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Numero d'incarto:
35.1999.17
Data decisione, Autorità:
14.06.1999, TCA
RACCOMANDATA
Incarto
n.
35.99.00017
grw/nh
Lugano
14
giugno 1999
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Giovanna Roggero-Will
statuendo sul ricorso del 8 febbraio 1999 di
contro
la decisione del 26 gennaio 1999 emanata da
in materia di assicurazione contro gli infortuni
in relazione al caso:
ritenuto, in fatto
1.1. Il 7 giugno 1998 __________
__________ (__________), assistente di cura presso la __________ e, quindi,
obbligatoriamente assicurata contro gli infortuni presso __________, si è
procurata uno strappo alla schiena nel tentativo di evitare che un’ospite della
Casa cadesse dal letto.
A seguito di tale evento,
l’assicurata ha dovuto ricorrere a cure mediche ed ha avuto un periodo di
incapacità lavorativa.
1.2. __________ ha rifiutato di
assumere il caso: secondo l’Istituto non vi era stato infortunio e non era
possibile ravvisare una lesione parificabile ad infortunio.
1.3. Contro la decisione su
opposizione che confermava il rifiuto, __________, che assicura __________
__________ contro le malattie, ha interposto tempestivo ricorso chiedendo che
__________ venga condannata “a corrispondere le prestazioni assicurative in
relazione all’evento del 7 giugno 1998” (I).
__________ sostiene che,
contrariamente a quanto ritenuto __________, “tutti gli elementi del concetto giuridico
d'infortunio siano adempiuti” :
" ... L'assicurata, impiegata
presso una casa per anziani, voleva alzare una paziente dal letto e si è
normalmente chinata per procedere all'azione. Tuttavia, al momento di
sollevarla, un piede della paziente si è impigliato fra le sbarre del letto;
cercando di liberarla e quindi abbandonando temporaneamente la presa con il
braccio destro, la paziente è scivolata sul bordo del letto e stava cadendo.
Pertanto, la signora __________ si è ulteriormente abbassata per recuperarla,
ed al momento di rialzarsi ha avvertito un forte dolore alla schiena.
Il fatto che
un'assistente di cura in una casa per anziani debba quotidianamente alzare dal
letto i pazienti di cui si occupa, poiché molti di essi hanno un grado di
autosufficienza ridotto, nulla muta alla conclusione secondo cui si è in
presenza di un infortunio. Infatti, la signora __________ ha reagito a
sproposito, presa alla sprovvista, ad un improvviso, imprevisto scivolamento
della paziente che rischiava di cadere a terra....” (I pag __________)
D’altro canto, la cassa
chiede, poi, che “ il danno alla salute patito dalla signora __________ venga
riconosciuto quale lesione parificabile ad infortunio ai sensi dell’art 9 cpv 2
lett. e OAINF” (I pag 4) poichè la diagnosi posta dal medico curante è quella
di strappo muscolare.
__________I, in risposta,
ha postulato la reiezione del gravame con argomenti di cui diremo, per quanto
occorra, in seguito.
Considerato in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni sociali.
Nel merito
2.2. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF,
per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative
sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non
professionale e di malattie professionali.
2.3. Secondo l'art. 9 OAINF, per
infortunio si intende l'azione repentina, involontaria e
lesiva che colpisce il corpo umano, dovuta a un fattore esterno
straordinario.
Questa definizione
riprende quasi testualmente quella elaborata nel precedente regime da dottrina
e giurisprudenza (cfr. DTF 118 V 61ss; 118 V 283 consid 2a e rif; 116 V 138
consid. 3a e 147 consid. 2a).
Cinque sono gli elementi
costitutivi essenziali dell'infortunio:
"- l'involontarietà
-
la repentinità
-
il danno alla salute (fisica o
psichica)
-
un fattore causale esterno
-
la straordinarietà di tale
fattore."
(cfr.
Ghélew/Ramelet/Ritter, "Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents", p. 44-51).
Scopo della definizione è
di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.4. Il legislatore federale ha
dato, per la prima volta la definizione dell'infortunio in un testo di legge
nella LAMal entrata in vigore l'1.1.1996.
Riportando una versione
semplificata del testo adottato dalla Commissione del Consiglio degli Stati
all'art 4 cpv 1 del progetto di legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali, l'art 2 cpv 2 LAMal sancisce che é considerato infortunio
qualsiasi danno, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un
fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica (cfr
STFA 23.5.1996 in re B.).
2.5. Si evince dalla nozione
stessa d'infortunio (sia ai sensi dell'art 9 cpv 2 OAINF e ai sensi dell'art 2
cpv 2 LAMal) che il carattere straordinario non concerne gli effetti del
fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale.
Pertanto, é irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni grave o inabituali.
Il fattore esterno é
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 118 V 61 consid 2b; 118 V 283 consid 2a; RAMI 1993
p. 157ss, consid 2a; STFA 23.5.1996 in re B)).
2.6. La distinzione fra
infortunio e malattia si è rivelata oltremodo problematica nei casi di lesioni
causate unicamente dai movimenti del corpo: il processo lesivo si svolge all'interno,
senza l'intervento di agenti esterni.
L'ipotesi si realizza
essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
In questi casi manca il
più delle volte il fattore causale esterno (il danno è provocato dalla sola
azione del corpo, senza impatto con altre persone, oggetti o con l'ambiente
circostante).
Ebbene, se le lesioni
corporali sono prodotte da movimenti scombinati, incongrui, la giurisprudenza
esigerà perché siano imputabili ad un infortunio che i movimenti incriminati
si siano prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste,
fuori programma. Ad es., la vittima dev'essere inciampata, scivolata, aver
reagito di sproposito, presa alla sprovvista, di fronte ad un improvviso
pericolo.
Se invece si tratta di
sforzi eccessivi si ammetterà l'infortunio solo se lo sforzo supera in modo
vistoso le sollecitazioni alle quali la vittima è normalmente esposta e alle
quali per costituzione, addestramento, ecc. è normalmente in grado di
resistere. In caso contrario le lesioni sono ritenute procedere da malattia.
2.7. In concreto, l’evento occorso
all’assicurata il 7.6.1998 è stato ben descritto dall’assicurata:
" ... Mi sono fatta male
domenica 7.6.98 ore 14.00 circa.
Stavo alzando una
paziente di 50 kg però molto rigida.
Letto con sbarre
abbassate. Mi sono abbassata in avanti prendendo la paziente con il braccio
sinistro sotto le spalle e con quello destro sotto le gambe. Alzandola si è
impigliato un piede della paziente nella sbarra. Con il braccio destro ho
cercato di liberarlo, riuscendoci. Nel contempo ho dovuto riprendere la
paziente che era scivolata sul bordo del letto verso il pavimento. Mi sono
abbassata ancora di più riuscendo a tenerla e poi mi sono rialzata con la
signora nelle braccia. In quel momento ho avvertito uno stiramento violento,
seguito da un "crac" e fortissimi dolori nella regione lombosacrale
di sinistra appena sotto la cintura. Sono rimasta bloccata dal dolore e non
potevo nemmeno raggiungere il campanello alla testa del letto (...). Non sono
caduta, non sono scivolata.” (doc. __________)
Dunque, appare accertato
che la lesione lamentata dell’assicurato non è riconducibile all’intervento di
un elemento esterno.
Occorre, dunque, chiedersi
se si è di fronte ad uno sforzo eccessivo o ad un movimento scombinato ai sensi
di quanto ricordato al consid. 2.5.
A questa domanda va
risposto negativamente.
Si può, subito, escludere
che vi sia stato un movimento incongruo o scombinato. La descrizione fatta
dall’assicurata non ne rivela .
Nemmeno si può concludere
per uno sforzo manifestamente eccessivo.
Da un lato, come
correttamente rilevato __________, “un’assistente di cura in una cassa per
anziani si trova abitualmente a dover far fronte a situazioni quali quella
descritta” (V pag 4): le azioni descritte sono, sicuramente, azioni ricorrenti
ed abituali nell’attività dell’assicurata
Il TFA ha già avuto modo
di negare carattere straordinario al trasferimento di un paziente dal tavolo
operativo al letto da parte di un aiuto infermiere rilevando, in particolare,
che “le transfert d’un patient d’une table d’opération à un lit
fait partie du travail quotidien d’un aide infirmier et malgré le poids du
malade et en dépit du fait que l’assuré s’est occupé seul du déplacement, l’on
ne saurait parler d’un effort manifestement excessif pour un homme adulte d’âge
moyen qui, selon toute apparence, jouit d’une bonne constitution physique
(DTF 116 V 139 consid. 3c).
E d’altro canto, il peso
dell’ospite di cui l’assicurata si occupava era modesto (50 kg) così che il
caso ora sub judice non può essere paragonato a quello deciso dal TFA in RAMI
2/1994 pag 79 e seg in cui era stato ammesso lo sforzo manifestamente eccessivo
nel caso di un’infermiera comunale (con un’attività, peraltro, diversa da
quella di un’assistente in casa per anziani) che, nel trasferire un paziente
grasso (schwergewichtigen Patient) dal letto alla carrozzella, ne aveva
impedito la caduta trasportandolo per qualche secondo.
Non si può, dunque, che
concludere che non v’è stato, in concreto, un infortunio ai sensi dell’art 9
cpv 2 OAINF.
2.8. L’art. 9 cpv 2 OAINF, nel
tenore attualmente in vigore, ha parificato all'infortunio, anche in assenza
di un fattore esterno straordinario, una serie di lesioni corporali a
condizione che non siano attribuibili indubbiamente a una malattia.
Sono per la precisione:
"a. fratture
b. lussazioni di articolazioni;
c. lacerazioni del menisco;
d. lacerazioni muscolari;
e. stiramenti muscolari;
f. lacerazioni di tendini;
g. lesioni dei legamenti;
h. lesioni del timpano."
L'elenco è esaustivo: esso
non può essere fatto oggetto di un'interpretazione estensiva, in particolare
per analogia (DTF 114 V 208ss, consid. 3c; Ghélew/Ramelet/Ritter, op. cit., p.
58; RAMI 1988 p. 372 e 375; Maurer, "Schweizerische Unfallver-
sicherungsrecht", p. 202).
Eccezion fatta per il
fattore esterno straordinario, la responsabilità dell'assicurazione infortuni
presuppone la riunione di tutti gli altri elementi costitutivi dell'infortunio.
A questa condizione, le
affezioni menzionate all'art. 9 cpv. 2 lett. b-h OAINF devono essere assimilata
ad un infortunio (DTF 114 V 300ss; 116 V 136ss consid. 4).
2.9. Secondo la giurisprudenza,
tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli
elementi costitutivi d'infortunio.
Quando l'istruttoria non
permettere di ritenere accertati, perlomeno nel grado della verosimiglianza,
(la semplice possibilità non basta), tali elementi, il giudice constata
l'assenza di prove o di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica
dell'infortunio (DTF 114 V 305ss consid 5b; 116 V 136ss consid 4b).
Gli stessi principi sono,
ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione assimilabile
ad infortunio (DTF 114 V 306 consid 5b; 116 V 141 consid 4b).
2.10. In concreto, nel certificato
medico LAINF, la dott. __________ ha indicato come reperto radiografico
“lombaggine acuta dopo sforzo” e come diagnosi “lombaggine da strappo dopo
sforzo muscolare” (doc __________).
Il TF ha già avuto modo di
negare che la lombaggine costituisca una lesione parificabile ad infortunio ai
sensi dell'art 9 cpv 2 lett. e OAINF:
" ... c)
Ausgangspunkt für die Beantwortung der in Erwägung 4 gestellten Frage bildet
der erwähnte Grundsatzbeschluss der Kommission, Muskelzerrungen im
Rückenbereich (wie Lumbago, Diskopathie) nicht zu den unfallähnliche
Körperschädigungen zu zählen. Formell kam die Kommission auf diesen Beschluss
nie zurück. Das BSV schliesst jedoch in seiner Stellungnahme zur
Verwaltungsgerichtsbeschwerde aus der Streichung des Zusatzes «ausgenommen im
Rücken», es sei bezüglich der Muskelzerrungen anlässlich der Sitzung vom
29./30. März 1982 «offenbar» zu einem Meinungsumschwung gekommen. Das Bundesamt
folgert aus der Streichung des erwähnten Zusatzes weiter, der Verordnungsgeber
habe damit Fälle von Lumbago «im Sinne einer widerlegbaren Vermutung» unter den
Begriff der Muskelzerrungen nach Art. 9 Abs. 2 lit. e UVV subsumieren wollen.
Damit sei der Leistungsansprecher der von Dr. S. geschilderten Beweisnot
enthoben.
Der
Auffassung des BSV kann nicht beigepflichtet werden. Der gesetzgeberische
Wille, die Lumbago und die Diskushernie nicht in die Liste der unfallähnlichen
Körperschädigungen aufzunehmen, ist entstehungsgeschichtlich klar dokumentiert.
Überdies bezweckte die ursprüngliche lit. e mit dem Zusatz «mit Ausnahme jener
im Bereich des Rückens» nicht nur, sondern «vor allem» den Ausschluss der
Lumbago (Protokoll der Sitzung vom 29. April 1981). Damit sollten
offensichtlich auch Muskelzerrungen beispielsweise im oberen Teil des Rückens,
die nichts mit Lumbago zu tun haben, ausgegrenzt werden. Die Streichung des
Zusatzes bedeutet daher nicht die Gleichstellung der Lumbago mit einer
Muskelzerrung. Ausserdem ist ein Zusammenhang zwischen der Ausdehnung von Art.
9 Abs. 2 lit. e UVV auf alle Muskelzerrungen und derjenigen Stellungnahme im
Vernehmlassungsverfahren, welche in Verbindung mit den Muskelzerrungen das
«Verhebetrauma» im Sinne einer akuten Lumbago oder einer akuten Torticollis
(Genickstarre) nannte, nicht erstellt. Gemäss einer Aktennotiz des Chefarztes
Dr. Sch. erfolgte die Streichung des Zusatzes «ausgenommen im rücken» auf
Antrag und Zusicherung der Mediziner hin, bei richtiger medizinischer Betrachtungsweise
bestehe keine Gefahr, dass Lumbago als eine unfallähnliche Körperschädigung
interpretiert werden könne.
Der
Verordnungsgeber, der die unfallähnlichen Körperschädigungen in Art. 9 Abs. 2
UVV präzis und differenziert formulierte, hätte die Lumbago wie auch die
Diskushernie bei entsprechender Absicht ausdrücklich in der abschliessenden
Liste unfallähnlicher Körperschädigungen erwähnt. Dass er dies unterliess, ist
als qualifiziertes Schweigen zu interpretieren (vgl. BGE 114 V 302 Erw. 3d).
Die
Liste bezweckt nämlich, Fälle im Grenzbereich zwischen Unfall und Krankheit
einer besonderen Ordnung zu unterwerfen, um Streitigkeiten darüber, ob ein
Unfall oder eine Krankheit vorliegt, zu vermeiden (BGE 114 V 301 Erw. 3c; RKUV
1988 Nr. U 57 S. 373 Erw. 4b). Es war angezeigt, die unfallähnlichen
Körperschädigungen anhand der gängigen medizinischen Terminologie möglichst
genau zu umschreiben, damit der Gefahr vorgebeugt werden konnte, dass bei der
Auslegung der einzelnen Kategorien unfallähnlicher Körperschädigungen nicht
doch wieder Abgrenzungsstreitigkeiten entstehen.
d)
Nach dem Gesagten bestehen keine Anhaltspunkte dafür,
dass Art. 9 Abs. 2 UVV die Lumbago miterfassen würde. Dasselbe gilt für die
Diskushernie, wie das Eidg. Versicherungsgericht bereits in RKUV 1988 Nr. U 58
S. 375 im Zusammenhang mit den Bandläsionen nach Art. 9 Abs. 2 lit. g UVV
festgestellt hat.
...
Bei
der Lumbago handelt es sich um ein klar umschriebenes selbständiges
Krankheitsbild. Dieses umfasst entsprechend der vieldeutigen Diagnose verschiedenartige
Erkrankungen, welche grundsätzlich in den Leistungsbereich der
Krankenversicherung fallen. Das Erscheinungsbild der Lumbago unterscheidet sich
in den meisten Fällen unzweideutig von jenem unfallähnlicher
Körperschädigungen. Dies gilt insbesondere auch für die klar diagnostizierbare
Diskushernie. Damit steht der Ausschluss der Lumbago und der Diskushernie aus
der Liste gemäss Art. 9 Abs. 2 UVV deren Zweck nicht entgegen, die oft
schwierige Abgrenzung zwischen Unfall und Krankheit zugunsten des Unfallversicherten
aus Beweis- und Praktikabilitätsgründen zu vermeiden (BGE 114 V 301 Erw. 3c;
RKUV 1988 Nr. U 57 S. 373 Erw. 4b). Eine unbegründete rechtliche Unterscheidung
ist darin angesichts der medizinischen Fakten nicht zu erblicken. Der Ausschluss
der Lumbago und der Diskushernie aus der Liste der unfallähnlichen
Körperschädigungen erweist sich somit als gesetz- und verfassungsmässig....
"
(DTF
116 V pag. 153-155)
Ciò ritenuto, la decisione
impugnata non può che essere confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto
amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
La vicepresidente Il
segretario
Giovanna Roggero-Will Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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