AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2002.77
Data decisione, Autorità:
16.06.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
39.2002.77
rs/sc
Lugano
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi,
Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 2 ottobre 2002 di
contro
la decisione del 10 settembre 2002
emanata da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione del 10 settembre 2002 la Cassa cantonale per gli assegni familiari
(di seguito la Cassa) ha ordinato a __________ di restituire l'importo di fr.
10'131.-- percepiti indebitamente a titolo di assegni integrativi nel periodo
dal 1° maggio 2001 al 31 maggio 2002 (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
A
motivazione della richiesta la Cassa ha rilevato che:
"
Con decisione del 4 aprile 2001 la nostra Cassa
le ha accordato un assegno familiare integrativo mensile di fr. 1'117.-- a
decorrere dal 1. febbraio 2001. L'assegno è stato diminuito a fr. 678.-- con
effetto 1. agosto 2001 (decisione del 12 aprile 2002).
Con lettera del 12 maggio 2002 ci comunica che la
situazione economica della sua famiglia è cambiata:
· in data 24
gennaio 2000 con testamento pubblico la signora __________ nominava lei e suo
marito unici eredi delle particelle __________ e __________site nel comune di
__________;
· la signora
__________ è deceduta ad __________ in data 29 aprile 2001 ed il testamento è
stato pubblicato l'11 maggio 2001;
· incassate
inoltre fr. 1'200.-- mensili quale affitto di un appartamento sito nella
proprietà citata;
· nel mese di
marzo 2002 si è trasferita, con la famiglia, nella casa ereditata.
L'articolo 41 della Legge sugli assegni di
famiglia (LAF) dispone che il titolare del diritto o il beneficiario sono
tenuti ad informare tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento
rilevante per il diritto all'assegno.
Nel consegue che per il periodo 1. maggio 2001 al
31 maggio 2002 ha percepito a torto l'importo di fr. 10'131,-- come da
seguente conteggio:
Assegno integrativo percepito:
dal 01.05.2001 al
31.07.2001/03 mesi a fr. 1'117.-- fr. 3'351.--
dal 01.08.2001 al
31.05.2002/10 mesi a fr. 678.-- fr. 6'780.-- fr. 10'131.--
Assegno integrativo
di diritto (cfr. tabelle allegate):
dal 01.05.2001 al
31.05.2002/13 mesi a fr. 0.-- fr. 0.-- fr. 0.--
Totale assegno
integrativa a nostro favore
fr. 10'131.--
========" (Doc. _)
1.2. Contro
questo provvedimento è insorta l'assicurata, inoltrando un tempestivo ricorso
al TCA, nel quale si è così espressa:
"
(…)
contesto in particolare anche dove mi si dice di
non aver tempestivamente avvisato la cassa competente su ogni cambiamento
economico rilevante in quanto questo è avvenuto solo al termine delle procedure
per il riconoscimento dell'eredità.
Preciso inoltre quanto segue:
-
noi abbiamo saputo di essere gli eredi della Sig.ra __________
in data 11.05.2001, cioè solo alla pubblicazione del testamento;
-
da quella data è iniziata la procedura di riconoscimento
dell'eredità, che malgrado sia stata sollecitata da noi e dagli altri eredi è
stata lunga in quanto si sono dovuti ricercare parenti che potessero per legge
contestare il testamento (vedi copia pubblicazione foglio ufficiale);
-
inoltre l'avvocato - esecutore testamentario ha dovuto allestire
i bilanci dell'eredità, dividere la successione tra i diversi eredi e
presentare i conti all'ufficio di tassazione. La definitiva notifica di
tassazione risulta al 21.02.2002;
-
abbiamo potuto usufruire dell'eredità a partire dal marzo 2002,
quando cioè la proprietà è stata definitivamente iscritta nei registri
fondiari.
Contesto quindi il conteggio 01.05.01/31.12.01
fattomi dall'istituto delle assicurazioni sociali, dove mi si calcola l'eredità
già come mio avere.
Gentili Signori, oltre al ricorso vorrei anche
farvi presente che in data 10.09.2002 abbiamo ricevuto un ordine di
restituzione di Fr. 9756.--, da noi accettato (vedi lettera allegata).
Mi permetto di esprimere le mie perplessità
riguardo al sistema di calcolo / restituzione degli assegni in quanto ritengo
la procedura alquanto complicata da risolvere per un semplice cittadino: prima
si ricevono i sussidi e poi bisogna restituirli." (Doc. _)
1.3. Con risposta
del 9 dicembre 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame oppure di
rettificare l'importo da restituire da fr. 10'131.-- a fr. 9'905.--,
osservando:
"
(…)
In data 12 maggio 2002 la Cassa fu informata dalla ricorrente che,
unitamente al marito, aveva ereditato una sostanza immobiliare nel comune di
__________. II 29 aprile 2001 decedeva ad _________ la signora __________. Con
rogito n. 119 del notaio ___________ del 24 gennaio 2000 la defunta disponeva,
mediante testamento pubblico, suoi eredi universali in parti uguali i coniugi __________ e __________. Questo testamento è stato pubblicato in
data 11 maggio 2001 avanti la Pretura di __________ a cura del notaio
__________.
Per l'ottenimento del certificato ereditario ed il conseguente
trapasso di proprietà furono necessari accertamenti volti a ricercare parenti
che potessero per legge contestare il testamento. II certificato ereditario è
del 18 gennaio 2002 e conferma le ultime volontà della defunta.
La Cassa ha quindi proceduto al ricalcolo degli assegni
integrativi a contare dal 1. maggio 2001 mese seguente il decesso della signora
__________.
In sede ricorsuale si contesta il calcolo dell'indebito dal 1.
maggio 2001 al 31 dicembre 2001 perché prevede il computo della sostanza
ereditata sebbene la stessa non fosse ancora in possesso della ricorrente e del
marito.
A questa obbiezione sono opponibili le seguenti argomentazioni:
a) dagli atti
risulta che redditi ed oneri della proprietà dal 1. maggio 2001 sono pertoccati
ai coniugi ___________;
b) l'affitto
degli inquilini che abitano la proprietà fino al mese di febbraio 2002 sono
stati incassati dai coniugi ___________;
c) l'onere
ipotecario e le spese di manutenzione fino al mese di febbraio 2002 sono stati
assunti dai ricorrenti a decorrere dal 1. maggio 2001.
Quanto precede testimonia una mutata situazione economica sin dal
- maggio 2001. L'unico dubbio potrebbe riguardare il computo del valore della
sostanza immobiliare visto che i coniugi ___________ non ne potevano
liberamente disporre fino alla pubblicazione del certificato ereditario.
L'ordine di restituzione potrebbe eventualmente essere leggermente
modificato da fr. 10'131.- a fr. 9'905.-
qualora fosse ritenuta corretta la tesi della non computabilità del valore
della sostanza immobiliare come rilevabile dalle seguenti tabelle di calcolo.
La Cassa per contro non condivide che non siano computabili redditi e oneri
della proprietà sin dal 1. maggio 2001.
Periodo dal 01.05.2001 al 31.12.2001
FABBISOGNO
100 Interessi
ipotecari 1637
102 Spese di manutenzione 3600
105 Contributo assicurazione malattia 1466
111 Pigione lorda annua 16440
134 Pigione ammessa 15000
130 Fabbisogno vitale 44388
TOTALE FABBISOGNO (1) 66091
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 2456
208 Altri fattori della sostanza 27686
220 Debiti ipotecari 38500
221 Altri debiti 6000
222 Parte sostanza non computabile 85000
TOTALE SOSTANZA (2) 0
REDDITO
300 Reddito da attività dipendente 7956
304 Reddito d'attività indipendente 42292
312 Interessi da libretti risparmio e deposito 296
318 Assegno di base 1070
321 Pigioni 14400
TOTALE REDDITO (3) 66014
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno: 20398
Assegno annuo: 66091 (1) - 66014 (3):
0
Assegno mensile dal 01.05.2001 al 31.12.2001
(1/12 assegno annuo):
0
Secondo l'articolo 27 cpv. 3 LAF,
l'assegno integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore
all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio
(fr. 183.-).
Periodo dal 01.01.2002 al 28.02.2002
FABBISOGNO
100 Interessi ipotecari 1594
102 Spese di manutenzione 3600
105 Contributo assicurazione malattia 2917
111 Pigione lorda annua 16440
134 Pigione ammessa 15000
130 Fabbisogno vitale 44388
TOTALE FABBISOGNO (1) 67499
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 15362
208 Altri fattori della sostanza 27686
220 Debiti ipotecari 38500
221 Altri debiti 6000
222 Parte sostanza non computabile 85000
TOTALE SOSTANZA (2) 0
REDDITO
300 Reddito da attività dipendente 7956
304 Reddito d'attività indipendente 42292
312 Interessi da libretti risparmio e deposito 435
318 Assegno di base 1070
321 Pigioni 14400
TOTALE REDDITO (3) 66153
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno: 20398
Assegno annuo: 67499 (1) - 66153 (3): 1346
Assegno mensile dal 01.01.2002 al 28.02.2002
(1/12 assegno annuo): 113
Periodo dal 01.03.2002 al 31.05.2002
FABBISOGNO
100 Interessi ipotecari 1594
102 Spese di manutenzione 4800
105 Contributo assicurazione malattia 2917
111 Pigione lorda annua 6480
134 Pigione ammessa 6480
130 Fabbisogno vitale 44388
TOTALE FABBISOGNO (1) 60179
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 15362
208 Altri fattori della sostanza 37686
220 Debiti ipotecari 38500
221 Altri debiti 6000
222 Parte sostanza non computabile 85000
TOTALE SOSTANZA (2) 44320
REDDITO
235 Sost. convertita in reddito (1/15 di fr. 44'320) 2954
300 Reddito da attività dipendente 7956
304 Reddito d'attività indipendente 42292
311 Valore locativo 4800
312 Interessi da libretti risparmio e deposito 435
318 Assegno di base 1070
321 Pigioni 14400
TOTALE REDDITO (3) 73907
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno: 20398
Assegno annuo: 60179 (1) - 73907 (3):
0
Assegno mensile dal 01.03.2002 al 31.05.2002
(1/12 assegno annuo):
0"
(Doc. _)
1.4. Il 19
dicembre 2002 l'assicurata ha precisato:
"
(…)
-
Il periodo 01.05.2001/31.12.2001 è da considerarsi secondo noi
quale periodo transitorio.
-
In questo periodo abbiamo dovuto pagare allo Stato fr. 39'606.--
per le tasse di successione, e Fr. 1'834.-- per la parcella notarile (vedi
allegati).
-
Per questo stesso periodo lo Stato calcola come già nostro
reddito l'entrata delle pigioni (Fr. 14'400.--), che non era ancora a nostra
disposizione.
Quindi da una parte paghiamo le imposte allo
Stato e dall'altra ci vengono richiesti soldi in base a un reddito che non
corrisponde ancora alla situazione del periodo indicato.
Ritengo di aver agito sempre correttamente e in
buona fede, peccato che non abbia ereditato anche un avvocato, mi sarebbe stato
molto utile per districarmi nelle procedure burocratiche." (Doc. _)
1.5. La Cassa,
l'8 gennaio 2003, ha puntualizzato:
"
(…)
-
ci riconfermiamo nella risposta di causa del 9 dicembre 2002;
-
le tasse di
successione e la parcella notarile non sono costi computabili ai fini della
determinazione del diritto agli assegni familiari;
-
ribadiamo la
computabilità dei redditi della sostanza immobiliare dal 1. maggio 2001 come
pure dei relativi oneri.
(…)
N. B.: nella
tabella di calcolo dal 1. marzo 2002 è stato omesso il valore di stima
dell'abitazione primaria (fr. 119'772.-) che comporta la
modifica dell'importo quale "sostanza convertita in reddito" da fr. 2'954.- a fr. 2'880.-. II reddito
totale viene pertanto diminuito a fr. 73'841.-; l'assegno
di famiglia è comunque respinto." (Doc. _)
1.6. Pendente
causa il TCA ha chiesto all'assicurata di trasmettere gli estratti mensili del
suo conto postale relativi al periodo dal mese di maggio 2001 al mese di marzo
2002 (cfr. doc. _).
L'interessata
ha dato seguito a tale richiesta il 15 gennaio 2003 (cfr. doc. _).
1.7. Il 22
gennaio 2003 questa Corte ha posto a ____________ i seguenti quesiti:
"
(…)
-
a chi ha versato la pigione relativa al suo appartamento di
__________ dopo il decesso della signora ___________, avuto luogo il 29 aprile
2001, nel periodo dal mese di maggio 2001 al mese di febbraio 2002;
-
dagli atti risulta che il canone di locazione a cui deve far
fronte ammonta a fr. 1'200.-- mensili. Indichi se nel lasso di tempo sopra
menzionato ha sempre versato questa somma. In caso di risposta negativa precisi
a quanto corrispondevano i bonifici realmente effettuati;
-
da quando ha iniziato a pagare la pigione alla signora
__________ e a quanto ammontava." (Doc. _)
La signora
___________, il 29 gennaio 2003, ha risposto:
"
(…)
-
Dopo la
morte della signora __________ ho versato i soldi dell'affitto sul conto dello
studio legale __________ & __________. Questo a partire dal mese di
maggio 2001 fino al mese di agosto 2001. Dal mese di settembre 2001 al mese di
febbraio 2002 ho versato sul conto ___________ e __________.
-
Il
canone attuale di locazione ammonta a 1200 franchi. Nel periodo sopra citato
versavo 1300 franchi mensili.
-
Come detto,
ho iniziato il pagamento dell'affitto ai signori _________ il mese di settembre
- Fino al mese di febbraio 2002 ho versato 1300 franchi, a partire dal mese
di marzo l'importo è stato fissato a 1200 franchi mensili.
Su sua richiesta posso farle pervenire copia dei versamenti effettuati."
(Doc. _)
1.8. I doc. _ e _
sono stati sottoposti alle parti per osservazioni (cfr. doc. _).
La
ricorrente è rimasta silente.
La Cassa,
per contro, il 25 febbraio 2002, ha comunicato:
"
(…)
a) ribadiamo la
computabilità dell'affitto incamerato sin dal 1. maggio 2001 con la correzione
del suo ammontare a fr. 1'300.- mensili;
b) nessun cambiamento per quanto attiene i capitali posseduti.
Quanto precede ci consente di rettificare il diritto all'assegno
integrativo dal 1. gennaio 2002 al 28 febbraio 2002, portandolo a fr. 38.- mensili anziché ai fr. 113.-
richiesti nella risposta di causa, ciò ha l'effetto di correggere l'ordine di
restituzione da fr. 10'131.- a fr.
10'055.- anziché ai fr. 9'905.-
previsti." (Doc. _)
1.9. Il doc. _ è
stato inviato all'assicurata per conoscenza con la facoltà di presentare
eventuali osservazioni entro 5 giorni (cfr. doc. _).
L'interessata
non ha formulato alcuna considerazione in merito.
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è la restituzione alla Cassa di fr. 10'131.-- percepiti a torto a
titolo di assegni integrativi dal 1° maggio 2001 al 31 maggio 2002.
Preliminarmente
va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è
stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno
2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in
vigore, per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio
2003. I nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia
sono in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag.
489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).
Il 1°
febbraio 2003 è entrata in vigore anche la Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) che prevede delle nuove modalità
di calcolo per gli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr. BU 3/2003 del
31 gennaio 2003 pag,. 13 segg.).
Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; STFA del 7 marzo 2003 nella causa G., H
305/01; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA del 20 gennaio
2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110
consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso
in esame si riferisce a un periodo (1° maggio 2001 - 31 maggio 2002; decisione
del 10 settembre 2002) precedente all'entrata in vigore della modifica delle
disposizioni della LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al
31 dicembre 2002, rispettivamente al 31 gennaio 2003 per gli assegni
integrativi e gli assegni di prima infanzia.
L’assegno
integrativo è regolato ai v.art. 24ss LAF.
Il v.art.
24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
"
1 Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno
(integrativo),
per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la
custodia del figlio;
b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari,
è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione
sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI.
2 Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha
diritto
all'assegno.
3 Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione
complementare
all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo
della
prestazione."
Il v.art.
27 LAF prevede altresì che
"
1 L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché
gli
eventuali obblighi alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile
ai sensi della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i
limiti minimi.
2 In ogni caso l'importo
dell'assegno non può superare il limite del o
dei
figli per i quali l'assegno è riconosciuto.
3 L'assegno integrativo non è
versato se il suo importo annuo è
inferiore
all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."
Secondo
il v.art. 28 cpv. 1 a 3 LAF, inoltre,
" 1 Per l’accertamento ed il
calcolo sono applicabili per analogia le disposizione della legislazione sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI.
2 Il reddito del lavoro è
computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella
misura di 1/15.
3 Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia
è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono
prese in considerazioni nel calcolo.”
Il v.art.
33 del Regolamento LAF (Reg.LAF) prevede che
" Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie”.
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se
non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (v.art. 34 Reg.LAF).
2.2. Per il
v.art. 29 LAF
"
1 L'assegno
integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in
caso di cambiamento del reddito disponibile dei
genitori o della
composizione della famiglia.
2 Il regolamento disciplina i particolari.
3 L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di
revisione è stata
inoltrata.
4 La riduzione o la soppressione interviene:
a) se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo
giorno del mese successivo la notifica della decisione;
b) se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente,
retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."
In
proposito il v.art. 35 RegLAF precisa che
"
1 Per
cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni
variazione nella comunione di persone che è
alla base del calcolo
della prestazione.
2 L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento
importante del reddito
disponibile dei genitori.
3 Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso
provoca una
modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno
erogato."
Secondo
il v.art. 36 RegLAF inoltre
"
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi
momento se non sono più adempiute le condizioni legali."
2.3. Per
il v.art. 41 LAF:
"
Il titolare del diritto o il beneficiario sono
tenuti ad informare tempestivamente il datore di lavoro, rispettivamente la
Cassa competente, su ogni cambiamento rilevante per il diritto
all'assegno."
In
proposito il v.art. 70 del Reg.LAF precisa che
"
Il titolare del diritto o il beneficiario
informano immediatamente la Cassa cantonale per gli assegni familiari di ogni
cambiamento rilevante per il diritto all'assegno, in particolare:
a) ogni mutamento delle condizioni personali o familiari del titolare
del diritto o del beneficiario;
b) ogni variazione della situazione economica del titolare del diritto
o del beneficiario, rispettivamente dei loro familiari."
Anche
secondo il v.art. 42 LAF:
"
Il titolare del diritto o il beneficiario e i
loro familiari, i datori di lavoro, le Autorità amministrative cantonali e
comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private sono
tenuti a fornire tutte le informazioni utili all'accertamento del diritto agli
assegni ed al pagamento dei contributi."
2.4. Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono il v.art. 44 LAF prevede che:
"
1L'assegno
indebitamente percepito deve essere restituito.
2 Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui la
Cassa ha avuto conoscenza dell'indebito ma, in
ogni caso, dopo
cinque anni dal pagamento dell'assegno.
3 La restituzione è condonata da parte della Cassa competente, in
tutto od in parte,
se il richiedente ha percepito la prestazione
indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle sue condizioni
economiche al
momento della restituzione, il provvedimento
costituirebbe per
lui un onere troppo grave."
Dal
tenore del Messaggio alla LAF emerge che la norma è stata formulata
analogamente all’art. 27 OPC, applicabile in materia di prestazioni
complementari (Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli
assegni di famiglia pag. 54).
Per il
v.art. 76 Reg.LAF:
"
1In caso di
violazione dell'obbligo di informare, la Cassa cantonale
per gli assegni familiari emette un ordine di
restituzione nei
confronti del titolare del diritto o del
beneficiario dell'assegno.
2 La richiesta
di condono è presentata dalla persona tenuta alla
restituzione alla Cassa cantonale per gli
assegni familiari.
3 La richiesta
è presentata, debitamente motivata, nel termine di 30
giorni dalla notifica della decisione di ordine
di restituzione della
Cassa."
Secondo
il v.art. 47 LAF, infine,
"
Per quanto non previsto dalla legge, sono
applicabili le disposizioni della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia ed i superstiti e la legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI."
2.5. Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
anche alla LPC e quindi in materia LAF, in base al rinvio di cui al v.art. 47
LAF, la richiesta di restituzione è subordinata ai presupposti della revisione
processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una
decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un
controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha
un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi
o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente.
Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre
2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63;
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. E’ infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
E' tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20
ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).
Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione
costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79
OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo
concetto è stato pure ripreso dal v.art. 44 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.4.).
2.6. A
motivazione dell'ordine di restituzione la Cassa sostiene che l'assicurata non
ha tempestivamente notificato di aver ereditato, unitamente al marito, una
sostanza immobiliare nel comune di __________ da __________, deceduta il 29
aprile 2001 e il cui testamento è stato pubblicato l'11 maggio 2001 (cfr.
consid.1.1., doc. _).
La
ricorrente, per contro, sostiene di aver comunicato alla Cassa l'intervenuto
cambiamento economico per tempo, al termine delle procedure per il
riconoscimento dell'eredità.
L'assicurata
inoltre contesta il conteggio concernente il periodo dal 1° maggio al 31
dicembre 2001 relativamente al computo dell'eredità, in quanto essa avrebbe
potuto usufruirne soltanto a partire dal mese di marzo 2002, quando la
proprietà immobiliare è stata iscritta a Registro fondiario (cfr. consid. 1.2.,
doc. _).
Al
riguardo va ricordato che giusta i v.art. 41 LAF e 70 Reg.LAF, il titolare del
diritto all'assegno è tenuto a informare la Cassa cantonale dei
"cambiamenti rilevanti per il diritto" (cfr. consid. 2.3.).
Inoltre
l'art. 25 lett.c OPC, al quale la LAF rinvia in modo generale (cfr. v.art. 28 e
47 LAF), prevede che:
ad ogni
diminuzione o aumento delle spese riconosciute dalla LPC, dei redditi determinanti
e della sostanza, se durerà prevedibilmente per un periodo di tempo abbastanza
lungo: determinanti sono i nuovi redditi e le spese duraturi, calcolati su
un anno, e la sostanza presente alla sopravvenienza del cambiamento, se il
cambiamento è inferiore a 120 franchi l'anno, si può rinunciare
all'adattamento."
Nell'evenienza
concreta risulta dagli atti che effettivamente l'assicurata nella primavera del
2001 ha ereditato da __________ le particelle n. ________ e ________ RFD
__________, la cui stima complessiva ammonta a fr. 119'772.-- (cfr. doc. _ agli
atti dell'amministrazione) e sulle quali, più precisamente sul fondo n.
_________, sorge un'abitazione di 155 m2 costituita di due appartamenti in cui
in uno viveva la defunta e nell'altro un'inquilina, in virtù di un contratto di
locazione concluso nel 1989 che prevedeva il versamento di una pigione annua di
fr. 14'400.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
E'
pacifico dunque che la situazione reddituale dell'assicurata, a partire dalla
morte di __________, grazie all'eredità lasciatale, è nettamente migliorata
rispetto a quanto considerato dall'amministrazione ai fini del calcolo
dell'assegno integrativo nelle decisioni con effetto dal 1° febbraio 2001 e dal
1° agosto 2001, la quale si era basata unicamente sui redditi da attività
dipendente e indipendente, sull'assegno di base e sull'interesse del conto
risparmio (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Di
conseguenza risulta chiaramente che, essendosi realizzato un cambiamento
importante del reddito disponibile dei coniugi ___________ (cfr. v.art. 35
Reg.LAF; consid. 2.2.), il calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in
base alle nuove condizioni economiche dell'assicurata.
In simili
condizioni, dunque, __________ ha effettivamente percepito indebitamente, dal
profilo oggettivo, gli assegni integrativi che le sono stati erogati. Essi
vanno così restituiti.
2.7. Occorre ora
stabilire se l'importo richiesto in restituzione è corretto.
L'assicurata
ritiene di non dover restituire gli assegni integrativi percepiti dal 1°
maggio al 31 dicembre 2001, poiché si trattava di un periodo transitorio in
cui l'eredità, non essendo ancora a sua disposizione, non andava computata nel
conteggio degli assegni (cfr. consid. 1.2., 1.4.).
Giusta
l'art. 560 CCS:
"
1 Gli eredi
acquistano per legge l'universalità della successione dal momento della sua
apertura.
2 Salve le eccezioni previste dalla legge, i crediti, la proprietà,
gli altri diritti reali ed il possesso del defunto passano senz'altro agli
eredi, ed i debiti del medesimo diventano loro debiti personali.
3 Per gli eredi istituiti, gli effetti dell'acquisto risalgono al
momento dell'apertura della successione, e gli eredi legittimi sono tenuti a
consegnare loro l'eredità secondo le regole del possesso."
L'art.
656 cpv. 2 CCS prevede:
"
Nei casi di occupazione, successione,
espropriazione, esecuzione forzata o sentenza, l'acquirente diventa
proprietario già prima dell'iscrizione, ma può disporre del fondo nel registro
fondiario solo dopo che l'iscrizione fu eseguita."
Pertanto
gli eredi sia legittimi che istituiti acquistano l'eredità (comprendente sia
gli attivi che i passivi) in pieno diritto al momento dell'apertura della
successione, che avviene alla morte del de cujus (cfr. art. 537 cpv. 1 CCS),
senza dover osservare le formalità di acquisto dei beni tra vivi.
Per
quanto riguarda gli immobili, non è quindi necessaria l'iscrizione a Registro
fondiario per acquisirne la proprietà. Tale iscrizione ha infatti soltanto un
effetto dichiarativo e permette di conformare il Registro fondiario alla realtà
giuridica. Tuttavia essa è indispensabile per poter disporre dei beni immobili,
poiché, nei confronti dell'ufficiale del Registro fondiario, solo l'iscrizione
legittima il proprietario ad effettuare le relative operazioni (cfr. P.H.
Steinauer, Les droits réels, Vol. I, Berna 1990, n. 699, 700).
Nella
fattispecie __________ è deceduta il 29 aprile 2001. Il testamento con il quale
essa ha istituito quali eredi universali l'assicurata e il marito e nominato
come esecutore testamentario l'avv. ________ è stato pubblicato l'11 maggio
2001 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
L'allora
Pretore del Distretto di ________ avv. _________, il 18 gennaio 2002, ha
rilasciato all'assicurata il certificato ereditario attestante che unici eredi
della successione relitta dalla defunta __________ sono i coniugi ___________
(cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Il 6
marzo 2002 ___________ e __________ sono poi stati iscritti a Registro
fondiario quali proprietari delle particelle n. ________ e ________ RFD di
________ (cfr. _ agli atti dell'amministrazione).
Giusta
l'art. 3c cpv. 1 lett. c LPC, applicabile agli assegni integrativi sulla base
del v.art. 28 cpv. 1 LAF:
"
I redditi determinanti comprendono:
(…)
c. Un
quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite
di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per
coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per
figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al
beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel
calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una
di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi è
preso in considerazione quale sostanza."
Per
quanto concerne la modalità di calcolo di tale sostanza, va osservato che
l’art. 3a cpv. 7 lett. b LPC prevede che il Consiglio federale disciplina la
valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della
sostanza.
Secondo
l'art. 17 OPC -AVS/AI
"1) La valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata
secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta
del Cantone di domicilio.
-
e 3) abrogati
-
La
sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o a una persona
compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.
-
In
caso di alienazione di un immobile, a titolo oneroso o gratuito, il valore
venale è determinante per sapere se ci si trova in presenza di una rinuncia a
elementi patrimoniali ai senso dell'art. 3c capoverso 1 lettera g LPC. Il
valore venale non è applicabile se, per legge, esiste un diritto di acquisire
un immobile a un valore inferiore.
-
Invece
del valore venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di
ripartizione determinante per la ripartizione fiscale intercantonale.
Visto che
fino all'iscrizione a Registro fondiario un erede non può disporre della
sostanza immobiliare, relativamente alle due particelle di _________ ci si
potrebbe chiedere se il valore dei fondi ereditati dall'assicurata vada
computato o meno nel calcolo dell'assegno integrativo per il periodo dal 1°
maggio 2001 al 31 dicembre 2001 e nel caso esso vada conteggiato, quale valore
applicare (valore di stima o commerciale).
Tali
questioni possono, in concreto, rimanere irrisolte, poiché comunque, come verrà
esposto in seguito (cfr. consid. 2.12.), anche non tenendo conto di nessuna
sostanza, i redditi sarebbero più elevati delle spese riconosciute
2.8. Il reddito
della sostanza immobiliare ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC, a cui la
LAF rinvia (cfr. v. art. 28 cpv. 1 LAF), comprende pigioni e canoni d'affitto,
usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore locativo della propria
abitazione (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni complementari, cifra 2092;
Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).
Dagli
atti emerge che un appartamento dell'abitazione edificata sul fondo n.
_________ RFD di ________ è stato dato in locazione a __________ (cfr. consid.
2.6.). Dopo il decesso della signora __________, fino al mese di agosto 2001,
essa ha versato le pigioni sul conto dello studio dell'avv. _________. In
seguito il canone di locazione è stato bonificato direttamente all'assicurata e
al marito, come risulta del resto dagli estratti del conto postale della
ricorrente. Dal mese di febbraio 2001 al mese di febbraio 2002 l'importo era
pari a fr. 1'300.--, mentre dal mese di marzo 2002 lo stesso è diminuito a fr.
1'200.-- (cfr. consid. 1.7.; doc. _), come previsto dal contratto di locazione
(cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Nel caso
di specie le pigioni versate dal conduttore vanno senz'altro conteggiate nel
calcolo volto a determinare l'assegno integrativo a cui aveva diritto
l'assicurata.
Infatti
dal mese di settembre 2001 esse sono state incassate, senza intermediari, dalla
ricorrente. Per il periodo precedente, a decorrere dal mese di maggio 2001, è
vero che i canoni di locazione sono stati versati allo studio legale dell'avv.
__________, tuttavia il relativo ammontare è stato dedotto dall'onorario dovuto
dall'insorgente all'esecutore testamentario (cfr. doc. _: 4 affitti da signora
________ fr. 5'200.--, corrispondenti a fr. 1'300.-- X 4 mesi). E' stata quindi
l'assicurata a beneficiare anche delle prigioni relative ai mesi da maggio ad
agosto 2001.
Di
conseguenza, dato che dal mese di febbraio 2001 al mese di febbraio 2002
l'inquilina ha corrisposto mensilmente fr. 1'300.--, nel conteggio relativo al
periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2001 deve essere computata, a titolo di
reddito da sostanza immobiliare sotto forma di pigioni, la somma annua fr.
15'600.-- (fr. 1'300.-- X 12 mesi).
2.9. Per quanto
concerne l'appartamento dove viveva la signora __________ e rimasto disabitato
fino al mese di marzo 2002, quando vi ha traslocato la famiglia _________, va
osservato che in generale anche il valore locativo di una casa di vacanza deve
essere tenuto in considerazione. Esso è d'altronde imposto pure fiscalmente.
Per costante giurisprudenza federale e cantonale, in ambito fiscale, ciò è
giustificato dal fatto di avere l'abitazione a disposizione per tutto l'anno,
indipendentemente dalla sua effettiva utilizzazione. E' cioè irrilevante
l'intensità dell'uso dell'abitazione da parte del proprietario. Anche chi non
occupa o non dà in locazione un appartamento di vacanza, deve lasciarsi imputare
il valore locativo, che è calcolato per l'intero anno, a condizione che il
proprietario ne possa sempre disporre e che lo stabile sia abitabile tutto
l'anno. Un'eccezione all'imposizione del valore locativo può essere ammessa
solo per appartamenti oggettivamente inutilizzabili e che rimangono vuoti per
l'impossibilità di trovare inquilini a causa di importanti svantaggi oggettivi.
In altre parole, solo impedimenti di natura oggettiva possono, se del caso,
giustificare l'esenzione del valore locativo (cfr. Circolare N. 15/1999 del 30
giugno 1999 emessa dalla Divisione delle contribuzioni, p.to 2.3.).
Secondo
l'art. 12 OPC AVS-AI, applicabile per analogia al caso concreto, il valore
locativo è valutato secondo i criteri validi in materia d'imposta cantonale
diretta del Cantone di domicilio e, se tali criteri non esistono, secondo
quelli in materia di imposta federale diretta (cfr. DTF 126 V 254-256).
Giusta
l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD l'uso da parte del proprietario (o
dell'usufruttuario) del suo immobile o di parte di esso è fiscalmente
imponibile quale reddito della sostanza immobiliare; ad esso viene attribuito
un valore locativo. La legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai
fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante dall'uso personale della
proprietà fondiaria.
Di regola
il valore locativo deve corrispondere alla pigione che il contribuente dovrebbe
pagare per avere l'uso di un bene equivalente (cfr. DTF 126 V 255; RDAT N.
5t/II-1996; RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale federale ha precisato che il
valore locativo deve corrispondere "al canone che si potrebbe esigere
equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il godimento di un oggetto
del genere - tenendo conto in modo adeguato delle particolarità della costruzione
e delle sue installazioni, in quanto esse rispondano ai bisogni normali di un
utente di condizioni economiche e sociali analoghe a quelle del proprietario
(ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25; Rusconi, L'imposition de la valeur
locative, Losanna 1988, pag. 98).
Secondo
la circolare del 30 giugno 1999 (n. 15/1999), la quale abroga la circolare n.
15/1997 del 16 maggio 1997: "il valore locativo corrisponde, di regola, ad
una percentuale del valore di stima dell'immobile. Il tasso viene regolarmente
adeguato dalla Divisione delle contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di
costruzione dell'immobile. Quando questo metodo porta a dei risultati in
contrasto col principio secondo cui il valore locativo deve corrispondere a
quello reperibile sul mercato, si può ricorrere, senza ledere il principio
della parità di trattamento, a valutazioni individualizzate (canoni locatizi
della zona, stato di manutenzione dell'immobile, ecc.).
Quando ai
fini del valore locativo, si fa riferimento al valore delle pigioni di mercato,
è tuttavia applicato un valore prudenziale che si situa al 70% circa del valore
effettivo della pigione".
Per
ragioni di praticità e di praticabilità del diritto, il valore verrà stabilito,
di massima, nel 6.25% del valore di stima ufficiale del fabbricato ridotto del
30% nei comuni con revisione generale delle stime entrata in vigore dal 1.
gennaio 1991 (cfr. allegato alla Circolare del 30 giugno 1999 della Divisione
delle contribuzioni, N. 15/1999; Istruzioni per la compilazione della
dichiarazione d'imposta delle persona fisiche 2001/2002, p.to 5).
Dalla
notifica di tassazione 2001/2002, relativa al periodo dal 29 aprile 2001 al 31
dicembre 2002, inviata il 22 aprile 2002 allo Studio legale dell'avv.
__________ e indirizzata agli ora eredi di ___________, risulta che il valore
locativo dell'appartamento, rimasto disabitato fino al mese di marzo 2002, è
pari a fr. 4'800.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Il fatto
che l'assicurata non fosse iscritta a Registro fondiario quale proprietaria
della part. N. _________ RFD di ________ è ininfluente sull'obbligo di
computare il valore locativo dell'appartamento. Mancando tale iscrizione, la
ricorrente non poteva effettivamente disporre del fondo a Registro fondiario, tuttavia
l'esecutore testamentario avrebbe potuto, per esempio, dare in locazione
l'alloggio, visto che ex art. 518 cpv. 2 CCS uno dei suoi compiti è
l'amministrazione della successione, conseguendo così un reddito da questa
sostanza immobiliare di cui avrebbero poi potuto beneficiare gli eredi.
Essendo
attuabile la cessione dell'uso dell'appartamento a titolo oneroso, il valore
locativo di fr. 4'800.-- deve essere conteggiato nel calcolo degli assegni
integrativi.
2.10. Giusta l'art.
3b cpv. 3 lett. b LPC, applicabile anche all'accertamento e al calcolo degli
assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui al v.art. 28 cpv. 1 LAF, dal
reddito possono essere dedotte le spese di manutenzione dei fabbricati e gli
interessi ipotecari solo fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile
(cfr. DTF 126 V 256).
Va
rilevato che ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 OPC, il quale specifica l'art. 3b
cpv. 3 lett. b LPC, le spese di manutenzione dei fabbricati sono dedotte in
base al tasso forfetario dell'imposta cantonale diretta fissata dal Cantone di
domicilio. Non possono pertanto essere dedotte le spese effettive (Carigiet,
op. cit., pag. 89 seg.; ZAK 1987 p. 309).
Ai sensi
dell'art. 31 cpv. 2 LT, in linea di principio vanno riconosciute le spese
effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di
computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al
contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito
concedere la deduzione forfetaria delle spese (cfr. CDT n° 282 del 30 ottobre
1992 in re J.P., CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC
del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition
du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base
all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/1995 della Divisione delle
Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se
l'immobile è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo
fiscale; oltre i 10 anni la deduzione è del 25%.
Nel caso
di specie, essendo la costruzione stata edificata sicuramente prima dell'anno
1955 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), a titolo di spese di
manutenzione dei fabbricati vanno quindi computati fr. 5'100.-- (25% del valore
locativo di fr. 4'800.-- + pigioni di fr. 15'600.--).
Dagli
atti emerge che i coniugi ___________ hanno dovuto far fronte al pagamento
degli interessi ipotecari a far tempo dal decesso della signora __________
(cfr. doc. _). L'importo per il 2001 ammonta a fr. 1'637.-- (cfr. doc. _ agli
atti dell'amministrazione).
In
concreto, dunque, le spese di manutenzione e gli interessi ipotecari
corrispondono complessivamente a fr. 6'737.-- (fr. 5'100.-- + fr. 1'637.--),
importo inferiore al ricavo lodo dell'immobile.
2.11. Per quanto
riguarda gli interessi da deposito a risparmio dalle tavole processuali si
evince che per il 2001 essi ammontano a fr. 296.-- (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione), a differenza di quanto indicato dalla Cassa nel calcolo
allegato all'ordine di restituzione (cfr. doc. _).
2.12. Per il resto
la ricorrente non ha sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle
singole voci di reddito e di fabbisogno indicate dalla Cassa nei calcoli
effettuati per determinare l'importo di assegni a cui l'assicurata aveva
diritto dal 1° maggio al 31 dicembre 2001.
Ora,
nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal
principio inquisitorio (SVR 2001 KV Nr. 50 pag. 145; STFA del 10 marzo 2003
nella causa D.-Y., C 162/01), secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio
devono essere accertati dal giudice, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha più volte ricordato come questo principio non sia assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione
della causa (cfr. DLA 2001 N. 12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2001 nella causa
W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U 429/00; STFA del 5
giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz,
SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V
263; DTF 117 V 282).
Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr.
DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01;
STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella
causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).
Osservato
come nel caso di specie l'assicurata - malgrado che ciò fosse senz'altro
esigibile - non ha portato elementi tali da inficiare il calcolo
dell'amministrazione, il TCA deve concludere che non sussiste alcun motivo per
scostarsi dalla decisione della Cassa relativamente al periodo dal 1° maggio
al 31 dicembre 2001.
Infatti,
anche non considerando alcuna sostanza (cfr. consid. 2.7.), i redditi
determinanti di fr. 72'014.-- (fr. 7'956.-- reddito da attività dipendente +
fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 4'800.-- valore locativo +
fr. 1'070.-- assegni di base + fr.15'600.- pigioni + fr. 296.-- interesse di
risparmio) sono più elevati delle spese riconosciute di fr. 67'591.-- (fr.
44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr. 1'466.-- premio cassa
malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr. 1'637.-- interessi
ipotecari).
Va
peraltro osservato che anche dando seguito alle obiezioni dell'assicurata, e
meglio non computando nemmeno il valore locativo dell'appartamento in cui
viveva ____________ e conseguentemente riducendo proporzionalmente le spese di
manutenzione dei fabbricati a fr. 3'900.-- (25% delle pigioni di fr. 15'600.--,
cfr. consid. 2.8.; 2.10.), l'esito della vertenza per il periodo dal 1° maggio
al 31 dicembre 2001 non muterebbe.
In
effetti i redditi di fr. 67'214.-- (fr. 7'956.-- reddito da attività dipendente
- fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 1'070.-- assegni di base
- fr.15'600.- pigioni + fr. 296.-- interesse di risparmio) supererebbero
comunque le spese riconosciute di fr. 66'391.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno
vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr. 1'466.-- premio cassa malati + fr.
3'900.-- spese di manutenzione + fr. 1'637.-- interessi ipotecari).
2.13. Per quanto
concerne il periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002, va rilevato che
anche per questi due mesi è irrilevante sapere se il valore della sostanza
immobiliare sia da considerare o meno nel conteggio degli assegni integrativi
(cfr. consid. 2.7.), in quanto, a prescindere dal computo di un eventuale
importo di sostanza convertita in reddito, i redditi sono maggiori delle spese
riconosciute, come verrà precisato in seguito (cfr. consid. 2.15.).
Nel mese
di gennaio 2002, poi, mediante l'emanazione del certificato ereditario che ha
indicato quali unici eredi di ____________ i coniugi __________ (cfr. doc. _
agli atti dell'amministrazione), è stato definitivamente confermato che i beni
della defunta spettavano all'assicurata e al marito, fatta eccezione per alcuni
legati (cfr. doc. _).
Pertanto,
a più forte ragione, rispetto al periodo da maggio a dicembre 2001, il valore
locativo di fr. 4'800.-- dell'appartamento di ________ (cfr. consid. 2.9.) deve
essere conteggiato nel calcolo dei mesi di gennaio e febbraio 2002 quale
reddito della sostanza immobiliare. Infatti i coniugi __________ avrebbero
potuto, tramite l'esecutore testamentario, concedere l'uso a terzi fruendo dei
corrispondenti introiti. Esso non è però stato locato, verosimilmente poiché
l'assicurata aveva l'intenzione di andarci a vivere con la famiglia, come è
effettivamente avvenuto a decorrere dal mese di marzo 2002.
A titolo
di reddito della sostanza immobiliare vanno anche computate le pigioni versate
dall'inquilina di fr. 1'300.-- mensili, pari a fr. 15'600.-- annui (cfr.
consid. 2.8.).
2.14. Per quanto
attiene alle spese di manutenzione si rinvia al consid. 2.10.
Gli
interessi ipotecari nel 2002 sono invece diminuiti a fr. 1'594.-, a seguito
dell'ammortamento del debito ipotecario da fr. 38'500.-- a fr. 37'500.-- (cfr.
doc. _ agli atti dell'amministrazione), come riconosciuto dalla Cassa (cfr.
allegati a doc. _).
2.15. Gli interessi
del conto risparmio, per contro, non corrispondono a quanto computato dalla
Cassa nei calcoli annessi all'ordine di restituzione (cfr. allegati a doc. _),
bensì nel 2002 ammontano a fr. 436.-- (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
Di
conseguenza nel periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002 i redditi
dell'assicurata, indipendentemente dal computo di un'eventuale sostanza (cfr.
consid. 2.13.), sono più elevati delle spese riconosciute.
Infatti i
redditi determinanti corrispondono a fr. 72'154.-- (fr. 7'956.--reddito da
attività dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr.
4'800.-- valore locativo + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.15'600.- pigioni +
fr. 436.-- interesse di risparmio) a fronte di spese riconosciute di fr.
68'999.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr.
2'917.-- premio cassa malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr.
1'594.-- interessi ipotecari).
2.16. Il 6 marzo
2002 i coniugi ___________ sono stati iscritti a Registro fondiario come
proprietari di un mezzo ciascuno delle particelle n. ________ e ________ RFD di
_________ (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione). A partire da questa
data, dunque, essi potevano disporre in modo completo dei fondi, procedendo se
del caso anche ad un'alienazione.
Dal mese
di marzo 2002 al mese di maggio 2002 va quindi certamente computata la
sostanza immobiliare di proprietà dell'assicurata e del marito.
Come
esposto al consid. 2.7., se la sostanza immobiliare serve da abitazione
dell'assicurato, fa stato il cpv. 1 dell'art. 17 OPC, secondo il quale la
valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole
stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di
domicilio.
La norma
in questione vuole facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento
della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla
tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare
(RCC 1991 pag. 422).
Secondo
la volontà del legislatore, dunque dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve essere,
di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale prima
della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).
A norma
dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti
per il valore di stima ufficiale.
Ne
consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di
stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT
I-1993, pag. 232).
In
concreto il valore di stima dei fondi n. ________ e ________ RFD ________
ammonta a fr. 119'772.--, come risulta sia dalla notifica di tassazione 2001/2002
del 22 aprile 2002 inviata all'avv. _________ e indirizzata agli eredi di
__________, che dagli estratti del Registro fondiario (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
Tale
somma è stata d'altronde riconosciuta anche dall'insorgente (cfr. doc. _).
2.17. Ai fini del
calcolo dell'assegno integrativo è comunque computabile unicamente 1/15 della
sostanza netta, dalla quale deve essere previamente dedotta anche la parte non
computabile, pari nella fattispecie a fr. 85'000.-- (fr. 40'000.-- per i
coniugi + fr. 15'000.-- X 3 figli; cfr. art. 3c cpv. 1 lett. c LPC, consid.
2.7.).
Nel caso
concreto quale sostanza, in aggiunta alle due particelle di _________, va
considerato pure l'ammontare del libretto di risparmio che, nel 2002,
corrisponde a fr. 15'362.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e non
a fr. 20'229.--, come indicato dalla Cassa (cfr. allegati a doc. _).
Pertanto,
tenendo conto anche degli altri elementi della sostanza (fr. 27'686.-- altri
fattori della sostanza, cfr. allegati a doc. _) e sottraendo, oltre alla parte
non computabile di fr. 85'000.--, i debiti di complessivi fr. 43'500.-- (fr.
37'500.-- debiti ipotecari + fr. 6'000.-- altri debiti, cfr. allegati a doc.
_), la sostanza ammonta a fr. 34'320.--.
La
sostanza convertita in reddito, determinante per il conteggio in questione, è
quindi di fr. 2'288.-- (1/15 di fr. 34'320.--).
2.18. Inoltre nel
mese di marzo 2002 la famiglia ___________ ha traslocato nell'appartamento dove
viveva la defunta (cfr. doc. _).
A far
tempo da questa data, di conseguenza, l'importo di fr. 4'800.-- (cfr. consid.
2.9.) deve essere computato a titolo di valore locativo della propria
abitazione (cfr. consid. 2.8.).
2.19. Nel caso di
assicurati che vivono in casa propria, analogamente alla LPC, è riconosciuta
quale spesa la pigione (cfr. Direttive UFAS per le prestazioni complementari,
n. 3021). Ciò nella misura del valore locativo (cfr. DTF 126 V 256-257; ZAK
1968, pag. 248).
In
concreto la Cassa ha computato l’importo di fr. 6'480.-- (cfr. allegati a doc.
_), composto di fr. 4'800.--, quale valore locativo dell’abitazione e fr.
1’680.-- quale forfait per spese accessorie.
Secondo
l’art. 16a cpv. 1 OPC AVS/AI infatti nei confronti di persone che abitano un
immobile di loro proprietà, per le spese accessorie è previsto solo un forfait.
Esso è pari proprio a fr. 1’680.--.
Va,
comunque, segnalato che la somma del valore locativo dell'immobile e delle
spese può essere riconosciuto al massimo fino a concorrenza degli importi
massimi stabiliti dalla legislazione federale per le spese di pigione, pari per
tutti i Cantoni, dal 1° gennaio 2001, a fr. 13'200.-- per le persone sole e fr.
15'000.-- per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una
rendita (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari
all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000;
Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag.
87).
In casu
visto che il valore locativo dell'abitazione dell'assicurata ammonta
effettivamente a fr. 4'800.-- (cfr. consid. 2.9.), l'importo conteggiato
dall'amministrazione a titolo di pigione annua di fr. 6'480.-- è corretto.
2.20. Come visto in
precedenza (cfr. consid. 2.8.), dal mese di marzo 2002 ___________ versa quale
canone di locazione fr. 1'200.-- mensili.
Di
conseguenza a giusta ragione l'amministrazione ha tenuto conto, nei redditi
determinanti, di un importo annuo di pigioni di fr. 14'400.-- (fr. 1'200.-- X
12 mesi; cfr. allegati a doc. _).
2.21. Le spese di
manutenzione, gli interessi ipotecari e gli interessi del conto di risparmio
corrispondono a quelli per il periodo dal mese di gennaio al mese di febbraio
2002 (cfr. consid. 2.14; 2.15.).
In simili
circostanze questa Corte deve concludere che pure nel periodo dal 1° marzo
al 31 maggio 2002 i redditi determinanti dell'insorgente di fr. 73'242.--
(fr. 2'288.-- sostanza convertita in reddito + fr. 7'956.--reddito da attività
dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 4'800.--
valore locativo + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.14'400.- pigioni + fr.
436.-- interesse di risparmio) superano le sue spese riconosciute di fr.
60'479.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 6'480.-- pigione + fr.
2'917.-- premio cassa malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr.
1'594.-- interessi ipotecari).
2.22. L'assicurata
ha allegato di aver dovuto pagare le tasse di successione, pari a fr. 39'606.--
e la parcella notarile di fr. 1'834.-- (cfr. consid. 1.4., doc. _).
A tale
proposito va rilevato che la lista dei costi computabili ai fini del calcolo
della PC, elencati all'art. 3b cpv. 3 LPC, al quale la LAF rinvia (cfr. v.art.
24 cpv. 1 lett. c; v.art. 28, v.art. 36 LAF consid. 2.2.), è esaustiva e
che le disposizioni sono di diritto federale imperativo (E. Carigiet,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135; e Ergänzungsband, Zurigo
2000, p. 83).
Le spese
che non risultano nell'elenco non possono quindi essere ammesse in deduzione.
Nel caso
di specie, pertanto, i costi menzionati dalla ricorrente non possono essere
conteggiati quali spese specifiche.
A tali
costi si deve dunque sopperire tramite l'importo destinato a coprire il
fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse
telefoniche, acqua, luce, ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea
1998).
Va per
inciso segnalato che la nuova Legge cantonale sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), in vigore dal 1° febbraio 2003
e che si applica al calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr.
nuovi art. 24 cpv. 1 lett. c; 27 cpv. 1, 31 lett. c; 35 LAF; 2 Laps; BU 3/2003
del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.), prevede che nella spesa vincolata siano
computate anche le imposte federali, cantonali e comunali, tuttavia unicamente
quelle ordinarie sul reddito e sulla sostanza (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. j
Laps), visto che si tratta di un importo non disponibile per l'utente (cfr.
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998).
2.23. Alla luce di
tutto quanto precede, occorre concludere che per il periodo dal 1° marzo al 31
dicembre 2001, per i mesi di gennaio e febbraio 2002 e infine per il lasso di
tempo dal 1° marzo al 31 maggio 2002 non sono dovuti alla ricorrente degli
assegni integrativi.
Di
conseguenza l'ordine di restituzione emanato dalla Cassa non presta il fianco a
critiche nemmeno per quanto attiene alla sua quantificazione.
Il TCA,
pertanto, avendo l'assicurata percepito indebitamente gli assegni erogatile e
vista la correttezza dell'importo chiesto in restituzione, deve confermare
l'ordine di restituzione del 10 settembre 2002.
2.24. Di transenna
va segnalato che l'insorgente nell'atto ricorsuale ha menzionato un precedente
ordine di restituzione di fr. 9'756.--, precisando che ritiene la procedura
relativa al sistema di calcolo degli assegni e alla restituzione alquanto
complicata per un semplice cittadino che dapprima riceve gli assegni e in
seguito deve restituirli (cfr. consid. 1.2., doc. _).
Il
provvedimento citato è cresciuto in giudicato incontestato, per cui esula dalla
presente vertenza.
Abbondanzialmente
va comunque rilevato che dagli atti risulta che la decisione alla quale si
riferisce la ricorrente è stata emessa il 12 aprile 2002, in quanto gli assegni
integrativi versati dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000 hanno dovuto essere
rivisti a seguito della notifica di tassazione 2001/2002 del 21 maggio 2001.
Dalla stessa è infatti emerso un reddito aziendale più elevato rispetto a
quelli conteggiati in precedenza, desumibili dalle notifiche di tassazione
1997/1998 e 1999/2000 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Senza
entrare nel merito di tale fattispecie, giova osservare che in linea di
principio, giusta il v. art. 29 LAF, l'assegno integrativo deve essere
aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento del reddito disponibile
dei genitori (cfr. consid. 2.2.) e che in ogni caso vanno restituite quelle
prestazioni a cui un assicurato da un profilo oggettivo non aveva diritto (cfr.
consid. 2.5.).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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