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa
definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.
E' in forza di queste
considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate
unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e
lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie. Non
lo sono invece dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad
esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita
sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120; STFA del 16 aprile 1996 nella
causa L.).
La determinazione della
rendita ex art. 48 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla
capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in
percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima
e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di
assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF
117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).
Tale determinazione
avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente
trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in
quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle
allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa
Molliet).
Il tenore stesso dell'art.
48 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il
criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione dell'aspetto
soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in modo che in ogni
singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato, in seguito al
pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato limitato nel
godimento della vita.
Non è, dunque, la
menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che
questa ha per l'assicurato.
2.4 In una sentenza del 7 marzo
1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della
menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia
sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).
In questa sentenza di
principio, successivamente confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991
nella causa X pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc), la nostra Massima
istanza ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:
"
Hiergegen wendet der Versicherte in der
Verwaltungsgerichts- beschwerde ein, das Eidg. Versicherungsgericht postuliere
die Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes in der obligatorischen Unfall-,
der Militär- und der Invalidenversicherung (BGE 109 V 23 Erw. 2a). In
«konsequenter Weiterentwicklung dieses Gedankens» müsse auch die
Einheitlichkeit in der Integritätsschadenbemessung in der obligatorischen
Unfallversicherung und der Militärversicherung postuliert werden. Es leuchte
nicht ein, dass die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV nicht auch für den
Bereich er Militär-versicherung herangezogen werden könnten.
Aus
der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes gemäss der vom Versicherten
erwähnten Rechtsprechung folgt indes keineswegs, dass der Integritätsschaden in
der Militärversicherung und der Unfallversicherung nach den gleichen Regeln zu
bemessen ist.
Es
trifft wohl zu, dass die Schätzung der Invalidität bei Erwerbs-tätigen in der
Invalidenversicherung, der obligatorischen Unfall-versicherung und der
Militärversicherung mit Bezug auf den gleichen Gesundheitsschaden praxisgemäss
grundsätzlich den gleichen Invaliditätsgrad zu ergeben hat (BGE 109 V 23 f.,
106 V 88 Erw. 2b).
Das
resultiert indes daraus, dass der Invaliditätsgrad in diesen
Versicherungszweigen nach der gleichen Methode (Einkommens-vergleich) und auf der
Grundlage des gleichen massgebenden Sachverhalts zu bestimmen ist. Demgegenüber
bestehen jedoch in der obligatorischen Unfallversicherung und der
Militärversicherung für die Bemessung eines Integritätsschadens
unterschiedliche Methoden, die mit Bezug auf die gleiche Integritätseinbusse
nicht zwingend zur gleichen Festsetzung des Schadens in Prozenten oder Graden
führen. Für die Unfallversicherung hat der Bundesrat im Anhang 3 zur UVV das
Mass der Integritätseinbusse bei wichtigen und typischen Schäden prozentual
festgelegt und aufgelistet; der Grad des Integritätsverlusts bei speziellen
oder nicht aufgeführten Schäden ist nach der Schwere aus einer verwandten oder
ver-gleichbaren Position der Skala der Integritätsschäden abzuleiten (siehe
Ziff. 1 Abs. 2 Anhang 3 UVV; MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
S. 421 lit. 2c). Die gradmässige Bewertung eines Integritätsschadens ist mithin
in der Unfallversicherung für den konkreten Fall positivrechtlich im wesentlichen
vorgezeichnet.
Zudem
wird die Integritätseinbusse abstrakt und egalitär bemessen indem bei gleichem
medizinischem Befund der Integritätsschaden für alle Versicherten gleich
festgesetzt wird (GILG/ZOLLINGER, Die Integritätsentschädigung nach dem
Bundesgesetz über die Unfall-versicherung, S. 38 und 46; MAURER, a.a.O., S.
417). In der Militär-versicherung ist ein Integritätsschaden gemäss Art. 25
Abs. 1 MVG dagegen «in Würdigung aller Umstände nach billigem Ermessen»
festzusetzen. Damit verfügt die Militärversicherung bei der Schätzung eines
Integritätsschadens über einen weit grösseren Spielraum als die
Unfallversicherung und kann die Einbusse individueller be-messen, indem sie
beispielsweise das Alter oder besondere per-sönliche Umstände des Versicherten
berücksichtigen kann. Hierbei sind die Richtwerte gemäss Anhang 3 zur UVV
grundsätzlich auch nicht analogieweise anwendbar, weil diese über die
Unfallversiche-rung hinaus keine allgemeingültige gradmässige Bewertung der
erfassten Schäden darstellen. Die betreffenden Prozentzahlen sind nicht als
voraussetzungloser Ausdruck ausschliesslich medizinisch begründeter Abstufungen
zu betrachten, sondern können nur im Zusammenhang mit der Beschränkung der
Leistungen auf den Höchstbetrag des versicherten Jahresverdienstes und die
Ausrich-tung der Entschädigugng in Form einer Kapitalabfindung (Art. 25 Abs. 1
UVG) richtig verstanden und gewichtet werden. Sind die Prozent-sätze gemäss
Anhang 3 zur UVV durch Leistungsansatz und Ent-schädigungsform mitbestimmt, so
kann ihnen für die Militärver-sicherung keine präjudizielle Wirkung zuerkannt
werden.
Beizufügen
bleibt, dass Verwaltung und Vorinstanz die Integritäts-einbusse des
Versicherten nach den für die Militärversicherung gültigen Regeln mit 65% in
einer Weise bemessen haben, die nicht zu beanstanden ist."
(cfr. DTF 113 V
143-145)
Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha dunque sottolineato che nel settore dell'assicurazione
contro gli infortuni il legislatore ha già prestabilito quale valutazione dare
ad una determinata menomazione ed, inoltre, ha prescritto che la gravità della
menomazione deve essere valutata astrattamente e in modo ugualitario.
Invece, in materia di
assicurazione militare, il grado di menomazione rilevante è determinato
"equamente tenendo conto di tutte le circostanze", ragion per cui il
margine di apprezzamento degli organi dell'assicurazione militare è molto più
esteso rispetto a quelli dell'assicurazione contro gli infortuni.
L'assicurazione militare
può in particolare valutare la gravità della menomazione tenendo conto delle
caratteristiche individuali dell'assicurato da indennizzare.
2.5 Nella fattispecie, in data 17
giugno 1993 il medico di circondario dell'assicurazione militare, dottor
__________, ha posto la diagnosi di "postumi di resezione parziale del
menisco mediale in AS in presenza di gonartrosi incipiente del ginocchio
sinistro; postumi dopo 25 anni di contusione al ginocchio sinistro" (cfr.
Doc _).
In uno scritto dell'11
agosto 1993 il dottor __________, medico in capo dell'UFAM, si è espresso a
favore di una rendita per menomazione dell'integrità del 2,5%, rilevando:
"
Bei der kreisärztlichen Untersuchung vom 17.6.1993 gab der
Patient folgende Beschwerden an: "Dopo sforzi prolungati accuserebbe
ancora per intermittenza dolori e noterebbe soprattutto un gonfiore vesperale
tutti i giorni. Non sarebbe capace di portare un'ortesi poiché noterebbe subito
un gonfiore. La stabilità del ginocchio sarebbe ora soddisfacente grazie alla
ginnastica giornaliera praticata a domicilio. Noterebbe cedimenti rari e troverebbe
che il ginocchio sarebbe peggiorato. Per il lavoro sarebbe soddisfatto non
dovendo più fare la trasferta a Bellinzona. Per un lungo tragitto avrebbe delle
difficoltà nel condurre l'automobile."
Das linke Knie war
bei der Untersuchung äusserlich unauffällig, ergussfrei, stabil und
seitengleich beweglich. Die kernspin-to-mografische Untersuchung (MRI oder NMR
bzw. MR) vom 15.1.1993 (A 136) ergab ausser einer Knorpelunregelmässigkeit im
Bereiche des Sulcus intercondylicus mit kleinem Ulcus (leichte beginnende
Arthrose) keine Knorpel-/Knochenläsion. Es besteht eine Diskrepanz zwischen der
subjektiven Schmerzangabe des Patienten und den klinischen und
kernspin-tomografischen Befunden.
Die Behinderung
betrifft im Ausmass von Grad 1 die Fortbewegung im Laufen (BH 40), im schnellen
Laufen (BH 44) und im Knien (BH 55).
Die Benachteiligung
in der allgemeinen Lebensgestalltung ist unter Würdigung der ausschliesslich
schmerzbedingten Kniefunktions-störung und der gesamthaft leichten
Behinderungen eher gering-fügig.
Nach der Praxis der
Militärversicherung wird bei der Versteifung des Kniegelenkes ein
Integritätsschaden von 10% angenommen. Die Pangonarthrose nach operierter
unhappy tried (Ruptur des medialen Seitenbandes und des vorderen Kreuzbandes
sowie Läsion des medialen Meniskus) gibt Anrecht auf eine
Integritätsschadenrente von 5%. Der Integritätsschaden des Patienten liegt
eindeutig unter 5%.
In Anbetracht der
Benachteiligung durch die schmerzbedingte Knie-funktionsstörung erreicht der
Integritätsschaden des Patienten eben 2,5%, vergleichbar mit dem
Versicherungsfall P.A. (1.097.107)."
(Doc _)
Nel suo ricorso
l'assicurato contesta la valutazione dei medici dell'UFAM. Egli fa innanzitutto
riferimento ad un certificato del 21 gennaio 1994 del dottor __________ del
seguente tenore:
"
Dal lato sintomatico, il paziente lamenta ultimamente un
bloccaggio intermittente all'improvviso del ginocchio, in addizione alle solite
riacutizzazioni dei dolori e del gonfiore del ginocchio sinistro.
Clinicamente il
paziente è in buone condizioni generali. Da notare quale referto incostante, un
versamento articolare senza surriscaldamento, inoltre un carico limitato in
flessione e in rotazione.
Vi è la conclusione
di una lenta progressione del danno della patologia intraarticolare.
Il trattamento
attuale si basa sulla controprotezione, sull'agopuntura a scopo antalgico, e su
pomate con eparina a favore del riassorbimento del versamento. In discussione
con il Dr. __________, Clinica __________, è stata discussa positivamente una
riammissione per terapia stazionaria."
(Doc _)
Il patrocinatore del
ricorrente richiama poi una sentenza del TFA del 14 maggio 1987 nella causa U.,
non pubblicata, in cui sarebbe stata assegnata una rendita per menomazione
dell'integrità del 10% in presenza di un danno ad un arto con un'iniziale
artrosi al ginocchio. Successivamente __________ ha trasmesso un certificato
del 4 marzo 1996 del dottor ____________ attestante che l'assicurato
"accusa un deficit alla deambulazione del 7 - 10% circa" (cfr. Doc _)
Prendendo posizione sulle
critiche mosse dall'assicurato alla valutazione dell'UFAM, il dottor
__________, medico in capo,
l'11 marzo 1996 si è così
espresso:
"
Zur Beurteilung lag ein Zustand nach Kniekontusion rechts und
Teilmeniskektomie medial mit chronischen Knieschmerzen und rezidivierender
Ergussbildung vor. Anlässlich der zur Beurteilung massgebenden Untersuchung war
das Knie bandstabil, ergussfrei und seitengleich normal beweglich. Degenerative
Veränderungen waren kern-spintomographisch im Sinne einer leichten beginnenden
Arthrose dargestellt worden. Bei dieser Sachlage ging es in erster Linie um die
Beantwortung der Frage, ob bei diesem Knieschaden überhaupt das Ausmass des
Erheblichen erreicht wird oder nicht. Im vorliegenden Fall ist dies vor allem
unter Würdigung rezidivierender belastungsabhängender Schmerzen mit
Schwellungszuständen und relevanter Einschränkung der Fortbewegung im Sinne des
dauerhaft erheblichen Schmerzsyndromes bejaht worden, entsprechend einem
Integritätsschaden der untersten Erheblichkeitstufe von 2,5%. Zu
berücksichtigen waren dabei auch die voll erhaltene Kniefunktion, das Fehlen
einer relevanten Instabilität oder klinisch manifesten Arthrose bzw. einer
bedeutenden Achsenabweichung des rechten Knies. Dass diese Bemessung
praxiskonform erfolgt ist, kann auch anhand neuerer analog bemessner
Vergleichsfälle gezeigt werden: G.P. 34.804 und H.D. 36.834, beide mit
beginnender Gonarthrose, leichter Gelenksinstabilität und täglichen,
belastungsabhängigen Knieschmerzen und Schwellungen; auch bei A.I. 36.571 mit
beginnender und leichter bismässiger Knieinstabilität ohne Ein-sinkpänomenen,
aber mit deutlicher Atrophie der Oberschenkel-muskulatur, wurde eine Einstufung
von 5% noch nicht erreicht. Derartige Bemessungen erfolgen erst bei
Knieschädigungen mit ausgeprägterem Beschwerde- und Behinderungsprofil wie dies
der Fall war bei J.M. 36.758 mit Flehemmung, Verkürzungshinken und
belastungsabhängigen Beschwerden) bzw. bei L.H. 35.129 (therapierefraktäre
retropatelläre Schmerzen mit Schwellungen und ausgeprägtem Entlastungshinken;
Bemessung mit 5% nach alter Praxis im Jahre 1990).
Zusammenfassend
komme ich somit zum Schluss, dass die am 15.7.1993 erfolgte Bemessung des
Integritätsschadens (Zustand nach Kniekontusion und medialer Teilmeniskektomie
rechts mit Belastungsschmerzen und Schwellungen) korrekt und praxisgemäss
erfolgt ist.
Ich gestatte mir
noch eine Bemerkung zur Eingabe des Rechtsvertreters vom 30.4.1994, worin auf
ein EVG-Urteil vom 14.5.1987 i.S. U. verwiesen wird (Integritätsschaden 10% bei
beginnender Gonarthrose). Aus medizinischer Sicht ist die Vergleichbarkeit mit
vorliegendem Fall kaum gegeben, da im Falle U. ohnehin eine ausgeprägte
Spitzfusstellung mit Beinverkürzung nach schwerer Unterschenkelfraktur im
Vordergrund stand."
(Doc _)
Il 12 giugno 1996 il
giudice delegato ha invitato i medici dell'UFAM ad indicare con precisione in
cosa il presente caso si differenzia da un altro, già pendente presso il TCA
(cfr. Inc. LAM 4/94), in cui all'assicurato era stata riconosciuta una rendita
per menomazione rilevante del 5%.
Il dottor __________ ha
così preso posizione al riguardo il 27 giugno 1996.
"
Stellungnahme:
Unter Bezugnahme
auf eine entsprechende Anfrage des Versicherungsgerichtes des Kantons Tessin
werde ich vom Chef der Sektion VII gebeten, aus medizinischer Sicht zur
unterschiedlichen Integritätsschadenbemessung in den obgenannten
Versicherungsfällen (G.E., 36.232: 2,5% und M.G., 36.454: 5%) Stellung zu
nehmen. Zur Beantwortung der Anfrage ergeben sich aus meiner
Sicht folgende Aspekte:
Bezüglich
detaillierter Würdigung des Dauerschadens am rechten Knie bei _____________
verweise ich auf meine Stellungnahme vom 11.3.96, welche auf dem zum Zeitpunkt
der Verfügung (A169) massgeblichen Aktenstand beruht und worin die Bemessung
mit 2,5% bestätigt wurde.
Bei
Durchsicht der M.G., 36.454 betreffenden Unterlagen ergeben sich aus
medizischer Sicht doch einige bedeutende Unterschiede, welche zweifellos zu
einer Höhereinstufung mit 5% berechtigen. So zog sich M.G. bereits 1956 eine
Knieverletzung zu, welche 4 Jahre später zur Entfernung des rechten
Aussenmeniskus führte (A188). Zu beachten ist auch, dass 1984 sowie in den
Jahren 1990 bis 1993 der Gesamtknieschaden durch mehrere zivile Unfälle
erheblich verschlimmert worden ist. Dementsprechend wurden bereits im Jahre
1985 arthroskopisch ausgedehntere Knorpelläsionen (A177), SUVA-Akte 6) bzw.
1992 radiologisch eine mittelschwere, alle Gelenkskompartimente erfassende
Pangonarthrose (A177, kreisärztliche Untersuchung der SUVA vom 15.1.92)
festgestellt (im Unterschied zu G.E., wo die degenerativen Veränderungen des
rechten Knies im Sinne der beginnenden Gonarthrose weit weniger bedeutend
sind). Auch bezüglich klinischem Befund ist zu erwähnen, dass bei M.G. bei der
kreisärztlichen Untersuchung ein leichter Gelenkserguss, sowie eine relevante
Quadricepsatrophie (amiotrofia di 3 cm alla coscia, A182) bestand. Diese
Befunde fehlten bei ____________ vollständig (A161 im Dossier 36.232). Von
besonderer Bedeutung ist hierbei der beschrieben Muskelschwund der rechten
oberschenkelmuskulatur mit bedeutender Umfangdifferenz von 3 cm gegenüber
links. Hierbei handelt es sich um eine sogenannte Inaktivitätshypotrophie,
welche durch langdauerndes Schonverhalten (wie dies z.B. auch bei protrahierten
Verläufen nach operativen Eingriffen an den Kniegelenken beobachtet werden
kann) bedingt ist. Dieser Befund ist damit Ausdruck einer dauerhaften,
deutlichen Minderbelastbarkeit des rechten Kniegelenkes bei mittelschwerer
posttraumatischer Pangonarthrose zu interpretieren. Damit resultiert auch ein
objektiver Hinweis auf im Vergleich zu G.E., 36.232 erheblich stärker zu
gewichtende Auswirkungen auf die individuelle Fortbewegung und
Lebensgestaltung. Die bei M.G., 36.454 um eine Erheblichkeitsstufe höher
angesetzte Bemessung erweist sich somit auch aus medizinischer Sicht als
begründet und praxiskonform." (Doc _)
Alla luce delle chiare e
dettagliate prese di posizione dei dottori __________ e __________ che hanno
tra l'altro minuziosamente illustrato in che modo il caso presente si avvicini
o si differenzia da altri precedentemente trattati, questo Tribunale non può
che confermare la decisione dell'UFAM che ha attribuito a __________ una
rendita per menomazione rilevante dell'integrità del 2,5%. L'operato
dell'amministrazione si rivela infatti conforme ai principi giurisprudenziali
citati (cfr. consid. 2.3).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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